
Rapina a mano armata al dispensario medico di Esmeraldas diretto da madre Camilla Andreatta.
Secondo episodio di criminalità al Centro missionario comboniano dopo il clamoroso furto di macchine di due anni fa.
di Sergio Andreatta
Il clima di golpe che ha violentemente contraddistinto l’Ecuador e contrapposto i giorni scorsi i rivoltosi poliziotti di Quito, non l’esercito lealista, al presidente Correa sembrerebbe ormai superato. Non il clima di precarietà economica, il serpeggiante malessere, gli episodi di diffusa criminalità anche spicciola per i barrios delle città. Così il ritiro della polizia ha scatenato ladri e delinquenti che assaltano banche, negozi, bar, cantine e qualunque luogo dove ci sia una forma di organizzazione economica. Uno di questi ha colpito qualche giorno prima del tentativo di golpe, esattamente una settimana fa, anche il Dispensario medico (farmacia e poliambulatorio) diretto ad Esmeraldas da madre Camilla Andreatta, missionaria comboniana di Latina. Si è trattato di un tentativo di rapina a mano armato da parte di due loschi figuri perpetrato nel Centro Medico Assistencial Madre Anastasia di Esmeraldas. Tanta paura, ovviamente, e pochi danni per fortuna. E del resto chi potrebbe prendersela tanto ferocemente con delle inermi sorelle missionarie che si dedicano “anima e corpo” da più di cinquant’anni ormai, spendendo la loro vita, alla missione tra la povera gente? Rispondono ai suoi bisogni di educazione (hogar campesino, adozioni a distanza,…), curano la salute (dispensario) ma spesso provvedono anche ai bisogni primari di sostentamento. Tante volte in precedenza abbiamo scritto su questo blog e altrove della Missione comboniana di Esmeraldas e delle sue finalità evangeliche, dei progetti di aiuto allo sviluppo della persona che ci sembra anche superfluo ritornarci. Non fosse per questo bruttissimo episodio di cronaca nera, anche strano in sé perché preannunciato prima che accadesse dall’avviso di una persona che ha permesso allo staff di adottare qualche misura precauzionale seppure non completa. Quasi che qualcuno dall’interno della stessa banda volesse segnalare, forse perchè aiutato da bambino, e si volesse sdebitare. E’ a tutti noto che la pontina madre Camilla Andreatta porta avanti da anni, tra gli altri, anche un diffuso progetto (Educamy) di adozioni a distanza con cui aiuta e sostiene l’educazione e gli studi, anche fino all’università di oltre 500 ragazzi dai 3 ai 25 anni. L’Italia, e solo Latina con più di 100 borse di studio, aiutano tramite le mani di Madre Camilla tanti poveri esmeraldegni a crescere meglio per se stessi, per la famiglia e la società in cui vivono. Un progetto cristiano e di sviluppo della dignità personale e civica che, al di là di tutto, nella circostanza è forse valso ad attenuare i colpi di una pericolosa rapina a mano armata ad una struttura missionaria già due anni fa bersagliata da un clamoroso furto di costose macchine per diagnosi e terapia. Insomma una missione che non si può dire certo tranquilla quella della coraggiosa suor Camilla Andreatta che, ciò malgrado, non si sottrae neanche dal commentare per mail i recentissimi fatti che hanno attraversato il Paese sudamericano: “Il nostro presidente è uno di carattere deciso ma ha fatto anche delle grandi riforme positive per il Paese. Fossi sua amica in questo momento gli suggerirei di cercare un po’ di più il dialogo con gli altri ma, comunque, di andare avanti. La democrazia, specie qui, si dimostra infatti non solo con le parole…” © – Sergio Andreatta

