mercoledì 19 marzo 2008

La responsabilità educativa del genitore e quella dell’Insegnante



LETTERA APERTA AI GENITORI DEGLI ALUNNI

Latina, prot. n. 1515 /A1f del 12.03.2008

La collaborazione tra Famiglia e Scuola è conditio sine qua non per la validazione di qualsiasi processo formativo, per l’attivazione di percorsi di qualità che siano significativi ed efficaci. In una classe il contesto educativo, (che ha per substrato la somma dei contesti educativi domestici e li rispecchia nell’interazione che si determina), condiziona il successo degli esiti. Fondamentali risultano essere, quindi, sia la strutturazione socio-metrica della stessa classe ma, anche, le dinamiche interpersonali che si attivano in simmetria al suo interno. L’insegnante spera sempre di trovare la fondamentale collaborazione con la famiglia e la famiglia la giusta autorità e competenza nell’insegnante. La scuola non è mai da intendersi come luogo per il potere, da chiunque esercitato, ma come un luogo di alleanze strategiche e tattiche sui fini comuni. Ma spesso, quando la scuola cerca di ribadire la sua funzione e il docente le sue competenze, si levano da alcuni genitori voci per reclamare una loro parte di autorità e di comando. Nell’ultimo Consiglio di Circolo si è tentato di affermare una pretesa competenza nel dettare agli Insegnanti i fini e gli obiettivi anziché i generali indirizzi sui criteri organizzativi e funzionali del regolamento scolastico. Durante un’ultima assemblea di classe alla Goldoni (6.03.’08) si è manifestata la pretesa di imporre direttive didattiche e di metodo a un’equipe docente e ad un’insegnante in particolare. Altre travisazioni si sono verificate in antecedenza con alcuni Genitori convocati in direzione. Si dimentica che la funzione docente, per le sue prerogative, discende direttamente, per la libertà d’insegnamento, dall’art. 33, 1 comma, della Costituzione italiana, dalla legislazione scolastica, dallo stato giuridico e dall’art. 26 (Capo IV) del Contratto Collettivo Nazionale del Comparto Scuola. Il Collegio dei Docenti del IV Circolo didattico di Latina, a tutela di una funzione che si fonda sull’autonomia culturale e professionale, ritiene quindi, (seppur attraverso idonei, doverosi e irrinunciabili processi di confronto con i Genitori e di rispetto delle precise competenze di altri Organi democratici della Scuola), illegittima e ingerente tale richiesta di dettato e la respinge (oggi 11.03.2008) come grave ed erronea nel suo intento di voler condizionare, dirigere e valutare l’operato di un docente prima, durante e dopo un qualsiasi processo educativo, anche implementato in coerenza con le Indicazioni Nazionali per il Curricolo ed il Piano dell’Offerta Formativa “Per Regola e Progetto” della nostra istituzione. I docenti e gli operatori della scuola, in quanto al servizio ma anche garanti di un particolare servizio pubblico, non intendono (beninteso!) sottrarsi alle loro precise responsabilità né rivendicare al loro stato una particolare condizione di singolare invalutabilità; accettano, tuttavia, la valutazione unicamente dagli organi preposti e competenti. La cosiddetta “valutazione percepita” sui processi condotta abitualmente… in cortile da alcuni genitori è scientificamente dimostrato non essere oggettiva, viene comunque recepita e considerata nell’economia dell’azione come uno dei segnali di feed-back, una cartina di tornasole per orientare sempre meglio i processi in corso ed innovare la ricerca-azione pedagogica. Né autosufficienza né autoreferenzialità ma sempre un’utile visione interagente di Comunità continua, quindi, ad ispirare l’operato degli insegnanti. Le rivendicazioni recentemente espresse da alcuni genitori, decisamente minoritari tra i tanti, sono sorte e maturate in contesti, l’uno, di ricerca di un potere che non esiste all’interno di un Consiglio; l’altro dal desiderio di allontanare da sé, almeno parzialmente, la responsabilità “in educando” evocata dalla lettera di contestazione della Direzione didattica per i reiterati, e anche gravi, episodi di precoce bullismo accaduti in classe. In riferimento a questi ultimi i docenti, nel loro assoluto dovere di ripristinare con immediatezza il clima di legalità e di condizione del diritto allo studio, non possono rinunciare ad applicare direttamente, e senza remore, le prime misure di sanzione previste e di proporre al dirigente di adottare i provvedimenti disciplinari successivi, ai sensi dell’art. 9 del Regolamento scolastico, fino alla possibile sospensione stessa dell’alunno/a che si dimostri colpevole di gravi atti di indisciplina. Il Collegio vuole, tuttavia, sperare che questa ristrettissima minoranza di genitori, dopo opportuna autocritica e neo-acquisita consapevolezza sul proprio preminente ruolo in campo educativo, possa ricondurre il proprio operato, riconducibile all’art. 30 della Costituzione, anche al rispetto fondamentale della distinzione di funzione e responsabilità esistenti tra genitori e docenti. Nell’interesse del presente e del futuro sociale dei loro figli il Collegio vuole sperare, pertanto, in quel recupero di cooperazione educativa che si ritiene imprescindibile per la costruzione di buone personalità.
Il Collegio si appella, infine, ai Membri del C.d.C. e a tutti i Rappresentanti di classe/sezione perché essi esercitino “in aiuto” la loro funzione-ponte collaborando con gli operatori della Scuola nel superamento di eventuali malintesi.

Il Collegio dei Docenti dell’11.03.2008 approva all’unanimità.

Il Segretario verbalizzante: dott.ssa ins.te Patrizia Testa

Il Presidente del Collegio: dirigente scolastico dott. prof. Sergio Andreatta
P.O.F.“Per Regola e Progetto