Verso una nuova Mappa delle autonomie dall’a.s. 2012/’13 sulla base giuridica, organizzativa ed economica dell’articolo 19 della L. n.111/2011.
Le nuove strategie dell’istruzione, l’ipotesi di Sergio Andreatta*
Da: www.andreatta.it
Dimensionamento scolastico a Latina. Verso una nuova Mappa delle autonomie
Dall'a.s. 2012/'13 sulla base giuridica, organizzativa ed economica dell'articolo 19 della L. n.111/2011.
Una scuola pontina ("Città di Latina", Scuola dell'Infanzia di Borgo San Michele).
DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO A LATINA
Il cambiamento che ora s'impone all'assetto del sistema scolastico statale è drastico. Si va verso la ristrutturazione dell'intero impianto scolastico con la modifica più radicale del Piano regionale di dimensionamento delle istituzioni esistenti (deliberazione n. 5654 della Regione Lazio del 30.11.1999). Così i dirigenti scolastici di Latina (I Settore: direzioni didattiche, Scuole Medie Statali, Istituti Comprensivi) in considerazione della Lettera ricevuta dalla Provincia di Latina, Settore Politiche Scolastiche, si sono riuniti presso il IV Circolo didattico di Latina per esaminare insieme la situazione e procedere, in prima istruttoria, alla formulazione di proposte di dimensionamento scolastico per l'a.s. 2012/'13. Esaminati l'Atto di indirizzo emanato dalla Regione Lazio (DGR n. 377 del 02/09/2011) e le Linee Guida, sono stati individuati gli obiettivi da raggiungere e le modalità (criteri) da seguire al fine di assicurare il migliore servizio scolastico "verticalizzato" sostenibile sul Territorio del Comune di Latina tramite l'istituzione di Nuovi I.C. Tali Istituti, ognuno con numero di iscritti/frequentanti superiore a 1000 (soglia minima, massima non precisata ma pare di 1999) sulla base di una previsione di stabilità quinquennale, alla fine emergeranno come la risultante dell'aggregazione verticale di scuole dell'infanzia, scuole primarie e medie. Ma questo traguardo, dati i tempi e le modalità, sembrerebbe doversi conseguire non in virtù di una premessa programmazione politica (studio della sociosfera e dei suoi bisogni formativi, costruzione di un'edilizia ad hoc) ma quasi come una risultante ragioneristica dell'analisi del quadro statistico-numerico esistente e dell'imposta idea di una nuova gestione. Per alcuni quasi una soluzione di sovvertimento organizzativo della logica dei processi di sviluppo degli apprendimenti. Pensata in termini di buona governabilità la misura prevista per la riorganizzazione della rete scolastica italiana inculca più di una preoccupazione... Il quadro statistico, fondato sui dati dell'organico di diritto 2011/'12, registra soltanto modestissimi ed ininfluenti scostamenti rispetto a quello dell'anno in corso da cui emerge che la consistenza degli studenti del Comune di Latina (3-14 anni) è di circa 13.000 alunni, tale da giustificare legalmente la formazione, con tenuta numerica di salvaguardia, di 11 o anche 12 nuovi I.C. (13.837:11= un indice di 1.258 (1153 se si pensa a 12) alunni per ogni nuova istituzione). La decisione sul numero delle Istituzioni da costituire è politico-amministrativa, compete pertanto al Comune indicarla a Provincia e Regione. In realtà la proposta di articolazione del nuovo servizio sul territorio è, al momento, da intendersi come un work in progress (ma questo anche in seguito per il continuo e sistematico monitoraggio dei flussi e delle dinamiche demogradiche che si impone) alla cui formulazione possono collaborare significativamente i dirigenti scolastici; essa non dovrebbe prendere in esame il solo calcolo numerico-quantitativo di giustificazione del cambiamento, il frazionamento o la sommatoria con lo scopo di raggiungere il quorum di legittimazione all'istituzione / mantenimento dell'autonomia dell'Ente scolastico di diritto pubblico (art. 21 della L. n. 59/1997) con personalità e soggettività giuridica ( DPR n. 233/1998) e una tenuta nel tempo anche superiore al quinquennio ma, alla ricerca di una qualche intravedibile qualità del servizio, dovrebbe rispettare anche altre ratio (criteri), da quella preminentemente pedagogica con dovuta attenzione alla costruzione di un curricolo verticale degli apprendimenti/insegnamenti a quella della contiguità sul territorio comunale e quindi di identità su un bacino delle varie sedi scolastiche tra loro, a quella della continuità formativa e didattica con gli Istituti Superiori presenti (a loro volta in via di aggregazione sulla base dell'inalterato parametro 500-900 studenti). Non si può, però, sottacere per Latina l'istanza rappresentata in ogni sede, anche con preoccupazione da Sergio Andreatta, perchè un vasto quartiere di Latina-Ovest (grosso modo corrispondente al II C.D.), già soggetto ad evidenti dinamiche di deprivazione culturale, di flusso migratorio e di dispersione scolastica, non venga abbandonato a se stesso col lasciarlo sguarnito di un I.C. e della significativa presenza in loco di un dirigente scolastico la cui missione precipua dovrebbe essere quella di riqualificare e di espandere l'offerta formativa. E' chiaro a tutti che, per il quadro normativo dei cinque DPR. emanati in materia (Nn. 233/1998, 81/2009, 87/2010, 88/2010 e 89/2010) e della Legge n.111/2011, è ormai doveroso abbandonare il sentimento di nostalgia e l'affezione verso l'organizzazione esistente e, sia pure, la tradizione costruita in anni di buona operatività, anche dovendo conseguentemente spossessarsi di alcune caratterizzazioni che hanno costituito l'ossatura dei POF delle precedenti Istituzioni, per disegnare la Nuova Mappa delle autonomie con valori (numero medio di alunni per scuola) più che doppi rispetto alla Germania: 259, alla Francia: 177, alla Gran Bretagna: 301, alla Spagna: 424 e agli altri Paesi Europei con cui è pur necessario compararsi (Fonte: Eurydice, 2009). Ma la storia e la letteratura di queste esperienze non potrà e non dovrà andare né dissolta né dispersa perché con le tante piste della ricerca-azione e della documentazione agli Atti (un solido patrimonio culturale) si sono costruite le splendide realtà della Scuola Pontina cui tanto hanno contribuito, in spirito di comunità, i docenti, i dirigenti scolastici (ex direttori didattici ed ex presidi) e il personale ATA di ogni Scuola. E il buon magistero irradiato si vede già incarnato, e da generazioni, in tantissimi cittadini e persone di successo che vivono e operano non più soltanto a Latina. Ma non si deve dare neanche solo l'impressione d'inseguire una soluzione a forza. Gli Utenti non devono provare ingiustificati sentimenti di preoccupazione per il nuovo assetto sociometrico che si va delineando perché, in linea di principio, le Istituzioni scolastiche del capoluogo pontino, nel suo 80° dalla fondazione, con i Plessi dei suoi Borghi - non configurandosi per gran parte sotto i parametri matematici previsti - potranno continuare ad esistere e a funzionare in loco, pur nell'ambito di un'autonomia istituzionale a tipologia variata. L'importante è che si operi "nel rispetto delle reali esigenze dell'utenza e non nella difesa di sollecitazioni clientelari localistiche" scrive la FLC CGIL di Latina. Con attenzione alle vie di comunicazione e di trasporto pubblico esistenti o da impiantare ma anche con l'impegno dell'Ente a potenziare i collegamenti on-line. L'Atto regionale di indirizzo sui punti di erogazione del servizio, come definisce i singoli plessi sul territorio, raccomanda la sopravvivenza delle scuole dell'infanzia lì dove sono, vicine alla residenza delle famiglie; lascia intravedere qualche possibilità di aggregazione dei Plessi sottodimensionati di scuola primaria e non sembra escludere una migliore spalmatura della ex-scuola media all'interno del bacino di riferimento del nuovo I.C. Nulla sembra immodificabile, tuttavia, nella nuova "costellazione". Anziché stare sotto l'abituale dirigenza potrà, così, accadere che gli utenti andranno a pararsi sotto un'altra nel dettato delle urgenze della nuova organizzazione, ispirata a cascata dalle stringenti esigenze di Bilancio dello Stato (stimato taglio di 5 o 6 autonomie). E' così, al fine di razionalizzare la spesa della macchina scolastica, l'articolo 19 della Legge n.111/2011, ai commi 4 e 5, stabilisce nuovi parametri per la definizione delle Istituzioni scolastiche autonome che dovranno trovare applicazione nella nuova programmazione dell'offerta di istruzione. E' il nuovo parametro dei 1000 alunni a imporre ora le nuove aggregazioni, pena la perdita dell'autonomia (intesa come perdita dell'ufficio di dirigenza e di segreteria). La ricerca obbligatoria di agganciamento delle continuità organizzativo-funzionali, soprattutto tra scuola primaria e scuola media, alla prima analisi ha fatto emergere, peraltro, delle criticità (in almeno tre casi qui a Latina) che richiedono uno sforzo supplementare di attenzione per la loro risoluzione. Per i tre casi enucleati la Commissione dei dirigenti scolastici (composta dai proff. Sergio Andreatta, Stella Fioccola, AntoNino Leotta, Angela Buccella) proporrà all'Assemblea dei dirigenti già riconvocata per mercoledì 21 p.v. (ore 10, IV Circolo didattico) non una sola proposta ma un bouquet di ipotesi per la soluzione. La Commissione vuole operare, soprattutto, sulle macro-soluzioni, restando a riequilibrio numerico, la successiva possibilità di operare l'aggregazione o la disaggregazione dei plessi minori ma evitando l'inopportuno innalzamento di nuovi muri di Berlino. Non è condivisa, anzi è da evitare, l'idea di istituire paraventi di divisione/scompaginamento di uno stesso Plesso tra due diversi I.C. né immaginare che scuole di uno stesso Borgo possano capitare illogicamente e sottostare sotto due diversi dirigenti, come già accaduto a Borgo Bainsizza per la scuola dell'infanzia e per la scuola primaria: è necessario che sia uno solo il dirigente scolastico di riferimento per ognuna delle comunità di fruitori, unica l'interfaccia, unico l'interlocutore. Saranno comunque i singoli Consigli d'Istituto, nel rispetto della loro autonomia ma col rischio di pareri rispecchianti solo l'interesse della singola scuola, a pronunciarsi con tempestività (entro il 30 settembre p.v.) sulla validazione o la correzione/emendamento delle proposte prime dei dirigenti e del Comune e sulle dinamiche dell' organizzazione interna. A salvaguardia del mantenimento dell'autonomia nel tempo (stabilito nel trend minimo di un quinquennio) la Commissione suggerirà all'Assemblea dei dirigenti scolastici e, quindi, ai Consigli d'Istituto un parametro di coagulo non inferiore ai 1200/1300 studenti per ciascun nuovo I.C. con possibilità di giustificate oscillazioni sulla base di particolari situazioni locali. I dirigenti valutano, quindi, la possibilità di pervenire ad un modello coerente e condiviso sulla scala territoriale del capoluogo. Sulla base del dato statistico sembrerebbe così possibile prefigurare l'esistenza di nuovi 10, 11 o forse 12 Nuovi I.C., anche per la vastità del territorio del capoluogo con una superficie superiore a quella dello stesso comune di Napoli. Ogni nuovo Istituto Comprensivo dovrebbe registrare al suo interno un equilibrio dei tre ordini di scuola tanto che l'ASAL, l'Associazione delle Scuole Autonome del Lazio, ha espresso anche una sua formula (3n)I, + (5n)P + (3n)M prevedendo così un Istituto idealmente composto da 9 (o 12) sezioni di scuola dell'Infanzia, 15 (o 20) classi di scuola Primaria e 9 (o 12) classi di scuola Media. Un bilanciato equilibrio nelle utenze a vantaggio del curricolo verticale che sfiora, però, l'utopia prevedendo l'intervento di una necessaria rivoluzione al fine di smagrire, attraverso quella che è stata definita un'azione di spacchettamento, le ipertrofiche scuole medie esistenti (G.Giuliano, A. Volta e L. da Vinci). Senza rinunciare agli stessi obiettivi a medio termine, meglio, forse, una politica scolastica di riaggregazione più morbida e graduale... Toccherà all'Amministrazione comunale di Latina esaminare tempestivamente la ragionata proposta dei dirigenti scolastici, convalidarla o riformarla con sue determinazioni; all'Amministrazione Provinciale deliberare entro il 15 novembre; alla Regione Lazio entro il 31 dicembre p.v. adottare di competenza il Piano regionale del nuovo assetto scolastico che andrà in vigore dall'a.s. 2012/'13. Francamente ci dispiace di dover dire addio alle storiche Direzioni didattiche statali (Circoli) che per oltre un secolo hanno costituito quasi da sole la spina dorsale del sistema scolastico italiano ma ci accingiamo, pienamente consapevoli delle criticità del momento, a dare senza lesine la nostra responsabile e solerte collaborazione per l'attuazione del nuovo Piano, nella concezione non del tutto condiviso, di politica scolastica. * Sergio Andreatta, psicopedagogista e dirigente scolastico decano. © - Riproduzione riservata


