
Nell’Aula Pacis del IV Circolo didattico di Latina erano presenti, ieri sera, un centinaio di persone catturate dall’insolito fascino spirituale emanato dall’attualità di un francescano eremita dei nostri tempi. Dopo il saluto di Daniele Efficace del Gruppo di preghiera “Cammino in spes” e la presentazione di una curata selezione di foto dell’eremo di S.Egidio a Frosolone dove l’eremita vive, il prof. Sergio Andreatta ha presentato, rintracciandole nel libro, alcune particolari e suggestive piste culturali. L’intervento è stato seguito con interesse dal folto pubblico presente. Giorgia Eloisa Andreatta è stata chiamata a dare il senso artistico delle sue illustrazioni del libro e l’ha fatto, con non poca emozione, cercando di esplicitare il significato e il significante attenendosi ad una particolare percezione dell’iconografia religiosa. La lettura di due Notturni ha messo in risalto la profondità spirituale e le vibrazioni poetiche di padre Luciano Proietti. E’ seguito l’avvincente e atteso intervento dell’Autore che ha spiegato il senso contemporaneo del suo eremitaggio anche inquadrato in un canone di Papa Giovanni Paolo II, la vita quotidiana nella preghiera incessante, la necessità di una vita contemplativa oggi, la realtà e la simbologia della vita di cella. “Ho trovato il luogo / dove scendere / alle radici del mio cuore / e delle ragioni della vita…” scrive Padre Luciano nel Notturno di pag.96:“Ho trovato il luogo…/ Ma nel silenzio della cella…/ sono diventato moltitudine, o Signore, / perchè gli uomini mi abitano./ Li ho incontrati, / in me sono penetrati./ Vi si sono sistemati, / mi hanno tormentato, / mi hanno preoccupato, / mi hanno divorato…/”. Ma il monaco asceta e intercessore, nella fecondità della sua vita contemplativa, ha anche la necessità di irradiarsi (demonstratio) tra gli altri ponendosi in ascolto per raccoglierne le pene. “Sarà la carità a rendere la sua celletta più grande di tutto il mondo. Il suo digiuno apparirà una spirituale refezione, le sue veglie saranno il suo sonno, il suo lavoro sarà il suo riposo…” come scrive B.Calati in “Sapienza monastica” (Roma 1994, pag.530). Sono seguite, con riferimento ad un episodio di cronaca, le interessanti e problematiche domande poste da una giornalista sulla possibilità di una vita contemplativa sul campo di missione e la testimonianza sofferta di una persona che gli ha deposto innanzi tutto il peso di una sua pietra interiore. L’incontro culturale e spirituale insieme si è concluso a sera inoltrata con la paterna benedizione francescana di Padre Luciano.
Le iconografie sono opera artistica di Giorgia Eloisa Andreatta.
