<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717</id><updated>2012-01-28T12:29:22.346-08:00</updated><category term='missionaria comboniana'/><category term='Chiesa e Società;'/><category term='Writer a Latina'/><category term='Madre Camilla Andreatta'/><category term='Chiesa e Società'/><category term='Narrativa e Poesia'/><category term='Poesia d&apos;autore'/><category term='Bambini e Soldati.'/><category term='Politica a Latina'/><category term='Solidarietà e Volontariato'/><category term='Scuola e Società'/><category term='Salute e Benessere'/><category term='Narrativa d&apos;autore'/><category term='Primo Piano'/><category term='Storia del Territorio Pontino'/><category term='Cultura'/><category term='La Città'/><category term='Scuola e Società. Scuola e Società'/><category term='Città di Latina'/><category term='Fiori e Frutta'/><category term='Teatro e Costume'/><category term='Scuola in Ospedale a Latina'/><category term='Politica'/><category term='Scuola e Società.'/><category term='Bambini e Soldati'/><category term='Arte e cultura'/><title type='text'>Sergio Andreatta   (www.andreatta.it)</title><subtitle type='html'>Sui modi di essere, di apparire e di esistere per lo più in Italia e dintorni.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>192</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-4883164906726381895</id><published>2012-01-28T06:29:00.001-08:00</published><updated>2012-01-28T12:29:22.357-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società. Scuola e Società'/><title type='text'>Il Giorno della memoria 2012</title><content type='html'>Vincere l’indifferenza e contrastare ogni rigurgito di negazionismo basato sull’ignoranza dei fatti e sulla malafede nutrita da malate ideologie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Sergio Andreatta (590)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1yW3xerWBfw/TyQGUpIgINI/AAAAAAAAAnw/k8phH508YDo/s1600/Terezin-Sergio.Andreatta-5.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="230" width="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-1yW3xerWBfw/TyQGUpIgINI/AAAAAAAAAnw/k8phH508YDo/s320/Terezin-Sergio.Andreatta-5.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il 27 gennaio di ogni anno non si celebri una vuota ritualità, si pensi con spirito di partecipazione alla Shoah che non è un mito costruito ad arte. Non si tratta di un mero problema storiografico ma di una dimensione politica e del nostro agire etico. Si tratta della fiducia che noi stessi riponiamo nella libertà ma anche di una questione di inquitudine che persiste nelle nostre anime. Per questo l’anziana etnologa francese Germain Tillion ha ritenuto di dover ripubblicare oggi, aggiornandolo per la terza volta, il suo libro “Ravensbrück“, “a la recherche de la verité“, introducendo la sua esperienza personale, il suo arresto, la sua deportazione, la sua sopravvivenza a differenza della madre uccisa, perchè la verità non vacilli e non venga sopraffatta sotto gli ignobili colpi di falsari le cui idee non dilagano soltanto in internet ma si diffondono anche nelle aule scolastiche e universitarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A  Terezín&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terezín, in tedesco Theresienstadt, è il nome di una piccola città nella regione di “Ústí nad Labem” della Repubblica Ceca, a circa 60 km a nord di Praga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La località è nota, soprattutto, per la presenza, durante la seconda guerra mondiale di un campo di concentramento e per essere stato il luogo di prigionia e morte di Gavrilo Princip, il famoso rivoluzionario bosniaco, autore nel 1914 dell’attentato di Sarajevo al duca d’Asburgo che avrebbe scatenato lo scoppio della I Guerra Mondiale. Nel campo di Terezin furono imprigionati circa 144.000 ebrei, dei quali 33.000 morirono, soprattutto, a causa delle inumane condizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essendo un campo di transito circa 88.000 prigionieri furono deportati verso il campo di concentramento di Auschwitz e altri campi di sterminio. Quando il 9 maggio 1945 le forze sovietiche arrivarono a liberare la città dall’occupazione nazista si poterono contare 17.247 sopravvissuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parte della fortificazione separata dal ghetto, la “piccola fortezza” (in ceco: Malá pevnost, in tedesco: Kleine festung), venne utilizzata come prigione dalla Gestapo a partire dal 1940. Circa 90.000 persone furono qui imprigionate, 2.600 morirono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi un Museo mantiene viva a Terezín la fiamma della pietà e della memoria contro ogni superstite rigurgito criminale di negazionismo. Molti italiani ogni anno, tra cui numerosi insegnanti con le loro classi, si recano a visitare questi luoghi di dolore e di morte. In questi giorni anche Francesco Profumo, il nostro ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, si è portato con una delegazione a Terezin per commemorare il Giorno della Memoria e si è profondamente commosso. In questo fine settimana molti  sindaci italiani, anche ex-fascisti, si sono mossi dai loro municipi e dalle loro città verso i lugubri luoghi della memoria. Ogni persona per bene spera che questo non avvenga annualmente come per una sorta di macabro rito turistico. Per la scuola non credo possa esserci più incisivo insegnamento di questo memoriale per tentare di costruire l’amore alla vita e l’educazione al sublime rispetto di tutte le pari dignità delle persone senza distinzioni di sesso, razza, lingua e religione. Per un mondo, finalmente, di pace come solo i bambini, nella loro purezza, se lo sanno immaginare. Molte insegnanti delle scuole primarie del IV Circolo didattico di Latina da me diretto hanno variamente ricordato la significatività della data e promosso una riflessione morale a tutto campo su quegli avvenimenti da noi mai troppo lontani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bambini concentrati a Terezín erano 15.000, in quanto campo di transito era infatti previsto uno spazio per bambini, ne sono sopravvissuti meno di 100. Quattromila disegni e sessantasei poesie sono tutto quello che ci resta di loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La poesia pubblicata porta la data del 1941, non si conosce il nome di chi l’abbia scritta, ma il messaggio che ci affida è, malgrado tutto, di fiducia nella vita e ne canta la bellezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autore s’identifica con il volo libero dell’uccello come un’altra bambina, autrice di un disegno, si identificava in una farfalla. Speranze inconsce di poter trascendere, con l’anima, quella immane incombente tragedia che stava per sopraffarli tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedrai che è bello vivere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi s’aggrappa al nido&lt;br /&gt;non sa che cos’è il mondo,&lt;br /&gt;non sa quello che tutti gli uccelli sanno&lt;br /&gt;e non sa perché voglia cantare&lt;br /&gt;il creato e la sua bellezza.&lt;br /&gt;Quando all’alba il raggio del sole&lt;br /&gt;illumina la terra&lt;br /&gt;e l’erba scintilla di perle dorate,&lt;br /&gt;quando l’aurora scompare&lt;br /&gt;e i merli fischiano tra le siepi,&lt;br /&gt;allora capisco come è bello vivere.&lt;br /&gt;Prova, amico, ad aprire il tuo cuore alla bellezza&lt;br /&gt;quando cammini tra la natura&lt;br /&gt;per intrecciare ghirlande coi tuoi ricordi:&lt;br /&gt;anche se le lacrime ti cadono lungo la strada,&lt;br /&gt;vedrai che è bello vivere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-4883164906726381895?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.andreatta.it' title='Il Giorno della memoria 2012'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/4883164906726381895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/4883164906726381895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2012/01/il-giorno-della-memoria-2012.html' title='Il Giorno della memoria 2012'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1yW3xerWBfw/TyQGUpIgINI/AAAAAAAAAnw/k8phH508YDo/s72-c/Terezin-Sergio.Andreatta-5.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-4877194376213003514</id><published>2012-01-08T04:27:00.000-08:00</published><updated>2012-01-10T10:40:11.658-08:00</updated><title type='text'>La Regione Lazio decide il dimensionamento scolastico 2011/2012</title><content type='html'>&lt;b&gt;Questo il definitivo dimensionamento scolastico nel capoluogo pontino.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Comunicato dall'Osservatorio regionale del Lazio. 12 I.C. a Latina. Salvata l'autonomia di Ponza. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-55Uz7tz1pQ0/TwmLXDzyuzI/AAAAAAAAAnQ/ZE3OQcwWZ1k/s1600/Sergio-Andreatta-in-un-recital-di-sue-poesie-al-Cambellotti.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="213" width="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-55Uz7tz1pQ0/TwmLXDzyuzI/AAAAAAAAAnQ/ZE3OQcwWZ1k/s320/Sergio-Andreatta-in-un-recital-di-sue-poesie-al-Cambellotti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Scuola e società:&lt;/b&gt; &lt;i&gt;Riunione nel pomeriggio a Latina per individuare le sedi degli uffici dirigenziali. Nuove problematiche all’orizzonte senza una nuova e rinforzata alleanza interistituzionale tra Scuola ed Enti locali e territoriali. Ma se si parte bene sarà anche un’occasione straordinaria per una maggiore unitarietà del progetto educativo (P.O.F.) e una più forte valorizzazione delle risorse professionali.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quando i politici decidono peggio dei tecnici“, potrebbe cominciare sconsolatamente così, con una certa fondatezza, la prima considerazione sul dimensionamento scolastico definitivo dei nuovi I.C. a Latina. Ma agli agenti della scuola non è lecito lasciarsi travolgere dal pessimismo o dall’ipercritica ma adoperarsi senza riserve. Saranno 12 i nuovi Istituti. La comunicazione è stata data ufficialmente dall’ass. Marilena Sovrani, nel corso di una riunione di dirigenti scolastici del capoluogo che si è tenuta oggi pomeriggio al PalaCultura nelle stanze dell’Assessorato alla P.I. Erano presenti tutti i dirigenti del capoluogo pontino. Entro 48 ore la Sovrani è stata impegnata a comunicare in Regione la sede legale (cioè l’indirizzo fisico) dei 12 nuovi Uffici dirigenziali. Per il dimensionamento definitivo sono state operate scelte semplici e logiche in alcuni casi ma discutibili, controverse e problematiche in altri. L’impronta politica, ardendo dire per spinta clientelare in alcuni casi, appare evidente e decisiva, basterebbe confrontare l’ultimo documento con tutti gli studi precedenti. Oggi a Latina si è proceduto all’individuazione di quasi tutti gli Uffici di presidenza, le ultime riserve saranno sciolte entro domani mattina al massimo. Gli Istituti autonomi saranno, quindi, 12. Ma sbaglierebbe chi volesse continuare a parlare secondo la vecchia logica del salvataggio del 7° Circolo o della dannazione del 2° o dello smembramento del 5° (perché i Circoli didattici per la Legge n. 111/2011 non esisteranno più, come non avrà più giuridica ragione di esistere la vecchia Scuola Media a se stante). Quello che la Legge n.97/1994 aveva istituito come possibilità organizzativa del servizio scolastico in particolari condizioni, soprattutto di montagna, che la Legge Finanziaria n.622 del 23.12.1996 prevedeva come tipologia ordinaria, la Legge 15.07.2011, n.111 (art.19, c.4) impone d’imperio come realtà organizzativa istituzionale obbligatoria dall’anno scolastico 2011/2012. La scuola dell’infanzia, la scuola primaria e secondaria di primo grado si dovranno configurare come Istituti Comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente. Una “rivoluzione“. La scelta di 12 istituzioni asseconda sicuramente le istanze delle Organizzazioni Sindacali che, in un momento di grave crisi occupazionale, a ragione si sono preoccupate della salvaguardia del maggior numero di posti possibile, una quindicina in più alla fine soltanto a Latina tra DS, DSGA, Assistenti amministrativi e Collaboratori scolastici. La decisione che, fuori termine, la Regione si appresta a formalizzare by-passa le precedenti delibere della Giunta Comunale (10 I.C.) e del Consiglio Provinciale (11 I.C.). A differenza della Commissione tecnica mista che nei suoi lavori si era dovuta attenere rigidamente al vincolo di almeno 1.000 alunni imposto dalla legge nazionale (ma ridotti a 500 per le istituzioni scolastiche funzionanti nelle piccole isole, nei comuni montani e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche), la Giunta Regionale e l’Assessore Gabriella Sentinelli hanno concesso alcune deroghe alla Provincia di Latina tra cui, in nome dell’insularità, il mantenimento di una peculiare autonomia all’Istituto omnicomprensivo di Ponza con i suoi 350 alunni, la costituzione di quattro I.C. a Formia anzichè tre, l’omnicomprensivo a Castelforte, la convalida di qualche altro Istituto qua e là con un’anagrafe di 800/1000 studenti. Nel capoluogo pontino la S.M.S. Alessandro Volta di Via Botticelli si vede aggregare la scuola d’infanzia di Via degli Aurunci e la Scuola Primaria di Piazza Moro. La direzione dell’ex V Circolo, smembrato dei plessi precedenti, acquisisce le scuole d’infanzia di Via Ezio e Pantanaccio e la Scuola Primaria del Gionchetto ma anche i Plessi di Scuola d’infanzia di Via Pasubio e di Sc. Primaria (ex II C.D.) di Via Col di Lana ove, per gli spazi esistenti, si progetterebbe l’istituzione della nuova indispensabile S.M.S. Le Scuole di Piazza Dante (ex I Circolo) e la SMS G. Cena, nel cuore della città vecchia, si fondono con sede ancora da decidere tra la storica Piazza Dante e quella più spaziosa, decentrata e dotata di comodi parcheggi della Cena. L’ex III C.D. “O. Frezzotti” di Via Quarto si unisce con la S.M.S. Pier Marcellino Corradini di Via Amaseno, le scuole dell’ex 7° C.D. con la Sc. d’Infanzia di Via Aniene e la Sc. Primaria di Via Po (“casa madre” dell’ex II C.D. anche dotata d’ingresso su Viale A. Vespucci) che dispone di ampi spazi idonei ad accogliere sia l’istituzione della nuova S.M.S. sia la dislocazione di classi di scuola primaria da Via Polonia. L’ex 8° C.D. “Gianni Rodari” di Via Fiuggi si interfaccia ed unisce con la S.M.S. Leonardo da Vinci. L’I.C. Don Lorenzo Milani aggrega plessi viciniori. Tra gli altri Istituti Comprensivi, trovano validazione nei Borghi gli storici Istituti di B.go Podgora (Natale Prampolini) e B.go Sabotino (Vito Fabiano) che si estende verso i B.ghi S.Maria, Bainsizza e Montello (solo infanzia) ma in Regione hanno anche pensato di istituire un altro I.C. (il 12°), non immaginato prima, nei Borghi ad Est di Latina, tra Borgo Isonzo e Grappa, Borgo S. Michele (per centralità topografica ideale per gli uffici dirigenziali se non fosse carente di locali), Borgo Faiti e Tor Tre Ponti. A Latina Scalo l’ex VI Circolo (Camillo Caetani) si fonde con la S.M.S. Aldo Manuzio. Abbiamo detto di tutti i nuovi I.C. escluso quello che, come dirigente scolastico decano d’Italia, mi riguarda più direttamente, cioè quello che nasce dalla fusione dell’ex IV C.D. Carlo Goldoni con la SMS Giuseppe Giuliano comprendente la Scuola d’Infanzia Giovanni Paolo II. Questo I.C. avrà gli Uffici di presidenza in Via Sezze 25 (ove funzionano attualmente quelli della Direzione didattica), per ottimale centralità, e risulterà alla fine essere l’istituto dal punto di vista funzionale più omogeneo della città, insistendo tutto all’interno dello stesso grande parco verde che si estende tra Via Sezze e Via Cisterna, e il secondo I.C. più numeroso dopo quello che si forma dalla fusione della Gianni Rodari (ex 8° C.D.) con la Leonardo da Vinci di Via del Lido. Tutto bene quel che finisce bene, allora? Forse… Secondo questo disegno politico regionale dovranno essere istituite ex novo due scuole medie nell’ambito dei nuovi Istituti Comprensivi: una lungo l’asse di Viale Kennedy (Latina Est anche da me, come reggente del II C.D., più volte auspicato e sollecitato a beneficio di quel Quartiere), l’altra probabilmente all’interno della Edmondo de Amicis di Via Col di Lana ma in proposito, come per la scelta delle stesse sedi dirigenziali (uffici), l’ultima parola spetterebbe ai Consigli d’Istituto, considerato che le scuole sopravvivono ancora come Enti autonomi con mantenimento delle proprie prerogative di legge non abrogate nella circostanza. E logicamente, per questa rifasatura e rimodellamento generale, si impone anche un ripensamento degli Organi collegiali (costituiti con i Decreti delegati del 31.05.1974) finalizzati al nuovo governo delle scuole e ad una nuova partecipazione alla gestione degli I.C. E’ evidente che la riorganizzazione della rete scolastica, seguita alla nuova mappatura, è il risultato delle nuove logiche economiche pauperistiche dello Stato e dalla necessità di “far cassa” più che della contrabbandata ricerca di una superiore livello di qualità del servizio basato su uno stringente processo di continuità didattica. In ogni caso questa vasta, profonda e incisiva azione presuppone una trasformazione culturale nel modo di intendere e di far scuola ma anche la fondamentale sinergia d’intenti con gli Enti locali, senza la quale i problemi e le scontentezze delle Comunità degli utenti sarebbero destinati ad aumentare. Intanto il MIUR ha pubblicato nei giorni scorsi, in data 29 dicembre, la Circolare n.110/2011 sulle Iscrizioni scolastiche di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2012/2013. Per la prima volta questa Circolare introduce il “Piano di utilizzo degli edifici scolastici predisposto dagli Enti locali” attraverso “ogni utile forma di razionalizzazione e di indirizzo a livello territoriale“. Un’occasione, più importante delle precedenti, da non perdere assolutamente per la ricerca di una grammatica operativa comune e di quel coordinamento funzionale tra le scuole che è un pò scarseggiato nel passato a causa di visioni egocentriche e di alcuni eccessi nella concorrenza per l’ingaggio degli alunni. Ora “le domande di iscrizione sono accolte entro il limite massimo dei posti complessivamente disponibili nella singola istituzine scolastica, limite definito sulla base delle risorse di organico e dei piani di utilizzo degli edifici scolastici predisposti dagli Enti locali competenti”. E il giusto piano non può prevedere e legittimare più classi rispetto alle aule previste dagli standard di costruzione, 24 per una scuola media. © – Sergio Andreatta - Riproduzione riservata&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-4877194376213003514?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/4877194376213003514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/4877194376213003514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2012/01/la-regione-lazio-decide-il.html' title='La Regione Lazio decide il dimensionamento scolastico 2011/2012'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-55Uz7tz1pQ0/TwmLXDzyuzI/AAAAAAAAAnQ/ZE3OQcwWZ1k/s72-c/Sergio-Andreatta-in-un-recital-di-sue-poesie-al-Cambellotti.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-8574666632862736726</id><published>2011-12-21T14:57:00.000-08:00</published><updated>2011-12-21T14:57:22.937-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società. Scuola e Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città di Latina'/><title type='text'>Dimensionamento scolastico, cosa decide il Consiglio Regionale del Lazio per Latina-Ovest?</title><content type='html'>Piano di dimensionamento scolastico della Provincia di Latina &lt;br /&gt;Una dirigenza scolastica come irrinunciale presidio di inclusione sociale e sviluppo del senso civico. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;sergio andreatta &lt;br /&gt;Roma: Giustificazioni di politica sociale e scolastica per l'istituzione di un nuovo I.C. nel Quartiere "Latina Ovest". &lt;br /&gt;Con l'istituzione di un'autonomia scolastica lungo l'asse di Viale Kennedy a Latina la Provincia avrebbe evitato, ad avviso dello scrivente dirigente scolastico, una grave iniquità sociale per il Quartiere Latina-Ovest sprovvisto da sempre di una S.M.S. Ora l'occasione dell'I.C., generalizzato ope legis (art.19 della L.n.111/2011), se da un lato rappresenta la possibilità di un nuovo design pedagogico dell'istituto per la valorizzazione del "curricolo in verticale", dall'altro suggerisce un rilancio delle motivazioni professionali dei docenti ma, soprattutto, può permettere l'insediarsi di una nuova strategia scolastica sul territorio. Materia certamente deferita ai politici, in ultimo quelli del Consiglio Regionale del Lazio, che non possono e non debbono mostrarsi insensibili alle necessità degli utenti. Il Quartiere (Latina-Ovest) nel capoluogo pontino risulta essere il più aperto di tutti gli altri alle dinamiche dell'inclusività sociale degli stranieri migranti e bisognevole, quindi, di particolari attenzioni sulle politiche scolastiche ("de jure condendo" con una nuova scuola media tutta da inventare) al fine di potersi costituire in un nuovo I.C. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;____________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tesi e la giustificazione per l'istituzione di un nuovo I.C. a Latina-Ovest, (e i politici locali di una parte e dell'altra se ne dovrebbero fare maggiormente carico) era ed è che non si possa abbandonare a se stesso e al suo declino il Quartiere più soggetto a fenomeni di consistente mobilità sociale del capoluogo, con molte persone straniere provenienti dai Paesi dall'Est Europa, dal Magreb e dal Sud del mondo; un Quartiere popolare già culturalmente deprivato e socialmente precario per vari fenomeni, anche di ordine pubblico, più propriamente contraddistinto da acuti fenomeni di dispersione scolastica non soltanto per l'alta densità degli alunni stranieri e come tale riconosciuto dal MIUR e finanziato dall'USR del Lazio. Né si può ignorare, al contrario, per la continuità nel sistema scolastico pubblico l'insistenza sullo stesso bacino di ben tre Istituti Superiori come il Liceo Artistico, il Pedagogico Manzoni e il tecnologico Marconi. Un I.C. in loco era ed è ritenuto, quindi, assolutamente necessario per garantire la processualità dei cicli scolastici (I e II) e la tanto conclamata continuità didattica messa perfino in capo, come nobile giustificazione, allo stesso citato art. 19, c.4. La previsione urbanistica e demografica per lo stesso Quartiere "Latina-Ovest" immagina nei prossimi anni uno sviluppo di edilizia residenziale nell'ex area SVAR, lungo Via Torre La Felce e in fondo a Viale Kennedy sull'altro capo e fa propendere per una valorizzazione anche scolastica di questo stesso territorio. La tesi del sottoscritto dirigente scolastico va anche a considerare, a livello di costi, la reperibilità strutturale senza oneri aggiuntivi e la pronta disponibilità della Sede per la nuova scuola media da istituire, individuata in Via Bruxelles nel Plesso della ex Scuola Media Dante Alighieri di proprietà del Comune (ma possibile anche negli stessi locali di Via Po).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La criticità del dimensionamento, che importa minori autonomie scolastiche per l'elevazione del prerequisiti numerici, è individuabile a Latina, oltre che dalla presenza di megastrutture di scuola media che egocentricamente non accettano di essere "spacchettate", dalla concentrazione e densità (attuale) di ben 4 autonomie della stessa tipologia nel giro di soli 2 km, da via Quarto, a Via Bachelet, a Via del Lido, a Via Fiuggi. L'unica autonomia di I ciclo scolastico esistente in Latina-Ovest (grosso modo coincidente col II Circolo didattico), decontestualizzata e a se stante perché non assediata da altre viciniori e per tutte le caratteristiche socio-educative che sono state prima brevemente enunciate non merita di essere pertanto sacrificata a guadagno di altre solo perchè politicamente (mal-politicamente, si direbbe) più sostenute e supportate. Né si può decidere sulla delicata questione sulla spinta di una strategia strumentale, o sulla base di un corteo furbescamente orchestrato (cui un altro se ne potrebbe contrapporre) o dello spettacolare incatenamento "finto-esasperato" di qualcuno alla ringhiera di una scuola. Non può vincerla sempre lo strillone di turno ma solo la logica della ragione sociale. Sembrano altre infatti le ragioni obiettive per cui si debba decidere, ben oltre quelle di una conclamata autoreferenzialità e di un presunto e rivendicato "metodo sperimentale" che non finisce mai di esserlo nella sua intraguardata imprecisione. Il buon politico (e ce ne sono di buoni anche nella nostra Regione bisogna pur dirlo per non farsi irretire dai sentori di un diffuso qualunquismo) deve programmare e puntare, come obiettivo, alla migliore capacità di espressione e di rappresentazione non soltanto della scuola ma dello stesso Quartiere, alla sua aggregazione, coesione e qualità di comunità in sé ma anche ad una sua efficace inclusione sociale nell'ordinato tessuto complessivo della Città. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La politica regionale, nella sua sensibilità e responsabilità, non può che dare al Quartiere, si spera, le attese conferme di civiltà in un momento di complessità e di radicale cambiamento degli scenari e di imposta economia attraverso la verticalizzazione dei processi di apprendimento e degli Istituti scolastici che li organizzano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL DIRIGENTE SCOLASTICO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dott. Prof. Sergio Andreatta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Titolare del IV C.D. e reggente del II C.D. Latina. Psicopedagogista e autore del libro "Bambini una volta")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* DESTINATARI DELLA LETTERA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prot. n° 5443/A11 del 21.12.2011/ Pag.2/2 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Presidente della Regione Lazio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On. le Renata Polverini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'Assessore alla P.I. e alle Politiche Giovanili della Regione Lazio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On.le Dott.ssa Gabriella Sentinelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Presidente del Consiglio Regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On. le Mario Abbruzzese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Direttore Generale dell'USP per il Lazio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dott.ssa Maddalena Novelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Latina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On.le Armando Cusani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'Assessore alla P.I. Provincia di Latina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dott. Giuseppe Schiboni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Responsabile delle Politiche scolastiche della Prov. di Latina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prof. Vincenzo Mattei&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Sindaco di Latina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On. le Giovanni Di Giorgi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'Assessore alla P.I. Com. Latina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dott.ssa Marilena Sovrani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Dirigente dell'ATP/USP Latina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dott.ssa Maria Rita Calvosa &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di: Sergio Andreatta &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa news proviene da: http://www.telefree.it&lt;br /&gt;URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&amp;id=94718&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-8574666632862736726?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/8574666632862736726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/8574666632862736726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/12/dimensionamento-scolastico-cosa-decide.html' title='Dimensionamento scolastico, cosa decide il Consiglio Regionale del Lazio per Latina-Ovest?'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-2752366944272203849</id><published>2011-11-29T11:42:00.000-08:00</published><updated>2011-11-29T11:44:18.188-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città di Latina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società.'/><title type='text'>Dimensionamento scolastico. Le ragioni del II Circolo didattico di Latina deliberato V I.C. del capoluogo</title><content type='html'>martedì 29 novembre 2011 &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dimensionamento scolastico a Latina.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il passato e la memoria non possono costituire un ostacolo al futuro. &lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-P_dB7MKsYQ0/TtU2B6GRUcI/AAAAAAAAAnE/hPYM8i9Ot4I/s1600/3.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-P_dB7MKsYQ0/TtU2B6GRUcI/AAAAAAAAAnE/hPYM8i9Ot4I/s320/3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;La sede del II CD di Latina (V nuovo I.C.)&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Altre foto, integrazioni e considerazioni in www.andreatta.it cui si rimanda). &lt;br /&gt;&lt;i&gt;L'occasione dell'istituzione dell'I.C., generalizzato ope legis, se da un lato rappresenta la possibilità di un nuovo design pedagogico dell'istituto per la valorizzazione del "curricolo in verticale", dall'altro suggerisce un rilancio delle motivazioni professionali dei docenti. Con l'istituzione di un'autonomia scolastica (V I.C.) lungo l'asse di Viale Kennedy a Latina la Provincia ha evitato, ad avviso del dirigente scolastico Andreatta, un'iniquità sociale. Se ad ogni istituzione scolastica, perfino ad ogni soggetto o personalità, si dovesse riconoscere il diritto alla soddisfazione delle proprie istanze, la stessa dovrebbe essere al contrario negata ad un intero Quartiere? E quasi alla vigilia delle iscrizioni 2012/'13, atteso il chiarimento che ancora manca, il protrarsi delle rivendicazioni polemiche nella loro asprezza, al posto della dovuta collaborazione, potrebbe anche essere interpretato come un atto di boicottaggio. Dopo le polemiche e i polveroni sollevati dalla S.M.S. A. Volta aspirante ad un più elevato numero di studenti, a seguito della delibera del Consiglio Provinciale è sceso in campo agguerrito anche il VII Circolo didattico di Latina per rivendicare il mantenimento dell'attuale condizione (status quo ante), per contestare l'abbinamento ritenuto illogico e "sgradito" con la S.M.S. / I.C. Don Milani e la contemplata cessione di alcuni plessi al II C.D. di Via Po cui servono, indispensabilmente, numeri e qualità ("de jure condendo" con una nuova scuola media tutta da inventare) per potersi costituire in I.C. a beneficio di un Quartiere (Latina-Ovest) che non ne ha e non ne avrebbe altri. &lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A R T I C O L I C O R R E L A T I&lt;br /&gt;in www.andreatta.it &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Intervista di RadioLuna all'ass. alla P.I. Marilena Sovrani e al decano dei dirigenti scolastici italiani Sergio Andreatta (La II Intervista ad Andreatta su RAI3 è andata in onda nei TG3 di ven. 25 nov.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio d'Istituto del II C. D. di Latina, in ordine al Piano di dimensionamento scolastico approvato il 14.11.2011 dal Consiglio Provinciale che ha elevato a 11 da 10 gli I.C. nel capoluogo, si pone in una logica di piena condivisione politica della strategia che ha ispirato tale progetto. All'unanimità delle sue varie componenti il Consiglio di Circolo esprime soddisfazione e gratitudine per la configurazione di un Istituto autonomo di 1090 alunni, più una scuola media nuova da istituire, nel Quartiere "Latina-Ovest" lungo l'asse di Viale Kennedy e Via Romagnoli fino a Col di Lana. Tutte le componenti del II C.D. di Latina, dai genitori, agli insegnanti, agli ATA, gli Organi Collegiali a partire dai Consigli di Interclasse /intersezione, per finire con il Consiglio d'Istituto, che il 24 novembre ha formalizzato in tal senso con una delibera, condividono in pieno e senza riserve il deliberato del Consiglio Provinciale di Latina. Tale Piano approvato ai sensi della L.n.111/2011, art. 19, c.4. una volta definitivamente adottato dal Consiglio Regionale del Lazio entrerà in vigore dall'a.s. 2012/'13. La determinazione adottata di impostare 11 I.C. sembra soddisfare meglio anche i Sindacati (alcuni di essi spingerebbero anzi per l'istituzione di 12) per i posti di lavoro che vengono ad aggiungersi con l'istituzione di un Ufficio di Dirigenza in più (1 D.S., 1 DSGA e 5 assistenti amministrativi). Il massimo organo collegiale della scuola, il Consiglio d'istituto, ha manifestato unanime convergenza e pieno supporto politico alla tesi fin dall'inizio delineata dal dirigente scolastico Sergio Andreatta per il mantenimento dell'autonomia e grande soddisfazione sul deliberato provinciale che non va a mortificare un intero Quartiere. La tesi del dirigente reggente era ed è che non si potesse abbandonare a se stesso e al suo declino, privandolo di un I.C., il quartiere più soggetto a consistenti fenomeni di mobilità sociale del capoluogo, anche di stranieri dall'est Europa, dal Magreb e dal sud del mondo(*); un quartiere socio culturalmente deprivato e socialmente precario per vari fenomeni anche di ordine pubblico, contraddistinto da acuti fenomeni di dispersione scolastica non soltanto per l'alta densità degli alunni stranieri e come tale riconosciuto dal MIUR e finanziato dall'USR del Lazio. Né si poteva e si può ignorare, al contrario, la presenza sulla stessa area o bacino di ben tre Istituti Superiori come il Liceo Artistico, il Pedagogico Manzoni e il tecnologico Marconi. Un I.C. in loco era ed è ritenuto, quindi, assolutamente necessario per garantire la processualità dei cicli scolastici (I e II) e la tanto conclamata continuità didattica messa perfino in capo, come nobile giustificazione, allo stesso citato art. 19, c.4. La tesi ignorata per strada, malgrado le significative e imperdibili argomentazioni del dirigente Andreatta, dalla Giunta Comunale di Latina e dalla previa Commissione Mista (seppure lo stesso Sindaco avesse avanzato a sblocco della situazione una sua proposta per l'istituzione di un I.C. a Col di Lana) ha trovato migliore accoglienza nella Commissione tecnica provinciale e nel deliberato del Consiglio Provinciale. La tesi del dirigente scolastico Andreatta andava a considerare, perfino, la previsione urbanistica e demografica dello stesso Quartiere "Latina-Ovest" dove è previsto nei prossimi anni uno sviluppo di edilizia residenziale nell'ex area SVAR, lungo Via Torre La Felce e in fondo a Viale Kennedy sull'altro capo. La tesi del dirigente scolastico Andreatta andava anche a considerare la pronta disponibilità della sede per la nuova scuola media da istituire, da lui individuata in Via Bruxelles nel Plesso della ex Scuola Media Dante Alighieri di proprietà del Comune. Aver ricompattato la consistenza anagrafica del nuovo I.C. secondo i requisiti degli oltre 1000 studenti, sottraendo i plessi periferici e lontani come il Pantanaccio e il Gionchetto, meglio interfacciabili con altri I.C. viciniori, e addizionando, per necessità di numero e qualità, i plessi di Via Bucarest e di scuola primaria di Via Polonia (Scuola S. Giovanni Bosco) a meno di 500 m. dalla futura scuola media Dante Alighieri di Via Bruxelles, al di là delle mozioni politiche di parte, delle pretestuose polemiche che aprono la porta solo a confusione e disorientamento e di suscitabili e suscitati interessi personali e soggettivi, ineccepibili come tali ma privi di cittadinanza come valido presupposto ad un atto di valore politico e giuridico, è parso a tutte le componenti scolastiche di Via Po un segno da condividere e altamente apprezzare perché va a colmare una prefigurata e segnalata assenza di scuola media e di dirigenza scolastica nel quartiere, oltre che a contrastare la soppressione dell'attuale autonomia scolastica di Via Po troppo frettolosamente destinata ad essere frantumata a beneficio di altri interessati, I.C. che non possono esercitare diritti e prelazioni e che, a ben vedere, non ne hanno neanche bisogno ai fini della loro costituzione. La criticità del dimensionamento, che importa minori autonomie scolastiche per l'elevazione del prerequisiti numerici, è individuabile a Latina, oltre che dalle megastrutture di scuola media che non accettano di essere "spacchettate", dalla concentrazione e densità (attuale) di ben 4 autonomie nel giro di 2 km, da via Quarto, a Via Bachelet, a Via del Lido, a Via Fiuggi. L'unica autonomia di I ciclo scolastico decontestualizzata &lt;br /&gt;esistente in Latina-Ovest, a se stante perché non assediata da altre, per tutte le caratteristiche socio educative che sono state prima citate, non meritava pertanto e non merita di venire discussa e soppressa. Potrà così migliorare la capacità di espressione e di rappresentazione non soltanto della scuola ma dello stesso Quartiere, la sua aggregazione, coesione e qualità di comunità in sè. E' un segno di civiltà nella politica scolastica. Ricordare con nostalgia tutti i cammini di qualità fatti in passato, interni ad una direzione didattica vero perno di scuola popolare, in un momento di complessità e di radicale cambiamento degli scenari e di imposta verticalizzazione dei processi, poco torna utile. Il passato e la memoria non possono costituire un ostacolo al futuro, la giornata di ieri impedire il sorgere del domani seppure al bel tempo si dovesse sostituire la previsione del variabile. Piuttosto che modello di "scuola unica" pensiamo e vogliamo noi dall'interno? Quali sono le scelte organizzative e curriculari che riteniamo più efficaci per l'utenza? E che cosa riteniamo di promuovere di nuovo per assicurarle all'interno di ogni autonomia scolastica così mappata? © - Sergio Andreatta, Riproduzione riservata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(*) Per questo il II C.D. di Latina rientra nel Progetto "Rete territoriale per il dialogo interculturale, Prog. - 8747″ nell'ambito dell'Azione n.4 del Bando del Ministero dell'Interno (Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione) - progetto co-finanziato con il Fondo Europeo per l'Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(C.D. sta per Circolo Didattico. I.C. per Istituto Comprensivo gestore della scolarizzazione di studenti da 3 a 14 anni: I ciclo scolastico o di base: infanzia, primaria, media. D.S. sta per Dirigente scolastico. D.S.G.A. per Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di: Sergio Andreatta &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa news proviene da: http://www.telefree.it&lt;br /&gt;URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&amp;id=94326&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-2752366944272203849?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.andreatta.it/?p=6318' title='Dimensionamento scolastico. Le ragioni del II Circolo didattico di Latina deliberato V I.C. del capoluogo'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/2752366944272203849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/2752366944272203849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/11/dimensionamento-scolastico-le-ragioni.html' title='Dimensionamento scolastico. Le ragioni del II Circolo didattico di Latina deliberato V I.C. del capoluogo'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-P_dB7MKsYQ0/TtU2B6GRUcI/AAAAAAAAAnE/hPYM8i9Ot4I/s72-c/3.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-3962469915141145163</id><published>2011-11-05T04:01:00.000-07:00</published><updated>2011-11-05T04:01:24.451-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città di Latina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica a Latina'/><title type='text'>Dimensionamento scolastico. Tante visioni, tanti duelli</title><content type='html'>&lt;b&gt;Il Piano provinciale di dimensionamento scolastico &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Lunga intervista ad ExtraTV (Sovrani/Andreatta, 3.11.2011).&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-skpm3Ld-jI8/TrUXSyaNJHI/AAAAAAAAAmk/5hce_7DLXMc/s1600/3.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-skpm3Ld-jI8/TrUXSyaNJHI/AAAAAAAAAmk/5hce_7DLXMc/s320/3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Latina Ovest, II C.D.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;Latina: Se veramente si andasse alla concessione delle deroghe pretese da alcuni politucoli locali il quartiere di Latina Ovest, con più alunni e dove non è stata prevista l'istituzione di un nuovo I.C., dovrebbe essere in qualche modo risarcito. &lt;br /&gt;Per il Piano provinciale di dimensionamento scolastico siamo oramai in Zona Cesarini ma continuano ad affluire le più svariate proposte, ognuna critica delle precedenti, all'Amministrazione Provinciale di Latina. Ho letto anche sulla Stampa Pontina che c'è chi ha minacciato di ricorrere al Tar del Lazio (il termine ultimo per adire è il 6 nov.) nel tentativo di vanificare l'Atto di indirizzo emesso dalla Regione Lazio dopo la pubblicazione della Legge n. 111/2011. L' art. 19, c.4, di tale legge recita: "Per garantire un processo di continuità didattica nell'ambito dello stesso ciclo di istruzione, a decorrere dall'anno scolastico 2011-2012 (modificato in 2012-2013) la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado; gli istituti compresivi per acquisire l'autonomia devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche". Ma i tribunali amministrativi sono stati istituiti per correggere abusi o vizi di legittimità in casi puntuali, non per sostituirsi ai legittimi indirizzi della politica né mi sembra che esista il diritto soggettivo ad essere soddisfatti, ma solo eventualmente un legittimo interesse leso e da ripristinare con la tutela del tribunale. Ma, se la legge in questione prevede Istituzioni autonome (e dirigenza) solo in caso di sussistenza dei requisiti, cioè di più di 1.000 alunni, come fanno (con quale fondamento legale intendo, di legittimità o di sola speranza) dei semplici consiglieri comunali o provinciali a proporre allegramente, in spregio alla stessa, deroghe non ordinariamente contemplate per scuole con numero inferiore di iscritti/frequentanti? Chi ha studiato diritto sa che una legge dello Stato (finchè non viene abrogata) si deve solo ottemperare. Che non la si può interpretare secondo le molteplici e differenti convenienze soggettive. Io potrei anche non condividerne i principi, e non li condivido affatto in questa circostanza tanto da manifestare pubblico dissenso e contrarietà con il suo dettato che non prevede sviluppi di qualità per la scuola pubblica (malgrado l'affermazione in premessa al comma: "Per garantire un processo di continuità didattica nell'ambito dello stesso ciclo di istruzione..." ) bensì solo ulteriori rastrellamenti e torchiature delle già esigue risorse finanziarie e professionali messe a disposizione e, tuttavia, se la G.U. pubblica una legge promulgata dal Capo dello Stato come ci si deve correttamente rapportare con essa? E così ho anche concretamente collaborato alla formulazione della proposta di Latina, in quanto decano dei dirigenti scolastici italiani e perchè mi è stato espressamente richiesto dagli stessi colleghi che, nei meriti della questione, mi hanno ritenuto neutrale e disinteressato alle particolari suggestioni. Dirigenti scolastici e funzionari del Comune di Latina, sotto la regia dell' ass.re alla P.I. Marilena Sovrani, hanno lavorato per oltre un mese e mezzo, ora al IV Circolo didattico e ora in Assessorato al PalaCultura, elaborando varie bozze ma licenziandone, convintamente alla fine, solo una ritenuta più fattibile di altre, quella con 10 I.C. approvata poi senza particolari scosse sussultorie e ondulatorie dalla Giunta Esecutiva del Comune capoluogo e dalla Commissione tecnica della Provincia. Le interne divergenze e opinioni si sono orientate trovando coagulazione intorno a quella proposta salvo l'espressa, ma bisogna dire anche davvero immotivata, insodisfazione della S.M.S.Volta non contenta degli oltre 1250 alunni assegnati perchè aspirante ad un bacino di utenza superiore. A Latina, in Provincia, in Regione Lazio e al Governo la filiera politica dominate è di destra, mi sembra di ravvisare, perciò, delle singolari illogicità in alcune demagogiche prese di posizione suscitate da esponenti della stessa parte. Ma le dinamiche clientelari, mai assenti in questa Provincia, sono spesso imprescrutabili. Più logiche le prese di posizione di alcuni sindacati come la CISL e la CGIL che ipotizza, sia pure nell'immediato futuro, l'istituzione di 12 I.C. . Ma che senso di realtà avrebbe, se non sulla base di un esasperato campanilismo, invocare due autonomie scolastiche distinte e separate per Castelforte e S. Cosma e Damiano? O invocare la riduzione numerica spettante solo alle località montane (in condizione di oltre il 60% del territorio comunale sopra i 600 m. s.l.m.) per comuni lepini o aurunchi posti ad un'altezza medio-collinare di 3/400 metri? Per il gusto dell'alterazione del diritto o, più probabilmente, di una disinformazione e deformazione praticate sul territorio dal politico? Se così fosse sarebbe la sconfitta del diritto e la punizione immeritata, ad esempio, del II Circolo didattico di Latina (in foto) soppresso nel disegno malgrado i suoi 650 alunni e che avrebbe potuto invece facilmente rinforzarsi ed essere salvato (11° I.C.) riaccorpando le scuole di Borgo Piave, fino al 2000 già amministrate, e acquisire i requisiti dell'autosufficienza unendosi più naturalmente di altri con la viciniore S.M.S. Corradini. Si sarebbe riconosciuta l'esigenza di un I.C. al quartiere di Latina Ovest, dove già funzionano a pieno regime due Licei come il sociopedagogico e coreutico Manzoni e il tecnologico Marconi. Un quartiere con una sociosfera particolare, soggetto a continui flussi migratori di cittadini stranieri e alle dinamiche della dispersione scolastica. Se veramente si andasse verso la concessione delle deroghe pretese questo quartiere di Latina, così tartassato dalla mancanza di servizi pubblici di base, dovrebbe essere risarcito. Sergio Andreatta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A R T I C O L I C O R R E L A T I in www.andreatta.it &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;0 - 1 - 2 - 3 - 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista di RadioLuna all'ass. alla P.I. Marilena Sovrani e al decano dei dirigenti scolastici italiani Sergio Andreatta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-3962469915141145163?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3962469915141145163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3962469915141145163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/11/dimensionamento-scolastico-tante.html' title='Dimensionamento scolastico. Tante visioni, tanti duelli'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-skpm3Ld-jI8/TrUXSyaNJHI/AAAAAAAAAmk/5hce_7DLXMc/s72-c/3.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-3907502974613732905</id><published>2011-10-23T04:08:00.000-07:00</published><updated>2011-10-23T04:09:10.460-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città di Latina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica a Latina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Città'/><title type='text'>Approvato il Piano di Dimensionamento scolastico.Nuova rete di Istituti Comprensivi nel capoluogo pontino</title><content type='html'>http://www.andreatta.it/wp-content/uploads/2011/10/Comunicato-Scuola.pdf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;UN COMMENTO  di Sergio Andreatta*&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dirigenti scolastici di Latina, parte tecnica della Commissione Mista che in sinergia ha elaborato il Piano poi approvato, apprezzano il sigillo finale dato ieri dalla Giunta Comunale in coerenza con il lavoro da loro svolto con passione, impegno e competenza; manifestano tuttavia qualche residua preoccupazione avendo già sentore di manovre "by-passanti" nel tentativo di influenzare diversamente la Giunta provinciale; sperano che la filiera istituzionale rispetti le competenze deliberative del Comune; che non abbiano a registrarsi colpi di mano nell'ultim'ora e che non abbiano, comunque, l'esito di chi (non nell'interesse comune ma cicero pro domo sua) non intende recedere dal promuoverle. I nuovi maxicomprensivi rappresentano una soluzione tecnica all'esigenza di ridurre la spesa pubblica ma non comportano automaticamente anche un aumento di per sè della qualità dell'offerta formativa, non c'è stata infatti nè poteva esserci, forse, in questa operazione la giusta considerazione per i problemi pedagogici. E tuttavia la parte migliore del mondo scolastico, seppur non indifferente all'attuale grave povertà di risorse professionali ed economiche messe a disposizione del P.O.F., ne stiano certi gli utenti, s'impegnerà sostenibilmnte al meglio delle proprie possibilità per un insegnamento/apprendimento significativo. Di fronte agli occhi di un bambino, di un ragazzo o di un adolescente in cerca di gratificazione psicologica o di soddisfazione al suo diritto allo studio i docenti sapranno rispondere facendo appello alla migliore tradizione italiana. Chiamati all'appello non deluderanno facendo ricorso alla loro creatività e competenza. E di questo, abituati a muoverci sempre in prima linea, garantiremo noi dirigenti scolastici soprattutto se si darà presto avvio anche al sistema della valutazione delle prestazioni professionali (i risultati, non basta l'apparente buona volontà) e, conseguentemente al vaglio superando l'immobilizzante interdetto di chi deve valutare, si varasse una simmetrica ma equa differenziazione di stipendio. *(Sergio Andreatta, psicopedagogista, decano dei dirigenti scolastici e coordinatore della Commissione)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-3907502974613732905?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.andreatta.it/wp-content/uploads/2011/10/Comunicato-Scuola.pdf' title='Approvato il Piano di Dimensionamento scolastico.Nuova rete di Istituti Comprensivi nel capoluogo pontino'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3907502974613732905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3907502974613732905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/10/approvato-il-piano-di-dimensionamento.html' title='Approvato il Piano di Dimensionamento scolastico.Nuova rete di Istituti Comprensivi nel capoluogo pontino'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-2192002544095709105</id><published>2011-10-20T12:21:00.000-07:00</published><updated>2011-10-20T12:21:16.994-07:00</updated><title type='text'>TeleFree.iT » Latina » Latina » Piacere bambini, conosciamoci. Il censimento si presenta</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.telefree.it/news.php?op=view&amp;amp;stampa=1&amp;amp;id=93524"&gt;TeleFree.iT » Latina » Latina » Piacere bambini, conosciamoci. Il censimento si presenta&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-2192002544095709105?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.telefree.it/news.php?op=view&amp;stampa=1&amp;id=93524' title='TeleFree.iT » Latina » Latina » Piacere bambini, conosciamoci. Il censimento si presenta'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/2192002544095709105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/2192002544095709105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/10/telefreeit-latina-latina-piacere.html' title='TeleFree.iT » Latina » Latina » Piacere bambini, conosciamoci. Il censimento si presenta'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-249605229988569487</id><published>2011-10-08T08:56:00.000-07:00</published><updated>2011-10-11T07:17:16.334-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Narrativa d&apos;autore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Narrativa e Poesia'/><title type='text'>A Sebastiano Vassalli il Premio Europeo di narrativa "Giustino Ferri - D. H. Lawrence"</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Opy4MBgd5uQ/TpBymyjQwZI/AAAAAAAAAkA/QwvqbYcebms/s1600/4r.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="198" width="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-Opy4MBgd5uQ/TpBymyjQwZI/AAAAAAAAAkA/QwvqbYcebms/s320/4r.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Picinisco. A Sebastiano Vassalli il Premio Europeo di narrativa "Giustino Ferri - D. H. Lawrence"(IX Edizione). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.andreatta.it/?p=5705&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono uno di quelli che non hanno mai capito (pur avendo fatto parte della giuria de Il Tascabile Latina, de Il Premio Circe di Sabaudia e altri) a cosa servano veramente i premi letterari, se a dirigere un riflesso di specchio su qualcuno o a distribuire un po' di denari a un altro che per campare fa lo scrittore, mestiere non dei meglio retribuiti oggi e che in troppi sfacciatamente si piccano di saper fare, tra cui qualcuno che non sembra aver ancora imparato a leggere. E lo si capisce bene, questo, da come scrive, senza ritmo e senza quella musicalità intrinseca che io presuppongo debba esistere all'interno dell'orecchio di ogni buon scrittore. Come me non lo ha mai capito neanche Paul Léautaud che nelle sue Conversazioni con Robert Mallet, è arrivato a dire che: "Uno scrittore che riceve un premio letterario è disonorato". Qualche secolo prima ci aveva già pensato Miguel de Cervantes che tra i consigli di Don Chisciotte a Don Lorenzo mette questo: "Se si tratta (...) di una gara letteraria, cerchi d'avere il secondo premio perché il primo si dà sempre al favore o alla condizione sociale che gode la persona, e il secondo non s'ottiene che per giusto merito". No, non l'ho mai capito se serve a irraggiare qualcuno o qualcosa - quelli cosidetti più importanti sono premi manipolati, come è risaputo, dalle stesse Case editrici che pensano, in virtù della fascetta che andrà a cingere la copertina, di incrementare gli interessi commerciali di vendita - ma assisto puntualmente a dei riti di sacramentale letteratura che con regolare cadenza si celebrano. Stamattina, qui a Picinisco, si celebra la IX Edizione del Premio Europeo di Narrativa "Giustino Ferri - David Herbert Lawrence" (foto 1). Il Premio assume il nome da un noto giornalista e autore locale Giustino Ferri, tra l'altro autore del romanzo "La Camminante", e dal celebre D.H. Lawrence che a Picinisco approdò e soggiornò per motivi personali, accompagnato da Frida, nell'inverno del 1919/'20, come ebbe a riscoprire una quarantina d'anni fa - una volta persa la memoria che consapevole in merito forse non era mai stata - nell'elaborazione della sua tesi di laurea in lingue e letterature straniere la prof. Rosamaria Pirri, portando qui a compimento il libro lasciato in sospeso "The lost girl / La ragazza perduta", Mondadori). Il luogo (foto 2), tettoia della Valle di Comino, osservato dal belvedere a 725 metri s.l.m. di Piazza Capocci è toscanissimo del miglior fascino toscano (e non si capisce perché, con tutte quelle suggestioni, sia ignorato da investitori illuminati e amanti veri della natura), balzi e contro balzi verzicanti, colline, alte montagne con la testa fasciata dalle bandane blu del cielo, un mare ondoso in fuga di una svariante nuance di colori, una rapsodia in verde. La letterarietà è insita a questi posti come ha ancora recentemente ribadito M.R. Valentini con il suo ultimo, bellissimo romanzo "Antonia" anche da me recensito (sul sito dell'editore svizzero). Quando scendono dal Leabus, la corriera bianca che come moderno carro di Tespi li ha trasportati fin qua su, il circolo degli scrittori, i critici e chissà ancora chi, si gettano tutti con avida curiosità sulla balaustra ad ammirare verso ovest il panorama mozzafiato sulla Val di Comino. Poi a un cenno di Capitan Uncino, come ciurma di scolaretti, si schierano per la fotografia di rito e per qualche sequenza da far catturare ai cameramen. E prendo così anch'io i miei due scatti fotografici. Come un monsignore celebra il rito, fiero nel suo paramento, il collega preside Gerardo Vacana di Gallinaro (foto 4), un personaggio curioso che quest' iniziativa, forse lodevole, mantiene ancora misteriosamente in vita. Si lusinga da sempre di essere un poeta ma questa può sembrare oggi in chi la coltiva, come pure il sottoscritto, solo una pretesa che talvolta può tramutarsi anche in un pregiudizio. Il codazzo degli artisti si sparpaglia sul selciato della piazzetta, si fionda dentro l'accogliente piccolo bar, s'incammina poi verso la sede del rito, un ambiente sospeso in alto sopra la Valle di Canneto. Si attardano a parlottare alcune letterate incartate in una mise, a dir poco, stravagante ma è pur l'estro della singolarità dell'arte, a sentire il murmure tormentato del fiume Melfa che scorre nel suo alveo. Ma forse più dell'acqua fa rumore in loro il tempo che scorre e lascia urgente, però anche in me, il rammarico di aver concluso poco nella scrittura, non certo tutto quello che volevamo. Ora osservano a nord verso la catena delle Mainarde e l'alta cima bianca del M. Meta, la giornata è solare mossa solo dal passaggio bizzoso di qualche nuvola ancora incerta se diventare minacciosa. Da una scogliera rocciosa dirimpetto scende velocissimo un rapace con le ali quasi chiuse, in pochi secondi la femmina di falco pellegrino è in picchiata sul povero piccione... Dopo il devastante terremoto del 1984, sospesa per l'inagibilità dell'antica Collegiata di San Lorenzo la liturgia religiosa, per la ripresa e la perpetuazione del rito venne costruita questa che ora è diventata una casa di socialità comunitaria e di cultura. Oggi qui officia il prof. Gerardo Vacana, presidente del premio, mentre il collegio letterario (foto 5) composto da Elio Gioanola, Giovanna Ioli, lo stesso Gerardo Vacana e Carlos Vitale è presieduto da un habitué, se non professionista di queste liturgie, come Giorgio Barberi Squarotti. Il consacrato, con un diploma e petit d'argent, è questa volta il giornalista e noto scrittore Sebastiano Vassalli (foto 3) "per l'insieme della sua opera" da cui emerge "La Chimera", con la contrastata e miserabile storia della bella giovane Antonia, premio Strega 1990. Nelle pagine dei suoi libri si compone e si sviluppa, come su uno spartito, una scrittura dinamica, capace di rappresentare con incisività ed efficacia il carattere dei personaggi abbozzati per rimanere impressi, come il retrogusto di un caffè, per un ragionevole tempo oltre la chiusura della copertina. Questa non comune capacità psicologica di penetrazione che ha l'autore, assieme all'accuratezza della quinta storica spesso su sfondi regionali piemontesi come nel libro suo più celebre, conferisce all'opera di Vassalli anche una significativa valenza psico-pedagogica. Il suo profilo biografico-letterario è ben noto a tutti, così la sua vita confessata in ”Un nulla pieno di storie“, per cui non mi soffermo qui a riproporlo. Al termine, come ogni anno, al riparo delle contraddizioni, come del sole, del vento e della pioggia, la comitiva raggiungerà per il pranzo alle Serre "Casa Lawrence" (foto 6) ora curata come museo e gestita come B&amp;B con buon ristorante dalla famiglia Pacitti ma un tempo più che dignitosa casa di campagna della famiglia Cervi. Di questa famiglia il fascinoso modello, Orazio, con cui Lawrence pittore aveva un feeling. C'era ad inizio secolo a Londra, operante già verso la fine dell' epoca vittoriana, un gruppo di apollinei ragazzi meridionali figli di emigranti originari di Picinisco e dintorni che si proponeva agli artisti in cambio di qualche sterlina. Questa sera e domani il Premio completerà il suo programma con altre espressioni e gratificazioni artistiche nel centro ducale di Alvito. © - Sergio Andreatta, www.andreatta.it, Riproduzione riservata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-249605229988569487?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.andreatta.it' title='A Sebastiano Vassalli il Premio Europeo di narrativa &quot;Giustino Ferri - D. H. Lawrence&quot;'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/249605229988569487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/249605229988569487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/10/sebastiano-vassalli-il-premio-europeo.html' title='A Sebastiano Vassalli il Premio Europeo di narrativa &quot;Giustino Ferri - D. H. Lawrence&quot;'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Opy4MBgd5uQ/TpBymyjQwZI/AAAAAAAAAkA/QwvqbYcebms/s72-c/4r.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-7169554751574005440</id><published>2011-10-03T12:28:00.000-07:00</published><updated>2011-10-03T12:31:15.109-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Città'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società.'/><title type='text'>10 Nuovi istituti Comprensivi per Latina</title><content type='html'>&lt;b&gt;Latina. Ecco il Piano di dimensionamento scolastico &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il Sindaco Di Giorgi si era impegnato a valorizzare al meglio il contributo e le competenze dei dirigenti scolastici. &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-9rKpUxyCNNc/TooNeLCkRQI/AAAAAAAAAjw/Ov_Lepcsm0Y/s1600/latina-piazza-del-popolo-e1278407217749.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="98" width="160" src="http://1.bp.blogspot.com/-9rKpUxyCNNc/TooNeLCkRQI/AAAAAAAAAjw/Ov_Lepcsm0Y/s320/latina-piazza-del-popolo-e1278407217749.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi, l'assessore provinciale Nello Ialongo e il dirigente prof.Vincenzo Mattei avevano incontrato il 20 settembre al Palazzo Comunale - Sala de Pasquale, i dirigenti scolastici di Latina interessati al nuovo dimensionamento (costituzione dei nuovi Istituti Comprensivi sul territorio del capoluogo). Si erano registrati gli interventi dello stesso Sindaco on.le avv. Di Giorgi e dell'ex-preside prof. Mattei referente per le Politiche Scolastiche dell'Amministrazione provinciale di Latina che aveva richiamato l'iter da seguire e le scadenze ricordando, anche, che dal processo non erano esclusi gli Istituti Superiori che a salvaguardia della loro autonomia, solo per ora, continuavano a collocarsi tra i 500 e i 900 studenti. Erano, quindi, intervenuti per prospettare molteplici questioni i dirigenti scolastici Andreatta, Leotta, Di Veroli, Garettini, Aramini, Carotenuto e altri. Il Sindaco, in conclusione, si era impegnato a valorizzare al meglio il contributo e le competenze dei dirigenti scolastici, già riuniti in assemblea e commissione, e aveva proposto ai fini dell'elaborazione di un Piano definitivo l'istituzione di una Commissione mista con i tecnici dell'Amministrazione comunale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dati i tempi ristretti la prima riunione per operare in sinergia era, quindi, convocata per lunedì 26 settembre negli stessi Uffici dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione presso il Palacultura di Via Umberto I.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 21.09.2011, presso il IV Circolo didattico Latina, si era riconvocata nel frattempo l'Assemblea dei dirigenti scolastici per formulare un Documento unitario sull'ipotesi di dimensionamento della Rete scolastica. In linea di massima l'Assemblea condivideva il senso di una prima proposta presentata dal DS Sergio Andreatta che elencava concretamente e giustificava 10 ipotesi di aggregazione sul territorio. Si erano registrate alcune dissociazioni e venivano avanzate alcune, poche, proposte alternative che sembravano, però, aggiungere un ulteriore tasso di complessità e di problematicità. Non veniva, peraltro, raggiunto l'intesa unanime dal Documento Andreatta sebbene esso avesse riscosso il prevalente consenso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 26.09. si riuniva nuovamente in Comune la Commissione mista (Comune - Dirigenza scolastica) per proseguire, operando in sinergia, nella difficile ricerca, quasi difficile scommessa, di una soluzione il più possibilmente coerente e condivisa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa nuova riunione, alla presenza dell'ass. Sovrani, dell'ing. Viglialoro, di due funzionarie comunali e dei dirigenti scolastici Andreatta, Leotta, Fioccola, Buccella, Garettini e Carotenuto, si rivelava dibattuta ma interlocutoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si rendeva perciò necessario indire un'altra riunione plenaria, che aveva luogo venerdì 30 settembre negli stessi locali dell'Assessorato, per esaminare insieme gli ultimi dettagli del Piano e per la comunicazione delle decisioni comunali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto il giorno prima i dirigenti scolastici si erano ancora riuniti nella Biblioteca della C. Goldoni (IV C.D.) per fare il punto su tesi e antitesi. Al termine non veniva nuovamente approvato un documento unitario ma si metteva in uscita un bouquet di proposte per la riunione del giorno successivo in Comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla riunione decisiva del 30.09.2011 partecipavano l'ass. M.Sovrani, l'ing. M. Viglialoro, altre funzionarie, la Commisione dei dirigenti scolastici (Andreatta, Fioccola, Buccella, Carotenuto) e quasi tutti gli altri DS coinvolti nell'operazione. Veniva subito comunicato dall'assessore il Piano di dimensionamento con la previsione di 10 I.C. In sè, e in linea di massima, era stato fatto un pregevole lavoro tenendo conto dei criteri assegnati, degli obiettivi da raggiungere ed anche, come suggerito da Andreatta, di un preliminare studio sulle dinamiche demografiche da cui emergeva un incremento di nascite nel quinquennio del solo 3% tale da non scombussolare il valore dei dati già acquisiti e le logiche che ne erano derivate. Veniva, tuttavia, evidenziata da più parti l'esigenza di un ulteriore modesto ritocco per una migliore reimpostazione strategica generale. Così veniva riconvocata dall'assessore per il pomeriggio la sola Commissione dei D.S. per le ultime determinazioni del caso da conseguire preferibilmente tramite intesa. Tale iniziativa aveva successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INTESA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Piano di dimensionamento scolastico definitivo del Comune di Latina - concordato all'unanimità tra l'Ufficio dell'assessore alla P.I. e la Commissione dei dirigenti scolastici - che entrerà in vigore dall'a.s. 2012-2013 e prevede l'istituzione di 10 I.C., viene approvato con reciproca soddisfazione. L'Amministrazione provinciale sarà impegnata a convalidare l'operato in linea con l'Intesa raggiunta e la Regione Lazio, dopo pubblicazione sul suo B.U., andrà a sancire definitivamente la nuova organizzazione del servizio scolastico (3-14 a.) nel capoluogo pontino sulla logica dell' impostazione verticale. Questo il disegno dei Nuovi 10 I.C.:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•G. CENA - PIAZZA DANTE I C. D. (1573): VIA LEGNANO, VIA MILAZZO, VIA PASUBIO, VIALE XVIII DICEMBRE, COL DI LANA, GIONCHETTO;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•LEONARDO DA VINCI - III C.D. VIA QUARTO (1621), VIA CALATAFIMI;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•G.GIULIANO - IV C. D. VIA SEZZE (1347), G.PAOLO II;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•A. VOLTA - S. MICHELE (1235), VIA EZIO, VIA PANTANACCIO;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•CORRADINI - VII C.D. VIA BACHELET (1450), VIA POLONIA, VIA BUCAREST, VIA PO, VIA ANIENE;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•DON MILANI - VIII C.D. VIA FATTORI (1684), VIA CIMAROSA;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•V. FABIANO (B.SABOTINO) + BORGHI (1100) BAINSIZZA, S. MARIA, ISONZO, GRAPPA;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•PRAMPOLINI (B.PODGORA) + BORGHI (1256) PIAVE, MONTELLO, CARSO, CHIESUOLA;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•V CD VIA TASSO- B.FAITI (1219), PIAZZA MORO, VIA AURUNCI;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•A. MANUZIO - G. CAETANI VI C.D. (1333), TOR TRE PONTI, CIANCARELLI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' vero noi siamo chiamati ad agire solo nel presente, come ebbe a scrivere J.W. Goethe, ma in questo caso ci sarà bisogno di un monitoraggio sistematico e costante per i prossimi anni per misurare, in termini di qualità, efficacia ed efficienza, la bontà del nostro operato. E soprattutto, siccome niente è immutabile, per valutare il grado di soddisfazione delle famiglie degli studenti. © - Sergio Andreatta &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa news proviene da: http://www.telefree.it&lt;br /&gt;URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&amp;id=93195&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-7169554751574005440?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.andreatta.it/?p=5600' title='10 Nuovi istituti Comprensivi per Latina'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7169554751574005440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7169554751574005440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/10/10-nuovi-istituti-comprensivi-per.html' title='10 Nuovi istituti Comprensivi per Latina'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-9rKpUxyCNNc/TooNeLCkRQI/AAAAAAAAAjw/Ov_Lepcsm0Y/s72-c/latina-piazza-del-popolo-e1278407217749.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-8874115463639611613</id><published>2011-09-18T09:55:00.000-07:00</published><updated>2011-09-27T22:29:59.463-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società. Scuola e Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città di Latina'/><title type='text'>Dimensionamento e nuove autonomie scolastiche nel Lazio</title><content type='html'>Verso una nuova Mappa delle autonomie dall’a.s. 2012/’13 sulla base giuridica, organizzativa ed economica dell’articolo 19 della L. n.111/2011.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-CcFDn__eNpk/TnYiL0A1hFI/AAAAAAAAAjk/rrO7IxLhfhU/s1600/sergio_andreatta-scuole-borgo-san-michele.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="96" width="128" src="http://1.bp.blogspot.com/-CcFDn__eNpk/TnYiL0A1hFI/AAAAAAAAAjk/rrO7IxLhfhU/s320/sergio_andreatta-scuole-borgo-san-michele.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Le nuove strategie dell’istruzione, l’ipotesi di Sergio Andreatta*&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da: www.andreatta.it &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dimensionamento scolastico a Latina. Verso una nuova Mappa delle autonomie &lt;br /&gt;Dall'a.s. 2012/'13 sulla base giuridica, organizzativa ed economica dell'articolo 19 della L. n.111/2011. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una scuola pontina ("Città di Latina", Scuola dell'Infanzia di Borgo San Michele). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO A LATINA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cambiamento che ora s'impone all'assetto del sistema scolastico statale è drastico. Si va verso la ristrutturazione dell'intero impianto scolastico con la modifica più radicale del Piano regionale di dimensionamento delle istituzioni esistenti (deliberazione n. 5654 della Regione Lazio del 30.11.1999). Così i dirigenti scolastici di Latina (I Settore: direzioni didattiche, Scuole Medie Statali, Istituti Comprensivi) in considerazione della Lettera ricevuta dalla Provincia di Latina, Settore Politiche Scolastiche, si sono riuniti presso il IV Circolo didattico di Latina per esaminare insieme la situazione e procedere, in prima istruttoria, alla formulazione di proposte di dimensionamento scolastico per l'a.s. 2012/'13. Esaminati l'Atto di indirizzo emanato dalla Regione Lazio (DGR n. 377 del 02/09/2011) e le Linee Guida, sono stati individuati gli obiettivi da raggiungere e le modalità (criteri) da seguire al fine di assicurare il migliore servizio scolastico "verticalizzato" sostenibile sul Territorio del Comune di Latina tramite l'istituzione di Nuovi I.C. Tali Istituti, ognuno con numero di iscritti/frequentanti superiore a 1000 (soglia minima, massima non precisata ma pare di 1999) sulla base di una previsione di stabilità quinquennale, alla fine emergeranno come la risultante dell'aggregazione verticale di scuole dell'infanzia, scuole primarie e medie. Ma questo traguardo, dati i tempi e le modalità, sembrerebbe doversi conseguire non in virtù di una premessa programmazione politica (studio della sociosfera e dei suoi bisogni formativi, costruzione di un'edilizia ad hoc) ma quasi come una risultante ragioneristica dell'analisi del quadro statistico-numerico esistente e dell'imposta idea di una nuova gestione. Per alcuni quasi una soluzione di sovvertimento organizzativo della logica dei processi di sviluppo degli apprendimenti. Pensata in termini di buona governabilità la misura prevista per la riorganizzazione della rete scolastica italiana inculca più di una preoccupazione... Il quadro statistico, fondato sui dati dell'organico di diritto 2011/'12, registra soltanto modestissimi ed ininfluenti scostamenti rispetto a quello dell'anno in corso da cui emerge che la consistenza degli studenti del Comune di Latina (3-14 anni) è di circa 13.000 alunni, tale da giustificare legalmente la formazione, con tenuta numerica di salvaguardia, di 11 o anche 12 nuovi I.C. (13.837:11= un indice di 1.258 (1153 se si pensa a 12) alunni per ogni nuova istituzione). La decisione sul numero delle Istituzioni da costituire è politico-amministrativa, compete pertanto al Comune indicarla a Provincia e Regione. In realtà la proposta di articolazione del nuovo servizio sul territorio è, al momento, da intendersi come un work in progress (ma questo anche in seguito per il continuo e sistematico monitoraggio dei flussi e delle dinamiche demogradiche che si impone) alla cui formulazione possono collaborare significativamente i dirigenti scolastici; essa non dovrebbe prendere in esame il solo calcolo numerico-quantitativo di giustificazione del cambiamento, il frazionamento o la sommatoria con lo scopo di raggiungere il quorum di legittimazione all'istituzione / mantenimento dell'autonomia dell'Ente scolastico di diritto pubblico (art. 21 della L. n. 59/1997) con personalità e soggettività giuridica ( DPR n. 233/1998) e una tenuta nel tempo anche superiore al quinquennio ma, alla ricerca di una qualche intravedibile qualità del servizio, dovrebbe rispettare anche altre ratio (criteri), da quella preminentemente pedagogica con dovuta attenzione alla costruzione di un curricolo verticale degli apprendimenti/insegnamenti a quella della contiguità sul territorio comunale e quindi di identità su un bacino delle varie sedi scolastiche tra loro, a quella della continuità formativa e didattica con gli Istituti Superiori presenti (a loro volta in via di aggregazione sulla base dell'inalterato parametro 500-900 studenti). Non si può, però, sottacere per Latina l'istanza rappresentata in ogni sede, anche con preoccupazione da Sergio Andreatta, perchè un vasto quartiere di Latina-Ovest (grosso modo corrispondente al II C.D.), già soggetto ad evidenti dinamiche di deprivazione culturale, di flusso migratorio e di dispersione scolastica, non venga abbandonato a se stesso col lasciarlo sguarnito di un I.C. e della significativa presenza in loco di un dirigente scolastico la cui missione precipua dovrebbe essere quella di riqualificare e di espandere l'offerta formativa. E' chiaro a tutti che, per il quadro normativo dei cinque DPR. emanati in materia (Nn. 233/1998, 81/2009, 87/2010, 88/2010 e 89/2010) e della Legge n.111/2011, è ormai doveroso abbandonare il sentimento di nostalgia e l'affezione verso l'organizzazione esistente e, sia pure, la tradizione costruita in anni di buona operatività, anche dovendo conseguentemente spossessarsi di alcune caratterizzazioni che hanno costituito l'ossatura dei POF delle precedenti Istituzioni, per disegnare la Nuova Mappa delle autonomie con valori (numero medio di alunni per scuola) più che doppi rispetto alla Germania: 259, alla Francia: 177, alla Gran Bretagna: 301, alla Spagna: 424 e agli altri Paesi Europei con cui è pur necessario compararsi (Fonte: Eurydice, 2009). Ma la storia e la letteratura di queste esperienze non potrà e non dovrà andare né dissolta né dispersa perché con le tante piste della ricerca-azione e della documentazione agli Atti (un solido patrimonio culturale) si sono costruite le splendide realtà della Scuola Pontina cui tanto hanno contribuito, in spirito di comunità, i docenti, i dirigenti scolastici (ex direttori didattici ed ex presidi) e il personale ATA di ogni Scuola. E il buon magistero irradiato si vede già incarnato, e da generazioni, in tantissimi cittadini e persone di successo che vivono e operano non più soltanto a Latina. Ma non si deve dare neanche solo l'impressione d'inseguire una soluzione a forza. Gli Utenti non devono provare ingiustificati sentimenti di preoccupazione per il nuovo assetto sociometrico che si va delineando perché, in linea di principio, le Istituzioni scolastiche del capoluogo pontino, nel suo 80° dalla fondazione, con i Plessi dei suoi Borghi - non configurandosi per gran parte sotto i parametri matematici previsti - potranno continuare ad esistere e a funzionare in loco, pur nell'ambito di un'autonomia istituzionale a tipologia variata. L'importante è che si operi "nel rispetto delle reali esigenze dell'utenza e non nella difesa di sollecitazioni clientelari localistiche" scrive la FLC CGIL di Latina. Con attenzione alle vie di comunicazione e di trasporto pubblico esistenti o da impiantare ma anche con l'impegno dell'Ente a potenziare i collegamenti on-line. L'Atto regionale di indirizzo sui punti di erogazione del servizio, come definisce i singoli plessi sul territorio, raccomanda la sopravvivenza delle scuole dell'infanzia lì dove sono, vicine alla residenza delle famiglie; lascia intravedere qualche possibilità di aggregazione dei Plessi sottodimensionati di scuola primaria e non sembra escludere una migliore spalmatura della ex-scuola media all'interno del bacino di riferimento del nuovo I.C. Nulla sembra immodificabile, tuttavia, nella nuova "costellazione". Anziché stare sotto l'abituale dirigenza potrà, così, accadere che gli utenti andranno a pararsi sotto un'altra nel dettato delle urgenze della nuova organizzazione, ispirata a cascata dalle stringenti esigenze di Bilancio dello Stato (stimato taglio di 5 o 6 autonomie). E' così, al fine di razionalizzare la spesa della macchina scolastica, l'articolo 19 della Legge n.111/2011, ai commi 4 e 5, stabilisce nuovi parametri per la definizione delle Istituzioni scolastiche autonome che dovranno trovare applicazione nella nuova programmazione dell'offerta di istruzione. E' il nuovo parametro dei 1000 alunni a imporre ora le nuove aggregazioni, pena la perdita dell'autonomia (intesa come perdita dell'ufficio di dirigenza e di segreteria). La ricerca obbligatoria di agganciamento delle continuità organizzativo-funzionali, soprattutto tra scuola primaria e scuola media, alla prima analisi ha fatto emergere, peraltro, delle criticità (in almeno tre casi qui a Latina) che richiedono uno sforzo supplementare di attenzione per la loro risoluzione. Per i tre casi enucleati la Commissione dei dirigenti scolastici (composta dai proff. Sergio Andreatta, Stella Fioccola, AntoNino Leotta, Angela Buccella) proporrà all'Assemblea dei dirigenti già riconvocata per mercoledì 21 p.v. (ore 10, IV Circolo didattico) non una sola proposta ma un bouquet di ipotesi per la soluzione. La Commissione vuole operare, soprattutto, sulle macro-soluzioni, restando a riequilibrio numerico, la successiva possibilità di operare l'aggregazione o la disaggregazione dei plessi minori ma evitando l'inopportuno innalzamento di nuovi muri di Berlino. Non è condivisa, anzi è da evitare, l'idea di istituire paraventi di divisione/scompaginamento di uno stesso Plesso tra due diversi I.C. né immaginare che scuole di uno stesso Borgo possano capitare illogicamente e sottostare sotto due diversi dirigenti, come già accaduto a Borgo Bainsizza per la scuola dell'infanzia e per la scuola primaria: è necessario che sia uno solo il dirigente scolastico di riferimento per ognuna delle comunità di fruitori, unica l'interfaccia, unico l'interlocutore. Saranno comunque i singoli Consigli d'Istituto, nel rispetto della loro autonomia ma col rischio di pareri rispecchianti solo l'interesse della singola scuola, a pronunciarsi con tempestività (entro il 30 settembre p.v.) sulla validazione o la correzione/emendamento delle proposte prime dei dirigenti e del Comune e sulle dinamiche dell' organizzazione interna. A salvaguardia del mantenimento dell'autonomia nel tempo (stabilito nel trend minimo di un quinquennio) la Commissione suggerirà all'Assemblea dei dirigenti scolastici e, quindi, ai Consigli d'Istituto un parametro di coagulo non inferiore ai 1200/1300 studenti per ciascun nuovo I.C. con possibilità di giustificate oscillazioni sulla base di particolari situazioni locali. I dirigenti valutano, quindi, la possibilità di pervenire ad un modello coerente e condiviso sulla scala territoriale del capoluogo. Sulla base del dato statistico sembrerebbe così possibile prefigurare l'esistenza di nuovi 10, 11 o forse 12 Nuovi I.C., anche per la vastità del territorio del capoluogo con una superficie superiore a quella dello stesso comune di Napoli. Ogni nuovo Istituto Comprensivo dovrebbe registrare al suo interno un equilibrio dei tre ordini di scuola tanto che l'ASAL, l'Associazione delle Scuole Autonome del Lazio, ha espresso anche una sua formula (3n)I, + (5n)P + (3n)M prevedendo così un Istituto idealmente composto da 9 (o 12) sezioni di scuola dell'Infanzia, 15 (o 20) classi di scuola Primaria e 9 (o 12) classi di scuola Media. Un bilanciato equilibrio nelle utenze a vantaggio del curricolo verticale che sfiora, però, l'utopia prevedendo l'intervento di una necessaria rivoluzione al fine di smagrire, attraverso quella che è stata definita un'azione di spacchettamento, le ipertrofiche scuole medie esistenti (G.Giuliano, A. Volta e L. da Vinci). Senza rinunciare agli stessi obiettivi a medio termine, meglio, forse, una politica scolastica di riaggregazione più morbida e graduale... Toccherà all'Amministrazione comunale di Latina esaminare tempestivamente la ragionata proposta dei dirigenti scolastici, convalidarla o riformarla con sue determinazioni; all'Amministrazione Provinciale deliberare entro il 15 novembre; alla Regione Lazio entro il 31 dicembre p.v. adottare di competenza il Piano regionale del nuovo assetto scolastico che andrà in vigore dall'a.s. 2012/'13. Francamente ci dispiace di dover dire addio alle storiche Direzioni didattiche statali (Circoli) che per oltre un secolo hanno costituito quasi da sole la spina dorsale del sistema scolastico italiano ma ci accingiamo, pienamente consapevoli delle criticità del momento, a dare senza lesine la nostra responsabile e solerte collaborazione per l'attuazione del nuovo Piano, nella concezione non del tutto condiviso, di politica scolastica. * Sergio Andreatta, psicopedagogista e dirigente scolastico decano. © - Riproduzione riservata&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-8874115463639611613?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.andreatta.it/?p=5427' title='Dimensionamento e nuove autonomie scolastiche nel Lazio'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/8874115463639611613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/8874115463639611613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/09/dimensionamento-e-nuove-autonomie.html' title='Dimensionamento e nuove autonomie scolastiche nel Lazio'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-CcFDn__eNpk/TnYiL0A1hFI/AAAAAAAAAjk/rrO7IxLhfhU/s72-c/sergio_andreatta-scuole-borgo-san-michele.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-6953587465030007700</id><published>2011-09-12T10:06:00.000-07:00</published><updated>2011-09-12T10:31:14.220-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società. Scuola e Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Primo Piano'/><title type='text'>Per chi suona la campanella del nuovo anno scolastico?</title><content type='html'>Per chi suona la campanella del nuovo anno scolastico?&lt;br /&gt;Da poche ore è suonata la campanella del nuovo anno scolastico. I genitori continuano a coltivare tante attese, le stesse di quando la scuola era migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Sergio Andreatta *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-MuE1UmQkckI/Tm47j_KVDxI/AAAAAAAAAjc/0D27QHNta14/s1600/sergio-andreatta-psicopedagogista-autore-dirigentescolastico.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="214" width="163" src="http://1.bp.blogspot.com/-MuE1UmQkckI/Tm47j_KVDxI/AAAAAAAAAjc/0D27QHNta14/s320/sergio-andreatta-psicopedagogista-autore-dirigentescolastico.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E’ iniziato un nuovo anno scolastico, il 2011/’12, per tanti foriero di chissà quali aspettative. Ormai l’abbiamo capito non esiste più da un pezzo in questo Paese che si chiama Italia la “scuola ideale”, quella che ognuno si prefigura nella mente per volerla ma che in realtà non esiste. Troppi e veloci cambiamenti governativi dettati da misure economiche e nient’altro, quasi fosse la scuola il luogo degli sprechi, il luogo deputato alle economie, individuato dai ministri a fare cassa. Se c’è da razionalizzare anche qui, da ottimizzare nessuna preclusione lo si faccia ma permetteteci di non condividere molto di quanto è stato fatto in questi mesi quasi per spirito di punizione verso la scuola pubblica (statale). Si assiste al più preoccupante depauperamento delle risorse mai registrato prima nel mondo della scuola, un depauperamento finanziario nell’impostazione degli organici dei docenti e degli ATA, una depauperamento delle risorse economiche trasferite alle istituzioni, un profondo depauperamento (cosa che maggiormente mi preoccupa) culturale causato in parte dallo scadimento delle Università. Stranamente la destra conservatrice al governo è andata ad intaccare le tradizioni scolastiche come mai era successo prima e senza avere un modello innovativo valido da porre in alternativa. Si è scassata una solida tradizione senza inserire e coniugare il nuovo che avanza. Si è parlato miticamente di nuove tecnologie, di informatica, di inglese come pratica diffusa, di imprenditoria: le famose tre I del ministro alla Pubblica Istruzione  Moratti. In realtà le dotazione tecnologiche delle scuole (PC e altro) sono scarse e per lo più obsolete. Entrate nella mia è troverete anche un impianto di amplificazione mal funzionante (con l’impossibilità economica ad acquistarne uno nuovo) che precarizza, se non pregiudica, la buona comunicazione con gli utenti. E lenta la diffusione delle LIM, ma siamo in attesa che intervenga per dare uno scatto il contributo promesso alle scuole dalla Fondazione Roma. La L2, la lingua inglese è ormai diffusa ma questo grazie alla L. n. 148 del 1990 (la riforma della scuola elementare per moduli e ambiti disciplinari) che ha garantito 15 anni di sperimentazioni e buone pratiche con 3 ore d’inglese fin dalla prima elementare. Ora l’inglese si è ridotto ad un’ora in I, due in II, tre solo a partire dalla III. Gli insegnanti (gli “specialisti”, soprattutto, non certamente gli ultimi “specializzati” forniti di attestato a seguito della frequenza di poche miserevoli ore) in alcuni casi la insegnano con metodi all’avanguardia ma non esistono laboratori linguistici e/o informatici dove esercitarsi, dove migliorare linguaggio e comprensione attraverso la conversazione, dove incrementare fondamentalmente le competenze in questa lingua veicolare. Alcune scuole come la mia arricchiscono il loro POF con altri Progetti e  metodi (Trinity, Cambridge, Shenker,…) In quanto all’imprenditoria, in crisi quella industriale, ci sarebbe da chiederlo ai colleghi dirigenti delle Superiori quanto essa abbia veramente contribuito a migliorare il quadro complessivo degli apprendimenti significativi in questi ultimi anni. Ma non mi pare. Lì i Programmi continuano ad essere poco interessanti per il target, spesso con scarsa interrelazione tra le varie discipline venendo a mancare una visione complessiva del sapere, dei vari aspetti storico-artistico-letterario-filosofico-scientifico. E non ho volutamente citato l’aspetto “geografico” perché ormai la geografia manco più cenerentola la si può considerare. Eppure è così orientante, interessante e, perfino, motivante. Ma forse con questa assenza si è voluto assolvere e giustificare la crassa e biasimevole ignoranza di tanti giornalisti dei TG-RAI. Lo studio della Costituzione, per la formazione della cittadinanza e lo sviluppo della democrazia, deve diventare – e qui c’è un nuovo conclamato teorico interesse – il perno del corso di studi, così la storia dell’integrazione europea, non soltanto per capire meglio l’impegno dei Padri fondatori, ma per considerare e vivere nella realtà viva dell’Europa in cui, volenti o nolenti, ormai da decenni cresciamo e operiamo sentendoci, comunque, a tutti gli effetti parte attiva della Comunità. Da poche ore è suonata la campanella. I genitori continuano giustamente a coltivare tante attese, le stesse di quando la scuola era migliore; continuano oggi a sperare, non gli resta altro. Vediamo di non deluderli seppure, dall’interno, noi sappiamo che molte cose sono state stravolte. Si è proceduto col macete a tagliare a destra e a manca ma i bidelli (collaboratori scolastici, pardon) non sono neanche loro superflui. Provate voi a gestire 7 scuole (di cui 4 dell’Infanzia a tempo pieno con 40 ore di funzionamento settimanale) con 8 bidelli. 40 ore di funzionamento ma 36 di Contratto (CCNL) individuale e, dopo tutto, devono anche provvedere al ripristino igienico degli ambienti. Ma non facciamoci travolgere dalle evidenti negatività del nostro sistema-scuola, è un momento difficile per tutto il Paese e non possiamo fermarci alla sola “pars destruens” dobbiamo attivare la “construens” con quelle energie professionali buone che in ogn’uno di noi si celano. Non guardiamo ai governanti, guardiamo negli occhi dei nostri ragazzi, anche se qualcuno tra loro è già pronto a tradire la nostra difficile scommessa. © – Sergio Andreatta*, Riproduzione riservata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Psicopedagogista già docente, decano dei dirigenti scolastici del MIUR, autore di saggi e numerosi articoli, giornalista free-lance.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-6953587465030007700?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6953587465030007700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6953587465030007700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/09/per-chi-suona-la-campanella-del-nuovo.html' title='Per chi suona la campanella del nuovo anno scolastico?'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-MuE1UmQkckI/Tm47j_KVDxI/AAAAAAAAAjc/0D27QHNta14/s72-c/sergio-andreatta-psicopedagogista-autore-dirigentescolastico.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-931973470854165368</id><published>2011-08-08T07:20:00.001-07:00</published><updated>2011-08-08T07:20:07.909-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Narrativa e Poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte e cultura'/><title type='text'></title><content type='html'>“Antonia” l’ultimo romanzo di Maria Rosaria Valentini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Una trama fitta, popolata di tradizioni familiari e di personaggi che sono realmente esistiti fin da sembrare autobiografici ma anche un piccolo capolavoro letterario presentato in questi giorni al  2° Festival delle Storie della Val di Comino.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1zIkPlFNqac/Tj_wW988LHI/AAAAAAAAAjM/uinbnMZlve4/s1600/1.JPG" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="242" width="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-1zIkPlFNqac/Tj_wW988LHI/AAAAAAAAAjM/uinbnMZlve4/s320/1.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;© di Sergio Andreatta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera di venerdì 5 agosto sono a La Fucina di Picinisco. Una bella piazzetta antica, una quinta suggestiva per un salottino letterario segnato da un volatile percorso di odori che anticipano i sapori. Siamo vicino allo spiedo rovente di Loreto Pacitti di Casa Lawrence, gli arrosticini sopra a cuocere. Rispondono alle domande ficcanti di Vittorio Macioce, un giornalista de Il Giornale, Maria Rosaria Valentini, Aurelio Picca e uno di Zelig che preferisco non citare perché mi risulterebbe azzardato quotarlo come scrittore. E a me francamente stasera interessano gli scrittori, magari di vaglia più che di grido. La missione che continua a darsi questo II festival delle Storie è quella di portare scrittori, artisti, giornalisti (nella piazza principale Mario Giordano presenterà tra poco il suo “Sanguisughe”, Mondadori) a raccontare le loro storie nei piccoli paesi della Val di Comino (Alvito, Atina, Broccostella, Picinisco, S. Donato. Settefrati e Vicalvi). Un’ambizione all’insegna (quasi fosse un negozio ed infatti in alcune bancarelle c’è anche la possibilità di acquistare libri e non soltanto quelli presentati) di letteratura, cinema, teatro, musica e scienza. Scelgo di parlar della Valentini perché le sue risposte mi sembrano particolarmente convincenti per la loro incisività come “colpi d’ascia”, mi affascinano e non soltanto perché è del posto, nata a S. Biagio Saracinisco e con molte radici parentali nella stessa &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-wN65RLz1rM8/Tj_wdR3kpVI/AAAAAAAAAjU/xLPAYqBf1J8/s1600/2.JPG" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="234" width="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-wN65RLz1rM8/Tj_wdR3kpVI/AAAAAAAAAjU/xLPAYqBf1J8/s320/2.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Picinisco. Certo il mio conterraneo Aurelio Picca da Velletri, “Se la fortuna è nostra” pubblicato da Rizzoli, ha già raggiunto una sua notorietà presso il lettore italiano ed è anche per questo che la mia scelta vira decisamente sulla Valentini, una laurea in germanistica conseguita a La Sapienza di Roma ma che da oltre vent’anni vive in Svizzera, per una straordinaria sintonia con la storia spaesata di tanti altri emigranti costretti all’esodo da questa Valle bellissima ma anche di lacrime per le scarse opportunità di lavoro e di successo personale che permette. Qui a Picinisco, nel 2009, per i suoi precedenti romanzi “Quattro mele annurche” (2005) e “Di armadilli e charango…” (2008) le era stato attribuito il premio europeo di narrativa “Giustino Ferri – David Herbert Lawrence”. “Non ho voglia di parlare con gli altri, ma ho sempre solo voglia di parlare con me stesso, di vomitarmi addosso quello che vedo, racimolo, ricordo. Io mi rumino dentro…”. E’ l’inizio svelto delle 138 pagine di “Antonia”, il romanzo edito da Gabriele Cappelli Editore, Mendrisio, 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciarli è un geologo melanconico e misantropo che recupera con ossessione, per auto-racconto, la sua storia da bambino, la storia della cugina Antonia, o forse più, la storia della sua famiglia. Storia di emigranti come tanti  perché quando si è poveri e non si è rassegnati non si ha che una risorsa, quella di emigrare in cerca di fortuna. Una storia spezzata, dolorosa perché “la vita è sempre un colpo d’ascia”, tagliente, senz’appelli. Una storia a lungo sovrastata, oltre la comprensione di Renzuccio e Angiolina, dalla figura incombente del padre di Antonia, una vera fabbrica di mentalità autoritarie direbbe Wilhelm Reich. In realtà la vera, assoluta protagonista è Antonia, la cugina di un anno più grande di Ciarli che vive e rivive di continuo nelle sue smaltate considerazioni, nata come è nata, cresciuta nell’antica San Biagio Saranicisco,  povero borgo di pochi tetti e di ancor meno abitanti, i sassi della villetta comunale contati e calpestati insieme da scalzi, le cure della maestra Costanza, il bar di nonno Renzuccio, le attenzioni di nonna Angiolina. Le continue schermaglie con Ciarli che, come familistica “religio”, sono servite a legarli di un cemento indissolubile per la vita, i due pastelli dominati e incontaminati di verde e di celeste dei panorami della Valle, pure abbastanza chiusi da quei domiciliari orizzonti. E’ la storia dei grandi che la lasciano per emigrare in cerca di fortuna a Swansea, Galles, di sradicamenti e di ferite e di radicamenti nuovi, anche linguistici, tentati e quasi impossibili da raggiungere nel nuovo contesto. E’ la diacronia reale di questa Valle che ancora quest’anno e per il futuro vivrà delle mille storie, più una, dei nipoti e dei pronipoti dei pionieri scappati a vivere in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda. Ma qui sono comunque rimaste le radici che fanno ancora dire loro, pur di terza o quarta generazione, con orgoglio “Songo ‘taliano”, sarà che qui c’è questo sole che lì è soltanto precario se non negato, il verde esplosivo dei boschi senza fine, l’acqua pura dei rii, il pomodoro e l’olio vergine d’oliva, la cantilena dei pellegrini che ad agosto puntualmente si mettono in viaggio per i sentieri selvatici che portano su al Canneto. Andata e ritorno. La mia bella casa a Picinisco è figlia di una di queste storie, tra i primi emigranti a fine ottocento a Londra. Così la casa dei miei vicini di destra (da Edimburgo) o di sotto (da Glasgow). Le storie si ripetono all’infinito con alcune varianti ed è bene che qualcuno, come la Valentini, nelle sequenze drammatiche e  nelle prospettive della speranza le abbia sapute raccogliere prima della loro definitiva dispersione. Il critico Giorgio Barberi Squarotti definisce, e a ragione, il romanzo come molto bello, “… sia per l’ottima tenuta del linguaggio, della tensione narrativa, dell’intensità delle situazioni e degli eventi, sia per la sapienza nel fissare i personaggi e i luoghi”. Maria Rosaria Valentini con questo suo libro attesta che la Valle di Comino, e Picinisco e i suoi dintorni in particolare, si confermano luoghi letterari per eccellenza. E la vita stessa, con i suoi molteplici spunti e le sue deprivazioni, che ne conferma il carattere. Ecco perché queste storie, almeno quelle più significative come quella di “Antonia”, quasi ispirativo genius loci, non devono mai svanire in una folata di vento. L’invito quindi, ai tanti aspiranti alla scrittura, è quello di continuare a raccoglierle come parte integrante della propria esistenza precedente. Uno scritto di valore antropologico-culturale con una trama fitta, popolata di tradizioni familiari e di personaggi che sono realmente esistiti fin da sembrare autobiografici ma anche un piccolo capolavoro letterario di Maria Rosaria Valentini, sulla scia del più celebre “Vita” di Melania G. Mazzucco.  “Das Schicksal gewährt uns unsre Wünsche, aber auf seine Weise, um uns etwas über unsere Wünsche geben zu können” (J.W. von Goethe,Le affinità elettive). Il destino esaudisce i nostri desideri, ma a modo suo, per poterci dare qualche cosa che è superiore ai nostri stessi desideri. © – Sergio Andreatta, Riproduzione riservata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-931973470854165368?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/931973470854165368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/931973470854165368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/08/antonia-lultimo-romanzo-di-maria.html' title=''/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1zIkPlFNqac/Tj_wW988LHI/AAAAAAAAAjM/uinbnMZlve4/s72-c/1.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-7118900318103455421</id><published>2011-06-01T07:07:00.000-07:00</published><updated>2011-06-01T07:07:08.797-07:00</updated><title type='text'>Ecco come puoi salvare una vita</title><content type='html'>mercoledì 01 giugno 2011 &lt;br /&gt;Pochi minuti e una vita è salva o perduta per sempre &lt;br /&gt;Croce Rossa alla Scuola C. Goldoni: tutti in formazione per il Pronto Soccorso. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Attività della CRI &lt;br /&gt;Latina: Come comportarsi quando un bambino o una persona rischia di soffocare dopo aver ingerito cibo o corpi estranei?... (da:www.andreatta.it ) &lt;br /&gt;Può essere di vitale importanza leggere questo articolo... Suscita grande interesse l'azione di formazione del personale in materia di tutela della salute e della sicurezza nel luoghi di lavoro che si sta svolgendo nell'Aula LIM della C. Goldoni. Il Corso di Formazione in "Primo Soccorso nella Scuola" è promosso dalla Direzione Didattica statale del IV Circolo di Latina (www.quartocircolo.it ) per soddisfare le esigenze previste dai D.lg.vi n.81/2008, n. 106/2009 in attuazione dell'art. 1 della L. 3 agosto 2007, n. 123. Particolarmente importante e significativo che si dia seguito all'iniziativa che per alcuni è di nuova formazione, per altri di richiamo triennale delle conoscenze e delle competenze pregresse. All'azione di formazione/aggiornamento partecipano lo stesso promovente dirigente scolastico Sergio Andreatta e molti docenti dell'Istituzione che si sono lasciati motivare e coinvolgere (alcuni anche dell'associato I.I.S.S. Sani-Salvemini di Latina) e ATA (collaboratori scolastici). Il calendario del Corso è strutturato in 12 ore di lezione svolte nei gg. 23 e 30 maggio e 6 giugno 2011. Le lezioni di "Primo Soccorso nella Scuola" sono tenute (teoria e pratiche) dalla Sorella dott.ssa Annalisa Martini, che si sta avvalendo anche delle nuove tecnologie e del sostegno di alcune infermiere della CRI. Il dirigente Andreatta, vista l'utilità, progetta di proporlo in seguito, in collaborazione con la C.R.I., alle stesse Famiglie degli alunni nell'ambito e all'interno dell'iniziativa "SCUOLA GENITORI" che prevede l'intervento/incontro con vari esperti una volta al mese. Le efficaci lezioni tenute dalla dott.ssa Martini, medico volontario della Croce Rossa Italiana e referente provinciale, prevedono, ovviamente, la dimostrazione di "manovre di BLS/IRC 2000 e di disostruzione delle vie aeree". Tutti i Corsisti si sono sottoposti volontariamente, come previsto, alle prove pratiche, perché in questo caso... la pratica (the best practice) può valere più della grammatica. Come comportarsi quando un bambino o una persona rischia di soffocare dopo aver ingerito cibo o corpi estranei?... Sono cinquanta le famiglie colpite ogni anno dalla morte di un bambino per soffocamento causato da palline di gomma, caramelle, ma soprattutto per un'assistenza non adeguata nei primi minuti. Questa è una delle domande con cui l'iniziativa di aggiornamento cerca di dare la più utile delle risposte. Pubblichiamo qui anche un link (assolutamente importante che tutti lo vedano) di un corso di pronto soccorso, il più grande mai organizzato in Italia, che si svolto sabato 28 maggio a Monza. Pochi minuti di attenzione a volte bastano per salvare una vita a un bambino. Quindi tutti possono darli, anzi devono. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di: Sergio Andreatta &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa news proviene da: http://www.telefree.it&lt;br /&gt;URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&amp;id=90484&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-7118900318103455421?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.andreatta.it%2F%3Fp%3D4584&amp;h=42c0d' title='Ecco come puoi salvare una vita'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7118900318103455421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7118900318103455421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/06/ecco-come-puoi-salvare-una-vita.html' title='Ecco come puoi salvare una vita'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-7546568759006352477</id><published>2011-05-30T12:34:00.000-07:00</published><updated>2011-05-30T23:10:34.192-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte e cultura'/><title type='text'>I Bambini del bosco, prima del film di Omar Protani</title><content type='html'>Abbiamo visto a scuola la prima del film "I bambini del bosco" di Omar Protani &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Post hoc (Dopo la visione del film)di: Sergio Andreatta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-0eC8BBWiYfw/TePw81cHQQI/AAAAAAAAAiI/SyAixFDv7zI/s1600/I-bambini-del-bosco-film-di-Omar-Protani.JPG" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="320" width="214" src="http://4.bp.blogspot.com/-0eC8BBWiYfw/TePw81cHQQI/AAAAAAAAAiI/SyAixFDv7zI/s320/I-bambini-del-bosco-film-di-Omar-Protani.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Dopo la prima nazionale del film "I bambini del bosco" di Omar Protani &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;I bambini del bosco, il film di Omar Protani.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'incalzare di una musica pulsante che riempie il vuoto degli scarni dialoghi, sottoscritti in inglese, si va alla ricerca del tempo perduto della lontana infanzia. &lt;br /&gt;Nell'incalzare di una musica pulsante che riempie il vuoto degli scarni dialoghi, sottoscritti in inglese, si va alla ricerca del tempo perduto della lontana infanzia. Una bambina di rosso vestita (Martina Fabroni) si perde in un bosco dove, stanca, si assopisce. Gli occhi del risveglio le consegnano l'immagine di un bambino, un piccolo selvaggetto simile ad un elfo biondo, che la osserva incuriosito dai suoi piedi. Poi la prende per mano, le porge un frutto che la disseta e la invita a seguirlo fino ad una casa isolata abitata da un misterioso uomo dal cappello di paglia. Un uomo rude, enigmatico, insondabile, dalle apparenze selvatiche, con un inespresso tormento dentro di sè. Inquietante. Chi è costui e cosa farà di... male ai bambini? Il filo della narrazione sembra aprirsi a sequenze a y con due o più soluzioni, non esclusa quella di una prevedibilità malefica ma tra i due bambini finisce per crearsi intanto uno spontaneo feeling di solidarietà. Un dialogo dei sentimenti. Per curiosità o per un misterioso istinto la bambina, già indotta ad andarsene, quasi inconsciamente attratta ritornerà in seguito sul posto e si porterà via dal bosco, fino alla propria casa in città, il bambino (Matthias Fabroni) con questa fuga restituendoci, comunque, l'idea, non si sa bene perchè, di un'uscita dall'incubo. Ormai ragazza cresciuta ritornerà sul luogo metaforico dell'incipit, nella casa nel bosco a cercare suo padre in una vecchia foto ingiallita del bambino che era. Belle le immagini ambientate in una campagna sui Colli Albani e poi su una strada nei pressi di Villa Fogliano e a Latina città (Area del mercato settimanale o del martedì e Via Cisterna nei pressi della nostra stessa scuola C.Goldoni). Una pagina di psicologia dell'età evolutiva con i risvolti tipici di luci e ombre, con l'ingenuità, la curiosità, il timore, le incertezze e la speranza - come una visione all'orizzonte oltre il buio della siepe - tipica dei bambini. Una vicenda, questa volta, finita bene con il convinto applauso degli alunni della Scuola Primaria C. Goldoni di Latina dove oggi, nell'Aula Pacis, sono state date tre proiezioni seguite direttamente dallo stesso giovane e promettente regista Omar Protani. (Sergio Andreatta)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricevo dal regista Protani - via facebook e pubblico:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ancora un grandissimo grazie per la sua immensa disponibilta'e per la belissima giornata di oggi, è stato davvero emozionante per me presentare il film ed avere un contatto del genere con i suoi studenti che mi hanno riempito il cuore tra domande, sorrisi, attenzioni, sguardi, curiosita'e tanto tanto altro... Sono quasi commosso davvero, per me è stata un' esperienza indimenticabile... Domattina saro' a Latina da lei con Alessandro Talone (l'uomo misterioso), quest'ultimo le porge le scuse per non essere stato presente. Domattina non ho problemi per un'altra eventuale proiezione e tutto quello che comporta... Un caloroso saluto. Con affetto, Omar&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-7546568759006352477?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7546568759006352477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7546568759006352477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/05/i-bambini-del-bosco-prima-del-film-di.html' title='I Bambini del bosco, prima del film di Omar Protani'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-0eC8BBWiYfw/TePw81cHQQI/AAAAAAAAAiI/SyAixFDv7zI/s72-c/I-bambini-del-bosco-film-di-Omar-Protani.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-1712741885487125883</id><published>2011-05-26T11:07:00.000-07:00</published><updated>2011-05-26T11:07:22.998-07:00</updated><title type='text'>Proiezione in anteprima del film "I Bambini del bosco" di Omar Pròtani</title><content type='html'>giovedì 26 maggio 2011 &lt;br /&gt;I Bambini del bosco di Omar Pròtani &lt;br /&gt;Proiezione in anteprima del film (65') nell'Aula Pacis della C.Goldoni. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Omar Protani, giovane regista cinematografico &lt;br /&gt;Spettacoli e Cultura: Protagonisti due alunni della scuola di Via Sezze 25, Latina.&lt;br /&gt;da: www.andreatta.it &lt;br /&gt;La storia breve è delicata e tenera, incentrata su due bambini che, come Hansel e Gretel, si perdono e si ritrovano in un bosco (scenario classico e quasi usuale per la letteratura dell'infanzia come ben aveva analizzato Bruno Bettelheim, il massimo studioso internazionale di favole e autore de "Il mondo incantato", scenario proposto - e anche qui puntualmente riproposto - come sfondo integratore del racconto con ben scandagliate connotazioni e valenze perfino psicologiche); di una casa e dell'incontro con un uomo misterioso. Come si svilupperà e come potrà andare a finire questa storia? La risposta ce la fornirà lo stesso giovane regista e sceneggiatore Omar Protani, che ha frequentato la Scuola di cinematografia dell'Università di Roma 3 e che sarà presente alla Prima nazionale che si terrà lunedì 30 maggio prossimo nell'Aula Pacis della Scuola Primaria C. Goldoni 25, IV Circolo didattico di Latina diretto dallo psicopedagogista prof. Sergio Andreatta da sempre sensibile all'arte e ai suoi vari e molteplici linguaggi essendo lui stesso un cultore della fotografia e della poesia. E questa prima proiezione avviene, non casualmente, nella scuola primaria del IV Circolo didattico frequentata dai due protagonisti della storia filmica i bambini Martina Fabroni della IVB e Matthias Cesare Fabbroni della ID. L'ambizione massima del promettente autore sarebbe quella di partecipare al Giffoni Film Festival (GFF), la nota Rassegna del Cinema per i Ragazzi e per la Gioventù che si svolge ogni anno a Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno... Si succederanno straordinariamente tre proiezione: alle 9 per gli alunni delle classi III, cui si associerà la classe ID di Mattias; alle 10 per gli alunni delle classi IV dove Martina frequenta la sez.B; alle 11,30 per le classi V. Sarà interessante monitare le diverse auto-sensopercezioni dei bambini di fronte al veduto, valutare le loro reazioni, misurare la loro partecipazione al vissuto dei compagni. Gli Insegnanti avranno cura di accompagnare tutte le classi alla significativa proiezione. I bambini sono invitati a cogliere le loro sensazioni spontanee, a fermare le loro osservazioni e a elaborarle poi in qualche breve espressione scritta o disegno da pubblicare come articolo nello spazio a loro riservato nella Redazione junior del sito scolastico www.quartocircolo.it . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di: Sergio Andreatta &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa news proviene da: http://www.telefree.it&lt;br /&gt;URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&amp;id=90335&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-1712741885487125883?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/1712741885487125883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/1712741885487125883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/05/proiezione-in-anteprima-del-film-i.html' title='Proiezione in anteprima del film &quot;I Bambini del bosco&quot; di Omar Pròtani'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-3408646559281281396</id><published>2011-05-04T08:31:00.000-07:00</published><updated>2011-05-04T08:31:31.164-07:00</updated><title type='text'>Casa Andreatta – Andreatta House » Latina. Da oggi le MiniOlimpiadi, XIV Edizione</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.andreatta.it/?p=4496"&gt;Casa Andreatta – Andreatta House » Latina. Da oggi le MiniOlimpiadi, XIV Edizione&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-3408646559281281396?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.andreatta.it/?p=4496' title='Casa Andreatta – Andreatta House » Latina. Da oggi le MiniOlimpiadi, XIV Edizione'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3408646559281281396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3408646559281281396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/05/casa-andreatta-andreatta-house-latina.html' title='Casa Andreatta – Andreatta House » Latina. Da oggi le MiniOlimpiadi, XIV Edizione'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-7025827736823977198</id><published>2011-04-21T03:45:00.000-07:00</published><updated>2011-04-21T03:45:55.467-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società. Scuola e Società'/><title type='text'>Da Barbiana a Barbaiana. Dove va la pedagogia italiana?</title><content type='html'>Da Barbiana a Barbaiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non può finire così, in questa frazione comasca, la storia della  pedagogia italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Sergio Andreatta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; “… La vita sotto il sole, é forse solo un sogno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non é solo l’apparenza di un mondo davanti a un mondo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quello che vedo, sento e odoro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; C’é veramente il male?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E gente veramente cattiva?…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Song of Childhood, Quando il bambino era bambino, scritta da Peter Handke per il film]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è gente veramente cattiva? E ci sono ragazzi veramente cattivi e dannati sulla terra? Cosa ci avrebbe risposto in merito don Lorenzo Milani autore della bella e indimenticabile esperienza di Barbiana e della Lettera a una professoressa? E cosa ci risponde, invece, don David Riboldi responsabile (2011) dell’Oratorio di Barbaiana (Lainate)? Due mondi antropologico-culturali diversi e due diversi modi d’intendere l’educazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel dicembre del ’54 don Lorenzo Milani, a punizione per le sue idee progressiste, viene nominato dalla Curia fiorentina Priore della chiesa di S. Andrea a Barbiana, una piccolissima parrocchia sul monte Giovi, nel territorio del comune di Vicchio del Mugello a 475 metri di altitudine in Valle della Sieve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua è una parrocchia di montagna con pochi abitanti, sprovvista di luce e di acqua, una località irraggiungibile da automezzi perché non vi è ancora la strada ed è abitata solo dai cento contadini che resistono all’esodo verso la città. La sera di dicembre fa buio presto, è tutto intorno si respira un’aria di tristezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Don Lorenzo che non ha mai amato tanto le processioni e le feste ma che ha scelto di privilegiare i più poveri crea subito una scuola dove sono ammessi gli operai, per lo più comunisti. Ma è nel consumismo e nelle sue alienanti attrattive che egli individua la vera causa dell’allontanamento del povero dalla Chiesa e dai valori cristiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7 chilometri lo tagliano ora fuori dal mondo! Le lettere bisogna andarle a prendere addirittura a Vicchio. Ma già il giorno dopo il suo arrivo lassù egli  raggruppa attorno a sé in una scuoletta i ragazzi delle famiglie  con l’obiettivo di liberarli subito dalla passività e di renderli responsabili. In questa sua scelta il prete fonderà la sua pedagogia e la sua azione pastorale, in una scuola che apre all’otto del mattino e termina a buio, una scuola per pochi ragazzi, semianalfabeti, figli di pecorai e contadini, oppure orfani. Una scuola che non conosce vacanze e che rifiuta le metodologie e le tecniche, allora più in voga, dell’insegnamento nozionistico e trasmissivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo libro “Lettera a una professoressa” è il risultato di un anno di attività a Barbiana, con un maestro ormai nel pieno della sua maturità, estremamente consapevole delle caratteristiche del contesto, del processo e degli obiettivi che si pone. Il maestro Lorenzo Milani trasforma il giornale in materia scolastica. Trasforma, in ricerca e produzione di materiale didattico, il lavoro d’équipe, da lui diretto, svolto con i ragazzi, gli abitanti e i numerosi visitatori. Una piccola-grande rivoluzione culturale, una didattica e una pedagogia inclusiva che rifiuta l’indifferenza, la passività negativa e motiva fortemente  e di continuo l’allievo. Qui l’educatore si obbliga ad un metodo formativo che aderisce al mondo dell’allievo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Don Lorenzo Milani fu un educatore esigentissimo e l’esperienza di Barbiana, forse, non è ripetibile, se si considera il fatto che più che una scuola, lui aveva voluto creare, più che in premessa, in itinere una comunità, quasi una famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i suoi scritti, nel periodo in cui abitò Barbiana, nacquero essenzialmente per motivi pedagogici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’altro lato oggi abbiamo il giovane don David Riboldi che fuori dell’Oratorio di Barbaiana, distante anni luce dalla scuola di Barbiana, scrive in premessa al “Nuovo Regolamento”: “Non riusciamo ad educare tutti” e dispone, quindi, che alcuni, cioè gli “altri”, stiano fuori” dagli spazi e dalle attività oratoriali. Egli “altri” sarebbero alcuni ragazzi figli dell’attuale società non sempre sensibile ai temi educativi, di famiglie non esemplari, ragazzi di strada, forse caratteriali. Gli “altri” cioè quelli che non riusciamo facilmente ad integrare, a ricondurre dentro certe nostre regole, ad educare” secondo i nostri principi e che quindi per questo “debbono stare fuori dell’oratorio”. Gli altri “il mio inferno” per usare una nota citazione di J.P. Sârtre (L’ Être e le neant). Da un lato l’inesperto, appena ventinovenne, pretino della provincia di Como ha la coscienza dei suoi limiti e questo non è necessariamente un male, dall’altro pensa ad una soluzione “comoda”, ad una strategia non impegnante per sottrarsi ad alcuni problemi educativi ma con ciò riducendo la portata e la significatività della sua missione pastorale, escludendo i ragazzi più ribelli, decidendo di cacciarli dal suo oratorio. Come psicopedagogista ed educatore Sergio Andreatta non può non rilevare un’evidente distonia con il compito dell’educatore e del buon pastore. Gesù, come nella parabola da lui stesso raccontata, avrebbe lasciato il gregge per mettersi alla ricerca della pecorella smarrita e ricondurla all’ovile. Ragazzi difficili, per altri versi in gamba probabilmente, piccoli boss in erba, forse, per i quali varrebbe ancora spendersi senza rassegnazione per aiutarli, per provare a decondizionarli, a tirarli fuori dal turbine esistenziale cui paiono dover essere ineluttabilmente destinati. Invece in questo atteggiamento di rifiuto e di esclusione, sullo sfondo di due mondi paralleli e non comunicanti, non si coglie una sequenza di esiti propositivi, se non un programmato desiderio di tutela dei “buoni”, ma piuttosto un senso di igienica separazione che induce, in un clima di escalation simmetrica, ad ulteriori ostracismi incrociati. Incomprensioni, arroganze e dispetti tra due mondi contrapposti, anche poco rispettosi poi, e non solo per feed-back, verso la tonaca. Penso a come avrebbero altrimenti agito in quel contesto, turbolento ma cristianamente e pedagogicamente stimolante, quel Lorenzo Milani, un Filippo Neri, un Francesco di Sales, un Giovanni Bosco, un Luigi Orione e tanti altri apostoli laici della gioventù. Sento l’eco di qualcosa che non torna, di una disequità stridente. Perchè quando un prete, tra l’altro ancora molto giovane e con tanta strada ancora da percorrere, crea con i suoi atti delle scomunicanti preclusioni senza lottare e getta arrendevolmente la spugna senza riuscire ad inventarsi ancora qualcosa di utile per chi non riesce a stare, sempre e al meglio, dentro le sue regole, avvertiamo che succede qualcosa di molto triste, se non grave. Il suo gesto, oltre a dividere la comunità locale,  in un mondo diventato ormai “villaggio globale” va a colpire anche la sensibilità di chi ha solo letto la notizia su un quotidiano (Corriere della Sera, 26.03.2011, pag. 27). Come gioca la sua difficile scommessa, come ha scritto un mio maestro (Raffaele Laporta), questo giovane prete? Come dimostra di saper capire e di accogliere questi ragazzi problematici? Come interpreta i loro messaggi, come aiuta i loro genitori ad arricchire il rapporto con i propri figli? Ha scritto una volta Gianni Rodari:“So bene che il futuro non sarà quasi mai bello come una fiaba. Ma non è questo che conta. Intanto, bisogna che il bambino (o il ragazzo) faccia provvista di ottimismo e di fiducia, per sfidare la vita. E poi non trascuriamo il valore educativo dell’utopia. Se non sperassimo, a dispetto di tutto, in un mondo migliore, chi ce lo farebbe fare di andare dal dentista?”  © – Sergio Andreatta – Riproduzione riservata&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-7025827736823977198?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.andreatta.it/?p=4452' title='Da Barbiana a Barbaiana. Dove va la pedagogia italiana?'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7025827736823977198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7025827736823977198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/04/da-barbiana-barbaiana-dove-va-la.html' title='Da Barbiana a Barbaiana. Dove va la pedagogia italiana?'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-4747753777021996308</id><published>2011-03-06T10:34:00.001-08:00</published><updated>2011-03-08T02:10:41.801-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società. Scuola e Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società.'/><title type='text'>Sergio Andreatta, A difesa della scuola pubblica</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-b52rgCV1E20/TXPUGn2iEmI/AAAAAAAAAh0/zGvPwqzZSoU/s1600/patrizia-fanti-sergio-andreatta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 218px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-b52rgCV1E20/TXPUGn2iEmI/AAAAAAAAAh0/zGvPwqzZSoU/s320/patrizia-fanti-sergio-andreatta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581037573484188258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nella scuola pubblica italiana si apprendono e si vivono i valori di una società plurale e in cambiamento, si cresce liberi, consapevoli e pensanti. Ma se anche Berlusconi ora attacca gli insegnanti…&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di  &lt;strong&gt;Sergio Andreatta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La frase di Silvio Berlusconi contro "la scuola di Stato dove ci sono insegnanti che vogliono inculcare negli alunni principi contrari a quelli che i genitori vogliono inculcare ai propri figli", ha sorpreso, sconcertato e desolato, anche per l'acido tono usato, molti italiani non soltanto appartenenti all'ambito professionale cui è stata indirizzata. E seppure le stesse parole in qualche modo sottoscrivano l'esistenza di un'innegabile crisi educativa presente nel Paese - a chi imputabile è da vedere - esse sono sembrate a molti cittadini insensate e ingenerose verso la scuola pubblica italiana, un attacco alla sua laicità e al suo tradizionale e provato spirito di servizio. Esse potrebbero costituire un pregiudizio grave da parte di chi dovrebbe rappresentare lo Stato e il pubblico interesse; quasi un immotivato favore alla scuola privata cui potrebbero essere dirette ulteriori risorse (sotto forma di bonus alle famiglie), sottratte alla scuola pubblica, in cambio di voti. La deriva in favore della scuola privata sarebbe in realtà sostenuta da uno scandaloso circolo vizioso, da compiacenze, altalenanti lusinghe e captatio benevolentiae, parole di nutrimento, chissà, per un futuro voto di scambio in prossime campagne elettorali. E allora non possiamo non ricordarci del famoso discorso a difesa della scuola nazionale di Piero Calamandrei (Piero Calamandrei al III Congresso dell'Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, Roma 11 febbraio 1950). Senza considerare che pubbliche sono da considerarsi, per consolidata giurisprudenza, tutte le scuole in qualche modo finanziate dallo Stato, comprese le divenute paritarie ex parificate o soltanto private. Tutte, infatti, sono istituzioni pubbliche, al servizio dei cittadini liberi di sceglierle. Ma il presidente del Consiglio, uno dei massimi e più qualificati rappresentanti dello Stato, è sembrato sorprendentemente disconoscere le parti in specie della nostra Costituzione. "La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione (art. 33) ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi". "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato". Nei confronti delle scuole non statali (ma non per questo meno pubbliche, ripetiamo), "la legge nel fissare i diritti e gli obblighi... deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali". Quindi la piena libertà già assicurata dalla Costituzione alle scuole non statali dovrebbe essere, per l'attuale presidente del Consiglio, assurdamente negata alle scuole statali? Libertà da negare, forse, ai docenti (attori protagonisti della scuola) non filogovernativi o, idealmente, non abbastanza compiacenti con i genitori in gran massa suoi elettori? Libertà da negare a chi non "inculchi" gli stessi valori e le stesse idee. Anche bruttissima in sè questa metafora del docente-inculcatore per il richiamo all'idea pedagogica superata di un Quintiliano e del suo vaso che da duemila anni si tenterebbe, invano, di riempire. "Inculcare" è il termine infelice usato dal presidente del Consiglio Berlusconi in occasione del suo incontro-comizio con i Cristiano riformisti. Ma inculcare (dal lat. in-culcare/in-calcare) è un termine che sta per imprimere profondamente e quasi con forza nell'animo altrui quasi da con-vertire con una perseverante - e poco psicologica - opera di persuasione. I docenti in barba ad una sostanziale pluralità di pensiero e alla loro autonomia di metodo, dovrebbero, quindi, conformarsi al pensiero dominante anziché educare alla criticità e all'indipendenza di giudizio? Dovrebbero subordinarsi alle abitudini maggioritarie dei genitori, anche se "genitori sbagliati", come direbbe A. Berge, perché lassisti e iperprotettivi nella loro incerta e precaria, se non inesistente, valenza educativa? Ma la scuola pubblica che è laica, e non confessionale, ha una sua precisa mission che è quella di educare e far crescere persone libere, consapevoli e pensanti mentre molti degli stessi genitori, più che i docenti, insieme con una miscela micidiale di concause come l'influenza condizionante dei media, dei social network del gruppo di pari della strada, delle mode sono dentro gli scenari-origine dell'attuale emergenza educativa. Docenti (sono più di 800mila in Italia) sempre più scomodi e da lasciare, allora, nella loro solitudine di soli contro tutto e da tenere magari anche a morso con stipendi mortificanti della loro dignità e svilenti la loro autorità. E come potrebbero migliorare la situazione e l'azione a contrasto della decadenza e a efficace decondizionamento degli input negativi le altre agenzie educative, tra cui si deve annoverare anche l'opera della stessa Chiesa? In quanto al riconoscere qualità educative alla politica di questi tempi sembrerebbe davvero paradossale. In questo contesto la scuola pubblica governa i processi dell'educazione e dell'istruzione per come può farlo, in molti casi anche con risultati d'eccellenza, ma sicuramente nel rispetto della Carta costituzionale che consente due modelli d'istruzione alternativi ma non affatto concorrenziali, e ad esclusione, tra loro. E benché l'opzione sembri chiaramente programmata a favore della scuola di Stato e non viceversa, ogni cittadino è ben libero, per fortuna, di rivolgersi all'agenzia che riscuote maggiormente la sua fiducia. Certo se la scuola pubblica non venisse continuamente depotenziata da continui tagli di risorse (132mila posti in meno nel triennio) e mortificazioni morali probabilmente riuscirebbe meglio nel suo intento pur definito dai Programmi ministeriali (di cui il governo ha responsabilità diretta) ma anche nel rispetto della libertà d'insegnamento. Inaccettabile poi, se non addirittura più grave, il tentativo del premier di emendare la sua prima affermazione aggiungendo quest'altra: "... bisogna riconoscere alle famiglie cattoliche che mandano i figli alla scuola pubblica il diritto a non vedere insegnati ai loro figli valori diversi da quelli in cui credono...". Insomma per lui la pluralità e la multiculturalità non dovrebbero esistere nè la pari dignità di cui all'art. 3 della Costituzione? Non è un pò ghettizante quest'idea di educazione dove ognuno forma i suoi adepti senza "contaminazioni"? Forse che nella scuola pubblica, che è per sua natura laica e democratica, dovrebbero operare soltanto insegnanti di IRC e affini? Se mi si parla , invece, non di principi ma di pratiche sarei d'accordo sul fatto che ci vorrebbe meno indifferenza sulla produttività di un insegnante. Non deve essere più così inverificabile l'operato di un insegnante. E se un insegnante non raggiungesse i traguardi prescritti sarebbe facile desumerlo anche dalle stesse prove INVALSI o da altre ancora da introdurre. Gli stessi dirigenti scolastici, che amministrano fino a un centinaio di persone tra docenti e ATA, sono qualificati e in grado - essi stessi monitorati - di valutarne ancor prima l'operatività nel loro contesto sociale e operativo. Perché se sui valori personali e professionali la libertà non può essere assolutamente intaccata né barattata, se bisogna garantire libertà di metodo (e "tutto è raggiungibile dipende dal metodo", scrisse J. Bruner), sui processi educativi e sui risultati dell'istruzione non ci devono essere troppe contrattazioni da fare né dilazioni da permettere. Ma non si lancino, neanche indirettamente, spot a favore di una regressione nostalgica ai tempi dell'era fascista quando si estromettevano dal sistema quanti, pur valenti nel loro magistero, non accettavano per motivi ideali o di religione, di sottoporsi al giuramento governativo.Sergio Andreatta è un educatore, uno psicopedagogista, il decano dei dirigenti scolastici italiani, uno che non accetta lezioni grossolane, neppure se date da un Berlusconi che non conosce la materia. Ognuno faccia il suo mestiere, senza invadere il campo altrui. Nel settore scolastico pubblico (anche se il Ministero non è più ormai della Pubblica istruzione) dove opero da 44 anni (primaria) la scuola italiana (per valutazioni internazionali attendibili dell'OCSE-PISA) è stata, e forse lo è ancora, all'avanguardia secondo analisi comparative con gli altri sistemi d'istruzione primaria del mondo. Perché, allora, con le ultime riforme (Moratti - Gelmini) questo settore scolastico è stato smontato, più che solo razionalizzato? Come fa, e su quali ragionate e dimostrabili argomentazioni, la collega V. Aprea, già sottosegretario al MIUR, a sostenere il contrario? Perché sono state drasticamente ridotte le risorse umane, professionali e finanziarie? Delle tre enfatizzate "I" che cosa è ancora rimasto? L'Inglese, l'Informatica, l'Imprenditoria? Già alle elementari l'inglese risulta ridotto in ore e qualità. Gli specialisti (spesso laureati in lingua inglese) saranno presto dirottati su posti comuni e la lingua straniera verrà insegnata da maestri ordinari infarinati da corsetti di appena 400 ore o meno. Per l'informatica ci si avvale di pochi computer obsoleti, spesso neanche collegati in rete perchè mancano i soldi per sostenere gli abbonamenti. Per l'imprenditoria... da essa non arriva neanche un'attenzione per qualche significativo progetto da sponsorizzare. Perché non è mai stata inaugurata una buona politica del merito, premiale per i tanti lodevoli docenti che lavorano nella scuola pubblica? Perché l'edilizia scolastica spesso non è certificata a norma, confortevole, moderna, dotata di palestre e di nuove tecnologie? Nella confusione si dimentica anche spesso che la questione educativa coinvolge eminentemente e assolutamente prima di tutto le famiglie e i valori praticati al suo interno e condivisi dai suoi membri. La questione dell'istruzione è più tecnicamente un appannaggio degli insegnanti. Ma come li ha influenzati e li influenza, questi valori su cui un adolescente si identifica, una volgare e battente TV commerciale? E pochi sanno che in questo pianeta delle dignità alla deriva alcuni genitori si rifiutano perfino di sottoscrivere lo stesso Patto di corresponsabilità educativa che sarebbe poi l'impegno e il tentativo di un progetto comune, sinergico tra famiglia e scuola. Eppure tutti conoscono gli artt. 30 e 33 della Costituzione. Il primo "è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio"; il secondo "l'arte e la scienza sono liberi e libero ne è l'insegnamento". Troppo inascoltabile e offensivo, quindi, l'intervento dalla tribuna del premier. L'attacco alla scuola pubblica, malgrado qualche tardivo e malriuscito tentativo di rimedio per chiamata in causa del fraintendimento degli altri e non della propria errata esternazione, è venuto dopo quello alla magistratura e prima di quello al Quirinale. E se l'ordinamento sociale, nel famoso apologo di Menenio Agrippa (493 a. C.), è paragonabile al corpo umano dove tutte le parti sono tra loro connesse, se collaborano insieme sopravvivono, se litigano e discordano insieme periscono (..."discordia pereunt, concordia valent"). Quindi con questi continui e pretestuosi attacchi alla Costituzione nella sua tripartizione dei poteri si corre il rischio di far perire lo Stato nel senso che se ne indebolisce il concetto nella coscienza dei cittadini, se ne mina l'autorità. Bruttissimi segnali (nel segno e nel significante), comunque, proprio nel 150° anniversario della proclamazione dello Stato unitario italiano (14.03.1861) e dell'esaltazione simbolica del tricolore nazionale che ci accingiamo a festeggiare solennemente il prossimo 17 marzo. © - Sergio Andreatta, da: www.andreatta.it, Riproduzione riservata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-4747753777021996308?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/4747753777021996308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/4747753777021996308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/03/sergio-andreatta-difesa-della-scuola.html' title='Sergio Andreatta, A difesa della scuola pubblica'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-b52rgCV1E20/TXPUGn2iEmI/AAAAAAAAAh0/zGvPwqzZSoU/s72-c/patrizia-fanti-sergio-andreatta.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-8207444018341768356</id><published>2011-02-02T01:22:00.000-08:00</published><updated>2011-02-02T01:26:37.282-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>La scuola italiana ha ricordato la Shoah</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TUki-wxVikI/AAAAAAAAAhs/qjm1Un7n4VU/s1600/sergio-andreatta-roma5.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 222px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TUki-wxVikI/AAAAAAAAAhs/qjm1Un7n4VU/s320/sergio-andreatta-roma5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569020875859397186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;mercoledì 02 febbraio 2011 &lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La scuola italiana ha ricordato la Shoah: &lt;/em&gt; 10 anni di Memory Day (2001/2011) in Italia. &lt;/strong&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sinagoga di Roma, f.to e articolo di Sergio Andreatta &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La storia nostra è storia della nostra anima; e storia dell'anima umana è la storia del mondo" così Benedetto Croce (*). &lt;br /&gt;Tutto quello che da sempre si dice sulla memoria storica e sulla sua innegabile importanza a fini socio-educativi, significativamente vale per questa celebrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Memory Day della Shoah fa parte ormai nel nostro Paese delle date importanti dell'anno. Si ricorda il 27 gennaio del 1945, la liberazione di Auschwitz. La data è stata scelta dall'ONU come data simbolica per la liberazione di tutti i lager. L'Italia, con una legge approvata dal Parlamento all'unanimità dieci anni fa, ne ha fatto una data di celebrazione, con intenti edificanti per le scuole. La ricorrenza è stata istituita dal Parlamento Italiano il 20 luglio 2000 con la legge n. 211 che statuisce: "La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte...(...)...".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'avvicinarsi della data ha stimolato un'attività intensa e senza stanchezze all'interno delle nostre scuole, sono stati approntati dei percorsi, intraprese delle iniziative, visti dei filmati scelti, letti e partecipati brani di libri perché Anna Frank e Primo Levi erano, comunque, già da prima nel cuore dei ragazzi delle elementari. Nei TG abbiamo sentito il discorso del Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano, assistito alle cerimonie della Camera e del Senato. Abbiamo visto la Comunità Ebraica non soltanto di Roma radunarsi nella grande sinagoga sul Lungotevere (luogo sacro preminente che tutte le nostre scolaresche dovrebbero imparare a visitare, insieme con il Museo Ebraico, non soltanto per rispetto della storia ma per quell'atmosfera di profondo rispetto degli altri che si respira). Entrare in quella sinagoga, se non si può arrivare fino alla visita ad un lontano campo di concentramento o alle vicine Fosse Ardeatine, è davvero commovente. Eppure... non si può concentrare tutto il senso in una sola data, in una sola o in qualche celebrazione. Bisognerebbe che il genitore e il docente nel comune progetto della loro compartecipazione educativa imparassero a gestire il Memory Day pure oltre le immagini dei mattoncini della memoria cementati per strada al Portico di Ottavia o le pur significative interviste ai sempre più rari sopravissuti insegnando ai propri figli/ragazzi con un'azione costante e pervasiva la riscoperta della bellezza della fraternità tra persone di diverso stato e condizione qualunque essi siano, la morale e l'etica della convivenza multispirituale e multiculturale così messa in discussione, se non pregiudicata oggi, da tanti venti contrari di intolleranza... Perché l'altro non possa e non debba essere più considerato il "mio inferno". Da nessuno il suo inferno. © - Sergio Andreatta, dirigente scolastico, pedagogista e scrittore (Riproduzione riservata, 28.01.2011, da www.andreatta.it)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(*) Benedetto Croce, La storia come pensiero e come azione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di: Sergio Andreatta &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa news proviene da: http://www.telefree.it&lt;br /&gt;URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&amp;id=87587&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-8207444018341768356?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.andreatta.it/?p=3836' title='La scuola italiana ha ricordato la Shoah'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/8207444018341768356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/8207444018341768356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/02/la-scuola-italiana-ha-ricordato-la.html' title='La scuola italiana ha ricordato la Shoah'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TUki-wxVikI/AAAAAAAAAhs/qjm1Un7n4VU/s72-c/sergio-andreatta-roma5.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-3409989088437456094</id><published>2011-01-12T10:14:00.000-08:00</published><updated>2011-01-12T10:16:21.091-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società.'/><title type='text'>Nutrirsi bene. Un insegnamento che frutta.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TS3v12oXKBI/AAAAAAAAAhg/WqVKctUzqS8/s1600/frutta-nelle-scuole.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 159px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TS3v12oXKBI/AAAAAAAAAhg/WqVKctUzqS8/s320/frutta-nelle-scuole.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561364823349340178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Frutta nelle scuole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nutrirsi bene. Un insegnamento che frutta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da domani inizia la distribuzione ed il consumo da parte degli alunni della scuola primaria di frutta fresca nelle nostre scuole del IV Circolo didattico di Latina (classi V- IV della Goldoni di Via Sezze 25, della Manzoni di Borgo Isonzo e della Mazzini di Borgo San Michele).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto di educazione alimentare, inserito nel n/s POF, gode del contributo finanziario dell’Unione Europea e della Collaborazione del MIUR e dei Ministeri della Salute e delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cattiva nutrizione e il sovrappeso e l’obesità infantile rappresentano un fattore di rischio per l’insorgenza di patologie croniche e degenerative. L’indagine nazionale condotta da OKKio (salute, 2010) realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità ha calcolato in 1.100.000 i bambini italiani in eccesso ponderale, di questi quasi 400.000 obesi. L’indagine ha messo poi in evidenza anche la diffusione nelle famiglie di abitudini alimentari squilibrate e scorrette per lo scarso consumo di frutta e verdura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il programma “Frutta nelle scuole” prevede la distribuzione gratuita, durante l’a.s. 2010/2011 di frutta e verdura fresche a oltre 1.300.000 alunni delle scuole primarie italiane. Con questa operazione si intende anche sviluppare negli insegnanti la conoscenza dei prodotti orto frutticoli negli aspetti della varietà, stagionalità, caratteristiche nutrizionali e, soprattutto, per e in funzione di uno stile di vita più sano e salutare dei loro alunni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi cinque mesi ogni alunno consumerà frutta per almeno 28 volte, di almeno 8 varietà di frutta (tra albicocche, amarene, angurie, arance, ciliegie, clementine, fichi, fichi d’india, fragole kiwi, limoni, loti (kaki), mandarini, mele, meloni, pere, pesche (percoche e nettarine), piccoli frutti (lamponi, ribes, more, mirtilli,…), susine, uve da tavola) e 2 di ortaggi (tra carote, finocchi, pomodorini, sedani,…). Ogni alunno riceverà, inoltre, una pubblicazione informativa sul progetto. La distribuzione (con la collaborazione di insegnanti e collaboratori scolastici interni) nel rispetto di rigorose e protocollate norme igieniche e il consumo dei prodotti avverrà durante la ricreazione per la merenda. L’obiettivo comune di questo significativo progetto giunto alla sua II edizione è quello di “promuovere e incentivare il consumo di frutta e verdura fin dalla scuola primaria, avvicinando le famiglie e soprattutto i bambini al mondo dell’agricoltura e ai suoi valori tradizionali”. Nella scuola, tramite questa azione di consapevolezza, si svilupperanno, con favorevoli ricadute per la didattica, i comportamenti psicofisici più sani ed equilibrati. Si tenterà così di decondizionare i bambini dalle cattive abitudini alimentari (troppa assunzione di carni, dolci, bevande zuccherine,…) proponendo, a compenso, prodotti ortofrutticoli almeno nella quantità consigliata giornaliera di circa 400 gr.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Una colazione e una merenda con frutta e verdura – conclude il progetto – sono una scelta non solo possibile, ma soprattutto gustosa per i nostri ragazzi. Perché non farla?”. Appunto, è quello che la nostra scuola consiglia insieme con un po’ più di attività ludico-motoria. (A cura di Sergio Andreatta, dirigente scolastico, e Patrizia Testa, responsabile del programma).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-3409989088437456094?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3409989088437456094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3409989088437456094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2011/01/nutrirsi-bene-un-insegnamento-che.html' title='Nutrirsi bene. Un insegnamento che frutta.'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TS3v12oXKBI/AAAAAAAAAhg/WqVKctUzqS8/s72-c/frutta-nelle-scuole.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-4611496382830155306</id><published>2010-11-18T10:32:00.000-08:00</published><updated>2010-11-18T10:34:00.906-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città di Latina'/><title type='text'>Condannate a morte le palme della Scuola C. Goldoni di Latina</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TOVxjNgvT_I/AAAAAAAAAhU/98PILSoQQTs/s1600/7.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 232px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TOVxjNgvT_I/AAAAAAAAAhU/98PILSoQQTs/s320/7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5540959766285602802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Condannate a morte le palme della Scuola C. Goldoni di Latina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; di Sergio Andreatta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle ultime settimane abbiamo osservato il rapido deperimento, dovuto al punteruolo rosso, di  ben otto palme del giardino della Scuola Primaria statale “C. Goldoni”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo micidiale parassita originario dell’Asia ha diffuso l’infezione in Italia e in città dopo l’importazione incontrollata dal punto di vista fitosanitario di palme ornamentali da parte di un incauto vivaista siciliano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punteruolo (Rhynchophorus ferrugineus, foto 1) vive e si sviluppa tipicamente all’interno delle palme, le larve scavano gallerie e cavità nel tronco e alla base delle foglie e questo rende difficile la diagnosi precoce della sua presenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sintomi più evidenti dell’attacco sono la forma irregolare della chioma, la perdita dell’apice vegetativo, il collassamento e il disseccamento delle foglie e si manifestano solo quando il punteruolo ha già colonizzato gran parte della pianta (foto 3-4-5-7-9: palme della Scuola centrale C. Goldoni di Latina – IV Circolo didattico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malgrado le indicazioni date ai proprietari di non effettuare potature verdi sulle palme e di operare il taglio delle foglie solo dopo il loro completo disseccamento, in quanto i tagli della potatura “al verde” possono attrarre l’insetto; malgrado qualche trattamento tentato anche dal Comune di Latina, come in Piazza della Libertà e dintorni, il pericoloso parassita si è diffuso rapidamente non lasciando scampi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quasi nessuno si è preoccupato di segnalare immediatamente, ai sensi del Decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 9.11.2007 e del Decreto legislativo 214/2005, la presenza del famelico e aggressivo parassita al Servizio Fitosanitario Regionale del Lazio a mezzo telefax al n. 06.51686828. Anzi sembra che nessuno si preoccupi post-hoc, anche perché dovrebbe farlo a spese proprie e a costi elevati, di abbattere e di smaltire le palme con tutto il materiale di risulta, secondo le prescrittive procedure fornite dallo stesso Servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno si è preoccupato e sembra si preoccupi neanche di non incorrere nelle sanzioni pecuniarie previste dall’art. 54 del D.Lgs. 214/2005 e nelle conseguenze penali previste dall’art. 500 del codice penale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così la Città di Latina, ma altrettanto Sabaudia, sembra un cimitero di palme e la Goldoni del IV Circolo didattico non è da meno, anzi qui i parassiti hanno acquistato una tale confidenza dell’area da entrare dalle finestre e mostrasi perfino sui banchi degli alunni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto passa e da questo gli alunni potranno imparare almeno la cultura della precarietà dalla quale il nostro benessere ci aveva da tempo disabituato. Intorno ad ogni fatto può nascere una pedagogia e si può sviluppare una didattica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa mattina, dopo tre articoli in merito scritti e pubblicati anche su questo blog, ho provveduto ad inviare un fax (vedi PDF 18.11.10 palme con punteruolo rosso) al Commissario Straordinario dott. Guido Nardone per chiedere, ormai non più la cura tardiva e inutile, ma la rimozione di quegli spettri vegetali dal cortile della Scuola. © – Sergio Andreatta, dirigente dell’istituzione scolastica IV Circolo di Latina – Riproduzione riservata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-4611496382830155306?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/4611496382830155306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/4611496382830155306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/11/condannate-morte-le-palme-della-scuola.html' title='Condannate a morte le palme della Scuola C. Goldoni di Latina'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TOVxjNgvT_I/AAAAAAAAAhU/98PILSoQQTs/s72-c/7.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-2970192706236003992</id><published>2010-10-08T08:39:00.000-07:00</published><updated>2010-10-09T23:45:58.433-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica a Latina'/><title type='text'>Mamma, li Turchi!</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TK87cLvsw5I/AAAAAAAAAhM/UH-_G_QYKU8/s1600/1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 225px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TK87cLvsw5I/AAAAAAAAAhM/UH-_G_QYKU8/s320/1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5525700623182119826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Mammaaa, li Turchiii!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo sbarco di clandestini, fuori dalle consuete rotte meridionali, sul litorale laziale di Latina. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Sergio Andreatta - www.andreatta.it  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come più di mille anni fa i loro antenati saraceni. Arrestati cinque egiziani ad Anzio. Avviata la rimozione dell'ingombrante scafo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Mamma, li Turchi!" e un brivido di conscia paura. La nota esclamazione risale al periodo delle incursioni saracene in Sicilia e fin sui litorali dello Stato Pontificio: alle prime avvisaglie la gente terrorizzata si terrorizzava e ritrasmetteva a sua volta questo allarme in un contagioso stato d'ansia inarrestabile che, per effetto domino, infiammava tutti al solo sentir nominare i Turchi, gli infedeli, i razziatori. Quando poi, approdati sulle coste, i mori si avvicinavano ai castelli e ai fortini la gente correndo impazzita per le contrade gridava: "Mammaaa, li Turchiii!" Eccoli che arrivano! La curiosa espressione folkloristica di profonda paura, che evocava la messa in gioco della sopravvivenza individuale e di quella della comunità, oggi viene studiata dalla socio-semiotica che per le sue analisi parte sempre da uno sguardo empirico sulla realtà dei vissuti sociali e dai meccanismi di comunicazione in rete tra la gente e dalle sue interazioni più curiose e significative. La frase la trovi però citata anche nelle opere che parlano della paura verso gli immigrati e la xenofobia ma, nelle connotazioni moderne, essa ha finito col prendere (così in un'opera teatrale rappresentata da Luigi Proietti) anche un tono ironico. "Mamma, li Turchi!" evoca antiche paure, ancora oggi presenti a livello inconscio, nei confronti dei diversi in generale. "Mamma, li Turchi!" è la frase che ho colto più spesso ieri pomeriggio a Capoportiere (Latina) nelle battute dei molti curiosi che assistevano dall'alto della rotonda alle operazioni congiunte sul barcone clandestino da parte del Nucleo investigativo dei carabinieri, degli uomini in bianco della Capitaneria di porto, dei Vigili del fuoco e di altre agenzie investigative su direttiva del sostituto procuratore di Latina dott. Giuseppe Miliano. In realtà, come si vede anche dalle foto, non si tratta di una semplice grossa barca ma dell'Amir Sabri, un vecchio peschereccio lungo più di 20 m. tutto decorato da incitanti scritte in arabo e da coloratissime e interessanti pittografie. Un vecchio peschereccio a perdere, dotato però di GPS (Global Positioning System), un sofisticato navigatore satellitare per guidare senza margini di errore le rotte marine. Prima dell'ancoraggio di emergenza sulla sabbia, forse per avaria al motore (era stato visto alzarsi del fumo) alle 5 del mattino di lunedì 4 ottobre sul litorale laziale davanti all'Hotel Fogliano, pare che l'Amir Sabri abbia navigato nel Mediterraneo per una decina di giorni. Da solo, in compagnia, forse trainato da una nave compiacente, non si sa. Tutto ancora da accertare, in precedenza c'erano stati, tuttavia, altri lanci di prova, tre esattamente, dalle parti dell'antica Torre Astura, al tempo dei Frangipane presidio contro i mori, in una zona poco frequentata e poco sorvegliata malgrado il poligono militare al confine tra il comune di Latina e quello di Nettuno (a sua volta città con origini moresche). Test di alcuni scafisti, sicuramente guidati da basisti locali, per monitorare probabilmente la fattibilità, la sostenibilità di un progetto alternativo al supercontrollato terminale di Lampedusa. Ed è la prima volta che approda o si arena da noi un tal "barcone della speranza". I tanti fermati, venticinque per la precisione, non saranno però tutti perché il barcone dimostra di poterne trasportarne anche il triplo. Ancora nella giornata dello sbarco e il giorno dopo ci si poteva imbattere casualmente per Latina in sospetti gruppetti di sbandati, per lo più di tre giovani che parlottavano francese non sapendo dove esattamente dirigersi, uno di questi a piedi composto da un giovane di bella stazza e da due più giovani e mingherlini lo intercettavo io stesso nei miei tours in bicicletta mentre svoltava da Via Pontinia verso via Tucci per sparire subito dopo forse dentro la protezione di una casa. Povera gente c'è da pensare. Ma tutti senza documenti quelli fermati. Palestinesi? Egiziani? O chi sa chi? E se infiltrato tra loro si nascondesse qualche pericoloso terrorista? Imbarco, assistenza a terra con persone che sfruttano la miseria (almeno 5000 euro a persona), che speculano sulla cattiva sorte... Il melting pot di Latina e dintorni, con i suoi variabili e precari scenari, col suo crogiolo di etnie ma dove fondamentalmente, per dirla con Sancio Panza (Miguel de Cervantes, Don Chisciotte) non ci sono che due razze "quella di chi ha e quella di chi non ha", si presta straordinariamente a tutte le ipotesi. In Italia poi siamo soggetti ad una politica contraddittoria che oscilla tra la repressione e l'impotenza (penso ad una praticabile ammissione di quote di immigrati per selezione dei requisiti). E se tra quella ciurma o in altre passate e future avesse deciso di giocare a nascondino qualche pericoloso terrorista alcaidista? "Mamma, li Turchi!!!" © - Sergio Andreatta - riproduzione riservata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-2970192706236003992?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/2970192706236003992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/2970192706236003992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/10/mamma-li-turchi.html' title='Mamma, li Turchi!'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TK87cLvsw5I/AAAAAAAAAhM/UH-_G_QYKU8/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-4817852346629500231</id><published>2010-10-04T10:27:00.000-07:00</published><updated>2010-10-04T10:29:53.813-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Madre Camilla Andreatta'/><title type='text'>Madre Camilla Andreatta rapinata nella sua missione di Esmeraldas</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TKoOvuPv6yI/AAAAAAAAAhE/B9jwMWSbQEA/s1600/Madre-Camilla-Andreatta-1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TKoOvuPv6yI/AAAAAAAAAhE/B9jwMWSbQEA/s320/Madre-Camilla-Andreatta-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5524244105954061090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Rapina a mano armata al dispensario medico di Esmeraldas diretto da madre Camilla Andreatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo episodio di criminalità al Centro missionario comboniano dopo il clamoroso furto di macchine  di due anni fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Sergio Andreatta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il clima di golpe che ha violentemente contraddistinto l’Ecuador e contrapposto i giorni scorsi i rivoltosi poliziotti di Quito, non l’esercito lealista, al presidente Correa sembrerebbe ormai superato. Non il clima di precarietà economica, il serpeggiante malessere, gli episodi di diffusa criminalità anche spicciola per i barrios delle città. Così il ritiro della polizia ha scatenato ladri e delinquenti che assaltano banche, negozi, bar, cantine e qualunque luogo dove ci sia una forma di organizzazione economica. Uno di questi ha colpito qualche giorno prima del tentativo di golpe, esattamente una settimana fa, anche il Dispensario medico (farmacia e poliambulatorio) diretto ad Esmeraldas da madre Camilla Andreatta, missionaria comboniana di Latina. Si è trattato di un tentativo di rapina a mano armato da parte di due loschi figuri perpetrato nel Centro Medico Assistencial Madre Anastasia di Esmeraldas. Tanta paura, ovviamente, e pochi danni per fortuna. E del resto chi potrebbe prendersela tanto ferocemente con delle inermi sorelle missionarie che si dedicano “anima e corpo” da più di cinquant’anni ormai, spendendo la loro vita, alla missione tra la povera gente? Rispondono ai suoi bisogni di educazione (hogar campesino, adozioni a distanza,…), curano la salute (dispensario) ma spesso provvedono anche ai bisogni primari di sostentamento. Tante volte in precedenza abbiamo scritto su questo blog e altrove della Missione comboniana di Esmeraldas e delle sue finalità evangeliche, dei progetti di aiuto allo sviluppo della persona che ci sembra anche superfluo ritornarci. Non fosse per questo bruttissimo episodio di cronaca nera, anche strano in sé perché preannunciato prima che accadesse dall’avviso di una persona che ha permesso allo staff  di adottare qualche misura precauzionale seppure non completa. Quasi che qualcuno dall’interno della stessa banda volesse segnalare, forse perchè aiutato da bambino, e si volesse sdebitare. E’ a tutti noto che la pontina madre Camilla Andreatta porta avanti da anni, tra gli altri, anche un diffuso progetto (Educamy) di adozioni a distanza con cui aiuta e sostiene l’educazione e gli studi, anche fino all’università di oltre 500 ragazzi dai 3 ai 25 anni. L’Italia, e solo Latina con più di 100 borse di studio, aiutano tramite le mani di Madre Camilla tanti poveri esmeraldegni a crescere meglio per se stessi, per la famiglia e la società in cui vivono. Un progetto cristiano e di sviluppo della dignità personale e civica che, al di là di tutto, nella circostanza è forse valso ad attenuare i colpi di una pericolosa rapina a mano armata ad una struttura missionaria già due anni fa bersagliata da un clamoroso furto di costose macchine  per diagnosi e terapia. Insomma una missione che non si può dire certo tranquilla quella della coraggiosa suor Camilla Andreatta che, ciò malgrado, non si sottrae neanche dal commentare per mail i recentissimi fatti che hanno attraversato il Paese sudamericano: “Il nostro presidente è uno di carattere deciso ma ha fatto anche delle grandi riforme positive per il Paese. Fossi sua amica in questo momento gli suggerirei di cercare un po’ di più il dialogo con gli altri ma, comunque, di andare avanti. La democrazia, specie qui, si dimostra infatti non solo con le parole…”  © –  Sergio Andreatta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-4817852346629500231?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/4817852346629500231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/4817852346629500231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/10/madre-camilla-andreatta-rapinata-nella.html' title='Madre Camilla Andreatta rapinata nella sua missione di Esmeraldas'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TKoOvuPv6yI/AAAAAAAAAhE/B9jwMWSbQEA/s72-c/Madre-Camilla-Andreatta-1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-8637746818083819391</id><published>2010-09-30T10:22:00.000-07:00</published><updated>2010-09-30T10:24:26.978-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Il "sole delle Alpi" davanti all'ingresso principale di una chiesa ciociara</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TKTHlohXw4I/AAAAAAAAAg8/3Nr4iJ5rhD4/s1600/villa-latina-2-sergio-andreatta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TKTHlohXw4I/AAAAAAAAAg8/3Nr4iJ5rhD4/s320/villa-latina-2-sergio-andreatta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522758492409545602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;giovedì 30 settembre 2010 &lt;br /&gt;Il "sole delle Alpi" davanti all'ingresso principale di una chiesa ciociara &lt;br /&gt;Al Santuario di S. Anna di Villa Latina. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;di &lt;strong&gt;Sergio Andreatta - www.andreatta.it &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Incredibile ma vero, il sole delle Alpi, tradizionale simbolo celtico devozionale dei Leghisti di Umberto Bossi, è diffuso anche in provincia di Frosinone. E non davanti ad una scuola come ad Adro (leggere il mio articolo in proposito) ma davanti all'ingresso principale di una chiesa. E mi sono chiesto perché mai? A forza di pensarci, credo di aver trovato alla fine, non so se quella giusta, una spiegazione. Nella Cattedrale di Anagni, il 19 agosto del 1159, l'unico papa inglese della storia della chiesa Adriano IV stipulava un trattato con i comuni di Milano, Brescia, Mantova, Cremona e Piacenza, collegati tra loro, il "pactum anagninum" con il quale queste città si obbligavano a non far pace con il Barbarossa senza il previo consenso del papa e questi si impegnava a scomunicare l'imperatore entro 40 giorni (conoscesse il fatto Bossi verrebbe qui in ginocchio (altro che S.P.Q.R.!) e non a Pontida per il rito annuale del solenne giuramento). Ad Anagni, in Ciociaria, per iniziativa di un papa anglosassone era nata, quindi, la "Lega Lombarda". E con una bolla papale, promulgata sempre ad Anagni il 24 marzo del 1160 dal papa successivo Alessandro III di fronte a tutti i vescovi lombardi, la Lega riceveva la sua investitura ufficiale. Alla vittoriosa battaglia di Legnano del maggio 1176 partecipò un forte, combattivo e determinante contingente laziale con 400 fanti anagnini guidati da Giovanni Conti, legato e segretario del papa ed esponente della famiglia (avrebbe dato ben tre papi alla chiesa) più illustre della città prima dell'ascensione di status dei Caetani con Bonifacio VIII. Quindi nessuna sorpresa se in Ciociaria, seppure questa volta in comune di Villa Latina ed esattamente nella frazione di Vallegrande, sul pavimento davanti all'ingresso principale del Santuario di S.Anna, si trovi disegnato con pietre il sole delle Alpi. Solo che il colore del logo è diverso, questa volta, non verde ma rosso! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di:&lt;strong&gt;Sergio Andreatta &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa news proviene da: http://www.telefree.it&lt;br /&gt;URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&amp;id=84553&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-8637746818083819391?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/8637746818083819391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/8637746818083819391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/09/il-sole-delle-alpi-davanti-allingresso.html' title='Il &quot;sole delle Alpi&quot; davanti all&apos;ingresso principale di una chiesa ciociara'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TKTHlohXw4I/AAAAAAAAAg8/3Nr4iJ5rhD4/s72-c/villa-latina-2-sergio-andreatta.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-5014170734968782475</id><published>2010-09-28T13:34:00.000-07:00</published><updated>2010-10-01T04:15:11.030-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Sergio Andreatta, Straordinaria Ciociaria sui luoghi di papa Celestino V</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TKJRlesaiYI/AAAAAAAAAg0/XOilYRWPpLM/s1600/5-anagni-sergio-andreatta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 261px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TKJRlesaiYI/AAAAAAAAAg0/XOilYRWPpLM/s320/5-anagni-sergio-andreatta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522065797446011266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In Ciociaria sui luoghi di papa Celestino V.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anagni, Fumone e Ferentino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© di &lt;strong&gt;Sergio Andreatta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20 settembre 2010, 140° anniversario della Breccia di Porta Pia. Al mattino ci muoviamo da Latina in direzione di un itinerario celestiniano nell’alta Ciociaria, nelle terre di Bonifacio VIII. Insieme a me e alla prof.ssa Rosamaria Pirri c’è un francescano  che dal 1999 vive da eremita il suo “elogio della solitudine”* sulla Morgia Quadra molisana. Il frate stringerà per tutto il giorno tra le sue mani il libro delle Lodi e, come una reliquia accarezzata, una copia del libro la “Vita C” di Celestino V. La “Vita C” scritta da due suoi discepoli coevi, Bartolomeo da Trasacco già testimone nel Processo di canonizzazione del 1313 e Tommaso da Sulmona, è l’opera che giaceva dimenticata in una polverosa biblioteca parigina sino al 2002 allorchè è stata ritrovata  da Stefania Di Carlo dell’Università de L’Aquila (poi tradotta da Ilio Di Iorio). L’opera porta la prefazione di mons. Giovanni D’Ercole, orionino vescovo ausiliare de L’Aquila e mio compagno di studi per cinque anni a Grotte di Castro e a Roma. Oggi ricorre, quindi, la data della dissoluzione di 14 secoli di potere temporale dei Papi (senza la quale l’Italia non avrebbe mai avuto Roma come sua  degna capitale) i cui prodromi si possono storicamente rintracciare, come antitesi al desiderio di strapotere cesaristico di Bonifacio VIII, già nell’azione politica di Filippo IV il Bello re di Francia. Egli fu un laico osteggiatore della convinta idea cesaro-papista di Bonifacio VIII sul primato assoluto e imponibile della Chiesa (papa come re dei re) nella politica estera europea dell’epoca. Due figure epocali opposte, quella di Celestino V e di Bonifacio VIII, che videro i loro passi intrecciarsi nelle opere e nei giorni senza volerlo. Tanto umile, disincantato e forse incompetente nel governo della Chiesa-impero (fino a correre il rischio di farsi strumentalizzare dal D’Angiò) il primo quanto energico, giurista smaliziato e politico rotto agli affari, perfino negli interessi esclusivi da assicurare al proprio casato dei Caetani e nepotista pervicace (basti pensare solo agli 8 tra parenti e affini nominati cardinali durante i 5 concistori) il secondo. Finalmente liberatosi dell’eremita-papa-eremita di cui era stato segretario e suggeritore non soltanto per le questioni politiche e giuridico-canoniche ma fin nelle modalità della confezionata sua rinuncia (“… colui che fece per viltade il gran rifiuto”  per Dante – Inferno, III, 58-60 – non sembrerebbe però identificabile con lui per Natalino Sapegno), Bonifacio poteva agire ormai nelle vesti di liquidatore dell’impronta celestiniana. Così nel 1297 affidava all’inquisitore francescano Matteo da Chieti il compito di stanare e punire alcuni strani soggetti che si muovevano tanto poveramente nel Centro-Italia non pochi vivendo concentrati nel Molise (“tanquam in cubilibus strutiorum in vestimentis ovinis receptantes”) vestiti di pelle ovina in luoghi simili alle stallucce per gli struzzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padre Luciano Proietti, che opera attualmente nell’eremo di S.Egidio sopra Frosolone, mi ha acceso questa lampadina. Ecco perchè lo accompagno oggi con interesse in questo viaggio. Egli mi ricorda che il movimento spiritualista dei “fraticelli dell’opinione”, predicatori della povertà assoluta, era attivo nel territorio molisano tra Agnone, Chiauci, Frosolone e Civitanova. Spiritualisti alla ricerca del misticismo si radunavano in conventi molti dei quali intitolati a S. Onofrio. Ai Poveri Eremiti Morronesi, detti poi  Fratelli dello Spirito Santo o anche celestini, pareva di sentirsi più sicuri nel dimorare in un territorio (Isernia e dintorni) che era quello natio del papa alle cui orme si ispiravano, qui era la sua casa e più forte si percepiva qui un alone di santa eremitica spiritualità. E poi quei ruderi, tante volte osservati,  di un omonimo antico convento che sovrastano ancora oggi il restaurato eremo di S. Egidio sul monte Gonfalone. Il diffuso movimento religioso si ispirava un po’ alla visione profetica di Gioacchino da Fiore e soprattutto allo spirito di povertà di Pietro (Angeleri) del Morrone. Era stato  autorizzato dal papa e si atteneva ad una Regola costitutiva sotto la guida di Pietro da Macerata, “fra Liberato”.  Ma Bonifacio VIII, forse per esigenze di ricercata discontinuità e di antagonismo con il predecessore, pensò bene di ordinarne lo scioglimento.  Alcuni fraticelli tentarono, allora, per spirito di sopravvivenza di resistere alle procurate avversità. Ma nel 1304, dopo varie e altalenanti vicissitudini, Carlo d’Angiò, detto lo Zoppo per la sua menomazione, per non rendersi più inviso al nuovo papa coll’ospitare all’interno del Regno di Napoli questi umili  da alcuni considerati ora in odore di eresia, spinse perché fosse nominato un inquisitore apostolico, con l’idea di venirne definitivamente a capo. E venne così nominato un fanatico domenicano Tommaso d’Aversa, un personaggio già interdetto per sette anni dalla predicazione e dall’insegnamento per aver negato l’esistenza delle stimmate in S. Francesco ma poi improvvisamente riabilitato per gli uffici dello stesso re Carlo. Ora con l’inganno di una lettera questo Tommaso d’Aversa convocava gli umili fraticelli per quello che annunciava essere il definitivo riconoscimento della loro fedeltà alla religione cattolica. Si raccolsero così gioiosamente a Frosolone 42 fraticelli e arrivò l’inquisitore. L’azione repressiva di Tommaso fu fulminea e la condanna esemplare. Tutti furono subito imprigionati, insieme ad una ventina di paesani accusati di averli protetti, ospitati e sfamati. Gli imprigionati vennero sveltamente tradotti a Napoli, a Castel Capuano, e poi trasferiti a Trivento, rinchiusi in una cisterna e sottoposti alle torture più atroci. Sospesi alle travi con le mani legate dietro le spalle e pesi attaccati ai piedi, i poveretti venivano immersi nell’acqua gelida mentre le gambe venivano raschiate con punte affilate. Tali torture proseguirono, ancora più severe, a Roccamandolfi da Pentecoste a Natale, per cinque mesi. Alla fine fu necessario un atto dello stesso Re di Napoli per interrompere tanta disumana crudeltà ma i “fraticelli dell’opinione” furono lo stesso costretti a passare, nudi e legati, per le strade di Napoli per essere flagellati, segnati sul corpo con una croce e, infine, espulsi per sempre dal Regno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, mentre tutto questo accadeva, il più che zelante inquisitore del tempo Tommaso d’Aversa venne all’improvviso colpito da una grave infermità che in qualche modo egli considerò come una sorta di contrappasso punitivo per i suoi eccessi repressivi e crudeli. Così, colto da vivo rimorso, chiese all’autorità religiosa che i pochi fraticelli sopravvissuti (pauculi illi fratres qui superfuerant) venissero reintegrati nei  possessi loro di S. Onofrio e venisse loro restituito il denaro sottratto. Ormai era troppo tardi. Questa terribile storia di sopraffazione di un pensiero autonomo e di una spiritualità forte nella povertà, i poverelli fiaccati e costretti ad estinguersi, aleggerà foscamente su di me in tutta questa nostra giornata di itinerario celestiniano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal pontino arriviamo in auto nella “Città dei Papi”, ad Anagni. Entriamo nella Cattedrale romanico-gotica di S.Maria  la cui costruzione (1065 – 1104) una lapide latina fa risalire all’opera del vescovo Pietro da Salerno (”… Costruì questa chiesa con grandissimi sforzi il vescovo Pietro. Lo generò e lo diede a noi la nobile terra di Salerno…” trad.).  Cattedrale maestosa, il pavimento (1227 – 1231) è una pregevole opera artistica cosmatesca ben conservata e messa in evidenza  da sedie in plexiglas che ne valorizzano il disegno. In questa chiesa, sede di importanti fatti storici in quanto sede pontificia estiva, officiarono ben quattro papi (Innocenzo III – Lotario Conti, Gregorio IX – Ugolino Conti, Alessandro IV – Rainaldo Conti e Bonifacio VIII (1294 – 1303) – Benedetto Caetani). Qui fu sottoscritto in una trattativa tra Papato e Comuni lombardi il “pactum anagninum” (I nel 1159 – II nel 1160) che riconobbe per la prima volta la Lega Lombarda (lo sapesse Umberto Bossi verrebbe qui e non a Pontida a fare il suo più solenne annuale giuramento), qui furono canonizzati alcuni santi di prima grandezza per la Chiesa cattolica da S. Bernardo da Chiaravalle a S. Edoardo d’Inghilterra, a S. Pietro eremita vescovo di Trevi la cui storia avvinghia particolarmente padre Luciano, a S. Chiara d’Assisi cui è intestata anche la mia parrocchia di Latina e a cui sono devoto. Guardo il trono  episcopale di marmo del Vassalletto (1263) e, con un ritorno al passato, mi rappresento l’imponente Bonifacio VIII lì seduto nella compiaciuta pienezza del suo imperio, davanti gli sono prostrati cardinali, vescovi, podestà, capitani del popolo e gran parte della sua animata concittadinanza anagnina tra cui primeggiano per sfoggio di status sociale e per ricchezza di abbigliamento e per ori i suoi stessi familiari, i Caetani che all’interno della cattedrale hanno pure la loro cappella a custodia delle spoglie e a ravvivo della memoria dei loro avi. La facies del papa che riesco ad immaginare è quella di un papa autoritario e un po’ protervo, amante del culto della personalità come già si intravede nella statua di marmo che vigila dall’alto della fiancata della cattedrale su una Piazza Innocenzo III bellissima nelle sue prospettive architettoniche medioevali. Questa sua caratteristica temperamentale si leggerà forse meglio sulla statua funebre di Arnolfo di Cambio di cui a Palazzo se ne mostra il  calco. Ma è la Cripta che concentra tutta la nostra più spiccata attenzione col suo intreccio di archi romanici, con l’originale pavimento cosmatesco, con gli affreschi (detti anche la “bibbia dei poveri”) opera di monaci benedettini che raccontano una vicenda cosmica a gloria dell’uomo che osserva la legge. Ah, quale e quanta attualità politica in questo trionfo pittorico, quanto tributo a chi rispetta la legge, quale che sia, civile o religiosa! Qui sotto riposano le spoglie dei santi S. Magno, SS. Aurelia e Neomisia, S. Secondina, S. Oliva (anche patrona di Cori in provincia di Latina), S. Sebastiano, S. Cesareo e di altri martiri. Su queste reliquie poterono raccogliersi e pregare in tanti, sovrani e popolani, pellegrini di ritorno dalla Terra Santa, laici e religiosi tra cui più volte lo stesso Pietro Angeleri del Morrone e  naturalmente Benedetto Gautani da Alagna che qui era nato e cresciuto secondo  la Cronica di Giovanni Villani. L’eremita francescano che mi accompagna, pur tentato a fuorviarsi dal suo vivo interesse per la cultura storica e artistica, non tralascia di raccogliersi per la recita e il canto delle Lodi. Tornerà in lui di continuo nell’arco della giornata il sopravvento della sua profonda spiritualità per cui mi ha chiesto di condurlo in questi sacri luoghi. Ci spostiamo ora nel Palazzo di famiglia di Bonifacio VIII.  Signori incontrastati di questa regione (Campagna e Marittima e parte della Terra di Lavoro), i duchi Caetani dominavano fino al Tirreno mantenendo vari castelli (tra cui quello strategico di Fumone e la fortezza di Sermoneta) e rocche a presidio del territorio e possedimenti accumulati e terre sterminate. Catturati dalla storia entriamo nel Palazzo acquistato già nel 1295 da Bonifacio dalla nobile famiglia anagnina dei Conti da cui erano provenuti ben tre papi. La storia, o forse più la leggenda, vuole che in una di quelle sale affrescate con motivi floreali e faunistici ed esattamente nella Sala delle Scacchiere sia avvenuto il famoso episodio de “lo schiaffo di Anagni”. E scrive Dante nella Divina Commedia (XX Canto del Purgatorio): “… Veggio in Alagna intrar lo fiordaliso / e nel Vicario suo Cristo esser catto /…”  Tale schiaffo, forse più oltraggio morale che fisico perché diretto a incrinarne l’autorità assoluta (e la storia sul punto non ha saputo chiarire definitivamente), sarebbe stato inferto da Giacomo Sciarra (= attaccabrighe) Colonna, più che dall’inviato del re di Francia Filippo il Bello Guglielmo di Nogaret. I due con circa mille uomini di scorta, aiutati da alcuni traditori eminenti di Anagni, penetrarono nella notte tra il 6 e il 7 settembre 1303 nella città ernica e nel palazzo papale con lo scopo di impedire l’affissione da prassi sulle porte della cattedrale di Anagni della bolla di scomunica del re francese che sarebbe dovuta avvenire la mattina dell’8. Motivi economici e teocratici facevano da sfondo e scenario politico al duello in atto da anni tra i due attori protagonisti della storia dell’epoca.  Filippo IV per esigenze statali di erario era determinato a tassare il clero, i suoi latifondi e i suoi immani beni sul suolo francese ma il papa laziale, forte delle sue prerogative, gli si opponeva energicamente richiamandolo con tutta una lunga serie di bolle (Ausculta fili, 1301) fino all’ultima (Unam Sanctam, 1302) che sui rapporti tra Chiesa e Stati andava a sancire l’indiscutibile primazia della prima. Ma un indomito Filippo non si voleva piegare, rimettere e sottomettere ad essa per cui era scontato vederlo presto scomunicato con la conseguenza che chiunque sarebbe stato implicitamente autorizzato a detronizzarlo e a ucciderlo. Come ancora oggi può accadere, però nel mondo islamico, per la fatwua di un imàn. Quanto ci fosse di evangelico in tutto questo, pur nel contesto dei tempi e con le attenuanti che si volessero introdurre, mi è ancora oggi molto oscuro. Solo faide per il potere tra potenti consorterie familiari romane. Comunque Filippo, forte dell’appoggio di molti cardinali e vescovi soprattutto ma non solo francesi, aveva intentato un processo contro il papa facendolo accusare delle più gravi nefandezze sostenibili (eresia, magia, sodomia, simonia,…) e giungendo a chiedere l’invalidazione o nullità dell’elezione. Bisognava però, per un atto giuridico perfetto e incontestabile da altri sovrani, che il papa fosse tradotto in Francia e che fosse ammesso alla partecipazione, in qualche modo, allo stesso processo. Il primo ad irrompere nella stanza al piano superiore del Palazzo di famiglia sarebbe stato proprio Sciarra Colonna (sembra infatti che un impellente bisogno fisiologico avesse trattenuto all’ultimo minuto il De Nogaret) che, a maturar vendetta, avrebbe così inferto l’oltraggio a nome della famiglia Colonna che aveva dovuto subire sei anni prima l’interdetto, la scomunica e la confisca dei beni  di due suoi cardinali (Giacomo e Pietro) per aver osato mettere in dubbio (Manifesto di Lunghezza, 1297) la legittimità dell’elezione papale e per la successiva distruzione della “patria” Palestrina. Sciarra covava anche un odio personale contro i Caetani in quanto una nipote di Benedetto con cui era promesso in matrimonio lo aveva piantato non appena lo zio cardinale era salito al soglio pontificio sembrandole ora poca cosa lo status dello Sciarra. “Mole sua stat” ora l’oscurato motto di famiglia era diventato per Sciarra un tarlo, un’ossessione, una sostenibile causa di rivalsa. Ma anche qui, come si vede, sono vari gli intrecci, politici, giuridici, di contese e primazie di casato ed anche emotivi che vanno a confondere le fil rouge di una questione torbida e per niente lineare. Liberato di lì a tre giorni da una sommossa popolare e portato sotto scorta a Roma il papa non si sarebbe più ripreso dal patimento di questa umiliazione e sarebbe morto a distanza di pochi giorni l’11 ottobre del 1303. Una storia tanto tumultuosa quella di quegli anni che porterà in seguito (1304) alla scomunica della città di Anagni da parte del successore al soglio Benedetto XI (il trevigiano Niccolò Boccassini unico cardinale ad esser stato testimone dello “schiaffo” a sua volta avvelenato dopo questa bolla di scomunica con un piatto di fichi) ma che ancor prima aveva portato Bonifacio VIII, a seppellire vivo per dieci mesi in una fredda segreta della Rocca di Fumone il suo predecessore Celestino V. Qui era stato già sepolto vivo in precedenza un antipapa e, da morto, sotterrato a cinque metri di profondità perché non fosse più possibile rinvenirne i resti. Da dire, nella convulsa teoria di papi e antipapi, che risultò spesso difficile poter distinguere sempre ortodossamente e definire storicamente con metodo e giustezza canonica a chi veramente si dovesse attribuire  la legittimità di quel prefisso di anti-. Molti secoli dopo, poco più di un secolo fa, in questo stesso tenebroso castello sarebbe stato avvelenato col cianuro dalle sette sorelle maggiori l’unico erede maschio della nobile famiglia Longhi – Caetani. Era un tenero bambino di poco più di tre anni e il suo corpicino imbalsamato si mostra ora a noi in uno straripamento di emozioni dentro una teca illuminata. E non possiamo non dirci folgorati da questa crudeltà subita, da questo ingiusto destino, da questo filo precocemente tagliato dalla Parca Atropo. E chissà quanti orribili fotogrammi e quanti altri fantasmi si aggirano ancora nella ventosa notte di questo fosco maniero pur così strategicamente utile alla difesa di Roma. Chissà?…  “Quando Fumone fuma la terra trema” diceva così il proverbio popolare nel senso che i segnali di fumo che partivano dall’alto della torre gentilizia, abbattuta dai neo-proprietari Longhi nel 1600 per far posto al giardino pensile più alto d’Europa, segnalavano alle guardie delle città pontificie in continuo avvistamento l’avvicinarsi degli eserciti nemici. Le mura potevano essere così rinforzate e armate per tempo e le città non essere colte alla sprovvista. Ma non c’è commozione più grande di quella che si prova nell’addentrarsi nel costrittivo cunicolo-prigione dove, dopo dieci mesi di sofferenze, è spirato tra le sofferenze Celestino V. Stretto, freddo, buio. Dietro questo atto di disumana crudeltà commesso da Bonifacio VIII, che prima aveva suggestionato Celestino V allora a Napoli, persino servendosi di un marchingegno telefonico per parlargli nella notte attraverso il camino della stanza con cui gli faceva pervenire la voce condizionante dell’“angelo del Signore”, poi lo aveva indotto alle dimissioni e all’abdicazione-rinuncia (e non rifiuto per il diritto canonico), c’erano molti interessi concreti e inconfessabili da difendere, prima ancora che il rischio di uno scisma interno alla Chiesa. Ma “l’anima umana è come un abisso che attira Dio, e Dio vi si getta dentro” come scrisse (nel Diario) Julien Green… Ci raccogliamo in silenzio e in preghiera sul luogo dove Celstino V, ora proclamato patrono della Regione Molise, tra tanti stenti e supplizi è spirato. Padre Luciano Proietti è misticamente assorto sopra il piccolo altare costruito in occasione della visita di Paolo VI nel 1966, io sono sopra la  soglia della miserevole gattabuia dove una croce di luce vividissima annunciò ai due frati celestini che il papa imprigionato aveva esalato la sua anima (19 maggio 1296). “L’angelica farfalla” di Dante (Purgatorio, X,125) era volata via. Il cadavere ingombrante fu traslato nottetempo, nascosto in un carro di fieno come quello di un eretico, di un ladro o di un appestato, fino al monastero di S.Antonio abate a Colle del Fico, 4 km. fuori dalle mura di Ferentino. Eletto papa, nel conclave di Perugina (1294) tra lo stupore generale, colui che da giovane, appena ordinato sacerdote a Roma, era stato subito attratto sulle montagne dell’Abruzzo dalla vita eremitica di Flaviano da Fossanova (un beato nostro conterraneo fino ad ora totalmente sconosciuto), da pontefice si era trovato di fronte ad interessi politici ed economici che gli fecero comprendere subito quanto egli fosse agnello in mezzo ai lupi e aveva così rinunciato. Celestino V, che anche da morto in qualche modo poteva entrare nelle contese degli altri, fu canonizzato da Clemente V nel 1313 ad Avignone dove nel frattempo si era trasferita la corte papale (invito ad approfondire il concetto giuridico di sede-vacantismo). Proclamato santo dopo appena diciassette anni dalla sua morte. Era stato lo stesso Bonifacio VIII, forse in preda a postumi sensi di colpa o forse per allontanarli da sé agli occhi giudicanti del popolo cristiano, che aveva iniziato la sua causa di beatificazione. Bonifacio VIII nei suoi chiaroscuri (per la conoscenza più completa occorre necessariamente affidarsi ai percorsi della storiografia e della bibliografia esistente) riposa nei sotterranei della  Basilica vaticana. San Pietro Celestino il cui corpo, tranne il cuore incorrotto conservato ancora oggi a Ferentino dalle suore clarisse, è ritornato (1327) a L’Aquila (nella sua S. Maria di Collemaggio o della perdonanza) dove era stato proclamato e incoronato papa e viene festeggiato dalla Chiesa universale il 19 maggio, suo dies natalis.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Potentia de lu Patre, conforta me&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapientia de lu Filiu, ensenia me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gratia de lu Spiritu Sanctu, allumina me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Damme a ccognoscere te a mme,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;K’io te poça amare et temere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Et poça spreçare et tenere me vile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in reu mortale non poça cadire&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la vita eterna non poça perdire”. Amen. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uniti nello spirito della pace e del bene col fraticello orante.       &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; © – Sergio Andreatta  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Anagni, Fumone, Ferentino, 20.09.2010) riproduzione riservata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sergio.andreatta@gmail.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Padre Luciano Proietti, Elogio della Vita solitaria (Vita di sant’Egidio), Effatà Editrice, Torino, 2008, Introduzione di Anna Maria Cànopi OSB, copertina e illustrazioni di Giorgia Eloisa Andreatta. Dal 1999 conduce vita eremitica nel cuore dell’appennino molisano “dove accoglie pellegrini che vogliono fare esperienza di preghiera”. Da Latina  riceve e orienta spitualmente, ormai da anni, un nutrito movimento di persone “Camminoinspes“ della parrocchia S. Chiara che si è anche esteso  a quelle di S. Benedetto di Borgo Piave e di S. Pio X di Borgo Isonzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringraziamo don Angelo Conti, in fotografia nell’articolo, parroco di S. Antonio abate di Ferentino, per le sue illuminanti spiegazioni storiche sull’ultima vicenda celestiniana e per la concessa visita all’appena restaurato monastero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-5014170734968782475?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/5014170734968782475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/5014170734968782475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/09/sergio-andreatta-in-ciociaria-sui.html' title='Sergio Andreatta, Straordinaria Ciociaria sui luoghi di papa Celestino V'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TKJRlesaiYI/AAAAAAAAAg0/XOilYRWPpLM/s72-c/5-anagni-sergio-andreatta.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-1894712094453914854</id><published>2010-09-19T09:02:00.000-07:00</published><updated>2010-09-19T09:03:40.326-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>Scuola, I soprusi della Lega</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Adro, grave e non ammissibile quanto accaduto. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da www.andreatta.it del 17.09.2010 di &lt;strong&gt;Sergio Andreatta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il comune di Adro (6000 abitanti in provincia di Brescia), o meglio il suo sindaco leghista Oscar Lancini, per la seconda volta in pochi mesi conquista la ribalta mediatica nazionale: la prima volta era stato con l'idea di far saltare il pranzo ai bambini i cui genitori non versavano il contributo per la mensa (magari perché sono disoccupati, privi di reddito e non potevano) e ora, pochi giorni fa, all'apertura dell'anno scolastico e in occasione dell'inaugurazione di un nuovo plesso, con la proposizione della stucchevole iconografia leghista - il simbolo del 'sole delle Alpi' - stampigliata dovunque sui banchi, nelle aule, nei cestini dell'immondizia, sul tetto e, perfino, nei posacenere che lì - per legge dello stato - non dovrebbero proprio starci. Siamo all'interno di una scuola pubblica, ancorché comunale, del nuovo smagliante polo scolastico verde anche non casualmente intitolato a Gianfranco Miglio, l'ideologo della Lega Nord delle origini. Vabbè, si potrebbe anche dire, in una società contemporanea che rimuove i valori e i suoi vecchi simboli, in una scuola dalle cui pareti si vorrebbero rimuovere volentieri i crocefissi, è possibile pure che trovino spazio altri surrogati come l'esafoglia celtica molto simile ed equivocabile con la pentafoglia (fogliolina in più, fogliolina in meno in meno) della marijuana. Eh, no! No, miei cari. Nella vita non so ma nella scuola scuola c'è bisogno di filtri, non tutto è possibile ammettere, ci troviamo in uno spazio e in una dimensione intenzionalmente formativi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le trovate del sindaco di Adro non risultano, per fortuna, condivise da tutti i cittadini del suo paese, come abbiamo potuto sentire in televisione, né da molti altri primi cittadini della sua stessa fede (è il caso di chiamarla così, visti i riti e i miti celtici dei seguaci di Bossi con tanto di ampolle battesimali contenenti l'acqua delle sorgenti del Po sul Monviso), e neppure dalla sua conterranea bresciana Mariastella Gelmini, che parla di "un certo folklore" e di un "certo estremismo, che ovviamente io come Ministro dell'Istruzione non condivido" e che "forse nemmeno tutto il partito della Lega può condividere" perché si tratta di "esasperazioni che non fanno bene neanche a quel movimento". Ma di folklore, noi sappiamo, erano piene le parate nazi-fasciste e comuniste. Il folklore non giustifica e non attenua la gravità dei fatti. Peraltro il giorno dopo il ministro attenuava, senza però farla scomparire del tutto, la precedente critica aggrovigliandosi in un ragionamento che si appigliava ad interventi simili (in realtà storicamente inesistenti) compiuti in precedenza da giunte di sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pare, inoltre, che questo sindaco iperleghista non resti solo e sia pure confortato dal consenso, non so quanto meditato, di molti dei suoi concittadini ed elettori. Ho sentito le motivazioni del Lancini alla 7. Davvero improponibili, rigettabili. Grave e preoccupante che nessuno intervenga e anzi vi abbia indirizzato risorse finanziarie pubbliche (anche alla scuola della moglie di Bossi vocata ad una "pedagogia padana" per 800.000 euro da parte del Ministero dell'Economia) nell'anno in cui si celebra il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, che prendano piede iniziative che antepongono una sorta di localismo autoreferenziale al senso di appartenenza ad una comune identità nazionale. La scuola sarà anche tecnicamente bella e funzionale, non si discute (non è questo!) ma ai valori universali (multiculturalità e accoglienza degli altri) e nazionali (unità, Costituzione) non si rinuncia. Siamo nel bresciano (il capoluogo denominato "leonessa d'Italia") che ha contribuito con centinaia di volontari garibaldini all'impresa dei mille. Siamo anche, e soprattutto, all'interno di una scuola, che tale identità ha contribuito a fondare fin dalle origini dell'Italia come Stato unitario. Quella identità di coscienza che la politica becera, soprattutto nordista, dell'ultima generazione vorrebbe pericolosamente incrinare. © -&lt;strong&gt;Sergio Andreatta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. del 19.09.2010 - Si prende volentieri atto che il ministro del MIUR M. Gelmini ha intimato ieri al sindaco, nel giorno di un corteo di protesta nel paese lombardo, la rimozione di quelle fanìe e che il ministro dell'interno Maroni ha oggi dichiarato al TG che si è esagerato, che si è andati oltre e che sarebbe bastata la sola intitolazione. Non ci resta, quindi, che attendere per vedere ora che cosa accade.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-1894712094453914854?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/1894712094453914854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/1894712094453914854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/09/scuola-i-soprusi-della-lega.html' title='Scuola, I soprusi della Lega'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-1847362137691922049</id><published>2010-09-17T04:40:00.000-07:00</published><updated>2010-09-17T04:42:19.006-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società.'/><title type='text'>Scuole senza risorse e privati che arrivano in soccorso</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TJNT76gwxXI/AAAAAAAAAgs/GKI1zK9To4o/s1600/1+B.S.Michele+S.P.Mazzini+DSCN2193.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 160px; height: 103px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TJNT76gwxXI/AAAAAAAAAgs/GKI1zK9To4o/s320/1+B.S.Michele+S.P.Mazzini+DSCN2193.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517846257243047282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Scuole senza risorse e privati che arrivano in soccorso. &lt;br /&gt;La precaria manutenzione delle scuole. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Borgo San Michele, Scuola G. Mazzini. &lt;br /&gt;Latina: ... rivedere la disciplina del 5/°°° e perfino dell'8/°°°, questa è la proposta, permettendo alle istituzioni scolastiche di beneficiarne direttamente. &lt;br /&gt;Manutenzione delle scuole. La penuria delle risorse a disposizione del Comune o della Provincia che devono provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici, fino alle Medie la competenza è dei Comuni per le Superiori dell'Amministrazione provinciale, ha fatto sì che si facesse ricorso a formule eccezionali di collaborazione, a contributi liberali di privati e di sponsor. Come l'Ikea che ha fornito banchi ad una scuola di Roma che ne era sprovvista. Qualcosa del genere è accaduto anche nelle scuole pontine che non godono di maggiori risorse rispetto a quelle capitoline e così, ad esempio, i genitori anche qui stanno provvedendo all'acqua minerale o alla fornitura della carta igienica o decidono di contribuire con l'autonoma istituzione di una piccola cassa di classe per far fronte all'acquisto di materiali di facile consumo. In quanto alla tinteggiatura delle pareti delle aule, spesso non eseguita anche da più di vent'anni, sono diversi i genitori che si sono rimboccate le maniche e si son dati da fare in cooperazione tra loro per assicurare una maggiore dignità ambientale e, soprattutto igienica, ai loro bambini. Sono tempi di vacche magrissime, questi, e la spontanea partecipazione non andrebbe, comunque, mai rigettata e specie da quelle scuole che, essendo dell'obbligo, non impongono alcuna richiesta di contributo volontario all'atto dell'iscrizione. A Borgo San Michele, in questi giorni, una mamma ha donato una fotocopiatrice alla scuola dell'infanzia "Città di Latina", i vivai Capuani provvederanno a tagliare l'erba e a potature di contenimento degli alberi, un fabbroferraio ha risistemato due cancelli e risistemata in più punti la rete di recinzione. Lo stesso cons. comunale Giancarlo Palmieri si è personalmente adoperato sia per la ricerca di alcuni contatti sia fisicamente a spostare e sistemare, insieme con le collaboratrici scolastiche, gli arredi nuovi mandati dal Comune alla primaria G. Mazzini in crescita di frequentanti. Ma con più organicità è certamente compito dello Stato provvedere, tramite gli Enti Locali, che potrebbe anche rivedere la disciplina del 5/°°° e perfino dell'8/°°°, questa è la proposta, permettendo così alle istituzioni scolastiche di beneficiarne direttamente. © Sergio Andreatta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-1847362137691922049?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/1847362137691922049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/1847362137691922049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/09/scuole-senza-risorse-e-privati-che.html' title='Scuole senza risorse e privati che arrivano in soccorso'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TJNT76gwxXI/AAAAAAAAAgs/GKI1zK9To4o/s72-c/1+B.S.Michele+S.P.Mazzini+DSCN2193.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-1335936160010180442</id><published>2010-09-05T10:51:00.000-07:00</published><updated>2010-09-05T23:38:59.634-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Primo Piano'/><title type='text'>Sergio Andreatta, Prima la fede o prima il lavoro?</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TIPY1pJy2NI/AAAAAAAAAgc/2o2p1AMi-iU/s1600/260x01283669454215Leone_XIII%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 107px; height: 128px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TIPY1pJy2NI/AAAAAAAAAgc/2o2p1AMi-iU/s320/260x01283669454215Leone_XIII%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513488784923220178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Prima la fede o prima il lavoro? &lt;br /&gt;Viene prima la ricerca della fede o la ricerca di un posto di lavoro? &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Una singolare e forse equivoca competizione nelle parole del Papa dei giorni scorsi. Ma oggi a Carpineto Romano, ricordando il magistero sociale di Leone XIII, con riferimenti alla storia e alla situazione attuale dice: "serve dialogo e mediazione nei conflitti sociali" (www.andreatta.it)&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;di Sergio Andreatta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fede, sine qua non... cattolico, cristiano o... "Io credo" titola il libretto che mi ha donato il bassianese mio amico mons. Francesco Lambiasi, ora vescovo di Rimini. Benissimo. Ma, in una società laica, secolarizzata e in continua mutazione come è diventata quella italiana, a chi non possedesse alcuna religione e praticasse la grazia della fede non si può pensare di attribuire, neanche solo in ipotesi e a parole, una qualche dignità minore. La dignità di una persona non si fonda anche, seppure non unicamente, sulle sue autonome possibilità di sostentamento, sulle garanzie di non precarietà che quella cerca ogni giorno di assicurare all'esistenza propria e a quella della sua famiglia? La stessa Repubblica italiana e la sua democrazia non si dicono, all'art. 1 della Costituzione, fondate sul lavoro? Primum vivere, deinde philosophari: non di sola... aria vive l'uomo, pare ricordarci un famoso adagio di Hobbes il cui pensiero in origine si può far risalire alla Politica di Aristotele e alla tradizione gnomica. La ricerca del lavoro, all'interno di una dimensione sociale, non è, e non può essere, in concorrenza con altro ma è "carne e ossa" direbbe J.P. Sartre, questione viva, fisica prima ancora che metafisica. Le parole del Papa all'udienza generale di mercoledì scorso sono state, per certi versi, sorprendenti seppure subito ricalibrate oggi a Carpineto Romano dove si è recato stamattina in ricorrenza del bicenetenario della nascita del lepino e nostro quasi conterraneo Leone XIII che con la sua Enciclica Rerum novarum per primo, il 15 maggio 1891, si occupò, dal suo versante, della questione sociale e lavorativa dei cristiani, dei diritti dei lavoratori del suo tempo. A questo Papa l'attuale riconosce la fondazione del "primo nucleo della dottrina sociale della Chiesa". Nei confronti del capitalismo L'Enciclica leonina si pose esattamente a metà strada fra le posizioni degli imprenditori e i bisogni degli operai ma in essa si può rinvenire anche una condanna nei confronti del sindacalismo e una decisa contrarietà contro l'emancipazione femminile perchè "... certi lavori non si confanno alle donne, fatte per natura per i lavori domestici, i quali grandemente proteggono l'onestà del sesso debole". Non bisogna, quindi, neanche dimenticarsi di alcuni apostoli laici come il socialista Andrea Costa e alcuni altri protosindacalisti. Perchè si suole storicamente ricordare solo ciò che fa piacere in quanto collima con il proprio punto di vista. Così il sociologo (De Rita) ha potuto facilmente commentare nei giorni scorsi che, però, il clero (parroci e vescovi) non risulta proprio versare in stato di precarietà economica ma piuttosto essere mantenuto da uno stipendio dello Stato percepito con mensile regolarità. Ci potrebbe essere, quindi, anche la necessità di una questione dell'8/°°° da rivisitare e ridiscutere nella sua ampiezza ed interpretazione (originariamente non così prevista dal legislatore) per venire più cristianamente incontro ai bisogni primari di sostentamento di tanti disoccupati italiani, alcuni dei quali dopo la perdita del loro posto di lavoro si sono sentiti costretti al suicidio dalla vergogna, indotti da una sorta di irrefrenabile compulsione morale, dal percepito fallimento nei confronti della propria famiglia non più mantenibile. E sarebbe, magari, grande carità cristiana cercare nei fatti di venire loro incontro... La dignità e la giustizia in ex aequo meritano, quindi, sicuramente il primo posto in assoluto in una eventuale classifica degli attuali valori sociali. L'8/°°° andrebbe sicuramente rispettato e mantenuto, come bilateralmente previsto dal Concordato tra Stato e Chiesa, ma perchè le eccedenze attribuite da un giudice con una anomala sentenza interpretativa del 2003 non dovrebbero essere meglio riversate ad un Fondo comune di Solidarietà, magari sistematicamente bi-monitorato, per il sostegno dei disoccupati e, magari, anche per la soluzione di qualcuno dei tanti problemi da carenti risorse in cui versa la nostra scuola pubblica italiana? Che sono forse queste (quella dell'occupazione e quella dell'educazione dei giovani) questioni sociali minori e di cui non si può interessare la nostra Chiesa Italiana di fronte al surplus (il triplo) che da alcuni anni essa (CEI) incassa? O preferiamo continuare a fare i moralisti dai pulpiti, sfiorando l'ipocrisia, potendo beneficiare di impreviste condizioni di privilegio? &lt;strong&gt;Sergio Andreatta &lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-1335936160010180442?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/1335936160010180442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/1335936160010180442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/09/sergio-andreatta-prima-la-fede-o-prima.html' title='Sergio Andreatta, Prima la fede o prima il lavoro?'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TIPY1pJy2NI/AAAAAAAAAgc/2o2p1AMi-iU/s72-c/260x01283669454215Leone_XIII%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-6092557006049903736</id><published>2010-07-30T06:35:00.000-07:00</published><updated>2010-07-30T06:37:18.665-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Quando "delocalizzare" le imprese ed "esternalizzare" i servizi può mettere in crisi le politiche sociali di un Paese</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TFLVUe1yIEI/AAAAAAAAAgU/iW2Q11Xd9vY/s1600/sergio_andreatta.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 120px; height: 180px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TFLVUe1yIEI/AAAAAAAAAgU/iW2Q11Xd9vY/s320/sergio_andreatta.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499692642825543746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Delocalizzare... &lt;br /&gt;Quando "delocalizzare" le imprese ed "esternalizzare" i servizi può mettere in crisi le politiche sociali di un Paese. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sergio Andreatta &lt;br /&gt;Politica: ‎"Delocalizzare" le imprese, "esternalizzare" i servizi pubblici: nell'attualità economica italiana sembra non si parli d'altro, ora, ma possono essere solo questi i nuovi termini di ogni modernità nel campo del lavoro?... (da: www.andreatta.it ) &lt;br /&gt;Quando "delocalizzare" le imprese ed "esternalizzare" i servizi può mettere in crisi le politiche sociali di un Paese.&lt;br /&gt;‎"Delocalizzare" le imprese, "esternalizzare" i servizi pubblici: nell'attualità economica italiana sembra non si parli d'altro, ora, ma possono essere solo questi i nuovi termini di ogni modernità nel campo del lavoro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le politiche sociali, la prospettiva antropologica avrebbero, dunque, perso parte della loro valenza tanto da contare sempre meno in questo Paese dove sembrerebbe tornar ad imporsi prima di tutto la ricerca del profitto da parte dei capitani d'industria? Ma è questo il giusto e ultimo approdo verso cui deve tendere la nostra politica dell'occupazione e la nostra economia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decine di migliaia di persone che perdono ogni giorno il loro posto di lavoro, trovandosi all'improvviso nella condizione di "disoccupate esistenziali e sociali" non hanno il diritto di saperlo e, soprattutto, non hanno più diritto a tutele sindacali? Le politiche sociali, se non si vuole entrare negli approcci accademici strutturali, funzionalistici o pragmatici delle scienze politiche, sono banalmente riducibili, si sa, ad una mera pratica confindustriale e di governo. Pratica pure storicamente mutevole, influenzabile ed influenzata, come è, anche dalle variabili contingenze economiche internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dice che questa corsa a delocalizzare degli imprenditori, non si sa se più avveduti che capitani di ventura o pirati, sia partita in Italia una quindicina d'anni fa e che stia avendo di recente una montante impennata trovando i suoi presupposti nelle agevolazioni fiscali offerte dai Paesi in via di sviluppo, nei vantaggiosi costi del lavoro, nelle scarse tutele sindacali e garanzie generali in cui versano in quello stato operai e maestranze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure alcuni di questi paesi, coma la Romania, sono entrati recentemente nell'U.E. e dovrebbero uniformarsi e sottostare alle stesse regole civili, più che organizzative, e ad un'analoga normatività di contratto. Vincolante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come potrà, sennò, l'Italia reggere alla lunga alla concorrenza sleale di sistemi dove gli operai sono retribuiti con 400 €. al mese? Albania, Macedonia, Serbia... quest'ultima venuta clamorosamente alla ribalta per l'intenzione ultima della FIAT di trasferivi - delocalizzarvi la produzione di un modello di auto mentre in Italia gli storici stabilimenti di Termini Imerese, Termoli, Pomigliano d'Arco e, forse, Piedimonte S. Germano soffocano già per mancanza di commesse e, soprattutto, di adeguati investimenti e cure menageriali vedendosi contratte le loro possibilità di sopravvivenza operativa, se non minacciata a breve la stessa chiusura. E quanto possano giovare gli accordi separati, il cosidetto "modello Marchionne", cui molti imprenditori mirano ora in deroga al contratto nazionale, lo si potrà valutare soltanto in seguito, nel medio e lungo termine. Eppure la FIAT, secolare leader nel settore automobilistico in Italia, avrà goduto nel passato di politiche governative di sostegno e di abbondanti provvidenze erogate dallo Stato che le andava ad attingere e ad emungere dalle tasche di noi cittadini italiani, o mi sbaglio? Quindi, anche per questo sostanziale aspetto, la questione non può intendersi correttamente ora che come un problema politico-governativo (europeo probabilmente, forse anche di dimensioni mondiali per certe sfaccettature), prima ancora che soltanto interno-sindacale. Per non parlare poi dei nuovi mercati emergenti della Cindia (Cina e India) dove si va a fare impresa senza eccessivi rischi, potendo prefigurare i più lucrosi guadagni anche in virtù di condizioni quasi da neo-schiavismo in cui vengono sottoposti e mantenuti quegli operai. Stipendi da fame, indegni di una condizione umana, ma comunque ritenuti in quell'orizzonte più o meno lontano misure - seppur stentate - per una sufficiente sopravvivenza umana. Questa materia costituisce la prima incombente questione sociale (a studio di sociologi e antropologi per i tanti risvolti), la difficile scommessa ma anche una questione morale di fondo per il nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa, dunque, tra il profitto del capitano e il diritto costituzionale al lavoro del cittadino (art. 1 della Costituzione) deve avere la preminenza? O ancora meglio che cosa ha spinto fino allo strappo, fino all'infrazione del tradizionale equilibrio raggiunto, del bilanciamento tra la ricerca del giusto profitto da parte dell'indutriale e il conseguimento della giusta retribuzione da parte del dipendente? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo l'apologo di Menenio Agrippa (che spiegò l'ordinamento sociale romano metaforicamente, paragonandolo ad un corpo umano nel quale, come in tutti gli insiemi costituiti da parti connesse tra loro, se collaborano insieme sopravvivono, se discordano insieme periscono), sembrerebbe essere tornato della più grande attualità tanto da fare ancora scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da noi, qui a Latina, come in altre province, è intanto fallito il polo industriale, fallito il polo chimico-farmaceutico e quasi del tutto quello alimentare. E la Nexans, è il caso del giorno, ha ottenuto qualche respiro in deroga, grazie alla strenua battaglia degli operai e alla solidarietà dell'ex-collega e Premio Strega Antonio Pennacchi (Canale Mussolini, Mondadori), ma nessuna solida speranza per il futuro. Le assunzione degli infermieri nelle ASL sono bloccate e demandate, per le prestazioni di cui si abbia il più essenziale bisogno, a cooperative con cui ci si convenziona a costi inferiori mediamente del 20% pro capite; sono bloccate le assunzioni nella scuola, nel pubblico impiego, negli enti locali, nelle forze dell'ordine... Dovunque per le difficoltà del momento. Anche nel commercio la sfida provocatoria, ed esuberante per numero di licenze accordate, non poteva che essere vinta dalle logiche spietate dei centri commerciali a danno dei piccoli negozianti e delle imprese a carattere familiare. Quanti fallimenti, quante chiusure. La stessa qualità della vita di tante persone sembra essere stata ribaltata, pregiudicata. E in molti casi, chi ha perso il lavoro, non sa più come mantenere la propria famiglia, più che conservare il livello precedente di tenore di vita. Il giovane competente, magari anche bi-laureato, va disperatamente in cerca di una qualificata occupazione senza essere certo di trovarla in tempi ragionevoli. Giovani senza coltivabili progetti di vita, in preda alle frustrazioni. La stessa dottrina sociale della Chiesa è sembrata volersene, in qualche modo, occupare ultimamente. Ma in questo sconvolgente scenario c'è ancora chi, dimentico del principio di realtà e dimostrando una coscienza civile e democratica assolutamente precaria, dopo aver tralasciato per anni una qualche apprezzabile politica di redistribuzione delle risorse da catturare per mezzo di un'equa politica fiscale per non toccare le potenti lobby degli amici, prova ancora ad imbonire gli italiani, tra gli scandali della nuova tangentopoli, con visioni assurdamente ottimistiche. © - Sergio Andreatta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-6092557006049903736?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6092557006049903736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6092557006049903736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/07/quando-delocalizzare-le-imprese-ed.html' title='Quando &quot;delocalizzare&quot; le imprese ed &quot;esternalizzare&quot; i servizi può mettere in crisi le politiche sociali di un Paese'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TFLVUe1yIEI/AAAAAAAAAgU/iW2Q11Xd9vY/s72-c/sergio_andreatta.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-3342640320496062273</id><published>2010-06-10T02:48:00.001-07:00</published><updated>2010-06-10T06:08:10.012-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società. Scuola e Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Caravaggio, il sacro e il profano. Le ricerche della prof.ssa Roberta Lapucci.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TBC1toeMeRI/AAAAAAAAAgM/tpD7wesmlnE/s1600/professoressa-roberta-lapucci-firenze-by-sergio-andreatta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TBC1toeMeRI/AAAAAAAAAgM/tpD7wesmlnE/s320/professoressa-roberta-lapucci-firenze-by-sergio-andreatta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481080542072699154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;mercoledì 09 giugno 2010 &lt;br /&gt;Caravaggio, il sacro e il profano. &lt;br /&gt;In un convegno all'Eremo molisano di S. Egidio la professoressa Roberta Lapucci... &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;em&gt;La prof. Roberta Lapucci dell'Università di Firenze fa il punto sulle ultime ricerche diagnostiche sulle tele del grande pittore di cui ricorre il quattrocentesimo della morte.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Merisi proiettava sulla tela modelli in carta oleata e ricorreva all'espediente dell'uso di specchi, per riprodurre fedelmente delle figurazioni, con l'ausilio della luce passante per un foro stenopeico (camera ottica). &lt;br /&gt;di Sergio Andreatta (www.andreatta.it )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frosolone, Eremo di S.Egidio, 5.06.2010)- Duecento chilometri mi separano dal convegno “Caravaggio, il sacro e il profano” che si svolge nel quarto centenario della morte in un piccolo eremo della montagna molisana. L’idea-progetto, sponsorizzata dal Liceo classico statale G.A. Colozza, oggi istituto onnicomprensivo, di Frosolone (IS), è dell’eremita padre Luciano Proietti. Un ossimoro questo, se volete, piuttosto singolare ma non per chi ne conosce la sua profonda cultura, come me che ho presentato a Latina il suo profondissimo libro (Elogio della vita solitaria, Effatà Editrice, Torino, 2008. Prefazione di Anna Maria Cànopi OSB, copertina e illustrazioni di Giorgia Eloisa Andreatta) e non si stupisce più di tanto sapendo che il suadente francescano non lascerebbe mai nulla di intentato nella sua missione pur di richiamare all’ovile le sue pecorelle. La giornata di fine primavera (5.06.2010) ai 1125 metri sul Monte Gonfalone, a 3,5 km. sopra l’abitato, è stupenda, ricca di vividi colori e intensi profumi. Nel magismo di luci e ombre già caro al grande pittore lombardo. “La Chiesa parla agli artisti”, padre Luciano Proietti è così abile svisceratore di tutte le “naturali parentele tra fede e arte” che ne richiama, introducendo, tutti i passi e i passaggi partendo dal Concilio Vaticano II per inoltrarci in una sapiente rassegna di pronunciamenti dei papi post-conciliari. Seduti negli scomodi banchi della Chiesetta di S. Egidio, misurato contrappasso per i nostri molti peccati, siamo catturati dalla teoria delle sue puntuali citazioni e da un pensiero imperniato sul “bisogno di bellezza… per non oscurarsi…” che ha il mondo in cui viviamo. Nell’arte, nell’immagine egli riscopre un forte principio cristologico, una parte integrante del culto quasi in opposizione al deserto dell’iconoclastia che pure non dovrebbe non affascinare poco un eremita votato alla meditazione e all’ascesi e per ciò stesso amante del vuoto ed elogiatore della vita solitaria. Un altro ossimoro. Ma, ecco, che senza sforzi particolari la “via veritatis” viene fatta coincidere con la “via pulchritudinis”, nella bellezza come forma superiore di conoscenza e di accostamento a Dio, nel necessario dialogo tra estetica ed etica capace di riscoprire e capace di usufruire a pieno di tutti i nessi esistenti nel linguaggio tra immagini e simboli. E così che per questa estenuata strada si dimostrerebbe ancora una volta vincente, nell’attualità di una pastorale nuova da affermare, il valore pedagogico dell’arte, concetto per altri versi già emerso dal Concilio di Trento e, quindi, ben noto al Caravaggio e ai suoi committenti dell’epoca. Ma ad esso, il pittore maledetto, quasi a volersi liberare da un legge-bavaglio cercò in tutti i modi di opporsi, nelle modalità concesse e tollerate dai tempi, fino ad apparire eretico in alcune sue modalità espressive. “La Chiesa parla agli artisti” è il I Quaderno della Collana “Fede e Arte” che raccoglie il pensiero del Proietti… Ora Tonino De Luca, professore emerito di storia dell’arte al liceo locale, presenta il contesto pittorico del ‘500 (il manierismo) cui oppone la ricerca caravaggesca che si indirizza al naturalismo e all’illuminismo, al principio motore di una sua religiosità che si ispira ad una visione pauperistica della Chiesa e alla salvezza dell’anima ricercata perfino nella trasgressione esistenziale più spinta. Ed è così che, a questo punto, non può mancare pur nell’essenzialità un tratteggio della sua biografia. La moderatrice, prof.ssa Marika Giordano, si sforza di imbastire discorsi così tanto diversi tra loro. In una ricerca di leggerezza e per l’arte dell’ascolto un duo musicale, violino e tastiera (Max Santomauro e mi si perdoni se non ricordo più il nome della graziosa partner alla tastiera), propone sotto la volta a botte dell’aula unica della chiesa eremitale gli intermezzi dalla Sonata n. 2 di J.S.Bach. Ma tocca subito dopo alla prof.ssa Roberta Lapucci, docente di Conservazione, tecniche artistiche e Diagnostica in corsi di specializzazione per laureati presso l’Università di Firenze in chimica e dipartimenti di storia dell’arte e di Storia dell’arte nell’Università americana Saci e restauratrice dar conto in anteprima delle sue ultime sorprendenti ricerche sulla pittura del Caravaggio (www.robertalapucci.com ). Siamo al vero clou di questo Convegno, agli attesi apporti di una vera autorità in materia per le approfondite sue ricerche e la vasta bibliografia pubblicata sul tema, al motivo conoscitivo e artistico per cui ci siamo mossi in sei da Latina. Ormai è dimostrato come Michelangelo Merisi da Caravaggio usasse la camera ottica e la “multiproiezione “ delle figure. Dimostrato in modo inconfutabile e la studiosa porta ad esempio il “Bacco”, mancino perché speculare, e il “Ragazzo col ramarro”, eseguito in due pose diverse. Qualcosa di più della sola ipotesi suggestiva che, oltre che nel gabinetto romano anche nelle sue varie peregrinazioni per l’Italia, l’artista portasse con sé da riutilizzare alla bisogna modelli in carta oleata da proiettare sulla tela e ricorresse all’espediente dell’uso di specchi, per riprodurre fedelmente delle figurazioni, con l’ausilio della luce passante per un foro stenopeico (camera ottica). Secondo la studiosa tale interesse dell’artista per la ricezione dei fenomeni ottici e prospettici sarebbe da far risalire già al periodo della sua formazione, all’ambiente lombardo-veneto, avendolo poi potuto sviluppare durante il suo soggiorno romano presso il cardinal Del Monte (che possedeva un attrezzato gabinetto alchemico). Sembra, ormai, certo che il Caravaggio intrattenesse rapporti con il mondo scientifico dell’epoca della cerchia galileiana. E del resto i fenomeni di riproduzione di sagome proiettate mediante il principio del foro stenopeico erano già stati sperimentati anche negli studi anatomici di Leonardo e sono riportati negli scritti di Girolamo Cardano e di monsignor Daniele Barbaro. La professoressa Roberta Lapucci torna sul Bacco conservato agli Uffizi per dire: è mancino, “tiene il bicchiere con la mano sinistra”. A suo dire non vi sono precedenti in tal senso e appare chiaro che l’immagine sia frutto di “copia da una proiezione” ottenuta con la messa in pratica di metodi, peraltro, all’epoca assai diffusi nell’ambiente. “Basterebbe ribaltare l’immagine per avere un’immagine più naturale.” Nel Ragazzo morso dal ramarro: “Se proviamo a dividere il volto in due parti e allontanarle fra loro, appare evidente come il ritratto sia il risultato di un assemblaggio di due momenti di posa differenti: uno dove il giovane è più frontale e più illuminato rispetto all’altro – dice la studiosa davanti alle proiezioni che si susseguono carpendo l’interesse generale – oltretutto le dimensioni e i lineamenti non combaciano affatto”. Caravaggio, come nella vita, alla ricerca della più sublime espressione dell’arte subisce una suggestiva attrazione per la luce e l’oscurità, le sperimenta da tecnico (1595-1605) in uno studio molto simile ad una camera ottica: da un foro sul soffitto, al centro della stanza, fa penetrare la luce. Egli fa, quindi, un uso “scientifico” della luce. “…la luce nella stanza, con il trascorrere delle ore, cambiava di continuo, - continua Roberta Lapucci - e il sistema di lenti e specchi di cui egli si serviva andava fuori fuoco costringendolo ad una nuova messa in posa”. Dalla luce in continuo movimento deriva un effetto di ombre portate, un “fish eye effect” con la necessità per il pittore di un re-focusing continuo. Quindi per dipingere, non unico all’epoca, il pittore si avvaleva, nella sua spinta ricerca verso il realismo, dell’ausilio di strumenti ottici quali lenti e specchi, come ormai è asseverato. Circolava e destava molto interesse tra gli artisti colti dell’epoca il Magiae naturalis libri III di Giovan Battista Della Porta dove, un capitolo (XVII) è dedicato a “come alcuno che non sappia depingere, possa disegnare l’effige d’un huomo ò d’altra cosa. Purché sappia solamente assomigliare i colori”. Questa è la sorprendente scoperta, frutto di lunghe e accurate ricerche storiografiche (iniziate nel 1986 dallo studio dei suoi due primi biografi il Mancini (1617-21) e il Bellori (1672 -) e di indagini diagnostiche e radiografiche sulle “figure sbattimentate” cui è giunta la Lapucci partendo da alcune intuizioni di Longhi e supposizioni di Hockney (Il segreto svelato, 2000). Ma David Hockey ha anche scritto: “… la camera ottica da sola non dipinge” e: “ Il fatto che il Merisi usasse gli strumenti ottici  - conclude tra la condivisione dell’uditorio l’applaudita Roberta Lapucci che ha continuato negli ultimi anni a cercare prove dell’uso di questi strumenti anche durante i soggiorni dell’artista a Napoli, in Sicilia e a Malta - nulla toglie alla potenza espressiva delle sue tele, alla sua creatività e alla sua indiscussa genialità”. Un altro fondamentale tassello utile a comprendere meglio, e senza temerarie approssimazioni, il grande pittore e la sua opera fin nella profondità della svelata tecnica di composizione e nell’interpretazione stilistica. A seguire, in un convegno che ormai diventa lungo e faticoso, Elio Di Michele, “La fanga de Roma” (Palombi Editori, Roma, 2009), propone un ardito, quanto improbabile, itinerario con parallelismi tra una ventina di sonetti dell’irriverente poeta romano e romanesco Giuseppe Gioacchino Belli e le tele a tema “biblico” del Caravaggio. La parte più culturale si conclude con il più pertinente e significativo intervento del prof. Emanuele Troisi, ordinario di storia e filosofia al liceo classico che centra sul pensiero filosofico della fine del cinquecento e si sofferma in particolare sulle tesi di Giordano Bruno (De la causa, principio et uno, 1584) apparse già impregnate del circolante pensiero scientifico, sulla sua indipendenza di pensiero e la sua insofferenza verso l’osservanza dei dogmi il che andava, inevitabilmente, a cozzare con la contemporanea teologia ufficiale (tra cui, alla vigilia del Corpus Domini che ricorre domani, ricordo il suo rifiuto della transustanziazione). Rispecchiando in se stessa la struttura dell’universo, la mente umana, che ha in sé non le idee, ma le “platoniche” ombre delle idee (De umbris idearum), può tuttavia raggiungere la vera conoscenza, ossia le idee e il nesso che connette ogni cosa con tutte le altre, al di là della molteplicità degli elementi particolari e del loro mutare nel tempo. Si tratta in definitiva di cercare di ottenere un metodo conoscitivo che colga la complessità del reale, fino alla struttura ideale che sostiene il tutto. Qualcosa, la ricerca del metodo, che unisce la pittura del Caravaggio con la filosofia di Giordano Bruno. Per cui la conseguente accusa di eresia e la sua condanna al rogo a Campo de’ Fiori a Roma (il 17 febbraio del 1600) da parte dell’Inquisizione. Un altro ossimoro, ma tant’è, parlare di eresia e di condanna a morte comminata dalla Chiesa in una chiesa ma le vie del Signore, specie tra i pastori delle montagne molisane, sono… sempre infinite. L’immagine artistica e l’uomo, l’uomo immagine e somiglianza di Dio e, forse come da tempo s’insinua pericolosamente nel mio pensiero, a compenetrazione (anche teologica) Dio per qualche verso a immagine dell’uomo. Si conclude così, con le parole finali del sessantaseienne francescano che ci ospita, questa lunga ed estenuante performance culturale ricca di eterogenei contributi, alcuni forse un po’ slegati rispetto al tema principale, ma i cui punti di forza sono da rintracciare, oltre che negli indirizzi pastorali di padre Luciano Proietti (il cui percorso spirituale degli ultimi anni si svolge tra i silenzi meditativi di queste antiche mura eremitali di S. Egidio e nel soprastante speco che si è creato tra le rocce della Morgia Quadra attirando a sé come un faro tra le procelle della vita tanta gente in difficoltà che qui approda da tutte le direzioni, anche da molto lontano), fondamentalmente nella documentata relazione scientifica, ormai di prossima pubblicazione, della storica dell’arte ed elettiva studiosa del Caravaggio prof.ssa Roberta Lapucci di Firenze. Quando esco dal Convegno le sbiancate rocce della Morgia, dalla forma così tormentata da diventare parte peculiare di quest’orizzonte, non splendono più sul vivace smeraldo dei prati. E i colori ormai quasi spenti se ne stanno già andando nella notte.   © Sergio Andreatta – in: www.andreatta.it (sono pubblicate 12 foto su questo evento)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-3342640320496062273?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3342640320496062273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3342640320496062273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/06/caravaggio-il-sacro-e-il-profano-le.html' title='Caravaggio, il sacro e il profano. Le ricerche della prof.ssa Roberta Lapucci.'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/TBC1toeMeRI/AAAAAAAAAgM/tpD7wesmlnE/s72-c/professoressa-roberta-lapucci-firenze-by-sergio-andreatta.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-4082933549152547433</id><published>2010-05-21T10:22:00.000-07:00</published><updated>2010-05-21T10:24:36.526-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città di Latina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>Nell'interesse pubblico</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S_bBs_zUf1I/AAAAAAAAAf0/YGMJ73RTl9o/s1600/Mauro-Visari-Latina.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 133px; height: 92px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S_bBs_zUf1I/AAAAAAAAAf0/YGMJ73RTl9o/s320/Mauro-Visari-Latina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473775375900507986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Insetti nelle mense, il giudice archivia sulla diffamazione. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sergio Andreatta e Mauro Visari hanno agito nell'interesse pubblico. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Latina: Rigettata l'opposizione della Sodexo contro Visari e Andreatta perché ritenuta inammissibile. Il caso scoppiò nel 2009. &lt;br /&gt;Il prof. Sergio Andreatta che aveva già rilasciato nei giorni scorsi un breve commento alla Stampa Pontina che ha ampiamente seguito l'eclatante vicenda dagli inizi e fino al termine dichiara: "Sono soddisfatto perché, anche senza entrare troppo nel merito, il giudice ha ritenuto di rigettare definitivamente come "inammissibile" l'accusa della Sodexo. Di fronte ad un evento, mai accaduto prima nell'istituzione, davvero anomalo per tutte le numerosissime persone che lo avevano rilevato e nel dubbio, come dirigente scolastico del IV Circolo didattico "C. Goldoni" di Latina cui era stato evidenziato con sincera preoccupazione, non potevo sottrarmi dal segnalarlo doverosamente agli organi competenti sollecitando ogni intervento di competenza a tutela della salute dei bambini delle tre scuole dell'infanzia e a pronto ripristino di ogni regolarità nel servizio-mensa. Ora posso dirmi parzialmente soddisfatto - aggiunge ancora - perchè dopo 43 anni di servizio nell'istruzione pubblica di Stato, di cui ben 31 anni da direttore / dirigente di ruolo, questa vicenda mi ha, comunque, lasciato del fiele in bocca perché non si può rischiare la rovina economica personale e familiare soltanto perché si svolge bene, e senza compromessi, la propria funzione e soltanto perché si pungola il Comune di Latina, appaltatore del servizio, a quel salto di qualità nel menù che all'epoca non si registrava. Non una bella rappresentazione quella della politica locale. Quante sterili riunioni in Comune, anche nello studio dello stesso sindaco, senza approdare a granchè! E l'idea, non pellegrina alla fine, che qualcuno te l'abbia voluta anche tirare... Comunque, tutto è bene ciò che finisce bene. Slaaam!... E l'ultimo chiuda la porta! Come diceva alla fine un noto personaggio della serie di Nick Carter".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-4082933549152547433?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/4082933549152547433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/4082933549152547433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/05/nellinteresse-pubblico.html' title='Nell&apos;interesse pubblico'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S_bBs_zUf1I/AAAAAAAAAf0/YGMJ73RTl9o/s72-c/Mauro-Visari-Latina.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-2567734615352056460</id><published>2010-05-18T08:33:00.000-07:00</published><updated>2010-05-20T23:15:04.851-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città di Latina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>Sergio Andreatta, dirigente scolastico del MIUR, non ha diffamato la Sodexo</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S_Kzgo_XYRI/AAAAAAAAAfs/mbxMJk58Haw/s1600/sergio-andreatta1_miniatura.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 95px; height: 128px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S_Kzgo_XYRI/AAAAAAAAAfs/mbxMJk58Haw/s320/sergio-andreatta1_miniatura.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472633870548951314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andreatta non ha diffamato la Sodexo. &lt;br /&gt;Il prof. Sergio Andreatta prosciolto dal GIP dall'accusa di diffamazione a mezzo stampa della Sodexo. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;em&gt;In foto: Il prof. Sergio Andreatta prosciolto. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Latina: Alla conferma dell'esito:"Battaglia vinta" ha commentato Mauro Visari consigliere provinciale del PD.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il dirigente scolastico prof. Sergio Andreatta, legale rappresentante della Direzione Didattica Statale del Quarto Circolo "C. Goldoni" di Latina, querelato, insieme con il cons. comunale di Latina del PD Mauro Visari, dalla multinazionale Sodexo per diffamazione a mezzo stampa a sèguito dell'episodio accaduto il 6 febbraio 2009 nelle mense delle scuole statali dell'infanzia "C. Collodi" di Borgo Isonzo e "G. Paolo II", sarebbe stato prosciolto in sede predibattimentale da ogni addebito dal GIP Laura Matilde Campoli del Tribunale di Latina che con proprio motivato decreto depositato la settimana scorsa avrebbe disposto l'archiviazione della querela. La stessa archiviazione, cui si era però opposto il legale della multinazionale, era stata già richiesta al GIP nel corso dell'udienza preliminare del 26 febbraio scorso dal pubblico ministero dott. Giuseppe Miliano sulla base delle risultanze degli atti. Verrebbe, quindi, confermato che il fatto contestato dalla querela della multinazionale non configura alcuna ipotesi di reato e non trova previsione nel codice. Nulla da imputare, quindi. Le espressioni apparse, ritenute diffamatorie, in realtà soltanto critiche in alcuni passaggi, risponderebbero alla libertà di pensiero e di espressione (Cost. art.21, c.1 e 2) della persona e furono ispirate a tutela dell'utenza scolastica (bambini dai tre ai 6 anni) del IV Circolo e all'unico scopo di ripristinare le migliori condizioni a garanzia della comunità da lui diretta, nell'occasione del clamoroso episodio, noto anche come "insetti nei piatti di minestra dei bambini delle scuole dell'infanzia". Anomalie di lavorazione più che insetti, come avrebbero dimostrato le successive analisi, quelle segnalate al dirigente da numerose insegnanti, da collaboratrici scolastiche, dalle stesse sporzionatrici. Lo stesso assessore alla pubblica istruzione Bruno Creo, dopo aver prelevato nel pomeriggio di quel venerdì un campione nella cucina della G. Paolo II, avrebbe rilasciato alla stampa le prime allarmate dichiarazioni. La Sodexo aveva querelato (facendo salvo, però, l'assessore) anche per alcuni articoli pubblicati da Andreatta (sul blog personale www.andreatta.it, su www.telefree.it e altrove). La notizia dell'archiviazione per difetto di condizioni di procedibilità, data anche la notorietà del personaggio, si è diffusa rapidamente in città. Naturalmente, pur in attesa di assumere i particolari delle motivazioni ufficiali dell'archiviazione con l'avv. difensore Erasmo Cinquanta, il dirigente scolastico Sergio Andreatta, dopo un anno di patimenti e danni esistenziali in re ipsa, pur nella convinzione di una condotta professionale irreprensibile e di una funzione istituzionale svolta bene anche nella circostanza, ha continuato ad avere sempre fiducia nei percorsi della giustizia e ora può finalmente esprimere la sua personale soddisfazione per quello che sembra essere il felice, ma anche più naturale, epilogo di una tormentata vicenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Alla conferma dell'esito, avuta qualche ora dopo, non posso che esprimere gratitudine allo Studio legale Cinquanta di Erasmo Cinquanta per la qualità dell'assistenza fornita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-2567734615352056460?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/2567734615352056460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/2567734615352056460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/05/sergio-andreatta-dirigente-scolastico.html' title='Sergio Andreatta, dirigente scolastico del MIUR, non ha diffamato la Sodexo'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S_Kzgo_XYRI/AAAAAAAAAfs/mbxMJk58Haw/s72-c/sergio-andreatta1_miniatura.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-3091643224569768720</id><published>2010-05-12T09:01:00.000-07:00</published><updated>2010-05-12T09:04:09.176-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città di Latina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società.'/><title type='text'>Le MiniOlimpiadi 2010.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S-rRY4MZdMI/AAAAAAAAAfk/_xP1d1NHS30/s1600/miniolimpiadi-logo.miniatura%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 128px; height: 63px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S-rRY4MZdMI/AAAAAAAAAfk/_xP1d1NHS30/s320/miniolimpiadi-logo.miniatura%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470414922726339778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Iniziata a Latina, a cura del IV Circolo didattico, la XIII Edizione. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;BabyOlimpiadi per i più piccoli delle scuole dell'infanzia.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le MiniOlimpiadi di Latina, giunte nel 2010 ormai alla loro XIII edizione, sono un evento importante non soltanto per il IV Circolo didattico che da sempre le promuove nelle scuole statali primarie e dell'infanzia con il nome, quest'ultime, di BabyOlimpiadi. Non si tratta soltanto, come si potrebbe pensare, di una tradizionale manifestazione ludica del mese di maggio ma di un vero e proprio progetto originale di educazione alla psicomotricità di durata annuale che rientra a pieno titolo nel P.O.F. dell'istituzione scolastica. Il dirigente scolastico e psicopedagogista prof. Sergio Andreatta, puntando a de-sedentarizzare la scuola dei primi anni, ha dato corso a questo progetto affidandone il coordinamento ad insegnanti esperte del Circolo, prima l'indimenticata ins.te Raffaella Perrelli e ora l'ins. Sonia Lungo laureata in Scienze motorie. Ma sono tutte le insegnanti che se ne coinvolgono. L'importanza del movimento per i bambini, se non se ne facesse troppo poco o per niente a scuola, non andrebbe neanche qui sottolineata. Il movimento è vita stessa, previene le patologie della spina dorsale per cattiva postura, emulsiona la circolazione, previene e combatte l'obesità. Attraverso il gioco e il suo valore di simpatia e di inclusione si superano le barriere sociali, multietniche e culturali, si supera l'eventuale antipatia verso la scuola che, al contrario, diventa ora... simpatica e desiderata. Il valore pedagogico del gioco redime da tante cattive condotte. Attraverso le MiniOlimpiadi si coinvolgono anche le famiglie che partecipano al completo e non soltanto come spettatrici. Ogni anno i giochi esprimono un'impronta originale, quest'anno sono stati volutamente caratterizzati da una ricerca forte di analogie col progetto in rete, patrocinato dal Comune di Latina, che ha per titolo: "Conoscenza del territorio pontino prima della bonifica". Non era necessario trovare questa affinità per forza ma abbiamo scelto di dare al progetto questo taglio. Così i giochi sono stati improntati alla vita da guitti che si svolgeva in palude: "alla ricerca del cibo", "bufale al pascolo", "la staffetta del latte", raduno dei bufali in un recinto da parte dei bùtteri, ecc.... E' stata necessaria tutta una ricerca-azione di preparazione didattica ai giochi sui quali i bambini si sono poi esercitati con gusto per settimane. E ora, sotto gli occhi di un'attenta giuria che registra tempi e quantità, il via strepitoso alle gare. Sono iniziate nei giorni scorsi nelle scuole di Via Sezze, Borgo San Michele e Borgo Isonzo e proseguiranno, secondo il fitto calendario, fino alla giornata conclusiva delle MiniOlimpiadi 2010 con i giochi classici (corsa, salti in alto, in lungo e ad ostacoli, il quintuplo, il lancio del peso, staffetta con i più veloci di ognuna delle undici classi, ...) che si svolgerà il 26 maggio prossimo al Campo CONI di Latina concesso dalla FIDAL. A tutti gli alunni viene assicurato il divertimento e consegnato un attestato di partecipazione, una medaglia alla classe, una coppa ad ogni singola scuola*. Il 26 maggio saranno tutti gli alunni delle classi IV e V delle primarie ad esibirsi e siamo certi che questi giochi inventati, e mai brevettati, che vedono squadre curiosamente formate da "cursori", "lestraioli", "ranocchiari", "cioccatori", "gallinari", "bufalari" e altri troveranno qualche sicura replica e imitazione in qualche sagra di paese o in qualche stabilimento balneare del nostro bel litorale tirrenico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Scuole partecipanti: Primarie: "C. Goldoni" di Latina, "A. Manzoni" di Borgo Isonzo, "G. Mazzini" di Borgo San Michele; dell'Infanzia: "G.Paolo II" di Latina, "C.Collodi" di Borgo Isonzo, "Città di Latina" di Borgo San Michele. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di: Sergio Andreatta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-3091643224569768720?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3091643224569768720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3091643224569768720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/05/le-miniolimpiadi-2010.html' title='Le MiniOlimpiadi 2010.'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S-rRY4MZdMI/AAAAAAAAAfk/_xP1d1NHS30/s72-c/miniolimpiadi-logo.miniatura%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-57097841277144207</id><published>2010-05-04T09:15:00.000-07:00</published><updated>2010-05-04T09:19:26.629-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città di Latina'/><title type='text'>Evviva i Pompieri di Latina!</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S-BIoWwyoQI/AAAAAAAAAfc/WTsS4KgCbVk/s1600/Pompieri-LT-2a.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 160px; height: 110px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S-BIoWwyoQI/AAAAAAAAAfc/WTsS4KgCbVk/s320/Pompieri-LT-2a.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5467449805769974018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S-BIYhJttbI/AAAAAAAAAfU/84tJODLn3gI/s1600/Pompieri-LT-1.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 227px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S-BIYhJttbI/AAAAAAAAAfU/84tJODLn3gI/s320/Pompieri-LT-1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5467449533680956850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Evviva i Pompieri di Latina! &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;da: www.andreatta.it &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vigili del Fuoco di Latina, intervento al Mercato settimanale. &lt;br /&gt;Latina: Chiesto con una telefonata e subito eseguito un intervento, a prevenzione della sicurezza dei cittadini, nell'Area del Mercato settimanale di Latina. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pericolo incombe sulle teste dei cittadini già da qualche mese. Un cittadino lo rileva e lo segnala al Comune con una telefonata. All'interno dell'Area del mercato settimanale del martedì c'è, però, un custode che avrebbe dovuto farlo. All'interno di quell'area si svolgono mercati, fiere, spettacoli circensi, varie manifestazioni e sotto quell'alto albero secco, un pioppo cipressino morto da tempo che ha perso ormai ogni elasticità ed ha il fusto fessurato in più punti, passano migliaia di persone. Passa ogni giorno per recarsi al lavoro il cittadino che con il suo sguardo sempre più preoccupato sembra quasi volerne controllare le minacce. Passano su quella pista rossa, dove molti ogni giorno vanno a fare pattini e jogging, gli inconsapevoli studenti del Liceo Majorana, dell'I.C. Giuliano, i suoi i più piccoli alunni del IV Circolo didattico. E passano anche mesi dalla segnalazione, l'albero defedato rimane sempre lì sotto i colpi del vento, ogni giorno di più pericolosamente vacillante. Sotto i suoi rami secchi, tra cui uno spezzato e penzoloni, sosta ogni martedì il banco di un commerciante che manco si è accorto del pericolo. Sembra si sia persa l'abitudine ormai, in questa nostra città, di guardare in alto, sarà che la durezza della vita impone fatiche supplementari. Noi non solleviamo più gli occhi ormai... Un fax raggiunge il sindaco Zaccheo. Niente. Un fax parte poi anche per il commissario straordinario Nardone, pochi giorni fa ma niente. I rami ondeggiano di più stamattina sotto i colpi di vento, posso mai lasciare che uno schianto improvviso uccida qualcuno? Magari proprio un alunno delle mie scuole? Il 115 è un servizio che non ha bisogno di molti passaggi burocratici per intervenire, basta una telefonata. Passa qualche ora è la squadra già impegnata in un intervento a Cori al suo rientro si presenta al Mercato settimanale ed elimina a colpi di motosega ciò che l'inerzia di altri non aveva ancora ben considerato. Così, se è lecito ad un dirigente scolastico dirlo con l'entusiasmo di un bambino dico: "Evviva i pompieri!". Almeno loro... © - Sergio Andreatta &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa news proviene da: http://www.telefree.it&lt;br /&gt;URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&amp;id=80918&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-57097841277144207?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/57097841277144207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/57097841277144207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/05/evviva-i-pompieri-di-latina.html' title='Evviva i Pompieri di Latina!'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S-BIoWwyoQI/AAAAAAAAAfc/WTsS4KgCbVk/s72-c/Pompieri-LT-2a.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-3783233660211273642</id><published>2010-04-27T11:53:00.000-07:00</published><updated>2010-04-27T11:58:31.642-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società. Scuola e Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società.'/><title type='text'>Tra conoscenze e competenze le oscillazioni della scuola italiana</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S9czDbmP8II/AAAAAAAAAfM/yohzskHnQes/s1600/Sergio-Andreatta-saggista-poeta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 274px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S9czDbmP8II/AAAAAAAAAfM/yohzskHnQes/s320/Sergio-Andreatta-saggista-poeta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464892806878195842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La scuola dell’obbligo tra conoscenze e competenze”. E’ questa la questione centrale nell’attuale dibattito non soltanto italiano ma europeo sull’istruzione. “Scuola dell’obbligo per apprendere cosa?” ci si chiede sempre più insistentemente non soltanto tra gli esperti di scienze della formazione. La domanda è più che mai d’attualità nel momento in cui la recente riforma (“Gelmini”) degli ordinamenti, riducendo le risorse finanziarie, gli organici del personale docente, gli orari settimanali di lezione, obbliga le istituzioni scolastiche ad operare scelte, a volte sacrificali, e ad assumere priorità. E tra le scelte da compiere, una mi si presenta sicuramente come determinante: continuare a trasmettere conoscenze (saperi) o sviluppare competenze (capacità, atteggiamenti, saper fare)? Gli orientamenti culturali e “politici” e le sensibilità di ognuno potrebbero facilmente indurre a risposte affrettate. Ma ogni certezza qui, più che mai, mi apparirebbe (mutuando un concetto di antropologia culturale ed economica di Tullio Tentori) un pregiudizievole rischio. Su questa domanda – e sui temi ad essa connessi – dovrebbe iniziare o, meglio, continuare all’interno dei Collegi dei Docenti, più che delle sterili Università, il lavorio di un’intensa e qualificata ricerca-azione per i prossimi anni anche se la continua destabilizzazione degli scenari, nella sociosfera dell’ultimo decennio sempre più complessi e cangianti, sembrerebbe orientare la direzione dello studio, più che sui saperi, sullo sviluppo individuale delle competenze che pure qualcuno, un po’ semplicisticamente, ha interpretato e tradotto come abilità. E, tuttavia, non si può neanche rinunciare apoditticamente ai “saperi” in nome di un atteggiamento propositivo e di un metodo a…, verso… In un bilanciamento del neanche nuovo quadrilatero delle dinamiche del “sapere”, “saper fare”-“saper essere” e “saper scegliere”, come psicopedagista con 43 anni di esperienze in vari campi della formazione io Sergio Andreatta, discepolo a La Sapienza di Roma di Mauro Laeng, per le connesse implicanze non rinuncerei, e così credo non debba la nostra scuola italiana, a nessuno di questi vertici del dibattito, come una bussola non può rinunciare a nessuno dei punti cardinali che come tale la qualificano. © - Sergio Andreatta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-3783233660211273642?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3783233660211273642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3783233660211273642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/04/tra-conoscenze-e-competenze-le.html' title='Tra conoscenze e competenze le oscillazioni della scuola italiana'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S9czDbmP8II/AAAAAAAAAfM/yohzskHnQes/s72-c/Sergio-Andreatta-saggista-poeta.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-5966887708943128556</id><published>2010-04-17T07:10:00.000-07:00</published><updated>2010-04-17T07:15:34.593-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città di Latina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>Sapere i sapori: assaggiare, gustare, discriminare, imparare</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S8nCYYsdxmI/AAAAAAAAAfE/W8TNGM_b5ZQ/s1600/Saper-i-sapori-6.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S8nCYYsdxmI/AAAAAAAAAfE/W8TNGM_b5ZQ/s320/Saper-i-sapori-6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461109747365037666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S8nBw7yghyI/AAAAAAAAAe8/56z7nXdxwyo/s1600/Saper-i-sapori-7.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S8nBw7yghyI/AAAAAAAAAe8/56z7nXdxwyo/s320/Saper-i-sapori-7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461109069590857506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S8nBp421REI/AAAAAAAAAe0/8WP_QJylM2A/s1600/Sapere-i-sapori-1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S8nBp421REI/AAAAAAAAAe0/8WP_QJylM2A/s320/Sapere-i-sapori-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461108948544603202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;sabato 17 aprile 2010 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"Sapere i sapori": degustazioni in corso. &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quanto è importante un progetto scolastico di educazione alimentare? &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Alunni della primaria degustano per "Sapere i sapori". &lt;br /&gt;Scuola e società: da: www.andreatta.it di &lt;strong&gt;Sergio Andreatta &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Progetto "Sapere i sapori": degustazioni in corso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra i tre campioni di cibo assaggiati a loro gusto gli alunni della scuola primaria hanno dovuto indicare, registrando il loro parere su una scheda appositamente predisposta dalle insegnanti il salato, il dolce e l'acido, poi il gradevole, lo sgradevole, l'inodore; quindi il più soffice, il più ruvido e il più denso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il percorso didattico iniziato da quindici giorni continua lunedì prossimo con gli assaggini degli alunni delle classi I della scuola C.Goldoni di Latina, dopo quelli delle II di ieri. L'esperienza verrà estesa a tutti i plessi del IV Circolo didattico di Latina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conduce gli esperimenti il dr. Maurizio Morana che il dirigente scolastico dr. Sergio Andreatta ringrazia per le spiccate competenze sugli aspetti della sana nutrizione e per la sua grande disponibilità. Sono nel frattempo iniziate anche le visite ai caseifici e ai luoghi pontini della produzione alimentare. Tutte le esperienze vengono elaborate graficamente e i dati raccolti saranno tabulati a cura della referente di progetto dott.ssa ins. Patrizia Testa. Nel significativo progetto educativo-sensoriale, sponsorizzato dalla Regione, sono significativamente coinvolti anche i genitori degli alunni del IV Circolo didattico di Latina chiamati alla partecipazione diretta a due incontri in-formativi, il primo lunedì prossimo (19.04.2010) alle ore 17 in Aula Pacis, c/o Scuola Primaria C.Goldoni di Via Sezze 25 (tel. 0773.692801). L'obesità precoce da cattiva alimentazione, da sovrabbondante introduzione di calorie, da scarsa pratica motoria e sportiva è uno dei dati più comunemente richiamati dai TG nazionali. Informazioni cicliche che lanciano qualche allarme ma che, però, non riescono ad introdurre una modifica negli stili dell'alimentazione familiare. Attraverso questo percorso sensoriale che coinvolge la vista, l'olfatto, il gusto e il tatto la direzione didattica vuole dare un imprinting diverso all'apprendimento colpendo la fantasia dei bambini. Riuscirà questo progetto a lasciare una traccia utile, a impostare un'abitudine alimentare corretta? E' quello che la nostra scuola si propone. Ogni bambino, ogni famiglia coinvolta hanno avuto, inoltre, in dono opuscoli e libri editi a cura dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di: Sergio Andreatta &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa news proviene da: http://www.telefree.it&lt;br /&gt;URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&amp;id=80391&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-5966887708943128556?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/5966887708943128556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/5966887708943128556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/04/sapere-i-sapori-assaggiare-gustare.html' title='Sapere i sapori: assaggiare, gustare, discriminare, imparare'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S8nCYYsdxmI/AAAAAAAAAfE/W8TNGM_b5ZQ/s72-c/Saper-i-sapori-6.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-7757136642176447615</id><published>2010-04-14T11:49:00.000-07:00</published><updated>2010-04-14T11:51:37.759-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte e cultura'/><title type='text'>Il famoso chitarrista e compositore Leo Brouwer a Latina</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S8YOoe7nLII/AAAAAAAAAes/K0ueG3crOjQ/s1600/Leo-Brouwer-a-Latina-aprile-2010.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 217px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S8YOoe7nLII/AAAAAAAAAes/K0ueG3crOjQ/s320/Leo-Brouwer-a-Latina-aprile-2010.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5460067686893956226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il famoso chitarrista cubano M° Leo Brouwer è stato per due giorni (10-11 aprile) ospite nell’Aula Pacis del nostro IV Circolo didattico di Latina per il Masterclass di chitarra organizzato dal presidente del Music Center e dell’Associazione Suoni Nuovi (www.suoninuovi.it ). “La cultura no es sólo conocimiento, es una “manera de vivir” también con el conocimiento mismo”. Tra gli intervenuti alle due splendide giornate passate a Latina alcuni partecipanti provenienti da tutt’Italia, dal Brasile e dalla Svizzera. La prof.ssa Adriana Tessier con una lettera ha così ringraziato il dirigente scolastico Prof. Sergio Andreatta: “La ringrazio ancora di cuore, la nostra città ha bisogno di vivere la cultura in prima persona, anche attraverso questo tipo di esperienze”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leo Brouwer&lt;br /&gt;Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.&lt;br /&gt;Vai a: Navigazione, cerca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Juan Leovigildo Brouwer Mezquida (1º marzo 1939) è un compositore, chitarrista e direttore d’orchestra cubano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indice&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[nascondi]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;·                     1 Biografia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;·                     2 Curiosità &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;·                     3 Pubblicazioni &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;·                     4 Opere per chitarra sola &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;·                     5 Concerti per chitarra e orchestra &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;·                     6 Incisioni &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;·                     7 Collegamenti esterni &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Biografia [modifica]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brouwer nacque a L’Avana, e si recò negli Stati Uniti per studiare musica all’Università di Hartford e più tardi alla Juilliard School, dove studiò composizione con Stefan Wolpe e Vincent Persichetti. Le sue prime opere mostrano l’influenza della musica folklorica cubana, ma durante gli anni sessanta e settanta, Brouwer si interessò alla musica di compositori d’avanguardia come Luigi Nono e Iannis Xenakis, utilizzando l’indeterminazione in opere come Sonograma I.&lt;br /&gt;Altre opere di questo periodo comprendono i pezzi per chitarra Canticum (1968), La espiral eterna (1971), Parabola (1973) e Tarantos (1974). Più recentemente, le opere di Brouwer hanno abbracciato stilemi più tradizionali, fino al minimalismo. L’opera per chitarra sola El Decameron Negro (1981), la Sonata (1990, per Julian Bream) e Paisaje cubano con campanas (1996) sono un esempio di questa tendenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brouwer ha numerosi incarichi ufficiali a Cuba, inclusa la direzione della facoltà di musica all’Istituto del Cinema di Cuba. Le sue opere sono costituite in gran parte da brani per chitarra sola, da svariati concerti per chitarra e da più di quaranta partiture cinematografiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Curiosità [modifica]&lt;br /&gt;- Il sesto pezzo dei suoi Etudes Simples (Estudios Sencillos) è stato citato dal chitarrista heavy metal Randy Rhoads (mentre lavorava con Ozzy Osbourne) nell’introduzione alla canzone “Diary of a Madman“.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- L’Estudio n. 5 di Leo Brouwer, tratto dalla prima serie degli Estudios Sencillos, è stato inciso dallo stesso Leo Brouwer in un album doppio del 2004 dal titolo “Homo ludens” (prodotto da Colibrì). Questa versione è arricchita dalla voce di Silvio Rodríguez che ne ha scritto anche il testo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ángel fue a buscar su canción y le preguntó a los ojos en que se bañó la tarde y un arco iris soñado le dijo tenme y yo seré tu canción.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El ángel voló siete tonos de luz y una estela cantarina fue trazando en el viento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicazioni [modifica]&lt;br /&gt;Nel 2004 è stato pubblicato dalla Editorial Letras Cubanas (La Habana, Cuba) il volume Gajes del oficio, una raccolta di scritti (saggi e conferenze) di Leo Brouwer che abbraccia un arco di tempo di circa quarant’anni (1964 -2003). La selezione è stata curata dalla musicologa Isabelle Hernández, alla quale il volume è dedicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso volume è stato pubblicato nel 2006 dalla casa editrice Travel Factory nella versione italiana curata da Adriana Tessier. “Gajes del oficio” (incerti del mestiere) rappresenta un punto di riferimento e un ulteriore e importante strumento per una conoscenza più approfondita del pensiero di Leo Brouwer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Opere per chitarra sola [modifica]&lt;br /&gt;Due arie popolari cubane (Dos aires populares cubanos) &lt;br /&gt;Danza Caracteristica &lt;br /&gt;Danza del altiplano (n. 1 dai Tre pezzi latinoamericani) &lt;br /&gt;Pieza sin titulo 1,2,3 &lt;br /&gt;El Decameron Negro &lt;br /&gt;Elogio de la Danza (1964) &lt;br /&gt;Estudios Sencillos &lt;br /&gt;Hika (in memoriam Toru Takemitsu) &lt;br /&gt;Un dia de noviembre &lt;br /&gt;Preludios Epigramaticos I-VI &lt;br /&gt;La Espiral Eterna &lt;br /&gt;Parabola &lt;br /&gt;Tarantos &lt;br /&gt;Musica Incidental Campesina &lt;br /&gt;Variations on a theme of Django Reinhardt &lt;br /&gt;Paisaje Cubano Con Tristeza &lt;br /&gt;Paisaje Cubano Con Rumba &lt;br /&gt;Paisaje Cubano Con Campanas (1986) &lt;br /&gt;Paisaje Cubano Con Fiesta dedicato ad Adriana Tessier (2008) &lt;br /&gt;Canticum &lt;br /&gt;Viaje A La Semilla &lt;br /&gt;An Idea (Passacaglia For Eli) &lt;br /&gt;Cantilena de los bosques dedicata a Roberto Fabbri &lt;br /&gt;Concerti per chitarra e orchestra [modifica]&lt;br /&gt;Concierto para Guitarra No. 1 &lt;br /&gt;Concierto de Lieja No.2 (1981) &lt;br /&gt;Concierto Elegiaco No. 3 (1986) &lt;br /&gt;Concierto de Toronto No. 4 (1987) &lt;br /&gt;Concierto de Helsinki No. 5 (1991-1992) &lt;br /&gt;Concierto de Volos No. 6 (1997) &lt;br /&gt;Concierto No.7 “La Habana” (1998) &lt;br /&gt;Concierto No.8 “Concierto Cantata de Perugia” (1999) &lt;br /&gt;Concierto No.9 “Concierto Italico” (4 guitars) &lt;br /&gt;Incisioni [modifica]&lt;br /&gt;De Bach a Los Beatles (EGREM) (ES) [1] &lt;br /&gt;La obra guitarrística de Leo Brouwer. Vol. I. Brouwer por Brouwer. (EGREM) (ES) [2] &lt;br /&gt;La obra guitarrística de Leo Brouwer. Vol. II. Brouwer intérprete. (EGREM) (ES) [3] &lt;br /&gt;La obra guitarrística de Leo Brouwer. Vol. III. Re-creaciones. (EGREM) (ES) [4] &lt;br /&gt;La obra guitarrística de Leo Brouwer. Vol. IV. Conciertos para guitarra y orquesta. (EGREM) (ES) [5] &lt;br /&gt;La obra guitarrística de Leo Brouwer. Vol. V. Brouwer por los maestros Rey Guerra y Joaquín Clerch. (EGREM) (ES) [6] &lt;br /&gt;La obra guitarrística de Leo Brouwer. Vol. VI. Presencia en el Festival Internacional de guitarra… (EGREM) (ES) [7] &lt;br /&gt;La obra guitarrística de Leo Brouwer. Vol. VII. Ensambles con guitarras. (EGREM) (ES) [8] &lt;br /&gt;La obra guitarrística de Leo Brouwer. Vol. VIII. Actuaciones memorables. (EGREM) (ES) [9] &lt;br /&gt;Rara (Deutsche Grammophon) [10]; (EN) [11] &lt;br /&gt;Leo Brouwer Collection Vol.1-6 (Frame) (EN) [12]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-7757136642176447615?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7757136642176447615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7757136642176447615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/04/il-famoso-chitarrista-e-compositore-leo.html' title='Il famoso chitarrista e compositore Leo Brouwer a Latina'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S8YOoe7nLII/AAAAAAAAAes/K0ueG3crOjQ/s72-c/Leo-Brouwer-a-Latina-aprile-2010.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-7648465586523519389</id><published>2010-02-22T08:27:00.000-08:00</published><updated>2010-02-22T08:36:17.976-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società. Scuola e Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>Invito a conoscere una scuola pubblica italiana, il IV Circolo didattico di Latina.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S4KyH2sv_0I/AAAAAAAAAek/ay93WyBZeAo/s1600-h/una-scuola-infanzia-del-quarto-circolo-latina.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S4KyH2sv_0I/AAAAAAAAAek/ay93WyBZeAo/s320/una-scuola-infanzia-del-quarto-circolo-latina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441107147829018434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S4KyDXXyGKI/AAAAAAAAAec/hBZec2uHZiI/s1600-h/goldoni-fto-sergio-andreattal.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 125px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S4KyDXXyGKI/AAAAAAAAAec/hBZec2uHZiI/s320/goldoni-fto-sergio-andreattal.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441107070700099746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Invito a conoscere una scuola pubblica italiana, il IV Circolo didattico di Latina.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;A cura del dott. Sergio Andreatta, dirigente scolastico, e della dott. Annamaria Borrelli dello staff del dirigente. Biglietto da visita del sito istituzionale: www.quartocircolo.it .&lt;/em&gt;       &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il IV Circolo didattico di Latina, scuola moderna dotata di buone strutture, opera nell’omonima città del Lazio ubicata in prossimità del Mar Tirreno, a 60 Km. a sud della capitale. Latina, “città nuova”, “senza mura”, fondata nel 1932 (con il nome di Littoria al centro delle Paludi Pontine bonificate), è abitata oggi da più di 120.000 abitanti. Capoluogo della Provincia Pontina costituita nel 1934 sul luogo delle antiche Paludi oggetto di Bonifica integrale ad opera di Benito Mussolini e delle quali ne evoca ancora oggi la preesistenza ambientale con il Parco Nazionale del Circeo. Ricche sono le testimonianze archeologiche, particolarmente significative nella Villa di Domiziano in comune di Sabaudia, nei siti dell’antica urbs di Satricum-Pometia (Le Ferriere), di Forum Appii (Borgo Faiti) lungo la consolare Via Appia (regina viarum), di Claustra (Borgo Grappa) e di Torre Astura, e ancor più anticamente, in quanto risalenti al paleolitico dei 5-15.000 anni prima di Cristo, nei siti di Casale Novo di Borgo Bainsizza, lungo la Valle del fiume Astura e di Colle Parito nei pressi del Lago-Parco di Fogliano (oltre Borgo Isonzo). Dalle campagne di scavo condotte da alcuni archeologi di Università olandesi, come il dr. Attema e la dottoressa Gnade, pure ospiti estivi delle nostre scuole di Circolo, stanno pian piano emergendo dal secolare letargo in cui giacevano significative, e a volte imponenti, tracce di città e civiltà scomparse dei volsci e dei romani. La Regione Pontina, grazie a queste ricerche archeologiche e stratigrafiche, va assumendo, così, una dimensione storica più realistica e completa, non limitabile alla sola celebrata o censurata (damnatio memoriae) diacronia del ventennio fascista della bonifica integrale (1928-33) o alla antecedente umile civiltà delle lestre (povere capanne adibite alla residenza stagionale di butteri, pastori e carbonai) sui bordi delle piscine o dei procoi (piccoli proto-caseifici per la lavorazione del latte di bufala e di pecora). Città multietnica, (approdo di veneti, romagnoli, dalmati, poi campani, abruzzesi, siciliani, pugliesi, libici,…) Latina registra, oggi, anche una forte presenza di stranieri:, magrebini, rumeni, albanesi, ucraini, polacchi, sudamericani, cinesi e, in quota minore, africani di varie nazionalità per una presenza complessiva attualmente stimata di poco inferiore alle 10.000 unità. Ogni etnia porta in sé e conserva orgogliosamente per alcune generazioni i propri caratteri e una pagina significativa della propria storia e della propria cultura originaria, oltre che della propria necessità migratoria. La nostra istituzione scolastica del IV Circolo didattico “Carlo Goldoni” contrassegnata ancora, peraltro, da un tasso di frequenza di alunni stranieri medio-basso, è da anni impegnata sul fronte dell’accoglienza e dell’integrazione interculturale nella Società Pontina sia dei minori che, attraverso essi, dei loro genitori con il suo progetto educativo “La Difficile Scommessa”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il varo dell’autonomia scolastica, Legge delega n. 59 del 1997, e L.C. del 18 ottobre 2001, n. 3, è stata riconosciuta all’istituzione scolastica l’autonomia, elevata a rango di dignità costituzionale, e la giurisdizione del IV CIRCOLO DIDATTICO di LATINA (LTEE004006@istruzione.it ), precedentemente più estesa,  è stata territorialmente dimensionata sulle seguenti scuole:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• SCUOLA PRIMARIA STATALE “C. GOLDONI” DI LATINA – Via Sezze 25 (Centrale del Circolo, con Uffici di Direzione e di Segreteria, tel. 0773.692801; e-mail: info@quartocircolo.it ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• SCUOLA PRIMARIA “A. MANZONI” DI BORGO ISONZO, tel. 0773.610635; e-mail: primariaisonzo@alice.it ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• SCUOLA PRIMARIA “G. MAZZINI” DI BORGO S. MICHELE, tel. 0773.250183; e-mail: primariasmichele@alice.it;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• SCUOLE DELL’INFANZIA “GIOVANNI PAOLO II” (due, ubicate rispettivamente ai numeri civici 25 e 33 di Via Sezze), tel. 0773. 412013;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• SCUOLA DELL’INFANZIA “CARLO COLLODI” DI B. GO ISONZO, tel. 0773.610635;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• SCUOLA DELL’INFANZIA “CITTÀ DI LATINA” DI BORGO SAN MICHELE, tel. 0773.400091 (nuova istituzione, inaugurata il 14 sett.2009).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Non è più funzionante, invece e non per nostra responsabilità, la Scuola in Ospedale S. Maria Goretti / “Progetto sociopsicopedagogico di aiuto ai bambini degenti e a supporto dei genitori”, già attiva dal 1994 all’interno dell’Area pediatrica del principale nosocomio pontino. (Chiusa nell’anno scolastico 2007-08 con una ingiustificata decisione presa unilateralmente dalla Direzione generale della AUSL di Latina. - Un colpo basso inferto alla tutela dei diritti dei minori ricoverati – ha commentato il dirigente scolastico prof. Sergio Andreatta - proprio in coincidenza del XVIII anniversario della Dichiarazione (1989) dei Diritti Universali dell’Infanzia da parte dell’ONU).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Istituito intorno agli anni ’70, con prima sede in Via Duca del Mare (nel palazzo ex Teti) nei pressi della principale Piazza del Popolo, il IV Circolo di Latina, dall’anno scolastico 1979-80 si è trasferito, con i suoi Uffici direttivi, nel moderno Quartiere Isonzo (ex R6), all’interno del nuovo grande edificio di Via Sezze 25-33 (topograficamente di fronte alla Curia Vescovile sorta nei pressi della Chiesa del Sacro Cuore in Piazza Paolo VI). Chi lo volesse può ricercare più esaurientemente il filo rosso dell’azione pedagogica e la storia più recente  della Direzione didattica nel libro ” BAMBINI UNA VOLTA ” di Sergio Andreatta, © Il Quarto editore, Latina, 1998.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due parole-chiave,”Per Regola e Progetto“, incise come motto in testa al P.O.F. (Piano dell’Offerta Formativa), ne caratterizzano in sintesi la mission pedagogica. La “Regola”(mente legale) sta ad indicare l’azione educativa alla convivenza civile attraverso l’osservanza delle fondamentali e condivise Regole comunitarie e la promozione di adeguate esperienze di comportamento sociale, e il “Progetto” (mente progettuale) la continua ricerca sostenuta per progettualità applicate all’innovazione metodologica, a conferma di finalità di base che si aprono a sempre nuovi traguardi formativi e culturali, con riferimento alle Indicazioni Nazionali, e alle aspettative delle Famiglie e del Territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sua autonomia didattica il IV Circolo si ispira, quindi, agli indirizzi del suo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MANIFESTO PEDAGOGICO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DEL QUARTO CIRCOLO DIDATTICO LATINA&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“PER REGOLA E PROGETTO”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per promuovere e sviluppare personalità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;attraverso progetti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;passi e percorsi creativi;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per costruire educazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;alla convivenza civile e alla legalità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;attraverso l’osservanza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di regole comunitarie condivise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’interno dell’istituzione è viva e sostenuta la cultura della valutazione dei processi e dei risultati in obiettivo. Il monitoraggio e la valutazione interna, per autoanalisi d’istituto, è a cura del Collegio dei Docenti; la valutazione esterna è a cura dell’I.N.VAL.SI., secondo i nuovi indirizzi emanati dal  M.I.U.R, e di altri Nuclei di valutazione via via coinvolti. E’ in atto lo sforzo di rendere assiologicamente scientifico, e non lasciato alla varia discrezionalità, il controllo della variabile detta “a rischio di autoreferenzialità”. Il monitoraggio dell’INVALSI per il 2009 (dati integrali pubblicati sul sito istituzionale – www.quartocircolo.it - nelle pagine in “Primo Piano”) qualifica e certifica la nostra scuola primaria (classi II e V) come una delle migliori d’Italia, con risultanti sorprendenti sia in lingua italiana che in matematica (quasi 20 punti di sopravanzo su tutte le statistiche comparative di riferimento). Le varie forme di innovazione via via introdotte dal 1996 (I Premio assoluto “Casal delle Palme” come migliore scuola della Provincia) con il Multiprogetto “Bambini una volta”, l’adesione ai vari monitoraggi dell’IRSAE e dell’IRRE sull’autonomia e nel 2003 l’adesione ad alcune forme del Progetto Nazionale di Sperimentazione della Riforma e l’approccio alle nuove Indicazioni Ministeriali (2007) hanno predisposto il Collegio al cambiamento, al protocollo dei processi e all’osservazione  sistematica degli effetti in vista dell’ottimizzazione del servizio. Questo percorso è dinamico, work in progress per sua natura, mai definitivamente guadagnato. La Scuola ha elaborato un suo autonomo modello di Scheda Personale di Valutazione dell’alunno, parte integrante di altre forme di certificazione dei saperi e delle competenze. Costanti rapporti diretti con i Genitori garantiscono la più proficua comunicazione tra i primi attori del processo, Famiglia (educante) e Scuola (istruente). Ogni operazione avviene nel rigoroso rispetto della privacy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dirigente scolastico del IV Circolo didattico di Latina dal 1992 è il prof. Sergio Andreatta, laureato in pedagogia ad indirizzo psicologico (110 e lode) e con successivi studi in sociologia. Vincitore del concorso ordinario nazionale del 1977 e, quindi, uomo di maturata esperienza nella direzione dei processi educativi. Il suo curriculum vitae è anche sinteticamente pubblicato sul sito ufficiale del M.I.U.R. (www.istruzione.it / Operazione Trasparenza). Egli rappresenta una garanzia di continuità per l’utenza. Nel suo staff come collaboratrici ha voluto le ins. ti dott.ssa Annamaria Borrelli, laureata in giurisprudenza e la dott.ssa Patrizia Testa, laureata in psicologia, mentre la sig.ra Fulvia Giliberti svolge con spiccata competenza le funzioni di DSGA, direttore dei servizi generali e amministrativi. Ad ogni plesso scolastico è preposta un’Insegnante coordinatrice ed una vice-coordinatrice designate dal Collegio dei Docenti con compiti di ottimizzazione della rete scolastica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il modello didattico adottato prevede una Scuola dell’Infanzia funzionante per 40 ore settimanali dal lunedì al venerdì (dalle 8 alle 16), con facoltà per il Genitore di scegliere il turno di frequenza antimeridiana (8-13) in caso di concessa istituzione da parte dell’USR per il Lazio nella sola Scuola C.Collodi (ove unicamente sono predisposti locali idonei) e una Scuola Primaria a 29 ore (di curricolo obbligatorio). Come richiesto dalla maggioranza degli utenti con un referendum  l’istituzione scolastica opera con un funzionamento didattico a settimana corta. L’orario ordinario della Scuola Primaria è dalle 8,10 alle 13,30 con un giorno alla settimana di prolungamento (mercoledì o giovedì) fino alle 16,20. Poiché “la puntualità non è un optional” ma un dovere il dirigente richiede collaborazione ai Genitori (per il Patto di corresponsabilità educativa) per la scrupolosa osservanza dell’orario, senza riprovevoli ritardi all’ingresso delle 8,10. Il Calendario scolastico dell’istituzione ricalca di norma la falsariga di quello regionale del Lazio. Non vengono tagliati giorni di funzionamento didattico per la concessione di ponti se non dopo una previsione di recupero del tempo deliberata dal Consiglio di Circolo (Regolamento scolastico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’ambito delle 29 ore, per precisa strategia educativa del Collegio non è previsto l’affidamento di alcuna quota del curricolo ad esperti esterni. E questo non per un principio di autarchia ma semplicemente per il pieno impiego di docenti interni non di inferiore competenza ma anche per una sempre più evidenziata carenza delle risorse assegnate dal MIUR e dell’USR. Attualmente, ma la grave situazione finanziaria potrebbe indurci per ultimi al cambiamento,  per l’iscrizione/frequenza  delle scuole del Circolo non è prevista alcuna richiesta ai Genitori di contributi volontari. Ciò malgrado, grazie anche ad alcuni sponsor, l’offerta è sempre stata particolarmente ricca. Il ricorso a competenze esterne avviene, peraltro, durante l’ “Altro tempo” in orario e con offerta aggiuntiva (Laboratori del Fare, Difficile Scommessa, ecc…).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per motivi di identificazione e di sicurezza il “Regolamento di Circolo” ha stabilito che ogni alunno/a abbia l’obbligo di indossare la divisa scolastica stabilita in una tuta e in una t-shirt “blu Europa” con il logo della scuola (un quadrifoglio verde in un cerchio d’oro con l’intestazione dell’istituzione). L’inosservanza di tale norma comporta la non partecipazione alle attività esterne e l’annotazione sulla Scheda personale di valutazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BREVE RASSEGNA DI ALCUNI   PROGETTI  DI CIRCOLO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il progetto Amico Quadrifoglio vengono intraprese sistematiche azioni didattiche di compensazione, su misura,  e di rinforzo personalizzato del livello cognitivo, specie per la lingua italiana e la logico-matematica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il progetto denominato La difficile Scommessa, si facilita l’avvicinamento degli alunni stranieri alla società e alla lingua italiana, si promuove l’integrazione sociale sul territorio, si valorizzano gli aspetti metacognitivi di ogni storia (case-work). Per gli aspetti ludici il percorso si integra con altri diversi e autonomi progetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’Osservatorio permanente del disagio e lo Sportello psicologico, diretto da due nostre insegnanti psicologhe (Patrizia Testa e Mariagloria Evangelisti) regolarmente iscritte all’Albo, anche in cooperazione con il Servizio materno infantile della T.M.S.R.E.E. e altre consimili Agenzie private operanti in città, si attiva il monitoraggio continuo delle situazioni a rischio e l’approntamento di linee d’intervento sulla manifestazione dei disagi (counseling,…).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il progetto L’ “H” che vale”, coordinato dalla ins.te psicologa Rosita Spadon, si delineano (nei GLHI/GLHO) i percorsi integrativi e didattici con obiettivi ben definiti a favore dei bambini diversamente abili. Con un Progetto di Continuità educativa e didattica si agisce in continuità diacronica tra i vari ordini di scuola (precedente e seguente) e sincronica (Famiglia e Scuola) negoziando gli stili educativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stato chiuso dalla ASL, lo ribadiamo con rammarico ancora una volta, l’apprezzato Progetto sociopsicopedagogico di aiuto al bambino degente e di sostegno alla famiglia, SCUOLA IN OSPEDALE S. MARIA GORETTI. Elaborato nel novembre del 1992 dallo psicopedagogista Sergio Andreatta, attivato nel 1994 e successivamente ampliato in un Progetto Andrea con la fondamentale collaborazione dell’A.Ge. (1995)  e il successivo supporto dei Cavalieri di Malta (1999), è andato via via estendendosi e qualificandosi, nei suoi originali caratteri interistituzionali, grazie alla significativa collaborazione di altre scuole pontine chiamate ad entrare in rete (2000), come la Scuola Media statale A. Volta (Premio Livio Tempesta 2003  con “Allegria in Pediatria”) e la S.M.S. G. Giuliano.  La Scuola in Ospedale (già parte sostanziale del Progetto Andrea) ha  promosso e creato in tutti i suoi 13 anni di significativo funzionamento, attraverso molteplici iniziative di gratificazione psicologica e di sostegno didattico, un clima di benessere nei bambini in cura, valorizzando  le relazioni con le famiglie e le scuole di provenienza. Tale Scuola era parte importante del Network “Scuoleinospedale” d’Italia del Ministero della Pubblica Istruzione. Nel 2003, decennale del suo funzionamento, la “Scuola in Ospedale S. Maria Goretti” (LTAA004045) aveva ottenuto importanti riconoscimenti, anche da parte dello stesso M.I.U.R., ed il raddoppio dell’organico docente. Questa significativa esperienza di “scuola fuori della scuola”  ormai anche documentata in una rigogliosa bibliografia e in tante presentazioni in importanti convegni di studio (Si cita, per tutti, il libro “Quando a scuola si va in pigiama”, a cura di P.Trotta dell’IRRE Lombardia, FrancoAngeli Ed., MI, 2003), non rientrando purtroppo nell’Atto aziendale della AUSL (chissà perché?) e nella sua idea di “setting” per il reparto materno-infantile dall’Ospedale di Latina, è stata definitivamente chiusa a partire dall’anno scolastico 2007/08 (Lettera, prot. 15354, indirizzata al dirigente scolastico dott. Sergio Andreatta dal direttore generale della AUSL di Latina Ilde Coiro, a seguito di istruzione da parte del dott. Carlo Saitto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al bambino ammalato la nostra Istituzione può continuare ad offrire, comunque, la Scuola Domiciliare con tutti i sostegni di cui egli possa temporaneamente avere bisogno. Consolidate nella migliore tradizione dell’istituzione sono le significative chiamate alla solidarietà verso gli altri con Il Circolo della Solidarietà che ogni anno implementa, grazie ai contributi di alunni e genitori, varie iniziative (pro Caritas, pro niños della Missione di Esmeraldas di Madre Camilla Andreatta (Progetto Educamy), a sostegno di  altri progetti umanitari).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il Trinity, progetto di eccellenza (2 Corsi) della lingua inglese, condotto dalla prof.ssa Annalisa Bevivino (coord.) e da Stamegna si creano fin da piccoli buoni presupposti per la comunicazione e la relazione internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’ambito del PROGETTO PONTE, che agisce coordinandosi in continuità fra classi e scuole, ogni anno a maggio preparate dalla prof.ssa Sonia Lungo si effettuano, nell’ampio parco, nella palestra della C. Goldoni, ma anche al Campo CONI provinciale le MINIOLIMPIADI (XIII edizione nel 2010) per e con gli alunni delle scuole primarie e le BABYOLIMPIADI per e con gli alunni delle scuole dell’Infanzia:  settimana di manifestazioni giuoco-sportive che richiama da sempre sulla nostra istituzione l’interesse della città e dei mass-media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per gli originali aspetti di cui sopra, e specificatamente per “sport &amp; solidarietà”, una consistente rappresentanza della scuola, guidata dal dirigente, è stata invitata all’Altare della Patria il 20 settembre 2005 all’inaugurazione ufficiale dell’anno scolastico da parte del Capo dello Stato C.A.Ciampi. Evento destinato a rimanere nella memoria collettiva della scuola. Anche l’edizione di quest’anno delle MINIOLIMPIADI prevede lo svolgimento di alcune fasi, oltre che negli spazi e nelle palestre interne, allo Stadio provinciale del CONI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In primavera viene organizzato in collaborazione con le Case Editrici e la partecipazione diretta di alcuni genitori, “Amico Libro”, Settimana dell’Editoria per ragazzi che riscuote sempre un grande successo tra i bambini. Grande impulso viene dato nel corrente anno scolastico alla promozione della lettura attraverso la sistematica fruizione individuale e di classe della Biblioteca centrale “Angelica De Carolis” presso la Scuola “C.Goldoni” ove al suo interno opera stabilmente un’insegnante distaccata (Anna Pompeo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste da sempre una forte interazione di continuità tra le nostre Scuole e le Comunità e le Agenzie del Territorio Pontino e naturalmente con le iniziative lanciate e sostenute dal vicino PalaCultura (Teatro Ragazzi Latina). Nel 2006-‘07 il Progetto di Circolo condiviso da tutte le scuole pontine in rete e patrocinato dal Comune di Latina – Assessorato alla Cultura-, è stato incentrato sul tema “La Pace tra culture e popoli”.  Al termine del percorso la Scuola Primaria di Borgo San Michele ha prodotto al PalaCultura di Latina uno spettacolo di grande effetto dal titolo “Una scelta difficile”.   Lo spettacolo è stato preceduto dalla pubblicazione di un libro (“Parole di Pace” ) che raccoglie limerick e tautogrammi scritti dai bambini. Il Progetto in Rete per il corrente anno 2009-’10 verte sul per tema significativo de “La conoscenza del Territorio Pontino prima della Bonifica”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne nov. 2007, dopo oltre un mese di impegno, il IV Circolo didattico di Latina è stato proclamato vincitore delle Cartoniadi 2007, le Olimpiadi laziali della Carta promosse tra tutte le scuole del capoluogo e tra le Province del Lazio dall’Ufficio Ambiente della Regione e da Latina Ambiente. L’obiettivo era e rimane quello di promuovere e affermare negli studenti il principio della raccolta differenziata dei rifiuti, la raccolta e il riciclaggio della carta. Questo evento testimonia da solo dell’attenzione esistente all’interno della scuola per le tematiche ambientali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Genitori di tutte le classi e di tutte le sezioni collaborano all’organizzazione e partecipano durante l’anno, con funzione di co-educatori, alla realizzazione del Piano delle visite culturali. Per tutelare meglio l’alunno da responsabilità civile verso terzi ogni Genitore deve sottoscrivere all’inizio dell’anno, con il versamento di una modesta quota (5 €. circa), una polizza di assicurazione integrativa (Dal Regolamento di Circolo). Sono previste visite di più giorni e la frequenza di campi-scuola per gli alunni delle classi V della primaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In-Formare: Scuola Genitori” è un’iniziativa che prevede Incontri informativi e formativi sui temi, dalla salute, all’alimentazione (Saperi &amp; Sapori con finanziamento regionale), all’educazione, più attinenti la funzione educativa dei genitori. L’azione viene promossa e offerta gratuitamente dalla direzione didattica in partnership con altre qualificate agenzie e/o singoli esperti esterni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il IV Circolo didattico di Latina gode di una buona valutazione di qualità tra le agenzie preposte ad hoc e tra l’utenza (valutazione percepita). E’ in questo senso che il Comune di Latina con varie Determine ha inteso affidare a questa Direzione didattica e direttamente allo staff del suo dirigente, psicopedagogista Sergio Andreatta, la formazione in servizio (4 Corsi) di tutte le direttrici e le insegnanti delle 8 Scuole Comunali dell’Infanzia di Latina con l’intento di una loro riqualificazione metodologica dall’interno. Al termine del F.I.S., corso di formazione di due annualità in 2 Moduli ciascuna, nell’ultima fase durata dal 2 luglio al 19 settembre 2007, è stato proposto e siglato, per la prima volta dall’inizio del loro funzionamento, oltre cinquant’anni fa, un “REGOLAMENTO COMUNE” identificativo dell’offerta erogata dalle otto Scuole Comunali dell’Infanzia del Comune di Latina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo nostro biglietto da visita abbiamo voluto proporci ai lettori per quello che effettivamente siamo: una scuola in crescendo, aperta alle progettualità, alle attività laboratoriali (per quanto sostenibile con i tagli di organico e di risorse finanziarie) e alle nuove tecnologie. Molti progetti delle Associazioni socioculturali, più qualificanti e più affini con i nostri obiettivi, trovano favorevole accoglienza e ampio spazio di autogestione realizzativa all’interno del Circolo nel pomeriggio (mini basket, volley, baseball, arti grafiche e plastiche) e nell’ “Altro tempo” del sabato mattina (ballo latino-americano). Molte sono le Associazioni che trovano ospitale appoggio nelle strutture della scuola, Aula Pacis o Palestra, per la presentazione di libri, a volte in anteprima nazionale, o l’effettuazione di concerti. Anche in questo l’istituzione non intende estraniarsi dall’esercitare una riconoscibile funzione di centro di promozione socioculturale nel territorio. All’interno della C. Goldoni abbiamo voluto così che operassero stabilmente due tra le più significative Associazioni culturali di Latina, per oltre dieci anni la Corale S. Marco, fondata nel gen. 1933, una delle più rappresentative e gloriose associazioni culturali polifoniche, non soltanto del capoluogo ma d’Italia e, per l’utilità del suo consonante fine formativo, L’Università Per Tutte le Età (U.P.T.E.L. / www.uptel.it ), associata alla FIPEC. All’Associazione culturale Orange Dream sono stati affidati temporaneamente in uso, al fine dell’istituzione di una ludoteca, gli ambienti della ex Casa del custode. Ma quest’ultimo progetto sta incontrando alcune impreviste difficoltà per cui il Consiglio di Circolo sta valutando il da farsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QuartInforma è il foglio informativo che porta periodicamente nelle case dei nostri utenti il segno e il senso dei progetti, dei processi o anche delle semplici nostre intenzionalità educative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Uffici di Segreteria operano dalle 8 alle 17, 30, escluso il sabato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;APERTURA ALL’UTENZA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i giorni dalle 11,00 alle 13,30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì  dalle 11,00 alle 13,30 e dalle 15.30 alle 17.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E-mail: LTEE004006@istruzione.it  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        info@quartocircolo.it .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dirigente (Sergio Andreatta): e-mail: carodirettore@quartocircolo.it e tel. diretto 0773.473728&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sentito ringraziamento va a tutta la Stampa Pontina che segue con interesse le iniziative della nostra Istituzione scolastica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-7648465586523519389?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7648465586523519389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7648465586523519389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/02/invito-conoscere-una-scuola-pubblica.html' title='Invito a conoscere una scuola pubblica italiana, il IV Circolo didattico di Latina.'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/S4KyH2sv_0I/AAAAAAAAAek/ay93WyBZeAo/s72-c/una-scuola-infanzia-del-quarto-circolo-latina.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-764832750673180373</id><published>2010-02-07T08:15:00.000-08:00</published><updated>2010-02-19T07:31:31.820-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>Sergio Andreatta, Varata la riforma della Scuola Superiore italiana</title><content type='html'>Varata la riforma della Scuola Superiore italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pareri opposti tra maggioranza e opposizione. E benché nella logica dei tagli di risorse comunque un tentativo, forse pure tardivo, di recupero della serietà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCUOLA E SOCIETÀ: Mancano decreti attuativi e regolamenti ma le famiglie italiane devono decidere entro la fine di marzo dove iscrivere i loro figli se ai licei o agli istituti tecnici e professionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(E altro ancora su: www.andreatta.it di Sergio Andreatta)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si comincerà dal prossimo anno scolastico dalle sole classi prime. La Scuola Superiore italiana cristallizzata, per qualcuno anche sclerotizzatasi, nella riforma Gentile dal 1923 (con aggiunte nel 1929 allorché venne introdotto il Liceo scientifico e ulteriore qualificazione nel 1939 con la riforma del ministro Bottai cui va il merito di una significativa razionalizzazione della media inferiore) sembra ora destinata a voltare pagina. Ci avevano provato in tanti prima, ministri di buona volontà, senza mai riuscirci. Dagli anni cinquanta in poi le vere significative riforme sono state, a mio avviso di psicopedagogista e dirigente scolastico, quella della scuola media che con la sua unica offerta formativa del 1962 avrebbe permesso la risoluzione dello iato delle due culture (chiusura degli avviamenti) e ancora la L. n. 444 del 1968 che avrebbe provveduto ad istituire, cominciando poi a generalizzarla sul territorio, la scuola materna statale. Più di quanto non si creda quest'ultima legge, a parer mio, ha favorito l'autonomia lavorativa e l'indipendenza economica delle donne italiane che potevano così entrare per la prima volta in massa nelle fabbriche come operaie e negli uffici per gli impieghi. In pieno boom industriale con la L. 24.09.1971, n. 820 veniva istituito il tempo pieno nella scuola elementare, o meglio la scuola integrata a T.P. Un'operazione significativa anche dal punto di vista dell'assistenza familiare ma che soltanto con il combinarsi di alcune situazioni favorevoli - attenzioni devolute dalle Amministrazioni locali - poteva produrre eccellenti risultati. E questo detto per esperienza diretta da me, Sergio Andreatta, che sono stato insegnante nella S.I. a T.P. di Aprilia (II Circolo didattico), la prima della Provincia di Latina, su cui ho anche pubblicato (in ECONOMIA PONTINA) un saggio nel 1978. Nel 1990, infine la L. n. 148 riformava, non soltanto nei vecchi Programmi del 1955, la scuola elementare introducendo gli ambiti disciplinari e, al posto dell'insegnante unico, i moduli con tre insegnanti per due classi. Si apriva una grande stagione di qualità pedagogica e di ricerca-azione didattica che traguardava questo nostro ordine di scuola verso i primi posti delle classifica O.C.S.E.... La L. n.104/'92 razionalizzava la provvidenza del sostegno per gli alunni diversamente abili prevedendo come base di partenza l'acquisizione di una "diagnosi funzionale" rilasciata dalla ASL... Ora le novità riguarderanno, invece, i licei, e gli istituti tecnici e professionali, con una revisione dei quadri orari (meno ore settimanali ma tutte di 60′), un rafforzamento dell'insegnamento di matematica e scienze, la quasi scomparsa (purtroppo in un mondo che si va estendendo per tutti) della geografia e, soprattutto, un deciso sfoltimento degli indirizzi. E quest'ultimo punto mi sembra, francamente, un punto molto promettente e positivo a vantaggio dei core curricula. Nei decenni passati tutto un pullulare di sperimentazioni (razionalizzate un pò, ma non troppo, dall'art. 278 del D.Lvo n. 297/'94), anche a casaccio pur di lusingare l'aumento delle iscrizioni nel proprio istituto, aveva finito col creare confusione nei genitori al momento delle scelte, causando poi in retroazione infinite amarezze negli studenti per le molte aspettative disattese. Questa riforma prevede ora il necessario sfoltimento degli indirizzi di studio: i licei diventeranno 6, passando dagli attuali 450 indirizzi tra sperimentazioni e progetti assistiti; gli istituti tecnici da 10 con 39 indirizzi si ridurranno a 2 con 11 indirizzi e lo stesso gli istituti professionali che da 5 corsi e 27 indirizzi passeranno a 2 corsi e 6 indirizzi. Una decisa volontà di semplificazione, quindi, che dovrebbe andare a tutto vantaggio, speriamo, della robustezza dei nuovi piani di studio. Non è creando infinite e inverificate possibilità di scelta, infatti, che si disegna necessariamente una scuola migliore. Troppe (cosiddette) sperimentazioni, troppi progetti mai controllati e mai monitorati, mai obiettivamente valutati per il loro effettivo valore sono stati causa di verticali cadute della qualità del Piano dell'Offerta Formativa (P.O.F.). Per una legge fisica il semplice è più trasparente e verificabile del complesso. Brocca si è speso bene per i suoi tempi ma se alla lunga non si è andati poi a verificare e non si è dato seguito a indipendenti e attendibili procedure di valutazione sulle ipotesi programmate, si è finito col minare la credibilità stessa della scuola e col gettare al vento anche notevoli risorse che potevano essere sicuramente meglio indirizzate e che, invece, sono state dirottate unicamente all'ampliamento quantitativo dei posti necessari alla copertura delle nuove artificiali esigenze pure andando a provocare, come conseguenza, sacche di ulteriore precariato. Certo qualcosa di buono, tra lo sperimentale e l'innovativo, si poteva anche salvare. In un cahiers des doléances si potrebbero registrare molte critiche, anche nei confronti degli stessi sindacati spesso in patti spartitori con molti governi. Ma a testimoniare il declino della Scuola Superiore italiana basterebbe citare, per farla breve, la collocazione in graduatoria OCSE-PISA, costantemente penosa, della stessa: mai inclusa prima del 23° posto in classifica (dal 2008 al 36° con dimostrate lacune di apprendimento significativo in matematica e nella lingua madre). Quindi si avvia ora, quasi a chiudere le porte della stalla a buoi ormai fuggiti, un tentativo di semplificazione e di forte recupero della qualità. Ci si riuscirà? L'opposizione ha attaccato duramente il governo, con Bersani e Fioroni già fautore come ministro della pubblica istruzione di alcuni innovativi e significativi provvedimenti (innalzamento dell'obbligo scolastico a 16 anni, ora riposizionato a 15, e nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo), imputandogli una politica di tagli più che di scelte strategiche coraggiose. Ma è nell'interesse di tutti che, senza pregiudiziali di parte, qualcosa si muova perché così non si poteva più realisticamente andare avanti. Staremo, comunque, a vedere perché altri nodi di sicuro potrebbero emergere, da quello della riduzione degli organici del personale docente e ATA, a quello sostanziale del taglio delle già precarie risorse destinate dal Governo alle istituzioni scolastiche. Povertà da tagli ben sperimentate, in questi giorni sulla loro pelle, da tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado del Paese alle prese con la quadratura dei bilanci preventivi, dove dirigenti scolastici e direttori amministrativi non riescono ad elaborare e a far approvare dai Consigli, a livelli di minima autosufficienza economica, il loro Programma annuale finanziario 2010, tecnicamente anche a causa dell'avara ed oscura nota ministeriale 9537 del 14 dicembre scorso ma soprattutto per le critiche alla politica della lesina del Governo. Il presidente del Consiglio Berlusconi, al termine della riunione di Governo di giovedì, non ha tradito naturalmente la sua soddisfazione quando, dopo aver ricordato che " la scuola attuale non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle richieste del mondo del lavoro" ha promesso che "con queste riforme dal prossimo anno scolastico avremo delle scuole che possono essere comparate a quelle degli altri paesi europei". Tutti e di ogni parte politica concretamente se lo augurano, magari rinunciando anche un pò alla critica esasperata e diversamente potendosi impegnare ognuno nella costruzione (pars construens) del miglioramento. In questi decenni si sono realizzate nel sistema-scuola italiano pure tante cose buone, tante esperienze di ricerca-azione che sono potute diventare patrimonio condiviso. Specie in quelle scuole elementari e dell'infanzia che tutti nel mondo ci invidiano (un po' meno ora col maestro unico o prevalente nella primaria imposto dalla L. 28.03.2003 n. 53 - la cosidetta riforma Moratti - e norme confermative seguenti)."La riforma dell'istruzione tecnica per la prima volta colloca questo segmento di istruzione non in serie B" ha per un verso sottolineato, dopo i generali toni trionfalistici (di "riforma epocale") il giovane ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Ma non so se il solo riordino, la semplificazione, lo sfoltimento degli indirizzi basteranno di per sé a portare il miglioramento voluto. Sarebbero necessarie soprattutto nuove risorse e premialità consistenti per la valutazione dei meriti, al personale più appassionato, impegnato e competente. Diamo ai docenti migliori ciò che è migliore, uno stipendio più consono alle loro prestazioni, decretando la morte del non-senso, del principio di generalità. Diamo però anche agli studenti, in una società che non può che essere nelle sue multiculturalità inclusiva, un'effettiva condizione per l'esercizio delle pari opportunità, una buona chance contro la dispersione scolastica. Sulla valutazione del merito e la distinzione dei ruoli, invece, si sono commessi errori un po' da tutte le parti. Penso ad es. alla L. 469 che nel 1978, sulla base del principio di "tutti marescialli" alias "tutte maestre anche le assistenti" voluto dai sindacati, andò ad abolire una figura essenziale per il buon funzionamento della scuola materna, quella di un'assistente ogni due sezioni. Pensate voi a quanto poteva essere utile questa aggiuntiva figura di collaboratrice subordinata per il migliore funzionamento di sezioni composte da 28 piccoli alunni e ora anche da bambini, a seguito degli anticipi, di soli 2 anni e mezzo di età. © - Sergio Andreatta, psicopedagogista e dirigente scolastico decano dell'USR per il Lazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa news proviene da: http://www.telefree.it/news.php?op=view&amp;id=77884 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LICEI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quasi 450 indirizzi (tra sperimentali e progetti assistiti) si passa a sei licei: classico, scientifico, linguistico, artistico (articolato in sei indirizzi per facilitare la confluenza degli attuali istituti d’arte e garantire continuità ad alcuni percorsi di eccellenza), musicale e delle scienze umane (questi due ultimi licei sono vere new entry). Nel classico verrà introdotto l’insegnamento di una lingua straniera per l’intero quinquennio, potenziando anche l’area scientifica e matematica. Nello scientifico tradizionale è aumentato il peso della matematica e delle discipline scientifiche; è prevista una nuova opzione delle “scienze applicate” che raccoglie l’eredità della sperimentazione scientifico-tecnologica. Il linguistico prevede sin dal primo anno l’insegnamento di tre lingue straniere, dal terzo anno una materia sarà impartita in lingua straniera (dal quarto anno le discipline insegnate in lingua straniera diventeranno due). Nel liceo musicale saranno istituite 40 sezioni musicali e 10 coreutiche; potranno essere attivate in convenzione con conservatori e accademie di danza. Il liceo delle scienze umane sostituisce il liceo sociopsicopedagogico ed è prevista la possibilità di attivare una sezione economico-sociale. Tra le altre novità introdotte per i licei, oltre a un incremento orario della matematica, della fisica e delle scienze, c’é la presenza obbligatoria dell’insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni con almeno 99 ore annuali ed eventualmente di una seconda lingua straniera usando la quota di autonomia, la presenza delle discipline giuridiche ed economiche nel liceo delle scienze umane, nell’opzione economico-sociale e negli altri licei attraverso la quota di autonomia (20% nel primo biennio e nell’ultimo anno e del 30% nel secondo biennio), insegnamento nel quinto anno di una materia in lingua straniera, latino obbligatorio nei licei classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane e negli altri previsto come opzione. Tutti i licei prevederanno 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 negli anni successivi con alcune eccezioni (nel liceo classico negli ultimi 3 anni sono previste 31 ore per rafforzare la lingua straniera; nell’artistico fino a 35 ore e nel musicale fino a 32 ore).  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISTITUTI TECNICI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da 10 settori e 39 indirizzi si passa a 2 settori - economico e tecnologico - e 11 indirizzi. Tutti gli attuali corsi e le relative sperimentazioni confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento. L’orario settimanale sarà di 32 ore di 60 minuti (ora sono 36 ore di 50 minuti). Sono previsti più laboratori: negli indirizzi del settore tecnologico 264 ore nel biennio e 891 nel triennio. Ulteriori risorse di personale saranno assegnate alle scuole per potenziare le attività didattiche di laboratorio. I nuovi istituti sono caratterizzati da un’area di istruzione generale comune ai due percorsi e in distinte aree di indirizzo legate al mondo del lavoro e al territorio. Avranno, inoltre, a disposizione ampi spazi di flessibilità (30% nel secondo biennio e 35% nel quinto anno) in aggiunta alla quota del 20% di autonomia di cui già godono le scuole per valorizzare settori produttivi strategici (cartario, costruzioni aeronautiche, ecc..). Sono state incrementate le ore di inglese (con la possibilità di studiare altre lingue) e favorita la diffusione di stage, tirocini e l’alternanza scuola-lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISTITUTI PROFESSIONALI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da cinque settori e 27 indirizzi si passa a 2 macro-settori - servizi e industria/artigianato - e 6 indirizzi. I professionali avranno un orario settimanale corrispondente a 32 ore di lezione (ora 36). Avranno maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici (25% in prima e seconda classe, 35% in terza e quarta, 40% in quinta, in aggiunta al già previsto 20% di autonomia). Il percorso è articolato in due bienni e un quinto anno. Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per organizzare percorsi per il conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale. Anche in questo comparto di istruzione sono previsti più laboratori, stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro per apprendere, soprattutto nel secondo biennio e nel quinto anno, attraverso l’esperienza diretta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-764832750673180373?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/764832750673180373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/764832750673180373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2010/02/sergio-andreatta-varata-la-riforma.html' title='Sergio Andreatta, Varata la riforma della Scuola Superiore italiana'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-924819326078923648</id><published>2009-12-12T02:16:00.000-08:00</published><updated>2009-12-12T02:21:03.128-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>Arriva nelle scuole Finzy la simpatica mascotte della GdF</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SyNt5Tp8ECI/AAAAAAAAAeI/rnESBZWf86M/s1600-h/Finzy.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 137px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SyNt5Tp8ECI/AAAAAAAAAeI/rnESBZWf86M/s320/Finzy.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414292008325615650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Finzy, un fumetto educativo.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Finzy, copertina.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;Scuola e società: La Guardia di Finanza pontina incontra gli alunni delle Scuole di Borgo Isonzo per parlare di legalità.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;(Da www.andreatta.it, con 3 foto) &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriva nelle scuole elementari, e tra i più piccoli dell'infanzia, non con la pretesa di insegnare ma per provare a condurli per mano sulla strade della legalità. E' Finzy, la simpatica mascotte della G.d.F., che dopo essersi autopresentata comincia subito a destreggiarsi nel 1° episodio del fumetto ne "Il furbo venditore ed i giocattoli pericolosi", nel 2° tenta di risolvere "Il caso del bancomat scomparso", nel 3° con il "Salvataggio in mare", nel 4° interviene "Sulle tracce di Hackerstein", nel 5° infine si propone ai più piccoli della scuola dell'infanzia con un invito "Gioca e colora con Finzy". L'incontro con la Guardia di Finanza, rappresentata dal magg. Angelo Pisani e da altri due suoi collaboratori (S. Miriello e F.Caputo) del Comando Territoriale di Palazzo M di Latina, promosso in concerto con il consigliere comunale Andrea Palombo, è avvenuto nelle Scuole Alessandro Manzoni e Carlo Collodi di Borgo Isonzo giovedì scorso. Dopo l'iniziale intervento del magg. Pisani l'esposizione del maresciallo aiutante Salvatore Miriello è stata frammezzata da tante domande interessanti e senza imbarazzi come sanno fare solo i bambini. Il dirigente scolastico Sergio Andreatta, agganciandosi al P.O.F. del IV Circolo didattico di Latina e al suo motto "Per Regola e Progetto", dopo aver ringraziato la G.d.F. per la sua operosità istituzionale e per l'iniziativa ha ribadito brevemente ai suoi alunni l'importanza di osservare sempre la legalità che nel piccolo di un'aula diventa la quotidiana osservanza delle "regole condivise" senza lasciare mai spazi e ossigeno ai bulli che pure si mimetizzano in ogni situazione. La G.d.F. ha portato in dono ad ogni bambino una copia del fumetto, per i più piccini dell'albumino da colorare, e soprattutto... tante caramelle e cioccolatini nella fantasiosa forma del suo stesso stemma, la nota e secolare fiamma gialla del Corpo. Insomma un buon incontro... in ogni senso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di: Sergio Andreatta - www.andreatta.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-924819326078923648?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.andreatta.it/?p=2135' title='Arriva nelle scuole Finzy la simpatica mascotte della GdF'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/924819326078923648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/924819326078923648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/12/arriva-nelle-scuole-finzy-la-simpatica.html' title='Arriva nelle scuole Finzy la simpatica mascotte della GdF'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SyNt5Tp8ECI/AAAAAAAAAeI/rnESBZWf86M/s72-c/Finzy.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-3269598291310723660</id><published>2009-12-08T04:21:00.000-08:00</published><updated>2009-12-08T04:27:21.163-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>Arrivano due ore settimanali di educazione fisica.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/Sx5FBy7ygQI/AAAAAAAAAeA/Cm_aHJjpbmE/s1600-h/miniolimpiadi-striscione-photo-sergio-andreatta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 314px; height: 226px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/Sx5FBy7ygQI/AAAAAAAAAeA/Cm_aHJjpbmE/s320/miniolimpiadi-striscione-photo-sergio-andreatta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5412839699300647170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Alfabetizzazione motoria nelle scuole elementari” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivano due ore settimanali di educazione fisica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di &lt;strong&gt;Sergio Andreatta &lt;/strong&gt;(articolo e foto). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al gioco si riconosce un ruolo primario e non casuale per la crescita evolutiva dei bambini. L’educazione fisica punta ad organizzare nello spazio di un cortile o di una palestra della scuola primaria, là dove si ha la fortuna di averla, questo bisogno di muoversi e di agire dinamico in presenza d’altri compagni nella complicità e solidarietà o anche nelle opposizioni e nelle interferenze. Il movimento nel bambino assume, quindi, una fondamentale importanza per il suo sviluppo motorio e psicomotorio, lo sottolineano molti autori tra i quali Huizinga e Caillois, o pedagogisti e psicologici come Piaget e Freud.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel libro “l’allenamento ottimale” Weineck indica come allenare le capacità coordinative e condizionali dei piccoli, proponendo una serie di esercizi a carattere ludico basati soprattutto sul “rincorrersi” ed “acchiapparsi” tipici dei bambini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi i giochi nella scuola primaria devono esser ricchi di queste situazioni motorie: correre, schivare, accelerare, frenare, prevedere cambi di direzione che richiedono al bambino un impegno motorio elevato, anche dal punto di vista nervoso, a volte anche più che nello stesso sport.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le attuali Indicazioni Nazioni per il Curricolo di Scuola dell’Infanzia e Primaria sembrano recepire, almeno in teoria, l’importanza dell’attività motoria nei bambini. In pratica questo non avviene per la mentalità didattica corrente che privilegia ancora la lezione verbale e per le incompetenze delle maestre. Le ore di attività motoria sono poche, le maestre non hanno sufficiente preparazione. I giochi da cortile, durante i 20’ giornalieri di ricreazione, possono essere un valido aiuto nell’acquisizione delle capacità coordinative e condizionali nell’età evolutiva ma non possono pretendere di sostituire un progetto di educazione fisica che deve essere svolto con ben altra sistematicità nella scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’educazione fisica non è una disciplina minore anzi, per la sua capacità di attrattiva, la sua pratica, caratterizzata da aspetti ludici, diventa un tempo divertente e ricercato dai bambini delle elementari. Un tempo, purtroppo, non sempre garantito. Da almeno 43 anni, da che come psicopedagogista (insegnante, direttore didattico, dirigente scolastico) mi occupo di questioni e problemi di educazione e di didassi nella scuola pubblica italiana, vado praticando e diffondendo questa idea: l’educazione fisica o motoria, o meglio ancora psicomotoria come da un pò la si va chiamando, è una pratica essenziale ad un equilibrato sviluppo auxologico, oserei dire psicofisico, del bambino della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, insostituibile quasi tanto quanto il cibo di cui egli si nutre. E come il buon genitore sta sempre attento a quello che il figlio mangia, senza lasciare che sia indotto in tentazione dalle tante variopinte offerte (spesso vere schifezze) che si trovano in commercio, così la buona scuola deve stare attenta a proporre percorsi motori di base che assecondino il bisogno dinamico di movimento e di gioco tipico di questa fascia di età ma anche una curata prevenzione agli insidiosi paramorfismi, dimorfismi. Correre, saltare, rotolarsi, arrampicarsi, provarsi in giochi preagonistici di squadra, col pallone o senza, ma anche in calibrate gare agonistiche è una necessità, una misura contro la sedentarietà ove domina la seduzione dei giochi elettronici, non tanto purtroppo della lettura, e contro il rischio sempre più diffuso tra i ragazzi dell’obesità da merendina. Nel 1980 Sergio Andreatta e Serafino (Saro) Borgia, perché particolarmente motivati e nella loro qualifica di direttori didattici delle scuole statali di Sezze, partecipavano per la Provincia di Latina ad un interessante Corso di Formazione al Foro Italico di Roma promosso dal CONI e dalla FIGC, settore giovanile. In conseguenza, presso il Palazzetto dello Sport di Latina,  venivano implementate due iniziative del Provveditorato agli Studi di Latina  per la formazione di insegnanti elementari, progetti strutturati e diretti da Andreatta e Borgia e tenuti, oltre che da loro stessi, da valenti professionisti di varie discipline. Le insegnanti così formate avrebbero introdotto una ventata di novità e piacevolezza all’interno della scuola elementare pontina. Con una di esse, Raffaella Perrelli, una volta direttore didattico titolare dal 1992 del IV Circolo di Latina, avrei indetto e organizzato (distaccandola permanentemente  dalla classe a beneficio dell’intero Circolo didattico) le MiniOlimpiadi per i ragazzi delle elementari e le BabyOlimpiadi per i bambini delle scuole dell’infanzia. Un grande successo, utile e divertente, che si ripete ancora ogni anno. Un progetto di durata annuale, ora portato avanti da Sonia Lungo laureata in scienze motorie, che trova sbocco a maggio di ogni anno in una manifestazione ludico-sportiva nei plessi, nelle palestre scolastiche e al Campo Coni di Latina. Tuttavia anche questa è una iniziativa, se non effimera almeno per noi, sporadica, lasciata alla volontà di poche persone e certamente non valida per tutta la scuola primaria pontina, laziale e italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, da questa constatazione di importanza e di mancanza, e anche da quella di tanta precarietà e disoccupazione tra i diplomati dell’ISEF e i laureati della Facoltà di Scienze Motorie, nasce il progetto pilota voluto da MIUR e CONI, un progetto da 5 milioni di spesa. Si chiama “Alfabetizzazione motoria nelle scuole elementari”, partirà da febbraio prossimo e per ora riguarderà 1000 istituti, 250mila alunni e 1000 operatori esterni laureati in Scienze Motorie o diplomati all’Isef. Presentando il progetto il ministro Mariastella Gelmini ha così dichiarato:”E’ un’iniziativa che colma una lacuna: la mancanza alle elementari dell’educazione fisica, fondamentale per combattere sedentarietà e obesità, oltre che il bullismo”. Dal 2010 al 2013 questo progetto, destinato ad irradiarsi, capillarmente dovrebbe coinvolgere tutte le scuole italiane. Dopo averlo a lungo auspicato, lo spero vivamente. © - Sergio Andreatta – www.andreatta.it - Riproduzione Riservata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-3269598291310723660?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3269598291310723660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3269598291310723660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/12/arrivano-due-ore-settimanali-di.html' title='Arrivano due ore settimanali di educazione fisica.'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/Sx5FBy7ygQI/AAAAAAAAAeA/Cm_aHJjpbmE/s72-c/miniolimpiadi-striscione-photo-sergio-andreatta.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-6793238825116927293</id><published>2009-12-01T07:09:00.000-08:00</published><updated>2009-12-02T01:03:39.258-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Narrativa d&apos;autore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Ripicchiozzo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SxUyOHzQ-nI/AAAAAAAAAd4/twat3rx5wxM/s1600/giuseppe-di-prospero-e-antonio-campoli-photo-by-www-setino-it.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 128px; height: 85px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SxUyOHzQ-nI/AAAAAAAAAd4/twat3rx5wxM/s320/giuseppe-di-prospero-e-antonio-campoli-photo-by-www-setino-it.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410285745549146738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ripicchiozzo &lt;br /&gt;Un libro di Antonio Campoli e Giuseppe Di Prospero. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La poesia e la musica nella tradizione popolare setina.&lt;/strong&gt; (Articolo di &lt;strong&gt;Sergio Andreatta &lt;/strong&gt;da:www.andreatta.it) &lt;br /&gt;"Ripicchiozzo" non è una delle tante, non ben comprese, parolacce volgari in circolo ma il suggestivo nome del gruppo vocale e strumentale popolare sezzese diretto dal maestro Giuseppe (Pino) Di Prospero. "Ripicchiozzo" è diventato anche il titolo dell'ultimo libro di Antonio Campoli. In realtà il versatile e prolifico autore vernacolare questa volta ha lavorato a quattro mani con Di Prospero, musicista e direttore della Corale San Carlo da Sezze, che ha curato l'ampia sezione musicale. Si tratta, infatti, di una raccolta di ballate, stornelli, serenate, canti alla poeta, canti a dispetto, in dialetto sezzese. Una raccolta di trascrizioni su pentagramma, frutto di una ricerca mai tentata prima, cui hanno collaborato per le ricerche dei testi e delle musiche Luisa Fanella, Rita Arcese, Alberto Filigenzi oltre lo stesso Di Prospero. A corredo un prezioso CD che contiene tra gli altri i seguenti brani:"Se mi u fa gl'iamoro", "Tocca, tocca", "Ricordo di Peppo", "Venite a Sezze", "Stornelli setini" (I serie), "Stornelli setini" (II serie), "Etturallalla", "Zirolo, zirolo là", "Peppalacchio", "O Sezze bello", "Milogranato", "Ara, Rosello mio". Sezze Romano è un antico paese, del IV secolo a. C., in bella posizione su una balaustra a 300 m. dei Lepini, affacciato sopra l'agro pontino, i grattacieli di Latina e il Mar Tirreno. Nei giorni migliori, quando il cielo è più terso per la tramontana, la vista che normalmente si posa sul Circeo si spinge fino ad abbracciare le Isole Ponziane. In questa isola autoglotta che è Sezze, del tutto tipica, dove domina il proverbio curioso e un po' autoironico di "Sezze, Suso (sua frazione) e Siena, madre della lingua italiena" (e oggi forse anche... rumena) alcuni cultori locali, tra cui il colto avvocato Renato Sauzzi (Sezze e il suo dialetto, Comune di Sezze, 1987) si sono spesi e si spendono tuttora per mantenere viva la fiammella della cultura popolare. E se per la musica non possiamo dimenticare la grande cantante Graziella Di Prospero, per la poesia il mentore è senz'altro Antonio Campoli, noto avvocato, già vicepretore, ma più ancora pronunciatamente poeta (più che nella) della sua lingua madre cui, scrive Tullio De Mauro (in Lingua e dialetti), "è opportuno guardare... senza ostilità ma con curiosità e rispetto". Le sue opere precedenti (La fontana di Pio IX (1981), Tibbo Tabbo (1986, sonetti sezzesi di cui uno dedicato anche a me* ("Foglie Morte" a pag. 24) all'epoca direttore del I Circolo didattico di Sezze), La Calandrella (1999) danno la caratura di questo singolare personaggio. Ora rimaneva, però, ancora qualcosa da salvare prima che, per la caduta del tempo, il patrimonio si disperdesse definitivamente giù per le Coste di Sezze. C'era da salvare un patrimonio di musica popolare fatta di sentimenti genuini per ogni più importante occasione della vita, emozioni rivestite di note elementari, di arie alcune sicuramente originali altre meno perché acquisite per successiva contaminazione da altre realtà musicali d'Italia. A favorire l'acquisizione di altre musiche c'era stata la coscrizione militare obbligatoria e la chiamata al nord dei giovani soldati setini per la Grande Guerra (1914-18) e poi la mussoliniana Bonifica integrale delle Paludi pontine (1931-'34) che aveva attratto, non senza qualche invidia, moltissimi coloni dal Veneto, dal Ferrarese e da altre province d'Italia. Le frequentazioni e poi i matrimoni misti, dopo il guardingo e un po' diffidente iato di una generazione, avevano contaminato per il resto shakerando e fondendo canti e tradizioni. Ma prima ancora tra il 1875-'80 c'era stata l'approdo migratorio dei Ciociari, taglialegna e lestraioli provenienti dalla Campagna dei paesi del Verolano e del Sorano, spinti verso la Marittima dal bisogno di lavoro come testimonia una lapide sul frontale della Chiesa Nuova a Suso. La popolazione di Sezze, ancora cent'anni fa, era costituita da nobili pochi e sparuti (Pacifici De Magistris, ecc...), alcuni borghesi, molti popolani, artigiani e contadini anche, in stragrande maggioranza, della più bassa condizione dove soltanto possedere una "cesa", un asino e un caretto poteva diventare un partito davvero "matrimoniabile".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"... Ma se pe' l'Aggiariccia, la Cesa nu la tì,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se 'n tì i caretto e gl'asino, a casema 'n ci venì".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella canzone di Cintruta e Pappino questi tre elementi (la cesa, il carretto e il mulo) potevano così suggellare, in una società ancora prevalentemente contadina, l'ottimale sposalizio di due giovani sezzesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora con questa raccolta di canti popolari si scopre un grande valore culturale, morale e pratico. "Culturale" perché rappresenta antropologicamente bene il modo di essere, di apparire e di esistere del paesano delle passate generazioni; "morale" perché recupera in una tradizione artistica in via di estinzione gli argomenti poetici della giovinezza e dell'innamoramento, gli aspetti più genuini e più diversi dell'anima popolare; "pratico" perché propone e vuole addestrare al coro partendo dal genere melodico più semplice, spontaneo, puro, come quello che sboccia dal cuore dell'anonima folla. Di contro alle "barbare intrusioni e deviazioni musicali" del rock anche nostrano così tanto in voga ci viene qui riproposta l'unità tonale e il senso ritmico, vera natura e anima musicale, di un popolo mediterraneo della collina lepina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo quella di Sezze, un'altra presentazione del libro è avvenuta nei giorni scorsi a Latina al Teatro Amilcare Ponchielli annesso alla Scuola Media Statale "Alessandro Volta" diretta dalla prof.ssa setina Giuliana Di Veroli. Sono intervenuti tra gli altri il dr. Bruno Raponi, presidente emerito del Tribunale di Latina che ha curato anche l'introduzione, l'avv. Angelo Palmieri, la Compagnia dei Lepini, il dott. Luigi Martino presidente del Rotary Club "Monti Lepini", la sig.ra Antonella Brusca presidentessa del Centro Studi "S. Carlo da Sezze" e il dott. Franco Borretti presidente dell'Associazione culturale "Nuova Immagine" di Latina. Di fronte alla folta e partecipe comunità di sezzesi a Latina si sono esibiti il poeta Antonio Campoli nella declamazione, incorniciata da gustosi commenti, di alcune sue poesie e il gruppo musicale "Ripicchiozzo" che ha eseguito alcuni dei canti incisi nel compact disc allegato al libro.Un’opera illustrata con significative fotografie in bianco e nero che documentano la Sezze che fu, didascalie di famiglie, cerimonie, stati, situazioni, viste panoramiche che, pur nel rarefatto ricordo, suscitano ancora sopravviventi emozioni. © - Sergio Andreatta - Riproduzione riservata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* FOGLIE MORTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Antonio Campoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(pag. 24 di "Tibbo Tabbo", Angeletti Editore, Sezze, 1986).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Sonetto sezzese dedicato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a Sergio Andreatta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un direttore didattico poeta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"ça n'éxiste pas" avrebbe detto Desnos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non conosceva il nostro amico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agli arbri di San Pietro ci ha rimasta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ca' foglia gialla pinnichenne a fiocco:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;gli vento a una a una se le crasta,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le otra pe' la piazza e pe' Sa' Rocco,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le sfionna a le Scalelle cumme a bocco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;puro si cacheduna dice: "abbasta!",&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;isso l'aiazza a bbénda e lòcco lòcco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le sparpaglia, ci zoffia, l'accatasta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli vénto 'n zente storie perch'è surdo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'arabbidina, se le porta a spasso,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le strascina, l'attorce 'ntisto e 'ngurdo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza riiminto, panonte, stracciate,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se fermeno sbattenne pe' Quatrasso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e murun'accusì tutte acciaccate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Campoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La similitudine col vento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;una colta appropriatezza con il mio carattere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Sergio Andreatta)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-6793238825116927293?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6793238825116927293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6793238825116927293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/12/ripicchiozzo.html' title='Ripicchiozzo'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SxUyOHzQ-nI/AAAAAAAAAd4/twat3rx5wxM/s72-c/giuseppe-di-prospero-e-antonio-campoli-photo-by-www-setino-it.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-4343522264417121795</id><published>2009-11-19T09:59:00.000-08:00</published><updated>2009-11-21T02:01:52.031-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società.'/><title type='text'>Sergio Andreatta, Bulli si nasce o si diventa?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SwWhKiRiuBI/AAAAAAAAAdw/J4_hcaGCfv8/s1600/bullismo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 226px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SwWhKiRiuBI/AAAAAAAAAdw/J4_hcaGCfv8/s320/bullismo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405904130099296274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sempre + bullismo nelle nostre scuole: 3° Seminario oggi all’IIS Marconi di Latina. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi pongo questa singolare e forse strana domanda perché il tema del bullismo è oggi della più grande attualità e catalizza l’attenzione di insegnanti, psicologi e di quanti si occupano di problematiche educative. Meno di quanto dovrebbe sembra essere, però, l’attenzione dedicata da genitori spesso distratti da tante altri, specchianti, inseguimenti consumistici. Genitori che si allertano soltanto di fronte al fatto di cronaca eclatante. E, beh, un fatto di cronaca in questi giorni c’è stato per cui loro si debbano preoccupare: la sentenza di un giudice di Milano che ha condannato uno studente (meglio, la sua famiglia) a parecchie migliaia di euro di risarcimento ad una professoressa ripresa col cellulare e pubblicata in un filmato su You Tube, pure con l’accompagnamento di commenti-audio lesivi del suo onore. Questo fenomeno tipicamente giovanile, e sempre più anche al femminile, ci deve preoccupare perché va a costituire un ponte tra i comportamenti problematici e di prevaricazione sugli altri che si verificano a scuola ed alcuni comportamenti devianti esterni ad essa (cyber-bullismo o cyberbulling, alcoolismo, taccheggio nei centri commerciali, varie altre sfide per rompere l’anonimato, …). Fino ai comportamenti pre-criminali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi bulli si nasce oppure si diventa? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un’epoca in cui si fa dipendere tutto ormai, - malattie, successo, felicità -, dal DNA e dall’eredità del proprio codice biogenetico la domanda non dovrebbe sembrare così pellegrina. Noi preferiamo pensare, però, con meno fatalismo e determinismo autoassolvente ad un’azione influente dell’ambiente socioculturale e dell’educazione, in questo caso familiare mancata, o di mala-educazione. Non faremmo, altrimenti, gli educatori di professione come facciamo se pensassimo all’inutilità del nostro lavoro, se ritenessimo di non servire a costruire buone personalità o a decondizionare in qualche modo quelle cattive e anche un po’ compromesse. Così ci impegniamo sulla via di un progetto formativo preferendo peccare di idealismo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bullismo, come manifestazione pervasiva di comportamenti asociali degli studenti, è purtroppo un fenomeno molto diffuso nelle scuole italiane, si esterna in 3 Istituti su 4 secondo l’ultimo rapporto del MIUR. La rinuncia di alcuni genitori al dovere di una buona educazione dei figli è il baco che provoca questo stato di malessere che si introietta e modifica, come il virus di un’influenza, nelle scuole trovando un terreno di coltura ideale, più che nelle naturali dinamiche dello sviluppo dell’autonomia personale, nell’acritico gruppo di pari e nel desiderio vivo di emulazione… Insieme con l’insegnante psicologa dott. Patrizia Testa del IV Circolo didattico di Latina che dirigo ho partecipato oggi al 3° Seminario del Ciclo “Riflessioni, metodi e interventi per la prevenzione del bullismo a scuola” promosso dall’Osservatorio regionale permanente sul bullismo. Il tema di oggi era specifico:”Percorsi di educazione, comunicazione e corresponsabilità“. E’ opportuno, è stato confermato all’IIS Marconi di Latina dove si è svolto l’interessante e molto attuale Seminario, mantenere viva l’attenzione e, soprattutto, costruire un sistema organico ed integrato di azioni ed interventi efficaci ed efficienti tra tutte le istituzioni e gli organismi pubblici preposti al controllo del territorio. Nel volume “Controbullismo“, pubblicato a cura dell’Osservatorio stesso, è possibile visionare anche la documentazione finora prodotta e, in parte, già edita sul sito: www.lazio.istruzione.it/studenti/bullismo.shtml  E tra gli episodi di bullismo vanno annoverati sia quelli di bullismo verbale (76,5%) che di violenza fisica (62,8%). Purtroppo questo fenomeno, sempre più precoce e anche da un pò registrato al femminile, viene percepito dai genitori e dall’opinione pubblica ben al di sotto della sua reale portata e gravità di consistenza. Il bullismo da “malcostume in crescita”, tipico dei nostri giorni, si sta trasformando in una vera e propria incontrollata emergenza. Ben 302 sono state le denunce ricevute dalle forze dell’ordine negli ultimi 12 mesi ma molte altre sono i casi tenuti nascosti o che non hanno trovato una legale formalizzazione. Per un efficace contrasto è necessario che le famiglie entrino significativamente in gioco e che le scuole attivino degli opportuni spazi di ascolto per il counseling. Al IV Circolo ho istituito già dieci anni fa uno “Sportello psicologico” cui ci si può rivolgere gratuitamente (psicologhe Patrizia Testa e Mariagloria Evangelisti). Ma anche la magistratura sta entrando in campo, nel caso di gravi violazioni del codice da parte di minori, sentenziando condanne di risarcimento consistente (nei giorni scorsi a Milano) che andranno a toccare inevitabilmente la borsa dei genitori che non avranno provveduto (”culpa in educando“) ad un’educazione adeguata  dei loro figli. E pare una misura giusta, questa, se proporzionata al danno causato! La scuola, ha esposto uno dei relatori la prof. Maria Antonietta Ruggiero dell’Università degli Studi “Roma tre”, deve adottare iniziative pedagogiche a favore di un clima più rispettoso tra gli studenti. E lo fa anche attraverso numerose “buone pratiche” per assistere, prima di tutto, chi è vittima di episodi di bullismo e poi con azioni per arginare i danni, per prevenire repliche e per promuovere sostanzialmente delle “energie proattive”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© - dott. Sergio Andreatta, dirigente scolastico dell’USR per il Lazio e psicopedagogista  - Riproduzione riservata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In www.andreatta.it  puoi trovare altri 15 articoli correlati del prof. Sergio Andreatta. Cerca alla voce “bullismo“.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Percorsi di educazione, comunicazione e corresponsabilità” a cura dell’Osservatorio regionale permanente per il bullismo. Destinatari: genitori (purtroppo sempre troppo pochi), docenti e dirigenti delle istituzioni scolastiche del Lazio. Presenti, tra gli altri, il questore di Latina Nicolò Marcello D’Angelo, il colonnello dei carabinieri Roberto Boccaccio comandante la Compagnia provinciale e la dott.ssa Maria Rita Calvosa dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-4343522264417121795?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/4343522264417121795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/4343522264417121795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/11/sempre-bullismo-nelle-nostre-scuole.html' title='Sergio Andreatta, Bulli si nasce o si diventa?'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SwWhKiRiuBI/AAAAAAAAAdw/J4_hcaGCfv8/s72-c/bullismo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-5479157302350681634</id><published>2009-11-09T10:17:00.000-08:00</published><updated>2009-11-09T10:19:45.578-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Primo Piano'/><title type='text'>Sergio Andreatta, Vangelo e Politica</title><content type='html'>domenica 08 novembre 2009 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Benedetto XVI, oggi a Brescia, ricorda la necessità di una Chiesa "libera, povera e al servizio di tutti". &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il brano evangelico m'impressiona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Vangelo di oggi (Marco 12,38 - 44), più noto come quello della vedova povera che getta nel tesoro del tempio due monetine che fanno appena un soldo, si coglie una severa condanna del "modo di apparire" degli scribi che oggi, con molta attualità e con un'evidente analogia per il primato che occupano, potremmo assimilare ai politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E penso così, naturalmente, alla demagogia di alcuni nostri politici con quel loro particolare culto dell'apparenza, sempre in tv e nelle piazze mediatiche per le loro studiate strategie, a quelli che costruiscono il loro dominio sulla videocrazia e amano, come i narcisi sulla propria immagine, auto-sondaggiarsi di continuo sul consenso popolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la loro ossessiva corsa ai "primi seggi, ai primi posti nei banchetti" finiscono col trascurare spesso la promozione del bene comune, la dignità degli italiani più poveri di tutto (non soltanto di spirito e, quindi, forse per questo consolatoriamente "beati") che vedono piegata la loro dignità dalle tasse, subordinata la "ricerca della giustizia" all'azione di questi leader che lottano unicamente per difendere i propri enormi interessi, dopo aver imposto come buone, attraverso il perpetuo ausilio dei mass-media di cui dispongono, le proprie visioni personali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ecco irrompere la bellezza di questa lettura domenicale del Vangelo che sovverte la scala dei valori secondo il comune senso del sentire e lancia il riscatto per cui, ancora una volta, anche se titubanti, non possiamo non dirci cristiani!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se questa è l'attualità ancora forte del Vangelo si capisce perché, chi è invece fortemente abbarbicato alle proprie prerogative politiche, spesso non lo ami, a causa del suo amore per l'appariscenza delle parole e della vacuità dei suoi comportamenti vistosi e applauditi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti di questi politici che hanno saputo pur scatenare una battaglia di Lepanto contro una sentenza della Corte di Giustizia Europea che, accogliendo un'istanza iper-laica, sentenziava di staccare i crocefissi dalle pareti delle aule scolastiche pubbliche, non sanno purtroppo che cosa sia il Vangelo nella sua profonda essenza. Quand'anche, ieri, l'arcivescovo di Milano mons. Dionigi Tettamanzi, sulla scia di un pensiero che era stato già di don Lorenzo Milani che sapeva parlare al cuore della gente, abbia detto:"Il punto non è conservare "un simbolo", un oggetto, bensì il modo di viverlo nella realtà". Molti non sanno essere veri cristiani, seppure lo dichiarino, non credono nel Vangelo che, ancora oggi, ci insegna ad entrare nello sguardo di Gesù, imparando a vedere le cose dal suo punto di vista, ispirando ad esso i nostri diversi punti di vista e, pure, la scale dei valori sociali pur diversi di una società moderna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I politici amano mettersi in bella mostra, non soltanto frequentemente a "Porta a Porta", ed essere trattati sempre come le persone più importanti e riverite. La loro vanità va ad annullare, alla fine, il valore di quel poco di buono che pur fanno nel servizio per la gente più umile. Ma non hanno l'obbligo di essere cristiani, loro, considerato che l'Italia è uno Stato laico e dal 1984 il cattolicesimo non è più religione di stato. Ma se poi si dichiarano, senza averne l'obbligo, allora è un altro discorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è ancora Gesù a denunciare ante litteram la loro mancanza di obbedienza alla legge (ma direi anche alla nostra Costituzione repubblicana) perché, spesso, quelli che governano in forza dei numeri conseguiti con il battente condizionamento dei cervelli, vogliono solo imporsi facendo legiferare al Parlamento i propri lodi e le benefiche "prescrizioni brevi". Esempio lampare di disobbedienza alla legge civile prima ancora che religiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle parole di Gesù ascoltiamo la forte denuncia degli scribi-politici, che non solo non aiutano i poveri, ma addirittura con i loro provvedimenti li espongono, come le due vedove ricordate oggi nella messa, alla condanna di una miseria esistenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensiamo ai tanti disperati senza lavoro che finiscono col perdere anche la loro dignità personale e familiare e sono alle strette. Pensiamo alle ultime misure inospitali contro i migranti in arrivo nel nostro Paese. A chi ha già perso la vita per questo o la perderà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco importa, poi, che questi politici, per pura convenienza elettorale, facciano a parole molta professione di cristianesimo e al tempo stesso esibiscano molti atti religiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come nella denuncia di Isaia (capitolo I) Dio si dice stanco di chi calpesta i suoi atri e non osserva il dovere della carità per i poveri. Il giudizio sarà più severo per costoro. Attraverso gli occhi e le parole di Gesù possiamo imparare a scoprire e a stare attenti a chi si presenta come benefattore mentre in realtà viene a succhiarti il sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Attenti - sembra dirci - guardatevi da essi, state lontani, diffidate, non prendete per buono tutto quello che fanno, soprattutto quel fastidioso mettere in mostra la loro apparenza di giustizia e di verità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è una laicità ma anche una religiosità, assai poco francescana, che dà preminente valore all'estetica dell'apparenza. Il rischio dell'apparenza oggi è forte, più del passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c'è sempre stato, anche duemila anni fa. Lo avvertì lo stesso S. Agostino che, di fronte alla sua elezione a vescovo di Ippona, ci ricorda mons. Antonio Riboldi, diceva: "La cosa più terribile nell'esercizio di questo incarico, è il pericolo di preferire l'onore proprio alla salvezza altrui". Per cui aggiungeva: "Aiutatemi ... perché troviamo la nostra gioia non nell'essere vostri capi, quanto nell'essere vostri servitori ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre Paolo VI, quando ancora era arcivescovo a Milano, nel 1960 : "Il progresso e la ricerca della ricchezza, come fine a se stessa, come unica garanzia di benessere presente e di pienezza umana, è la paralisi dell'amore". E ancora: "...l'educazione cristiana alla povertà sa distinguere innanzitutto l'uso dal possesso delle cose materiali, e sa distinguere poi ...dalla carenza di quei beni indispensabili alla vita presente, cioè dalla fame e dalla miseria, a cui è dovere e carità (N.d.R.: soprattutto per una politica di ispirazione cristiana) provvedere".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora oggi a Brescia, dove è andato ad onorarlo, papa Benedetto XVI invita, non sappiamo bene con quali effettive ricadute, ad una Chiesa "libera, povera e al servizio di tutti". Libera, soprattutto, dai condizionamenti delle vistosità...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Monastero "Janua Coeli", piccola comunità claustrale in Toscana fondata nel 1992, che si sta ancora costruendo nello spirito e nelle mura, danno questa chiave di lettura del brano evangelico di oggi:" C'è un più che sottrae e un più che aggiunge. Il più delle apparenze che si veste di stoffe e si nutre di riverenze, si gongola di santi fervori e di posti di onore. E questo è un più che divora il bene di altri dietro titaniche orazioni, un più che tanto si innalza quanto sprofonda. Come un pallone che si gonfia. Più aria metti rispetto al limite consentito dallo spazio previsto -che sarebbe pienezza - e più rischi di scoppiare nel vuoto"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi c'è "il più che aggiunge" quello della carità, della solidarietà, dell'accoglienza sorridente degli altri, chiunque essi siano, nella loro attualità e varietà di casi e di bisogni, nella loro differente molteplicità di culture e di religioni. &lt;strong&gt;© Sergio Andreatta www.andreatta.it - Riproduzione riservata.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa news proviene da: http://www.telefree.it&lt;br /&gt;URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&amp;id=74747&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-5479157302350681634?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/5479157302350681634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/5479157302350681634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/11/sergio-andreatta-vangelo-e-politica.html' title='Sergio Andreatta, Vangelo e Politica'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-3461664932566064693</id><published>2009-10-22T13:26:00.000-07:00</published><updated>2009-10-22T13:29:14.703-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>Quali sono gli Insegnanti di cui da grande ti ricorderai? (da: www.andreatta.it )</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SuDAVC-R5fI/AAAAAAAAAdo/Ke51c_lPds8/s1600-h/obama_michelle_sito_casa_bianca-400x300.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 238px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SuDAVC-R5fI/AAAAAAAAAdo/Ke51c_lPds8/s320/obama_michelle_sito_casa_bianca-400x300.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395523821397730802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Di quali insegnanti ti ricorderai? &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Eccoli secondo Michelle Obama. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quali sono gli Insegnanti di cui da grande ti ricorderai? &lt;br /&gt;L'attimo fuggente è un film del 1989, diretto da Peter Weir. Nel bel film, ambientato nella severa accademia maschile di "Welton", in Vermont, alla fine degli anni cinquanta il professor Keating (Robin Williams) insegna ai suoi allievi l'anticonformismo, stimolandoli a pensare con la propria testa ed a non farsi influenzare dal pensiero degli altri. In realtà il professore li aiuta a crescere, portandoli a risolvere da soli i loro dubbi, giovandosi della letteratura e della poesia americana di Ralph Waldo Emerson, Henry David Thoreau e Walt Whitman. Il professor Keating era certamente un " insegnante speciale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ci ricordiamo tutti quale impressione profonda ci abbia lasciato un insegnante speciale, quello che non ci ha abbandonato alle nostre lacune, quello che ci ha incoraggiato e ha creduto in noi quando dubitavamo delle nostre capacità. Anche dopo decenni ricordiamo come ci faceva sentire e come ci ha cambiato la vita. E' comprensibile quindi che gli studi dimostrino come il dato che influenza di più il rendimento degli studenti sia la capacità dei loro docenti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michelle Obama lo scrive in un articolo che sarà pubblicato nel prossimo numero di novembre della rivista "U.S. News &amp; World Report". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da chiedersi, allora, quali siano le doti che rendono un insegnante davvero "speciale"? In parte si evincono, ma vediamo quale sia il pensiero della First Lady americana: "energia illimitata e altrettanto sconfinata pazienza, capacità di visione e capacità di lavorare per obiettivi, creatività per aiutarci a vedere il mondo in modo diverso e dedizione al compito di aiutarci a scoprire e sviluppare il nostro potenziale". Una delle più grandi soddisfazioni per un insegnante può essere ricevere ancora, dopo oltre quarant'anni, una cartolina da A.G., tremendo allievo calabrese all'E.N.A.O.L.I. di Mercogliano. Da uno schiaffo dato (1968), secondo il suo credo pedagogico alla Makarenko del "Poema" per distorglielo dalla lite scatenata sul campo di calcio, all'instaurarsi di un intenso rapporto educativo. O, ancora, venire scovato da un importante funzionario della Digos che entrando nel suo ufficio, prima di abbracciarlo, così lo apostrofa:"Maestro Andreatta? Sergio Andreatta? Non mi riconosce? Sono M.B., non fosse stato per lei sarei diventato il peggior delinquente di Aprilia". Per lui ero rimasto il maestro (1975) che lo aveva sostenuto in una svolta determinante della sua vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ben vedere, scrive la consorte del presidente americano, "sono le qualità di un grande leader". Perché, anche se non tale considerato dalla società italiana attuale, un buon insegnante resta ancora oggi anche da noi un leader, forse un grande leader fondamentale per la storia personale di ognuno, un solido termine di riferimento per le famiglie. Un professionista non da sottostimare e sottopagare che dovrebbe, quindi, venire diversamente retribuito per i suoi valutati meriti da un più gratificante status giuridico ed economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa strada diventa ogni giorno di più obbligata. Servirebbero, per ciò, più insegnanti con queste caratteristiche perché, dice sempre Michelle citando il marito Barack, nell'economia globale del XXI secolo una buona educazione non è più soltanto una delle strade possibili: "è l'unica strada possibile", perché è la prima condizione per il successo anche economico di un Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Sergio Andreatta - Riproduzione riservata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da: www.andreatta.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-3461664932566064693?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3461664932566064693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/3461664932566064693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/10/quali-sono-gli-insegnanti-di-cui-da.html' title='Quali sono gli Insegnanti di cui da grande ti ricorderai? (da: www.andreatta.it )'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SuDAVC-R5fI/AAAAAAAAAdo/Ke51c_lPds8/s72-c/obama_michelle_sito_casa_bianca-400x300.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-6631194421288506453</id><published>2009-10-18T01:29:00.000-07:00</published><updated>2009-10-18T01:34:44.582-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società.'/><title type='text'>Tutti volevano sapere...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/StrSogAoagI/AAAAAAAAAdY/ma4gWxKhyUI/s1600-h/sergio-andreatta-intervistato-da-radio24.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 263px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/StrSogAoagI/AAAAAAAAAdY/ma4gWxKhyUI/s320/sergio-andreatta-intervistato-da-radio24.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393855096958773762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tutti volevano sapere... &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Pensionamento coatto, dopo tre decreti qualche chiarimento. Incontro questa mattina al M.I.U.R. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scuola e società&lt;/strong&gt;: Tutti volevano sapere se Andreatta*, il decano dei dirigenti scolastici del Lazio e forse d'Italia, sarebbe stato costretto al "pensionamento coatto" o no.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Incontro questa mattina al M.I.U.R. Dopo tre decreti qualche chiarimento. Rispetto all'applicazione del comma 11 dell'articolo 72, L. 133/2008, che riguarda la possibilità di pensionamento, con 6 mesi di preavviso, del personale che abbia maturato 40 anni di contribuzione, ma che non abbia il requisito dei 65 anni di età (è il caso del 62 enne, dirigente scolastico del IV Circolo didattico di Latina prof. Sergio Andreatta che ha 43 anni di servizio, dopo i due all'ENAOLI ben 41 di ruolo nello Stato di cui 31 da direttore-dirigente), la situazione sembrava ancora interlocutoria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già molti nell'ambiente scolastico pontino, e soprattutto quelli che si propongono a suoi successori, si chiedevano se il noto dirigente scolastico decano, vicino al pensiero del governatore Draghi sul pensionamento, sarebbe stato costretto a lasciare il suo ufficio dirigenziale dalla recente legislazione sul "pensionamento coatto" a "colpa" del suo precoce inserimento nel mondo del lavoro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'informativa data proprio questa mattina ai Sindacati e all'ANP nel corso di un incontro al M.I.U.R., Dipartimento per l'istruzione, sembra assicurare, invece, che il pensionamento, tra l'altro da annunciare con un preavviso di sei mesi, potrà essere disposto soltanto in presenza di esuberi a livello regionale o in presenza di valutazione negativa, adeguatamente documentata "a condizione che siano state attivate le procedure di garanzia previste dall'art. 37 del CCNL dell'Area V". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutti gli altri casi i presidi dovranno essere mantenuti in servizio fino al compimento del limite massimo di età (gli ordinari 65 anni) o, a domanda di proroga se non hanno compiuto il massimo di servizio, fino ai 67 anni di età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Amministrazione eserciterebbe, quindi, il potere di risolvere il rapporto di lavoro dei dirigenti scolastici che abbiano maturato i 40 anni di contributi solo nel caso in cui esista per gli stessi una situazione di esubero a livello regionale [situazione che non si verificherà per il prossimo anno 2010/'11 non soltanto nel Lazio ma in nessuna regione d'Italia] o che si sia in presenza di una valutazione negativa "con adeguata e puntuale documentazione, la consistenza e la qualità del servizio prestato". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, finalmente, un po' di necessaria chiarezza per tutti gli interessati che sono migliaia in tutta Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sembrerebbe che, anche per negare lo stesso mantenimento in servizio a domanda fino ai 67 anni di età, l'Amministrazione dovrà rispettare le due medesime condizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente il sottoscritto che si è battuto fin dall'inizio con azioni e articoli per un ammorbidimento del provvedimento sul cosiddetto "pensionamento coatto", ingiusto verso la dignità della persona e ingrato verso il know-how professionale acquisito, non può che dichiararsi soddisfatto ora dell'interpretazione ministeriale e affidarsi ad una coscienziosa autoanalisi per il miglior... addio alle armi. Quando sarà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* (vincitore del concorso ordinario per direttore didattico bandito dal Min. P.I. con il D.M. del 28.01.1977) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© - &lt;strong&gt;Sergio Andreatta&lt;/strong&gt; - Riproduzione riservata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa news proviene da: http://www.telefree.it&lt;br /&gt;URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&amp;id=74025&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-6631194421288506453?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6631194421288506453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6631194421288506453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/10/tutti-volevano-sapere.html' title='Tutti volevano sapere...'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/StrSogAoagI/AAAAAAAAAdY/ma4gWxKhyUI/s72-c/sergio-andreatta-intervistato-da-radio24.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-8926104462081658318</id><published>2009-10-06T13:03:00.000-07:00</published><updated>2009-10-07T10:23:14.065-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Incontro con David Rubin</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SsujIfqcn7I/AAAAAAAAAdQ/f6hnaG1T8wg/s1600-h/david-rubin-disegno-dedica-per-sergio-andreatta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 314px; height: 231px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SsujIfqcn7I/AAAAAAAAAdQ/f6hnaG1T8wg/s320/david-rubin-disegno-dedica-per-sergio-andreatta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389580745412747186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Incontro con l'autore di "graphic novel" David Rubin &lt;br /&gt;Nel Centenario del Fumetto, per la serie "Incontri con l'Autore". &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il giovane autore spagnolo è nell'Aula Pacis del IV Circolo Didattico di Latina per presentare agli studenti "La sala da tè dell'orso malese".&lt;br /&gt;(www.andreatta.it per altre foto).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;David Rubin nasce in Galizia nel 1977. Ama molto il disegno fin da bambino, studia disegno grafico alla Scuola d’Arte “Antonio Failde” del suo Paese e subito dopo comincia a lavorare nel settore del fumetto, dell’illustrazione e dell’animazione come regista per la Dygra Films con il lungometraggio d’animazione in 3D “Lo spirito del bosco”, esperienza che si appresta a ripetere con “Holy Night!?”. Con la sua appassionata attività si segnala subito all’attenzione dell’editoria e della critica spagnola. Vince il premio come miglior fumetto al Festival de La Coruña e ottiene una nomination come miglior autore-rivelazione al Salone Internazionale del Fumetto di Barcellona con la storia “Dove nessuno può arrivare”. Altre 4 nomination le conseguirà in seguito con “La sala da tè dell’orso malese”…&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia racconta di un orso bonaccione che offre da bere ai suoi vari ospiti i cui racconti trasformeranno la sala dell’incontro in una sorta di ”ambulatorio psicospirituale“.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’incontro si svolge a Latina la mattina del 6 ottobre nell’Aula Pacis della Scuola Primaria “C.Goldoni” gremita di ragazzi vivaci e interessati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti di loro, specie quelli di V elementare, si sono puntigliosamente preparati all’incontro e tengono in mano un foglio con le loro domande belle e pronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;David Rubin è un tipo alla Tiziano Ferro, si presenta in uno spagnolo fluido e gesticolare tanto che la traduttrice Carme Del Signore stenta a stargli dietro e a contenere l’animazione confusa dei ragazzi che, tutti, vorrebbero porre la loro domanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorna più volte il suo amore precoce per il disegno, mentre il tempo di realizzazione per una story board – risponde – è di circa un anno.&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ho trovato questa via per comunicare agli altri – dice l’Autore – i miei sentimenti, i miei pensieri… Altri si esprimono in altri modi, narrativa, poesia, pittura, fotografia,…, io attraverso il pennarello penso e, mentre penso, costruisco le mie storie”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storie di successo come si vede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il segno nero corre rapido sul foglio “Scorrendo come un fiume  che disegna le sue anse fluendo”  nota il dirigente dell’Istituto dott. Sergio Andreatta. L’Autore rimane catturato da questa metafora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al termine del simpatico incontro David Rubin lascia ad ogni classe, realizzandolo lì per lì, un disegno quasi fermo-immagine del suo ultimo libro. Firma autografi in ripetizione e viene calorosamente applaudito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’iniziativa, promossa in collaborazione con la Casa Editrice Tunuè / Prospero’s Books  di Latina diretta da Emanuele Di Giorgi, rientra tra le promozioni della Biblioteca di Circolo “Angelica De Carolis” diretta dall’ins. te Anna Pompeo. Dopo Paco Roca con “Rughe”, ricorrendo quest’anno il Centenario del Fumetto italiano, la Direzione Didattica di Latina ha inteso presentare un altro illustratore giovane spagnolo di talento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-8926104462081658318?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/8926104462081658318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/8926104462081658318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/10/incontro-con-david-rubin.html' title='Incontro con David Rubin'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SsujIfqcn7I/AAAAAAAAAdQ/f6hnaG1T8wg/s72-c/david-rubin-disegno-dedica-per-sergio-andreatta.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-6485332541810425839</id><published>2009-09-16T10:46:00.000-07:00</published><updated>2009-09-16T22:11:12.286-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte e cultura'/><title type='text'>Sergio Andreatta, La necessità della politica a scuola</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SrEkr-SjptI/AAAAAAAAAdI/QkvZ4UPVwaI/s1600-h/della-necessita-della-politica-sergio-andreatta-a-dx.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 244px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SrEkr-SjptI/AAAAAAAAAdI/QkvZ4UPVwaI/s320/della-necessita-della-politica-sergio-andreatta-a-dx.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5382123367558260434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La necessità della politica a scuola&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Pensiero d’urto di Sergio Andreatta&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa distingue l’uomo da un animale se non la sua capacità… politica e la sua essenza nel viverla e nel praticarla? E se l’uomo non può far a meno della politica, non può farne meno oggi sicuramente l’uomo di scuola, l’insegnante. Checché ne dica, o pretenda di dire in proposito, il ministro Mariastella Gelmini (presumibilmente logorata dalle estenuanti rivendicazioni dei precari della scuola) con le sue dichiarazioni o qualche altro esponente del Governo. Naturalmente noi parliamo della “politica” e non della contesa “partitica” che è altra, e spesso anche miserabile, cosa. Lo sosteneva già Aristotele per il quale l’uomo non era altro che “politikòn zóon” cioè una sorta di “animale politico”. L’uomo non può, diceva Aristotele, vivere da solo (fuori dalla polis): chi ci riesce o è una belva o è un dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il politikòn zóon di Aristotele non è soltanto da tradurre come “animale sociale” perché “animali sociali” sono pure le api e le formiche e altri quadrupedi. L’uomo più di un animale sociale è un animale politico, non soltanto perchè “vive nella pòlis”, ma perché per vivere ha bisogno della polis (al termine polis corrisponde “politeía”, costituzione, e “polítes”, cittadino). Il “politico” ha il senso della cittadinanza (cioè dell’appartenenza a quel territorio, a quelle leggi, a quel popolo). Il buon insegnante è un… “politico essenziale” all’interno della sua istituzione scolastica, vive nel contesto di questa sua appartenenza (hic et nunc), la pratica, la introduce (nella peculiarità del processo educativo) nel suo P.O.F. (Piano dell’offerta formativa) e la insegna liberamente (art.21 e 33 della Cost.) ai suoi studenti. Non è uno yes-man il professore ma un intellettuale che pensa (non sempre positivo) e insegna a pensare criticamente. E il “re è nudo“, anche nella giovane tradizione statuale (appena 150 anni) italiana. Ogni “re”, ogni capo, sia nudo per il ruolo pubblico che interpreta, visto e letto in trasparenza… Cogito ergo sum, penso quindi sono, scrive Cartesio, o come pure Agostino cui rimanda, capovolgendone però la prospettiva: si fallor sum, se sbaglio esisto. L’insegnante è uno che analizza e studia le ragioni del formarsi di un pensiero di consenso, uno che educa al pensiero divergente e al rispetto di tutte le dignità e dell’opinione plurale. Uno che rispetta certamente le leggi emanate dalla Repubblica (preciso dovere di ogni cittadino) ma che idealmente si augura che tutti, magari sopra di lui, per primi le rispettino senza riserve, senza contestazioni rissose (benchè forti del proprio status, del proprio impero economico o videocratico), pure quelle che non piacciano, senza mani avanti verso “lodi” autoreferenziali, autoprotettivi e autoimmunitari. Come si può sostenere che tutto questo, così inteso, non appartenga anche al mestiere del professore pure preposto dal 1958, con Aldo Moro, all’insegnamento dell’educazione civica e oggi, lodevolmente, di “Cittadinanza e Costituzione”? L’uomo non può fare a meno di questa politica, giacché in qualche modo la politica lo caratterizza come specie, anzi lo costituisce per quello che è nel suo paese, cioè la terra. Se gli togliessimo la politica, e cioè lo Stato stesso, le leggi e la partecipazione alla vita della sua collettività, gli toglieremmo anche la sua essenza, parte del suo umanesimo integrale. Un insegnante, mutilo della sua libertà di espressione (art.33 Cost.), lo limiteremmo nella sua funzione docente imbavagliandolo della sua tentacolare possibilità di espansiva comunicazione democratica. Forse è quello che si vuole? E un’Italia a rischio di diventare illiberale avrebbe, davvero, da guadagnare da un professore, così, politicamente “assessuato”? Da un giornalista asservito? Da un magistrato condizionato? Da un chierico redarguito?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non possiamo dimenticarci che, ancora più drasticamente di Aristotele, Platone in un suo dialogo sosteneva che l’uomo, per sopravvivere, ha certamente bisogno della tecnica (dell’azione pratica, dell’imprenditoria), ma soprattutto della politikè areté, della virtù politica, di quel senso dello Stato, di quella coscienza etica e di quella dimostrazione di pacifica e costruttiva convivenza civile così palesemente mancante oggi ad una parte della casta dei politici italiani di professione.  © Sergio Andreatta, Latina, settembre 2009.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-6485332541810425839?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6485332541810425839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6485332541810425839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/09/sergio-andreatta-la-necessita-della.html' title='Sergio Andreatta, La necessità della politica a scuola'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SrEkr-SjptI/AAAAAAAAAdI/QkvZ4UPVwaI/s72-c/della-necessita-della-politica-sergio-andreatta-a-dx.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-6363245830199201490</id><published>2009-09-15T07:13:00.000-07:00</published><updated>2009-09-15T07:22:07.822-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città di Latina'/><title type='text'>Borgo San Michele, inaugurata la nuova scuola statale per l'infanzia</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/Sq-i7EiL88I/AAAAAAAAAdA/UlrKrswVn88/s1600-h/(antonio-ciotoli)-(marino-di-girolamo)-(vincenzo-zaccheo)-(sergio-andreatta)2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 235px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/Sq-i7EiL88I/AAAAAAAAAdA/UlrKrswVn88/s320/(antonio-ciotoli)-(marino-di-girolamo)-(vincenzo-zaccheo)-(sergio-andreatta)2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381699215444145090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Borgo San Michele, inaugurata la nuova scuola&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;———————————————–&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal sito ufficiale del Comune di Latina: http://www.comune.latina.it:80/news.php?id=3560&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Foto di Rosamaria Pirri per http://www.andreatta.it)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sindaco Zaccheo, accompagnato dall’assessore alle OO.PP. Di Girolamo, ha inaugurato questa mattina la Scuola dell’Infanzia di Borgo San Michele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova struttura (800 mq, comprendente mensa, nuovi servizi e spazi ludici) è costata un milione e 100mila euro, interamente finanziati dal bilancio comunale, e rappresenta – come più volte sottolineato dallo stesso dirigente scolastico Sergio Andreatta, un istituto all’avanguardia, in campo nazionale, in quanto a tecnologie messe in campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scuola ad esempio, è priva di piastre per riscaldamento (è stato utilizzando un sistema di riscaldo con conduzione sotto pavimento).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La struttura è in cemento armato e legno lamellare (un mix costruttivo che la rende accogliente e luminosa) ed è stata costruita tenendo presenti tecniche e metodologie che la rendono “a misura di bambino”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tal senso il sindaco Zaccheo ha voluto rivolgere un particolare ringraziamento al progettista ing. Antonio Ciotoli per la sensibilità che lo ha portato anche ad approfondire tali aspetti. La struttura si sviluppa interamente al piano terra, non esiste alcuna barriera architettonica, ha grandi spazi per lo svolgimento di attività e per zone silenziose (con materassino per il riposo). Sono stati curati in particolare i colori e gli ambienti in modo da rendere confortevole l’area scolastica. Ogni sezione è collegata con spazi esterni coperti per dare continuità all’azione didattica. Particolare attenzione è stata data all’allestimento degli spazi esterni con elementi ludico ricreativi. Il sindaco ha definito la scuola “un sogno diventato realtà” ed ha illustrato l’iter che ha portato alla sua realizzazione e che ha preso le mosse da uno studio sull’evoluzione demografica con le confermate previsioni in aumento di Borgo San Michele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zaccheo e l’ass. Di Girolamo hanno poi anche annunciato le prossime tappe del più vasto progetto di interventi nel campo dell’edilizia scolastica con le prossime inaugurazioni della materna di Borgo Piave, l’ampliamento della scuola elementare di Borgo Montello e poi delle scuole di Latina scalo, Borgo Faiti e Santa Maria, con un impegno finanziario forte (fra edifici ex novo e ristrutturazioni, circa 6 milioni di euro) che dimostra la forte attenzione di questa Amministrazione a garanzia del diritto all’istruzione e alla sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E proprio le esigenze di efficienza e di massima tutela della sicurezza, hanno suggerito invece il rinvio a mercoledì prossimo, 16 settembre, ore 8.30 (presente il sindaco) della scuola per l’infanzia di Borgo Isonzo: i lavori di messa in sicurezza e di ristrutturazione – andati avanti per tutta l’estate – si sono conclusi solo venerdì scorso. Di qui la necessità di porre in essere una pulizia straordinaria dell’edificio e di consentire ai tecnici un ulteriore e definitivo controllo di collaudo: ciò che ha spinto la direzione didattica – d’accordo con il Comune – a posticipare di 48 ore il suono della prima campanella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’inaugurazione di questa mattina erano presenti anche gli assessori Fragiotta e Galetto, il consigliere comunale Giancarlo Palmieri (che ha portato il suo saluto ai presenti), il consigliere comunale De Marchis, il presidente Frison e componenti della locale Circoscrizione. Al parroco don Leonardo, delegato dal Vescovo, il compito di impartire la solenne benedizione alla struttura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.comune.latina.it:80/news.php?id=3560&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-6363245830199201490?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6363245830199201490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6363245830199201490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/09/borgo-san-michele-inaugurata-la-nuova.html' title='Borgo San Michele, inaugurata la nuova scuola statale per l&apos;infanzia'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/Sq-i7EiL88I/AAAAAAAAAdA/UlrKrswVn88/s72-c/(antonio-ciotoli)-(marino-di-girolamo)-(vincenzo-zaccheo)-(sergio-andreatta)2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-8040768868240921396</id><published>2009-08-08T10:24:00.000-07:00</published><updated>2009-08-09T06:32:21.638-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Primo Piano'/><title type='text'>RELIGIOSITA’, un libro di fotografia di Luigi Giannetti</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/Sn21T4-IV-I/AAAAAAAAAcY/gsjrZzWVzR8/s1600-h/religiosit%C3%A0-fotobook-di-luigi-giannetti-(copertina)-2009.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 219px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/Sn21T4-IV-I/AAAAAAAAAcY/gsjrZzWVzR8/s320/religiosit%C3%A0-fotobook-di-luigi-giannetti-(copertina)-2009.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5367645684210620386" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Religiosità, un fotobook di Luigi Giannetti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando il più profondo legame comunitario, il sentimento religioso di un paese, Picinisco, diventa un’opera d’arte. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di &lt;strong&gt;Sergio Andreatta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'importanza di una foto è tutta nell'immagine, nella cura dei dettagli, nella tensione della ricerca, nella grande passione spesa dall'autore. "Lo sa lei come la chiamano adesso le dignità professionale: immagine. E che cosa crede che sia l'immagine? [ ... ] E' un prodotto [ ... ] e questo prodotto è più importante di chi lo produce". Paradossalmente il significato di questa frase di Alberto Moravia, tratta da La donna leopardo, rispecchia il valore e l'importanza che si dà oggi all'immagine-apparenza, nel caso di una bella donna, importanza che per altri versi si può attribuire ad una foto che vale per quello che ha prodotto e saputo esprimere, o meglio sa promuovere, attraverso i filtri della senso-percezione, nel giudizio estetico e nell'interiorità di chi la osserva e la legge. Per un fotografo professionista, ma anche per uno "dilettante" appassionato, l'immagine costituisce veramente una sorta di "dignità professionale". Una foto, a ben vederla, non si gode infatti soltanto epidermicamente o una volta per sempre per poi concludere, quasi a chiudere in fretta un sipario, con un "Oh, che bella!". Una foto è specchio di un soggetto, di un oggetto, di un'azione... e quel che specchia va letto avendo sempre presente l'intento voluto della narrazione. Ecco perchè una fotografia non è mai da considerarsi un prodotto finito finché continua a dialogare con qualcuno come, per restare in tema, la statua di gesso che interagisce con la devota nella Chiesa di S. Lorenzo di Picinisco. Non lo è mai, prodotto finito, particolarmente un fotogramma digitale dal quale si possono ricavare molteplici alternative e variazioni. La fotografia, se non è casuale, è ideazione di un percorso che diventa progetto registico se prevede una sequenza di scatti, lungo le fil rouge tematico dell'autore, così in ogni libro di fotografia ed anche in questo. Un libro sulla religiosità poi è un libro sulla più intima essenza di una comunità e delle persone che la compongono, un tentativo - forse riuscito o forse no - di una rappresentazione metafisica attraverso la raccolta e la selezione di segni e di significanti che si ritiene meritevoli di esser colti e fissati estrapolandoli dalla caduta del tempo con uno scatto fotografico. Un tentativo effimero, forse, di "eternazione". In "Religiosità' noi non troviamo tutti i segni e i significanti reperibili sul luogo in materia religiosa ma solo quelli che, facendo uno scarto, hanno semanticamente interessato l'autore. Impressioni ed espressioni scelte arbitrariamente, quindi, da Giannetti. E in questo contesto anche una fotografia che può sembrare brutta da sola può diventare, all'interno di una sequenza, una fotografia significativa, l'ineliminabile anello di una catena. Probabilmente la religiosità di Picinisco è anche altro da questo campionario esibito, se non altre liturgie nella loro ripetizione, altri momenti, altre persone, altri stati d'animo. La religiosità di Picinisco non è neanche unica, in quanto fenotipica di altri paesi dei dintorni, diversamente contaminata una volta l'anno, il 20 di agosto, da quella dei molti pellegrini diretti in torme al Santuario della Madonna del Canneto, ma è comunque una rappresentazione della memoria collettiva da salvare. Quanto è stato rappresentato in "Religiosità", ma non tutto è sempre completamente rappresentabile, coglie bene il senso del legame religioso superstite nella comunità valligiana. Dico superstite perché una generazione fa Giannetti avrebbe sicuramente archiviato altro, e altro ancora potrebbe nella prossima per quell'erosione e rarefazione continua del sentimento religioso, per quel rimodellamento che risente meno delle nuove utopie pubblicitarie e più della crisi dei valori in atto. Questa diacronia fotografica, quasi un'evolutiva stratigrafia dell'essere religioso piciniscano, sarebbe di grande interesse antropologico culturale. Un vescovo amico mi chiese una volta che cosa io ritenessi utile a rivitalizzare l'adesione religiosa nella sua diocesi. E io gli risposi lapidariamente, forse troppo in fretta e senza approfondire per metterlo in riflessione:" Meno miti e riti e più partecipazione alle vicende della gente", toccando però così senza volerlo l'essenza stessa di una religione: i miti e i riti. E quella che poteva sembrare una bella risposta in realtà non lo era affatto perché non si può immaginare una partecipazione al sentimento religioso (religio = legame comunitario) senza una condivisione, a un qualche livello, di una mitologia delle origini (genesi) e la reiterata pratica di un rito liturgico. Con la rievocazione fin alle sue origini (mito) di un percorso di salvezza e sulla ripetitiva perpetuazione, regolare e cadenzata, di una liturgia della promessa si mantiene e si rianima ogni culto. Il mito e il rito attraggono, sono come il vento (spirito) che alimenta il fuoco. Se si capisce questo si capisce anche perché una chiesa (particolarmente quella cattolica italiana rispetto a quella sudamericana della cosidetta "teologia della liberazione" ad esempio) non possa che essere nella sua autoreferenzialità, malgrado ogni dissimulazione in proposito, più conservatrice ("alla destra" per schemi di pensiero) che progressista ("alla sinistra"). Questo è nello stesso suo DNA costitutivo giacché ogni cambiamento (es. sulle questioni bioetiche) è visto con sospetto stravolgente, se non demonizzato. Quella di Giannetti, dunque, si presenta come il diario di un viaggio nella religiosità del suo paese. Sarebbe facile aggiungere diario interiore, metafisico, in realtà questo suo diario fotografico, di 70 scatti rigorosamente in bianco e nero (alcuni software consentono oggi una conversione controllata e il viraggio da colori al bianco e nero) e quindi dotati di maggiore presa come già nel precedente libro (Pastorizia), mi appare più fisico ed estetico fin nelle colte espressioni delle facce dei co-protagonisti. E dico coprotagonisti (personaggi in cerca di un autore, il Giannetti appunto) che si muovono intorno ad un soggetto, ad una trama, secondo una coralità quasi teatrale (conditio sine qua non in questo caso) che era assente nella precedente opera, "Pastorizia", più inebriata dalla bellezza del paesaggio e più emblematica della condizione di lavoro un tempo più diffusa per queste montagne. Pastorizia e Religiosità sono in fondo i due caratteri che meglio contraddistinguono sicuramente questa piccola, ma non chiusa, comunità della Val di Comino. Dalla commistione di queste due condizioni non è nata, ab ovo, come altrove ho scritto, la stessa pastorale cristiana? Oggi non è difficile "mettere in luce", specie con la fotografia, qualche aspetto del modo di essere, di apparire e di esistere di una persona o di una comunità. Realizzare progetti fotografici innovativi oggi è alla portata, se non proprio di tutti, di una moltitudine di fotografi di varia bravura, anche promossi dalle nuove tecnologie avanzate messe a disposizione dal progresso ma la chiave del successo progettuale di Giannetti, della sua straordinarietà, sta nella conoscenza delle persone e nell'osservanza (non soltanto osservazione) dei loro sentimenti. Nella non invadenza dello scatto, nel delicato rispetto oggi così conclamato, coscientizzato perfino in un diritto, della privacy di ognuno. "Donne che osservano enormi crocefissi con naturalezza estrema - annota Gabriele La Porta direttore di RAI NOTTE - come se si trattasse di passanti. Bambini che esaminano le statue della processione come enormi e intoccabili giocattoli magici. Anziani che ripetono gesti e posture per l'ennesima volta, e lo fanno con attenzione, con affetto profondo. Donne velate, donne che preparano la processione, donne che discorrono beate sulle panche della chiesa, chierichetti con occhi fondi e arie incredibilmente sveglie...". E' questo il prevedibile campionario dei personaggi e degli interpreti del copione. Diego Mòrmorio, critico e storico della fotografia dell'Accademia delle Belle Arti di Napoli, che nella presentazione avvenuta nella Chiesa di San Rocco di Picinisco sabato 1 agosto 2009 davanti ad un folto pubblico ha parlato a lungo della fisica della luce come mezzo di scrittura fotografica, nella presentazione tenta anche, peraltro in modo insufficiente ed inesaustivo, un'interpretazione antropologica del fenomeno religioso, ricordando la potenza del legame (inclusione) e il rischio dell'esclusione (scomunica o s-comunità direi). Ancora una volta cita il noto episodio della morte di Socrate "colpevole di non riconoscere gli dei che la città riconosce e di introdurre altre nuove divinità". Benedetto Croce, con forti legami parentali da queste parti (Alvito), com'è noto, insisteva sul concetto del "perché non possiamo non dirci cristiani". Parola di un liberale laico. "... anche quando a livello della coscienza ci sentiamo lontani dai culti religiosi del luogo in cui siamo cresciuti, a livello inconscio ne veniamo attratti più o meno nella stessa forma in cui si manifesta l'attrazione di Luigi Giannetti, che giustamente parla di "una Picinisco interiore": di "un luogo dell'anima, luminoso ed oscuro, odiato e amato al tempo stesso". Io, senza valicare il limite, mi fermerei però alla Picinisco religiosa dove la differenza tra "religioso" ed "interiore" potrebbe essere, secondo me Sergio Andreatta, tutta nella metafora di una mela dove l'interiorità è rappresentata dalla polpa infotografabile (se non ricorrendo ad uno spaccato) e la religiosità dalla buccia. Questo dà anche il limite della fotografia, più che della fede in sè rispetto alla sua manifestazione. Nicola Giuseppe Smerilli, docente di scenografia all'Accademia delle Belle Arti di Roma, è di poche parole tanto da sembrare reticente, confessa di essere rimasto sorpreso dall'accoglienza della comunità sotto l'ombra del grande albero, l'enorme platano amico e guardiano della piazza migliaia di volte, vestito nella sua curata divisa verde o spogliato, fotografato da Giannetti, da me e da tutti coloro che salgono a Picinisco accompagnati da una fotocamera qualsiasi, fosse pure solo quella del cellulare. Ma la reticente essenzialità di Smerilli ha un significato preciso che troviamo estenuato nella presentazione (Pensare la fotografia): "E' facile parlare e scrivere di buona composizione, - scrive il prof. Smerilli - di equilibrio formale, di grana, di toni, di regole... che se pure importanti sono la grammatica, la base indispensabile su cui ogni fotografo costruisce un proprio percorso di ricerca. Difficile è invece parlare e scrivere del senso più profondo della fotografia, di quello che quanti operano in questo campo intendono trasmettere con il loro lavoro... Raccontare la fotografia per chi come me la fotografia la fa credo sia un atto di grande arbitrarietà... La fotografia... non ha bisogno di conferme, è lì che aspetta solo di essere guardata, per recuperare il senso di ciò che l'autore ha deciso di cogliere nell'istante dello scatto, lasciando che ciò che ha dentro si materializzi in quella specifica immagine". Gli onori di casa sono stati fatti doverosamente dal sindaco di Picinisco, ing. Giancarlo Ferrera, un grande appassionato dei valori di questo territorio e delle sue notevoli risorse naturalistiche (P.N.A.L.M.). Un sindaco perfino "campanilista" in senso buono - dichiara - che non trascura mai di dare smalto a queste bellezze e a queste tradizioni secolari non bastevoli, però, da sole a frenare l'emorragia migratoria verso la Scozia e il Canada. Ma il sindaco non è l'unico grande estimatore delle opere fotografiche di Luigi Giannetti testimone privilegiato e custode di tutto ciò che di saliente accade nella ormai depauperata comunità piciniscana. © - Sergio Andreatta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luigi Giannetti (Photos e Progetto grafico), Religiosità, Picinisco, 2009, Editing: Grafiche del Liri (Isola Liri - FR). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il patrocinio della Regione Lazio (Assessorato Sviluppo Economico, Ricerca, innovazione e Turismo), del Comune di Picinisco, della Pro Loco di Picinisco. Con il sostegno economico di Ilaria Scala.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'inizio saluto aperitivo di Lorenzo Pelosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Video a cura di Marco Schirinzi, nel sottofondo musicale un contributo compositivo (Amore e Psiche) di Giacomo Ferrera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione Concerto d'archi con musiche barocche e moderne di un noto quartetto pugliese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le numerose Autorità presenti quelle religiose: mons. Dionigi Antonelli, pubblicista, apprezzato storico locale e già rettore del Canneto; don Antonio Molle attuale rettore del Santuario della Madonna del Canneto e abate della Collegiata di S.Lorenzo in Picinisco; il benedettino archivista dell'Abbazia di Montecassino; il monaco bibliotecario dell'Abbazia di Casamari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un riconoscente omaggio l'Autore dedica l'opera al prof. Erino Rendina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di: Sergio Andreatta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-8040768868240921396?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/8040768868240921396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/8040768868240921396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/08/religiosita-un-libro-di-fotografia-di.html' title='RELIGIOSITA’, un libro di fotografia di Luigi Giannetti'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/Sn21T4-IV-I/AAAAAAAAAcY/gsjrZzWVzR8/s72-c/religiosit%C3%A0-fotobook-di-luigi-giannetti-(copertina)-2009.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-7021625073839081405</id><published>2009-07-21T03:32:00.000-07:00</published><updated>2009-07-21T03:38:36.791-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa e Società;'/><title type='text'>Il rischio della conoscenza</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SmWZ2A6sCZI/AAAAAAAAAcQ/a7t3jzETysY/s1600-h/Marzia+con+l%27Uomo+di+Neanderthal.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 160px; height: 107px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SmWZ2A6sCZI/AAAAAAAAAcQ/a7t3jzETysY/s320/Marzia+con+l%27Uomo+di+Neanderthal.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360860084692584850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il rischio della conoscenza &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dal tabù dell’albero della conoscenza del bene e del male alla necessità ”sine qua non” di conoscere dell’uomo (adam). Partendo dall’esperienza comune alcuni spunti del &lt;strong&gt;prof. Sergio Andreatta&lt;/strong&gt; per una riflessione filosofico-religiosa.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Breve esperienza di cammino spirituale con rare persone non suggestionate da un irrefrenabile desiderio di consumismo piuttosto che dalla ricerca di sé e di Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dell’interessante esperienza, una sosta di soli due giorni nel “deserto” dell’eremo di S.Egidio, in quel di Frosolone, ho scritto in un articolo precedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è stata soltanto l’occasione per conoscere il luogo sacro dove vive e opera l’eremita francescano padre Luciano Proietti, di cui sono stato indegnamente chiamato in precedenza a presentare a Latina il suo libro “Elogio della Vita solitaria”, Effatà Editrice, Torino – 2008. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ho trovato il luogo / dove scendere / alle radici del mio cuore / e delle ragioni della vita. / Ho trovato il luogo / in cui abitare con Dio / e avere tutto il tempo / per ascoltarlo, / parlargli, capirlo / e farmi prendere da Lui. / Ho trovato il luogo / dove Dio mi aspettava. / Nostalgia di farmi fanciullo / in questo grembo materno / di pietra, / come Adamo all’alba dei tempi” (“Elogio della vita solitaria”, pagg. 96 – 97). Così intensamente scrive Proietti del suo “buen retiro” montano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’ospitale piccolo refettorio claustrale due giovani responsabili del Cammino in Spes leggevano il documento conclusivo, una proposta intorno alla domanda “Adamo, dove sei?”: passi e passaggi di un programma per un altro anno di cammino che vede il Gruppo riunirsi “in ardente preghiera del cuore” una volta la settimana presso il Monastero di S. Chiara di Latina. Solo così (ma si può dire solo?) questo Gruppo si rinforza e si sviluppa diffondendosi in discrezione ogni giorno di più tra gli amici, per lo più pontini impegnati nella quotidianità, senza chimere per la testa, giovani che vogliono bene a se stessi e allo spirito di Dio che li guida. E non so quando nel tempo e non so neanche come tra il Gruppo e l’eremita si sia intrecciato un rapporto che sembra duraturo, nato forse attraverso il… Molise. Molisano di un paese limitrofo all’eremo è, infatti, Daniele uno dei fondatori di Spes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Adamo dove sei?” Tornato a Latina Daniele Efficace mi inviava una foto densa di simbolismi: nel giardino dell’Eden di Padre Luciano (retrostante la chiesina del ‘700) il serpente tentatore striscia in discesa dal tronco del melo mentre due piedi antagonisti (di due del gruppo) si apprestano a schiacciarlo sulla roccia (= saldezza), secondo la migliore interpretazione iconografica, o magari (perchè non si può mai dare per scontato il finale) ad esserne anche morsi… Mancherà ogni certezza sull’esito. Questa curata rappresentazione (del serpente e delle mele) per ricordarci il disorientamento ma anche la ricerca di senso che accompagna l’uomo contemporaneo, scenografia di plastica installata tra tante pietre modellate dall’erosione del vento e dell’acqua, tra una disseminazione di statue, soprattutto di bronzo, parlanti semplicemente del Vangelo di Gesù, tra tante piante piccole, ma che promettono già una rapida crescita in un disegno di riparo estivo del pellegrino  che sopraggiunga fin nella solare pietraia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora alcune veloci considerazioni sulla simbologia evocata. “Adamo, dove sei?” sta per “Uomo, in questa notte complessa e cangiante della nostra civiltà, ti sei forse perso?”. Quasi impossibile rispondere o meglio a ciascuno il suo tentativo di risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mela dell’albero della conoscenza con la sua invogliante e profumata bellezza rappresenta l’insopprimibile e libidico desiderio di amore e di conoscenza, a cominciare da quella carnale, sia per Eva che per Elena di Troia che per le tradizioni orali di tanti popoli antichi. Il bene e il male, posti come tabù iniziale, che non si voleva si conoscesse, rappresentano però la tesi-antitesi di una libertà di scelta che alla fine Dio stesso, in una sorta di compromesso con le sue iniziali intenzioni, deve riconoscere al libero arbitrio dell’uomo, alla sua indipendente coscienza messa in crisi e in situazione di decidere “da e per sé”. La disobbedienza è il peccato che per primo si focalizza ma che rappresenta anche il distacco e l’inizio di una crescita personale, benchè la cacciata dall’Eden prefiguri momenti di dolore sia per Eva (“con dolore partorirai figli”) che per Adamo (“Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra…”). Buio pesto, quindi, per una morte annunciata…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il serpente è l’attore brillante che tiene la scena da protagonista, l’animale antropomorfo di non comune intelligenza che interpreta il copione di chi induce, ieri come oggi, al cedimento, ai compromessi (il più grave dei quali, guardando all’oggi, è certamente in politica) ma anche allo sviluppo della propria critica e indipendenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al desiderio, alla tentazione-corteggiamento per umana debolezza spesso si cede, specie se essi rappresentano un desiderio anche psico-fisico di amore, di rapporto con-sessuale. Sembra, infatti, che il vero serpente rappresenti, non soltanto per la psicologia del profondo e altre tradizioni antiche (es. cinese) l’organo sessuale maschile in stato di erezione e che mangiare la mela voglia dire, quindi, cedere al desiderio più naturale per ogni specie, non soltanto quella umana, che attraverso esso si perpetua. Ma il peccato, comunque ti si rappresenti, dopo rattrista. Rattrista anche l’amore fisico dopo, “Post coitum vir tristis” dicevano i latini… Come una religione si perpetua nei riti, la specie umana si perpetua mangiando le mele proibite del giardino delle origini. Il mangiar mele della Genesi rappresenterebbe, quindi, il senso di mortalità (forse da originario peccato), di “finitudine” che deve essere superato, cercando di “andare oltre” con una subblimazione o con la nascita di figli. Tra paradiso perduto delle origini (utopia) e ricerca perpetua di ritorno (crisi) l’uomo di ogni tempo vive le sue altalenanti ambivalenze e “in gran tempesta di pensieri ondeggia”.. Questo mi viene in questo momento da pensare come personale interpretazione antropologico-culturale, in qualche modo collegabile con la riflessione religiosa… dove “l’albero della conoscenza” parte già nell’Eden dal desiderio disobbediente a Dio, che è però anche desiderio di crescita della propria umanità, e da una curiosità di conoscenza non soltanto intellettiva senza la quale non ci sarebbe stato alcun progresso scientifico ma, prima di tutto, da un desiderio di conoscenza e di soddisfazione carnale. Senza il diavolo e senza la tentazione non saremmo che uomini-schiavi, “minus habentes” senza meriti, se non quello della passiva obbedienza, per la scommessa (“le pari” di Blaise Pascal) della salvezza. Attraverso la fede, certamente, ma anche attraverso la conoscenza (la sempre più attuale e moderna “fede di Tommaso”) noi possiamo riscoprire la scintilla divina che è in noi e ricongiungerci in qualche modo con le nostre origini perdute nel paradiso terrestre… E così che Dio, come la mamma più amorevole, non soffocando un originale desiderio di scoperta e di crescita di ogni anima, ha benevolmente permesso e permette ai noi suoi figli (perché non può amare, credo, lo stato di sudditanza) lo sviluppo responsabile (perfino tollerando quello irresponsabile) di ogni singola autonomia interiore. &lt;strong&gt;Sergio Andreatta&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;saggista, dirigente scolastico in Latina (Italia)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da: www.andreatta.it - blog statistics &lt;br /&gt;&lt;em&gt;At present here there are 402 original articles &lt;br /&gt;and 708 comments in 15 top tags .  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un serpente vero&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ne incontri uno che fai?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quanto al serpente, il giorno prima della partenza mentre raccoglievo a Borgo Bainsizza alcuni cesti di prugne per l’eremo, uno mi strisciava a non più di un metro davanti ai piedi. Lungo 80 cm. - 1 m. con una divisa di brillanti anelli giallo-verdi sul dorso. Una vipera, un colubrus, un biacco o chissà cosa?… E subito, istintivamente, ci siamo guardati con timore negli occhi, nelle difensive temendo ognuno l’improvvisa e scattante reazione dell’altro… La mia tentazione, favorita dalla tipica paura inconscia che emergeva e dalla varia cultura ereditata in proposito, sarebbe stata quella di ucciderlo subito lanciadogli la forbice da vite che avevo nella tasca posteriore dei jeans o magari, due minuti dopo, di arrostirlo nel fuoco dentro il mucchio di rami secchi dentro cui aveva trovato provvisorio rifugio. Ma dominando questo deleterio impulso-tentazione rimanevo immobile mentre riflettevo:”Se anch’esso esiste, e se proprio qui, questo deve avere un suo preciso significato ecologico” e così gli ho fatto dono della vita. Ieri l’ho, non più visto, ma udito strisciare sulle foglioline secche di una contenuta siepe di bambù dove forse ha posto il suo covo. E’ questa, forse, la presenza discreta di una tentazione destinata a continuare?…  &lt;strong&gt;Sergio Andreatta&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-7021625073839081405?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7021625073839081405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7021625073839081405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/07/il-rischio-della-conoscenza.html' title='Il rischio della conoscenza'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SmWZ2A6sCZI/AAAAAAAAAcQ/a7t3jzETysY/s72-c/Marzia+con+l%27Uomo+di+Neanderthal.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-5951014107680776782</id><published>2009-07-02T11:04:00.000-07:00</published><updated>2009-07-02T11:06:43.504-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>Esami di licenza media: sempre più brave le ragazze</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/Skz3JSK-4LI/AAAAAAAAAcI/lcU2X72eMZY/s1600-h/una-simpatica-classe-di-ciucci.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 160px; height: 115px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/Skz3JSK-4LI/AAAAAAAAAcI/lcU2X72eMZY/s320/una-simpatica-classe-di-ciucci.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353925795905462450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Col voto massimo il 10,5% delle femmine e il 6,1% dei maschi. Raddoppiati i non ammessi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.andreatta.it/?p=1716&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco finalmente i risultati degli esami finali di licenza media che ci interessano molto da vicino per continuità didattica: gli studenti promossi con votazione massima, da quest'anno pari a 10 decimi, sarebbero soltanto l'8,2% del totale. Avrebbero così dimostrato di possedere competenze a livello di eccellenza (preferiamo usare ancora il condizionale in attesa della pubblicazione dei dati ufficiali del MIUR) appena 45.000 sui 560.000 candidati complessivi. Una statistica, davvero, desolante per la scuola media italiana! A confermarsi nettamente più brave dei compagni maschi sarebbero state, al solito, le ragazze: tra loro il 10,5% avrebbe conseguito, infatti, il punteggio massimo, mentre i compagni maschi si sarebbero fermati ad una percentuale del 6,1%. E di per sé non basterebbe neanche a giustificare questa prevalente bravura la sola constatazione di una maggiore diligenza, considerazione fatta quasi a “diminutio” del più brillante risultato. Il metodo di studio, certo, ma, forse, anche l’ipotesi di una diversa struttura dell’intelligenza personale tra la femmina e il maschio, una più intensa motivazione, un diverso e più forte desiderio di affermazione in questo campo rispetto al maschio distratto da altri traguardi. Ma tra gli stranieri: appena il 3% avrebbe riportato i 10 decimi. Qui la più bassa presenza di votazioni massime sarebbe da mettere sicuramente in relazione con il loro diverso contesto socio-culturale. - Noi tecnici della scuola, - dice lo psicopedagogista e dirigente scolastico prof. Sergio Andreatta autore del saggio “Bambini una volta” - sia pure in una prevalente connotazione pedagogica, siamo, infatti, abituati ad analizzare la filiera sempre nel suo contesto, nel processo e, quindi, anche ma non solo nel prodotto finale”. Il voto medio nazionale è di 7,4 decimi, un voto non esaltante, considerata la diffusa indulgenza e generosità (= non obiettività assoluta) di molti professori. L’emergenza scuola è tutta in questi numeri, i crudi risultati parlano da soli. Viene, infatti, generalmente riconosciuto (OCSE, PISA, INVALSI) che è la scuola media il primo nodo critico del sistema scolastico italiano, seppure neanche il peggiore rispetto a quelli successivi delle scuole superiori. Eppure il ministro Gelmini, con la sua enfatica riforma, è andata a tagliare risorse professionali (con l’introduzione dell’insegnante unico di riferimento in I elementare, la sparizione della contemporaneità nelle classi successive, ecc…) soprattutto in quella che, differenziandosi dalla negativa valutazione di sistema, era la buona nostra scuola elementare/primaria. Peccato! La votazione in numeri, espressi su una scala da uno a dieci, è stata introdotta quest'anno per volontà del ministro Gelmini al fine di rendere meno discrezionale la valutazione degli alunni. Intento di per sé positivo se si volesse, però, considerare in premessa la capacità di valutazione su un unico metro nazionale da parte dei professori. Giudizi finali, comunque, addio. Da quest'anno sui diplomi sono spariti, quindi, i tradizionali giudizi di “ottimo, distinto, buono e sufficiente”. C’è, però, un altro dato riguardante la criticità delle classi di terza media inferiore che può interessarci: quello dell'aumento sensibile dei non ammessi agli esami finali. Dai dati inviati dalle scuole al MIUR risulterebbe più che raddoppiato il numero di respinti. Se nel 2008 era del 2,1% quello di quest'anno, anche se non sembra ancora definitivo, si attesterebbe al 4,4%. E anche sull'aumento dei non ammessi avrebbe statisticamente inciso l'andamento negativo degli alunni stranieri: il 13,5% dei non italiani sarebbe stato fermato già prima di fare l'esame; mentre gli italiani non ritenuti idonei sarebbero stati il 3,5%. Percentuali abbastanza coerenti con i quadri sociofamiliari conosciuti. Ma l'elemento che avrebbe più influito sulla votazione sarebbe, a giudizio di qualche professore da noi intervistato, la norma che obbliga il consiglio di classe a promuovere l'alunno soltanto in presenza della sufficienza in tutte le materie. Naturalmente questo ha la sua validità se non si è rimediato passando artatamente tutte le insufficienze al “6” politico. E con ogni probabilità questa stessa norma ispirata ad un desiderio di merito, dall'anno prossimo, sarà introdotta anche alle superiori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-5951014107680776782?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/5951014107680776782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/5951014107680776782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/07/esami-di-licenza-media-sempre-piu-brave.html' title='Esami di licenza media: sempre più brave le ragazze'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/Skz3JSK-4LI/AAAAAAAAAcI/lcU2X72eMZY/s72-c/una-simpatica-classe-di-ciucci.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-5782772458741001626</id><published>2009-06-07T11:48:00.000-07:00</published><updated>2009-06-07T11:48:48.189-07:00</updated><title type='text'>andreatta - Cerca con Google</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.google.it/search?sourceid=navclient&amp;amp;hl=it&amp;amp;ie=UTF-8&amp;amp;rlz=1T4ADBR_itIT266IT267&amp;amp;q=andreatta"&gt;andreatta - Cerca con Google&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-5782772458741001626?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.google.it/search?sourceid=navclient&amp;hl=it&amp;ie=UTF-8&amp;rlz=1T4ADBR_itIT266IT267&amp;q=andreatta' title='andreatta - Cerca con Google'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/5782772458741001626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/5782772458741001626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/06/andreatta-cerca-con-google.html' title='andreatta - Cerca con Google'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-1502027742147117888</id><published>2009-05-07T10:48:00.000-07:00</published><updated>2009-05-07T10:50:37.786-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>Quando la famiglia rinuncia al suo impegno educativo…</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SgMfSU6X1RI/AAAAAAAAAb4/D0zUMCK_07E/s1600-h/pof-per-regola-e-progetto-quartocircoloit.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 308px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SgMfSU6X1RI/AAAAAAAAAb4/D0zUMCK_07E/s320/pof-per-regola-e-progetto-quartocircoloit.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333140783448446226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di: &lt;strong&gt;Sergio Andreatta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“A difesa dell’autonomia, della laicità e della pluralità multi-culturale della scuola pubblica - dice il dirigente scolastico e saggista prof. Sergio Andreatta - un Collegio di Latina boccia all’unanimità un documento sui criteri del P.O.F., fraintesi come valori e principi da consegnare (o, forse, compiti da assegnare) ai Docenti”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non bastano le buone intenzioni perchè un documento sia ritenuto pertinente. Questo il giudizio del Collegio dei docenti sul documento per i “criteri del POF” prodotto dal dr. Caldarini. In realtà le tre pagine, si è osservato, danno un’ interessante rappresentazione soggettiva di quello che l’autore e le sue fonti ispirative vorrebbero che fosse un’offerta formativa, rappresentazione peraltro ben diversa e non coincidente, se non solo in parte, con la realtà oggettiva del P.O.F. di una scuola statale e laica come è il IV Circolo didattico di Latina. L’equivoco di base sta anche nell’aver confuso epistemologicamente il concetto di “criterio”, pista per un giudizio sulle linee d’azione e di condotta e, quindi, di efficienza e di efficacia significativa su quello che si fa a scuola, con quello assoluto di valore e di principio secondo una propria ideologia. Ma quello che si programma e che si attua in un’istituzione scolastica dello Stato non può che trarre eminente ispirazione dalle Carte Internazionali e dai Principi fondamentali (artt. 1-12) della Costituzione della Repubblica e, a cascata, dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo (Bertagna-Ceruti) emanate dal M.I.U.R. e inserite nel fresco Regolamento sul primo ciclo d’istruzione per il prossimo triennio. Negli scenari politico-culturali del cambiamento sociale e della complessità, con lo sviluppo positivo della ricerca scientifica e l’avanzamento della scoperta, il pensiero si fa debole e precario, come la famiglia, il lavoro e la stessa educazione e non può essere, certo, la riscoperta della tradizione (magari con la T maiuscola), con le sue presunte e rischiose certezze, la soluzione. E siccome nella comunicazione “il mezzo è anche il messaggio”, come ha scritto M.Mc Luhan (Gli strumenti del comunicare), ciò che non è frutto di un’ elaborazione e di una ricerca-azione comunitaria ma soltanto il parto ideale, neanche tanto autentico e rispettoso delle competenze magistrali, di un singolo soggetto non può avere in sé la pretesa, né critica né estetica né regolamentare, di diventare “criterio” per l’operato di una scuola pubblica. Seppure per qualche verso possa diventare, tra crisi e utopia, spunto di stimolo per un dibattito, anche più allargato. Ma che colpa ha la scuola dei modelli educativi sbagliati che si fabbricano nelle famiglie? “Da case normali per lo più; anche dal degrado, dalla miseria e dall’emargina­zione, ma altrettanto, da case belle, quartieri buo­ni e famiglie per bene. Po­trebbero essere figli di tut­ti noi, - scrive Isabella Bossi Fedrigotti, scrittrice ed editorialista del Corriere della Sera - incappati per insi­curezza, per solitudine, per noia nell’amico più forte, nel gruppo sbaglia­to; e si sa che il gruppo or­mai conta più della fami­glia, per il semplice fatto che la famiglia, nonostan­te il gran parlare che se ne fa, è oggi più debole che mai”. Il bullismo di tanti ragazzi, l’ ambiguo conformismo, la freddezza, il cinismo e l’ indifferenza  di tanto adolescenti non si può, certo, dire che li abbia ispirati la scuola, tanto meno una scuola attenta al rispetto delle regole come la nostra (con il suo P.O.F. “Per Regola e Progetto”). Se i Genitori si rivelano in genere così deboli, ma ci sono anche tante belle eccezioni, così inascoltati e incapaci di educare è anche perché molti hanno rinunciato al loro impegno educativo e per primi sembrano aver smarrito in questo nostro difficile tempo le ragioni forti del loro essere.(&lt;strong&gt;Sergio Andreatta&lt;/strong&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-1502027742147117888?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/1502027742147117888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/1502027742147117888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/05/quando-la-famiglia-rinuncia-al-suo.html' title='Quando la famiglia rinuncia al suo impegno educativo…'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SgMfSU6X1RI/AAAAAAAAAb4/D0zUMCK_07E/s72-c/pof-per-regola-e-progetto-quartocircoloit.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-1012976662544256884</id><published>2009-04-27T08:53:00.000-07:00</published><updated>2009-04-27T08:55:16.841-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società.'/><title type='text'>Ecco il Calendario scolastico del Lazio per il 2009/'10</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il 14 settembre 2009 ricomincia la scuola (a.s.2009/'10).&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Delibera della Giunta regionale del Lazio. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Scuola e società: Le famiglie degli studenti apprezzano l'anticipo con cui il Calendario viene pubblicato. Le scuole possono ora in autonomia "adattarlo", meglio se raccordandosi in rete sul territorio, ma non ridurlo neanche di un'ora o di un giorno come, pure, troppo frequentemente era successo in passato per erronee interpretazioni del concetto giuridico di adattamento. Un richiamo alla legalità. &lt;br /&gt;"Calendario Scolastico Regionale del Lazio &lt;br /&gt;per l'a.s. 2009/2010 "&lt;br /&gt;Decreto Legislativo n. 112 del 31 marzo 1998, art. 138, comma 1, lett. d e Decreto Legislativo n. 297 del 16 aprile 1994, art. 74.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA GIUNTA REGIONALE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SU PROPOSTA dell'Assessore all'Istruzione, Diritto allo studio e Formazione;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VISTI gli articoli 33, 34, 117, comma 3° e 118 della Costituzione;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VISTO lo Statuto Regionale, ed in particolare l'art. 7;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VISTO l'art. 138 comma 1, lettera d del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112 che delega alle Regioni la determinazione del calendario scolastico;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VISTO l'art. 153 comma 2, lettera d della Legge Regionale del 6 agosto 1999, n. 14 che recepisce la delega prevista dell'art. 138 comma 1, lettera d del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VISTO l'art. 74 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 "Testo unico delle disposizioni legislative in materia d'istruzione relative alle scuole di ogni ordine e grado" che al comma 3 dispone lo svolgimento di non meno di 200 giorni di lezione ed al comma 2 individua come periodo di svolgimento delle attività didattiche quello compreso tra il 1° settembre ed il 30 giugno;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VISTO l'art. 21 della Legge 15 marzo 1997, n. 59 in materia di attribuzione di autonomia organizzativa e didattica alle istituzioni scolastiche;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VISTO il D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 "Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'art. 21 della Legge 15 marzo 1997, n. 59" ed in particolare:&lt;br /&gt;- l'art. 4 comma 2, che attribuisce alle istituzioni scolastiche la scansione temporale dei tempi dell'insegnamento;&lt;br /&gt;- l'art. 5 comma 2, che attribuisce alle istituzioni scolastiche gli adattamenti del calendario scolastico in relazione alle esigenze derivanti dal Piano dell'offerta formativa e nel rispetto delle determinazioni adottate in materia dalle Regioni;&lt;br /&gt;- l'art. 5 comma 3, che attribuisce alle istituzioni scolastiche la potestà di organizzare in modo flessibile l'orario complessivo del curricolo e quello destinato alle singole discipline e attività, anche sulla base di una programmazione plurisettimanale, fermi restando l'articolazione delle lezioni in non meno di cinque giorni settimanali e il rispetto del monte ore annuale, pluriennale o di ciclo previsto per le singole discipline e attività obbligatorie;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RITENUTO di dover esercitare la competenza regionale nella definizione del calendario, al fine di:&lt;br /&gt;a) permettere agli organi collegiali delle istituzioni scolastiche l'adozione, in tempo utile, dei provvedimenti di competenza;&lt;br /&gt;b) facilitare alle famiglie la programmazione dei propri impegni, evitando a quelle con più di un figlio i disagi derivanti da periodi di interruzione delle attività didattiche eccessivamente diversificati;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONSIDERATO che il calendario delle festività nazionali è determinato dal ministero della Pubblica Istruzione come segue:&lt;br /&gt;- tutte le domeniche;&lt;br /&gt;- 1° novembre: festa di tutti i Santi;&lt;br /&gt;- 8 dicembre: Immacolata Concezione;&lt;br /&gt;- 25 dicembre: Natale;&lt;br /&gt;- 26 dicembre: Santo Stefano;&lt;br /&gt;- 1° gennaio: Capodanno;&lt;br /&gt;- 6 gennaio: Epifania;&lt;br /&gt;- 5 Aprile: Lunedì dopo Pasqua;&lt;br /&gt;- 25 aprile: anniversario della Liberazione;&lt;br /&gt;- 1° maggio: festa del Lavoro;&lt;br /&gt;- 2 giugno: festa nazionale della Repubblica;&lt;br /&gt;- Festa del Santo Patrono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RITENUTO opportuno determinare in due distinti giorni la data di inizio delle lezioni nel territorio regionale e precisamente:&lt;br /&gt;- il 14 settembre 2009 (lunedì) per la scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di I grado&lt;br /&gt;- il 15 settembre 2009 (martedì) per la scuola secondaria di II grado;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RITENUTO opportuno stabilire le seguenti date di termine delle lezioni:&lt;br /&gt;- 12 giugno 2010 per la scuola primaria e secondaria di I e II grado&lt;br /&gt;- 30 giugno 2010 per la scuola dell'infanzia;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRESO ATTO, che i giorni complessivi di lezione per l'anno scolastico 2009-2010 a seguito di quanto sopra, e detratti i giorni di festività e sospensione obbligatoria, saranno rispettivamente:&lt;br /&gt;- 209 per le scuole primarie e secondarie di I grado&lt;br /&gt;- 208 per le scuole secondarie di II grado&lt;br /&gt;- 224 per la scuola dell'infanzia;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RITENUTO opportuno, confermare che è all'interno dei giorni sopra riportati che le Istituzioni scolastiche hanno la possibilità di:&lt;br /&gt;- definire gli adattamenti più opportuni a soddisfare le esigenze del piano dell'offerta formativa, concordandoli con gli Enti territoriali preposti alla erogazione dei servizi per il diritto allo studio (mensa, trasporti, ecc.);&lt;br /&gt;- affrontare eventuali necessità di chiusure dovute sia ad imprevedibili eventi sopraggiunti che all'esigenza di concedere il locale scolastico in uso in quanto sede di seggio elettorale;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ESPERITA la procedura di concertazione, attraverso il Gruppo di consultazione sul calendario scolastico, di cui fanno parte la Regione Lazio, l'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, l'ANCI Lazio, l'UPI Lazio, l'UNCEM Lazio, le Province, il Comune di Roma, le Organizzazioni di categoria e le Associazioni dei genitori;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ATTESA l'esigenza di procedere con urgenza agli adempimenti relativi alla determinazione del calendario scolastico per l'anno 2009/2010;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a l l ' u n a n i m i t a'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D E L I B E R A&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) di approvare il calendario scolastico regionale per l'anno scolastico 2009/2010, determinato come segue e sintetizzato nell'allegato prospetto che è parte integrante della presente deliberazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a)nelle scuole primarie e nelle scuole secondarie di I grado, funzionanti nella Regione Lazio,le lezioni hanno inizio il 14 settembre 2009 e terminano il 12 giugno 2010, per un totale, tenuto conto dei giorni di festività e di sospensione obbligatoria delle attività didattiche stabilite a livello nazionale, di 209 giorni utili per lo svolgimento delle attività medesime;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) nelle scuole secondarie di II grado, funzionanti nella Regione Lazio,le lezioni hanno inizio il 15 settembre 2009 e terminano il 12 giugno 2010, per un totale, tenuto conto dei giorni di festività e di sospensione obbligatoria delle attività didattiche stabilite a livello nazionale, di 208 giorni utili per lo svolgimento delle attività medesime;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c)nella scuola dell'infanzia le attività educative iniziano il 14 settembre 2009 e terminano il 30 giugno 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d) La sospensione delle lezioni è stabilita nei seguenti periodi:&lt;br /&gt;- 7 dicembre 2009&lt;br /&gt;- dal 23 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010: vacanze natalizie;&lt;br /&gt;- dal 29 Marzo 2010 al 6 Aprile 2010: vacanze pasquali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e) Fermo restando l'obbligo di destinare allo svolgimento delle lezioni almeno 200 giorni - a cui va equiparata l'articolazione delle lezioni in non meno di cinque giorni settimanali con il rispetto del monte ore annuale, pluriennale o di ciclo di cui all'art. 5, comma 3, del D.P.R. n. 275/1999 - le Istituzioni Scolastiche, nell'esercizio dell'autonomia organizzativa e didattica, hanno facoltà di adattare il calendario scolastico regionale, all'interno dei 209 e 208 (che si riducono a 208 e 207 nell'ipotesi che la ricorrenza del Santo Patrono coincida con un giorno in cui siano previste lezioni) alle esigenze specifiche derivanti dal Piano dell'Offerta Formativa.&lt;br /&gt;I giorni eccedenti "almeno i 200 giorni obbligatori di lezione" fanno parte integrante del percorso didattico e devono, quindi, essere destinati all'arricchimento dell'offerta formativa,per cui non sono utilizzabili per vacanze o sospensione della didattica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;f) Le deliberazioni relative al calendario scolastico sono assunte dai competenti organi collegiali delle Istituzioni scolastiche, in parallelo alla definizione del Piano dell'Offerta Formativa, di norma, entro il 30 maggio2009, stipulate le opportune intese con gli enti territoriali preposti alla erogazione dei servizi per il diritto allo studio (mensa, trasporti, ecc.) e nel rispetto del CCNL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) di stabilire che gli adattamenti possano riguardare la data di inizio delle lezioni, nonché la sospensione, in corso d'anno scolastico, delle attività educative e didattiche prevedendo, ai fini della compensazione, modalità e tempi di recupero in altri periodi dell'anno scolastico delle attività educative e didattiche e delle ore di lezione non svolte.&lt;br /&gt;Tutte le Istituzioni Scolastiche devono comunicare entro il 30 maggio 2009 e comunque entro e non oltre il 30 giugno 2009 il calendario scolastico adottato per l'anno scolastico 2009/2010:&lt;br /&gt;- alla Direzione Regionale "Istruzione, Programmazione dell'Offerta Scolastica e Formativa e Diritto allo Studio" della Regione Lazio (e-mail aprecchia@regione.lazio.it) con lo stralcio del verbale e della delibera dell'organo collegiale;&lt;br /&gt;- all'Ufficio Scolastico Regionale (e-mail direzione-lazio@istruzione.it);&lt;br /&gt;- all'Assessorato competente a fornire i servizi per il diritto allo studio del proprio Comune;&lt;br /&gt;Gli adattamenti del calendario, adottati in variazione del presente calendario scolastico regionale, devono essere debitamente motivati, e devono essere portati a conoscenza degli studenti, delle famiglie e delle istituzioni pubbliche preposte all'organizzazione del sistema scolastico e dei relativi servizi complementari.&lt;br /&gt;Non sono considerati adattamenti del calendario scolastico e quindi legittime, le riduzioni arbitrarie dei giorni di lezione dai 209-208 fino ai 200 obbligatori, ad eccezione di quelle attribuibili alla non accessibilità degli edifici per cause di forza maggiore o provvedimento di autorità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Di dare la più ampia diffusione del calendario scolastico regionale 2009/2010 nell'ambito del mondo della scuola e fra i soggetti istituzionali e le famiglie, utilizzando strumenti informativi e forme di divulgazione in collaborazione con la Direzione Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presente deliberazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e ne sarà data ampia informazione sul sito regionale SIRIO (www.sirio.regione.lazio.it). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di: Sergio Andreatta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-1012976662544256884?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/1012976662544256884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/1012976662544256884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/04/ecco-il-calendario-scolastico-del-lazio.html' title='Ecco il Calendario scolastico del Lazio per il 2009/&apos;10'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-8906121685021610276</id><published>2009-04-05T12:33:00.000-07:00</published><updated>2009-04-05T12:38:42.821-07:00</updated><title type='text'>Storie di un viaggiatore, Stanis Nievo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SdkIIwvGO4I/AAAAAAAAAbw/rEr1J1RGe5A/s1600-h/Stanislao-Nievo-e-Sergio-Andreatta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SdkIIwvGO4I/AAAAAAAAAbw/rEr1J1RGe5A/s320/Stanislao-Nievo-e-Sergio-Andreatta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321293381329369986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Al Museo Cambellotti di Latina, dal 4 al 7 aprile 2009: Mostra fotografica dei viaggi.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riproposizione di un’intervista RAI. Omaggio dei poeti pontini &lt;strong&gt;Sergio Andreatta &lt;em&gt;&lt;strong&gt;(in foto con Nievo), &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;Rodolfo Carelli, Bruno Creo, Leone D’Ambrosio, Ettore Scaini e Adriana Vitali Veronese&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di &lt;strong&gt;Sergio Andreatta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inaugurata oggi  alle ore 17, presso il Museo Cambellotti di Latina, una Retrospettiva con 60 fotografie dei viaggi di Stanislao Nievo. Presenti l’assessore alla cultura Bruno Creo, la moglie dell’autore Consuelo Artelli Nievo, presidente della Fondazione Ippolito Nievo, e Francesco Maria Proietti giovane responsabile nazionale dell’organizzazione e dei servizi della stessa. In una riproposta intervista per Rai Educational del 1993 si vede lo scrittore “friulano” dare senso al suo viaggio esistenziale, interpretarlo: viaggio antropologico, più che fisico, per il mondo delle diversità multiculturali e multietniche da cui trarrà le sue numerose corrispondenze giornalistiche o il film “Mal d’Africa” (1966); viaggio nell’amicizia, quella vera che resiste alle contrarietà e alle tante superficialità, di cui ho potuto beneficiarne anch’io; viaggio nella profondità del dolore e nella tragedia di un mare o di un deserto tra un Ippolito e l’altro di Casa Nievo. L’attore e regista Maurizio Tartaglione, trovando spalla nello stesso Roberto Perticaroli direttore de “I Parchi Letterari – Omero”, si esibisce con maestria nella presentazione di alcune impressionanti pagine naturalistiche tratte da “Aurora”. Giovanni Persi, vice-questore aggiunto del Corpo Forestale dello Stato, parla del rapporto speciale che legava Stanis con la natura pontina, con la superstite foresta planizaria scampata grazie all’istituzione nel 1934 del Parco Nazionale del Circeo all’alacre bonifica delle paludi, zona umida “africana“ come “grande madre“. E brillano i rapporti intrattenuti dallo scrittore con i due direttori del Parco del Circeo dott. Ortese e Alessandrini. A queste parole mi ritornano in mente altri passi e passaggi del romanzo “Aurora” del 1979, ambientato in Agro Pontino. Qui lui trascorse l’età della scuola elementare in un borgo (Montello - Conca) confinante con il mio (Bainsizza) dove, al pod.769 dell’ONC sede per un certo periodo del Comando Alleato dopo lo sbarco di Anzio, io vissi la mia infanzia. Il podere dei miei nonni materni al Piano Rosso, provenienti da Conegliano anche prossima alla sua Colloredo, distava poco più di un chilometro dalla sua casa al borgo… Viene aperto, quindi, uno spazio a: “L’ispirazione letteraria in terra pontina attraverso un ricordo, un pensiero… un verso”. Sono presenti i poeti Sergio Andreatta, Rodolfo Carelli, Bruno Creo, Leone D’Ambrosio, Ettore Scaini e Adriana Vitali Veronese che rendono omaggio a Stanis leggendo alcune loro brevi composizioni. Apre il veneto-pontino Sergio Andreatta che alterna brevi frammenti di prose (dal suo “Una storia, un racconto”) a poesie tratte da “Eucalyptus” (1980) che ha avuto la prefazione di Nievo, ad alcune nuove e inedite produzioni come il componimento “Prigionieri dell’amore” proposto in anteprima, ispirato da una visione in Sabaudia, che impressiona per la sua intensità l’ormai folto uditorio. L’empatia doveva raggiungere, però, il suo acmè con la declamazione del novantaquattrenne Ettore Scaini, “vivaista-poeta” cisternese, costante amico di Stanis fin dai suoi 14 anni. L’incontro culturale è proseguito con gli iscritti all’”Accademia permanente degli studi e delle arti di Latina e Provincia” presieduta dal prof. Antonio Polselli. Un laboratorio che  opera all’interno del Centro Sociale di Via V.Veneto. Per gli anziani un’avventura di grande significato umano, per noi un vero piacere sentirli leggere, con passione e dote di buona interpretazione, alcune pagine scelte di “Barca Solare”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL VIAGGIO DI STANIS &lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che cos’è un viaggio se non, più di una metafora, la vita stessa? Vivere, viaggiare, scrivere è stato un tutt’uno, come per tanti altri, anche per Stanislao Nievo. Tutti i grandi scrittori hanno amato e amano viaggiare, anche tutti i grandi non scrittori e forse, come noi, anche tutti i non-grandi per qualcosa. Ma uno scrittore viaggia sempre diversamente da tutti gli altri, viaggia con gli occhi della mente e talvolta del cuore. Nei suggestivi locali dell’antica “Locanda Martorelli” al numero 4 di Piazza Corte ad Ariccia, tra fine settecento e gli inizi dell’ottocento, sostavano gli artisti che facevano per moda il “Grand Tour”. Un rito per i sacerdoti della cultura europea da cui nessuno osava sottrarsi se non correndo il rischio di sminuire in caratura la propria cifra artistica personale. Superfluo ricordare, allora, Johann Wolfgang von  Goethe nel suo “Viaggio in Italia” (titolo mutuato nel 1956 da un libro di Guido Piovene che passando per Paderno del Grappa, il mio paese d’origine, incontra e scrive alcune pagine su un mio familiare). E chi non viaggiava fisicamente, potendosi appagare e liberarsi in altre direzioni dalle sue solite, sostando, deviando magari improvvisamente, sospendendosi dai tanti affanni della quotidianità, lo faceva viaggiando sulle ali della fantasia, come un Jules Verne e un Salgari, sedotti dalle incostrittibili avventure della mente umana. L’unico viaggio che Emilio Salgari fece veramente è stato per tre mesi su e giù lungo l’Adriatico a bordo dell’”Italia Una”. E, tuttavia, questa noiosa spola marittima è stata sufficiente ad alimentare una delle più fertili e suggestive fantasie della letteratura mondiale. “Il viaggio più affascinante è un ritorno, un’odissea, e i luoghi del percorso… sono una sfida ulissiaca” mi disse una volta, in “Casa Lawrence” a Picinisco, il conterraneo di Stanis Claudio Magris prendendo spunto dal suo premiato “L’infinito viaggiare”. La letterastura di viaggio è sterminata e perfino catalogabile in filoni precisi. Alcuni autori hanno anche tentato un’interessante autoanalisi del proprio mettersi in moto per le vie del mondo. Ma Stanislao Nievo, prima ancora del giornalista e dello scrittore, sentiva dentro di sé il prepotente bisogno di muoversi dell’esploratore di originali realtà “altre”, del fotografo e del documentarista che era in lui, lo attirava il “richiamo di luoghi isolati, senza troppa civiltà – come scrive Consuelo Artelli Nievo nel Catalogo- e lo attiravano il rischio e la scoperta, l’andare sempre “oltre” verso cose nuove e sconosciute”.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© - Sergio Andreatta, Latina, Museo Cambellotti, 4.04.2009.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-8906121685021610276?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/8906121685021610276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/8906121685021610276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/04/storie-di-un-viaggiatore-stanis-nievo.html' title='Storie di un viaggiatore, Stanis Nievo'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SdkIIwvGO4I/AAAAAAAAAbw/rEr1J1RGe5A/s72-c/Stanislao-Nievo-e-Sergio-Andreatta.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-7975243210609053784</id><published>2009-04-02T08:37:00.000-07:00</published><updated>2009-04-02T08:50:04.635-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>Pesci d'aprile a scuola</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SdTcXTfirkI/AAAAAAAAAbo/3jcNG_GiRIU/s1600-h/pesce-daprile.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 314px; height: 218px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SdTcXTfirkI/AAAAAAAAAbo/3jcNG_GiRIU/s320/pesce-daprile.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320119352759070274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se una mela al giorno toglie il medico di torno, immaginarsi i benefici che può apportare al nostro benessere bio-psichico… una sana risata. Le ricerche scientifiche anglo-americane, pubblicate recentemente nelle pagine dell’autorevole rivista “Science”, paiono attendibili in proposito. Un servizio del TG1, nei giorni scorsi, ha perfino preteso di informare gli italiani … Nella Direzione didattica del IV Circolo di Latina c’è un Leone, non feroce s’intende, assistente amministrativo in segreteria che, data anche la sua proverbiale serietà, non immagineresti capace di…, eppure, con le parole giuste, ha ormai convinto la collaboratrice Elvira di un suo grave errore:“Il conteggio dei ticket della mensa di ieri - dice - non ritorna”. Ne sarebbero mancati tre di biglietti. “E adesso che facciamo? Che cosa possiamo fare?!” Così alla malcapitata non sembra restar altro da fare che proporre il rimborso di tasca propria… E vengono, l’esperta Dina e la giovane Marzia, convocate d’urgenza in direzione per la notifica di un immediato trasferimento a Borgo San Michele (sede a ben 5 km. di distanza dall’attuale). La loro opera, spiega il buon Leone, si rende necessaria per la pulizia della nuova scuola dell’infanzia. Le due, un pò perplesse, pensano bene di cercare una migliore spiegazione e l’alleanza con la DSGA Fulvia. Invano perché la stessa si attarda, anzi non esce più dal WC dove era data in… ritirata. In realtà la stessa sta frequentando un corso di aggiornamento fuori sede. Il IV Circolo didattico di Latina è anche noto come “il Circolo della solidarietà”. E così le maestre della scuola dell’infanzia “G.Paolo II” Graziella e Virginia, a puri fini di beneficenza, vengono invitate ad entrare in un progetto teatrale per la regia della collega Alessandra che ha notoriamente il pallino per la cosa. La generosa Virginia, già impegnata in passato nella Scuola in Ospedale di Latina, pur avvampandosi un pò nelle gote accetta di primo acchito. E del resto è ben conosciuta e apprezzata la sua bontà d’animo. Il teatro, deve anche aver pensato tra sé e sè, mi aiuterà a cavar fuori da me stessa tutto ciò che potrei esprimere al meglio. Non di meno Graziella che, però, si riserva altre 24 ore per la risposta… definitiva, magari dopo essersi consultata un pò col marito. Alla grande! Le colleghe di plesso, dove subito le due ritornano, reggono il gioco per un po’ e solo più tardi viene fatta pervenire in direzione la seguente comunicazione scritta:” Ben liete di accettare. La Compagnia si chiamerà “Pesce d’aprile!”. Grazie”… Uno squillo sul cellulare raggiunge poi il dirigente appena tornato a casa dall’ufficio: “Direttore Andreatta, c’è un’emergenza! Serve la sua presenza”. Ed io torno così indietro a piedi… Insomma:”Chi la fa, l’aspetti!” Certo un pò di buon umore non guasta mai, in nessun ambiente. Sergio Andreatta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-7975243210609053784?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7975243210609053784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7975243210609053784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/04/pesci-daprile-scuola.html' title='Pesci d&apos;aprile a scuola'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SdTcXTfirkI/AAAAAAAAAbo/3jcNG_GiRIU/s72-c/pesce-daprile.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-6984809898847078034</id><published>2009-03-28T09:00:00.000-07:00</published><updated>2009-03-28T09:00:57.600-07:00</updated><title type='text'>Sergio Andreatta</title><content type='html'>&lt;a href='http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/Sc5JuRs-phI/AAAAAAAAAbg/smkQaCO1pVM/s1600-h/Aggiornato+di+recente.jpg'&gt;&lt;img src='http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/Sc5JuRs-phI/AAAAAAAAAbg/smkQaCO1pVM/s320/Aggiornato+di+recente.jpg' border='0' alt=''style='clear:both;float:right; margin:0 0 10px 10px;' /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prof.Sergio Andreatta, pontino, educatore, psicopedagogista, dirigente scolastico senior, scrittore, autore di saggi (Bambini una volta)e di libri di poesia (Eucalyptus, Dentro il Vento), giornalista freelance.&lt;div style='clear:both; text-align:RIGHT'&gt;&lt;a href='http://picasa.google.com/blogger/' target='ext'&gt;&lt;img src='http://photos1.blogger.com/pbp.gif' alt='Posted by Picasa' style='border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;' align='middle' border='0' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-6984809898847078034?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6984809898847078034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6984809898847078034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/03/sergio-andreatta.html' title='Sergio Andreatta'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/Sc5JuRs-phI/AAAAAAAAAbg/smkQaCO1pVM/s72-c/Aggiornato+di+recente.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-6155805683904215858</id><published>2009-03-27T04:52:00.000-07:00</published><updated>2009-03-27T04:52:40.745-07:00</updated><title type='text'>IV circolo</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.quartocircolo.it/sito/leggi_primo_piano.php?id=115"&gt;IV circolo&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-6155805683904215858?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.quartocircolo.it/sito/leggi_primo_piano.php?id=115' title='IV circolo'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6155805683904215858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6155805683904215858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/03/iv-circolo.html' title='IV circolo'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-5492138422709840262</id><published>2009-03-06T06:47:00.000-08:00</published><updated>2009-03-06T06:48:38.379-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>Una scuola da rifare</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SbE3sw1uJ0I/AAAAAAAAAbY/eJAjgsiX2J8/s1600-h/prof-sergio-andreatta-psicopedagogista-saggista-dirigente-scolastico.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 141px; height: 194px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SbE3sw1uJ0I/AAAAAAAAAbY/eJAjgsiX2J8/s320/prof-sergio-andreatta-psicopedagogista-saggista-dirigente-scolastico.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5310086677810521922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Sergio Andreatta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’è tutto da rifare, buon Gino!”. Molti politici, tra quelli al governo ma anche tra quelli all’opposizione, continuano a pensare alla scuola, non come a un servizio  per il Paese e per l’utenza, da mantenere e riqualificare condizionandosi al parere degli esperti e al loro approccio scientifico, ma ad un terreno di scontro ideologico, a un puro centro d’interesse ideologico. Eppure la scuola italiana, malgrado tutte le criticità possibili, non si presenta come un pianeta omogeneo, necessariamente appiattito verso il più basso, perso profilo. Il pianeta della scuola italiana è molto variegato e risente di latitudini e longitudini fisiche, antropologiche, politiche e culturali diverse. Risente dell’autonomia. E non c’è nessuna scuola, si può dire, che assomigli veramente ad un’altra. E si scoprono anche scuole di buon livello, se non di assoluta eccellenza, poche forse, ma ci sono. C’è una generalizzata scuola dell’infanzia e, ancora, una scuola elementare-primaria che continuano la loro mission su buoni e riconosciuti standards, rispondendo bene alla domanda dell’utenza, che poi la gratifica con la sua valutazione percepita, ma anche ai parametri oggettivi dell’indagine dell’INVALSI e delle ultime indagini internazionali PIRLS e TIMSS. Per gli aspetti linguistici e matematico-scientifici i nostri alunni di 9 anni vengono certificati con un buon possesso di competenze e la scuola elementare italiana malgrado tutti i contraccolpi continua a collocarsi, così, tra il 2^ e il 9^ posto in assoluto, continua  cioè nei suoi straordinari successi! La classifica OCSE-PISA comincia a diventare impietosa, invece,  nel biennio delle superiori collocato intorno al 35^ posto. Un’inesorabile caduta. E’ qui, come risaputo, la vera defaillance del sistema scolastico italiano che, peraltro, ha già cominciato a dar evidenti e preoccupanti segni di sofferenza in seconda media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perché mai questa impotenza politica per cui non si riesce a por mano, significativamente neanche il forte Governo Berlusconi, a questa cronicizzata deriva? Perchè non si riesce a smontare le lobby e, con una parvenza di efficienza, si è preferito al contrario stravolgere gli assetti dell’eccellente scuola primaria con l’imputazione falsa e disastrosa dei costi eccessivi?  Smontato il buon modulo previsto dalla L. n.148 del ’90 e la sua dignitaria pariteticità nella responsabilità dei processi e sui successi tra i docenti con una pervicacia degna di migliore causa è stato imposto il “maestro unico di riferimento”. I due genitori, se non più “genitori” in una famiglia allargata, i due docenti della scuola dell’infanzia non sono bastati a garantire continuità alla pluralità della linea metodologica e a sottrarre il bambino all’imbuto  dell’ insegnante unico di riferimento della neo-disegnata scuola primaria. Un insegnante di livello, e la mia lunga esperienza serve a confermarlo, è senz’altro in grado di ottenere dalla sua classe, specie in I (dove prevalgono gli aspetti tecnici della pre-lettura e lettura, della pre-scrittura e scrittura) e in II elementare dei buoni risultati ma dalla III in poi? L’episteme si fa più complesso. E quanti sono ad un censimento gli insegnanti di sicuro livello? Il modulo calmierava le qualità, facendole distribuire un pò dovunque. Ora, invece, deciderà la sorte: a certi bambini potrà toccare una buona maestra, ad altri… Certo non ci sono moloc e tabù da difendere in assoluto, credo infatti che l’organizzazione di un servizio debba ritenersi sempre migliorabile in qualcosa, ma passando necessariamente per la formazione degli insegnanti che può e deve avere una ben diversa impostazione metodologica e più solidi fondamenti scientifici. Prima del 1999 con le  SSIS, Scuole di specializzazione per l’insegnamento nelle scuole secondarie riservate a quei pochi fortunati, più che bravi, che vi hanno avuto accesso, i docenti, specie quelli delle secondarie, si formavano soltanto sui contenuti delle discipline, senza occuparsi del metodo, tra l’altro in una Università già scaduta per demagogico lassismo. Al contrario da decenni uno dei più grandi esperti, J.Bruner, va sostenendo che “tutto (il successo) dipende dal metodo“. Pedagogia, metodologia, didattica sono state discipline e pratiche malviste e da scantonare, cenerentole senza dignità di figlie accademiche. Di tirocinio obbligatorio in classe neanche a parlarne! Sviluppo della personalità e apprendimento intelligente difficilmente ritenuti tra i compiti primari del docente ma, semmai, più un addebito personale, una richiesta e un’aspettativa da soggetti appartenenti ad una generazione spesso immatura e superficiale, tranne quelle “rarae avis”, quale mi vanto di essere stato ai miei tempi (anni 65-’70), che si possono rintracciare sempre, in ogni stagione scolastica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sola trasmissione. Il modello didattico era ed è centrato sulla trasmissione delle nozioni, spesso neanche quelle più significative, più che sulla condivisione dei saperi e dei valori  o sulla ricerca-azione di nuovi. Chi e quanti docenti si sono preoccupati in passato o al presente della qualità dell’apprendimento e della rispondenza dei loro risultati? Le interferenze sindacali, l’ingaggio senza buone selezioni professionali, la mancanza assoluta e sistematica di una valutazione delle pratiche d’insegnamento, lo spodestamento della funzione del dirigente scolastico esautorato e quasi estraniato dai processi didattici e dal loro monitoraggio, gli stessi ultimi dirigenti   promossi tali con concorsi speciali per un’estensione di precedenti normalizzazioni già applicate ad una truppa di docenti ex-precari: tutto questo è alla base del tremendo sfascio attuale della secondaria italiana di per sé capace di rendere  evanescenti e di dilapidare perfino il retaggio di tutti i buoni insegnamenti avuti in precedenza dallo studente. Come rimediare ora? Con la formazione severa e continua  sui saperi e sulle competenze didattico-pedagogiche e disciplinari dei docenti, con il bando di concorsi molto selettivi, con una indifferibile e urgente valutazione dei  percorsi d’insegnamento-apprendimento, cioè dei risultati. Bisogna ampliare il numero dei buoni docenti e premiarli per i loro impegni e i loro risultati, non insultarli con stipendi da fame che fotografano per loro uno status sociale deprimente. Ma i risultati si ottengono in contemporanea con una maggiore autorevolezza e severità con i discenti. In questo senso il voto in condotta, con l’importanza che gli è stata assegnata, è un buon segnale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il riconoscimento economico per chi cura la crescita psico-emotiva, culturale e intellettuale di una classe di 25/28 adolescenti nella fase più delicata della loro vita  continuerà ad essere quello di un impiegato, dopo un ben diverso investimento formativo, non dobbiamo aspettarci per il futuro risultati diversi e migliori di quelli finora registrati. Qui è tutto da rifare, una vera rivoluzione subito! Ma se B. Obama negli States nella crisi peggiore del suo Paese dal 1929 in poi ha già deciso di investire fortemente nella scuola per contrastare il declino di un intero sistema sociale, che cosa dovrà fare il governo per contrastare efficacemente il disastro italiano? Ha deciso per ora di tagliare le risorse umane professionali, di scombussolare gli efficienti moduli della primaria ma anche, peraltro, di cominciare ad  immaginare, soltanto  nelle ultime ore, una opportuna valutazione delle prestazioni per i pubblici impiegati e, quindi, si deve ritenere anche dei docenti. Avrà il governo il coraggio di mantenere il suo intento e di non retrocedere dagli obiettivi prefigurati?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se sul lato B del disco ho inciso la situazione della scuola italiana vista dall’interno, sul lato A dovrei interessarmi della famiglia, dei suoi primari doveri educativi, di quei “genitori sbagliati”, secondo Andrè Berge, che hanno rinunciato troppo in fretta a svolgere la loro funzione. Lassisti, iperprotettivi, non genitori ma al massimo fratelli maggiori e di gioco dei loro figli. L’insuccesso, non soltanto scolastico dei figli, si specchia e si specchierà sempre simmetricamente su di loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sergio Andreatta, psicopedagogista, dirigente scolastico, autore del saggio “Bambini una volta”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-5492138422709840262?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/5492138422709840262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/5492138422709840262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/03/una-scuola-da-rifare.html' title='Una scuola da rifare'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SbE3sw1uJ0I/AAAAAAAAAbY/eJAjgsiX2J8/s72-c/prof-sergio-andreatta-psicopedagogista-saggista-dirigente-scolastico.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-6376816879195808099</id><published>2009-02-24T06:33:00.000-08:00</published><updated>2009-02-24T06:39:11.357-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città di Latina'/><title type='text'>Carnevale di Latina</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SaQFn-GZeFI/AAAAAAAAAbA/wzdbh1nIwGM/s1600-h/carnevale-latina-2009-pirati-fto-sergio-andreatta.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 286px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SaQFn-GZeFI/AAAAAAAAAbA/wzdbh1nIwGM/s320/carnevale-latina-2009-pirati-fto-sergio-andreatta.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5306372445192157266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SaQFg6fO5EI/AAAAAAAAAa4/mT6AvmYjuso/s1600-h/carnevale-latina-2009-fto-sergio-andreatta-2_miniatura.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 128px; height: 85px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SaQFg6fO5EI/AAAAAAAAAa4/mT6AvmYjuso/s320/carnevale-latina-2009-fto-sergio-andreatta-2_miniatura.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5306372323963495490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Carnevale di Latina &lt;br /&gt;In corso la 28° edizione. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Carnevale di Latina 2009 - F.to Sergio Andreatta &lt;br /&gt;Latina: E corre voce che tra la folla che si assiepa numerosa, travisata da maschere di tutte le fogge, si celi anche un'assatanata Iva Z.&lt;br /&gt;da: www.andreatta.it &lt;br /&gt;Carnevale dal sorriso solare freddo. Quello di Latina non è certo un gran Carnevale, nel panorama dei Carnevali d'Italia, non è Venezia, non è Viareggio nè Cento o Acireale, ma se è arrivato alla sua 28aedizione vuol pur dire che ha in sé qualcosa che vale. Oltre alla carne fresca della "meglio" gioventù pontina, nel mosaico multietnico che la compone, splende in tutti, piccini e grandi, un montante e trasbordante desiderio di divertirsi al chiuso delle feste dei locali o più allegramente all'aperto delle piazze. E non sappiamo se, tra la folla che oggi si assiepa numerosa travisata da maschere di tutte le fogge, si celi anche un'assatanata Iva Z. Prima ancora che fosse quello che è, indetto e promosso dall'Associazione per il Carnevale di Latina presieduta dall'arch. Tino Di Marco, il Carnevale dell'Agro pontino si festeggiava nei Borghi più che nel capoluogo e nei poderi per merito dei coloni veneti ed emiliani che non trascuravano ogni anno di rinverdire le loro antiche e più irridenti e scherzose tradizioni. Ancora oggi, protagonisti, i loro nipoti vanno a costituire il folto della partecipazione corale e prestano i loro potenti trattori per il traino dei pesanti Carri. Un'occasione sempre unica per uscire dagli schemi socioculturali e rompere le stereotipie comportamentali e i cliché bigotti. "Per le sfilate del 22 e del 24 febbraio, il nostro "coriandolaio" Silvio ha preparato 80 quintali di coriandoli... che andranno a coprire tutte le strade..." scrive sul Programma Di Marco. "Silvio chi?" mi fa venire in mente qualcuno. "Non sia mai il coriandolaio nazionale?" Sul Corso dei Carri classico, andata e ritorno dai Giardini a Piazza della Libertà, del Popolo e intorno al "giro di Peppe", il vivace carro dei Puffi, che segue quello tradizionale d'apertura con il Cigno (vera icona fin dagli inizi di questa manifestazione), ci preannuncia per martedì grasso in Piazza del Popolo, al termine della replica della sfilata, l'arrivo-esibizione della cantante Cristina D'Avena. Uno spettacolo musicale in più, quest'anno, per la gioia dei suoi tanti fan-bambini. Sergio Andreatta &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di: Sergio Andreatta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-6376816879195808099?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6376816879195808099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/6376816879195808099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/02/carnevale-di-latina.html' title='Carnevale di Latina'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SaQFn-GZeFI/AAAAAAAAAbA/wzdbh1nIwGM/s72-c/carnevale-latina-2009-pirati-fto-sergio-andreatta.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-7591116684472778625</id><published>2009-02-21T10:01:00.000-08:00</published><updated>2009-02-22T03:30:13.520-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>Atti vandalici e furti nelle Scuole di Borgo Isonzo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SaBBvSdgjEI/AAAAAAAAAao/Af7KoxnvmII/s1600-h/borgo-isonzo-scuola-infanzia-20022009-la-banda-del-buco-fto-sergio-andreatta.miniatura%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 128px; height: 96px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SaBBvSdgjEI/AAAAAAAAAao/Af7KoxnvmII/s320/borgo-isonzo-scuola-infanzia-20022009-la-banda-del-buco-fto-sergio-andreatta.miniatura%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305312641707707458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Provocati danni e interruzione al pubblico servizio.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;“Come la virtù, anche il delitto ha i suoi gradi”, scriveva Jean Racine, si comincia così per finire… non si sa dove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E magari la scorribanda vandalica se ha avuto successo, perfino messa su YouTube, finisce coll’assumere agli occhi di chi l’ha commessa anche i connotati della vittoria, se non della virtù” commenta dispiaciuto il dirigente prof. Sergio Andreatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la notte tra il 19 e il 20 le due Scuole di Borgo Isonzo, Statale dell’Infanzia e Statale Primaria “Alessandro Manzoni” hanno subito l’incursione di ignoti criminali che, per i danni prodotti, hanno causato la forzosa interruzione del pubblico servizio. Per motivi di sicurezza e igienico-precauzionali la direzione didattica è stata costretta a disporre la immediata chiusura delle scuole e a mandar a casa gli alunni. La ripresa didattica ordinaria è prevista per lunedì prossimo, dopo la messa in ordine ed il necessario ripristino igienico e ambientale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Carabinieri della Compagnia di Latina subito intervenuti, insieme al dirigente scolastico Sergio Andreatta che li aveva allertati, hanno potuto rilevare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.    Nella Scuola Statale dell’Infanzia: la forzatura e il danneggiamento di due porte, una in legno e una blindata; la produzione di un grosso foro nella parete (foto) servito ad aggirare la porta blindata della stanza che custodisce i sussidi audio-visuali (alcuni dei quali sono stati anche rubati: due lettori di dvd ecc.; l’inventario è in corso); il rovistamento in tutti gli armadi e in tutti i cassetti con asportazioni varie (alimenti, confezioni di carta igienica, ecc.); scorribanda nella cucina e nei locali della mensa;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.     Nella Scuola Statale Primaria “A. Manzoni”: forzatura e rottura di una finestra, forzatura e rottura della porta blindata del locale adibito a laboratorio di informatica; apertura e spaccatura di un PC e messa a soqquadro dell’ambiente; rovistamento in tutti gli armadi e cassetti delle aule. All’esterno forzatura della porta del vano caldaia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’inventario è in corso. E l’entità economica dei danneggiamenti e per i furti è in via di determinazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Balordi, drogati, zingari, rumeni o… più probabilmente italiani? Delinquenti, comunque! Il ventaglio delle ipotesi è ampio e tutte al vaglio delle forze dell’ordine. La zona in cui si trovano le Scuole, immediatamente adiacente ad uno svincolo complanare della Pontina (uscita per Borgo Isonzo), è una zona abbastanza isolata, tale da sembrare già di per sé molto esposta alle incursioni. E magari la scorribanda vandalica se ha avuto successo, perfino messa su YouTube, finisce coll’assumere agli occhi di chi l’ha commessa i connotati della vittoria, se non della virtù. E’ anche una zona buia di notte, questa, priva di adeguata illuminazione in quanto anche i pochi lampioni dei cortili per guasto rimangono spesso spenti. I due edifici non sono, finora, protetti  da alcun sistema elettronico di allarme.  “Ecco, allora, che per questo stato di incuria periodicamente si registrano - dichiara amareggiato il dirigente del IV Circolo didattico di Latina - questi gravi episodi che procurano  danno sia al patrimonio scolastico, andando ad intaccare e a depauperare le sue esigue dotazioni tecnologiche, sia al regolare funzionamento didattico”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-7591116684472778625?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7591116684472778625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/7591116684472778625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/02/atti-vandalici-e-furti-nelle-scuole-di.html' title='Atti vandalici e furti nelle Scuole di Borgo Isonzo'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SaBBvSdgjEI/AAAAAAAAAao/Af7KoxnvmII/s72-c/borgo-isonzo-scuola-infanzia-20022009-la-banda-del-buco-fto-sergio-andreatta.miniatura%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-1749163891787227850</id><published>2009-01-23T11:55:00.001-08:00</published><updated>2009-01-26T12:30:23.715-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>Cerimonia per i dirigenti scolastici pontini in pensione</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SXogzLUOWNI/AAAAAAAAAag/6FdTvv_ZenM/s1600-h/leli.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SXogzLUOWNI/AAAAAAAAAag/6FdTvv_ZenM/s320/leli.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294580375510472914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(In foto di Sergio Andreatta: Rita Leli).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Non so chi, forse Alexander Pope in un passaggio di una sua opera, scriveva che "l'ultima e più grande fra le arti è quella di cancellare, di dimenticare". E' quello che non hanno voluto fare, di quelli appena andati in pensione, i loro colleghi ancora in servizio nella Scuola pontina. Nell'atmosfera dell'Aula Magna dell'Istituto Professionale per l'Agricoltura "San Benedetto" di Borgo Piave, addobbata e profumata da policromi fiori, si è tenuta la cerimonia di commiato dal servizio per gli otto dirigenti scolastici della Provincia di Latina già collocati in pensione dal primo settembre scorso. Ecco la lista dei festeggiati, servitori dello Stato, dirigenti in varie sedi scolastiche di ogni ordine e grado della Provincia, da Aprilia a Cisterna, a Latina, Sabaudia, Terracina e Formia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;prof. Giuseppe Antonelli,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;prof. Rocco Barone (dirigente tecnico),&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;prof. Antonio Cardinali (assente),&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;prof. Anna De Donato,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;prof. Rita Leli (decana, titolare di direzione dal 1979),&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;prof. Gaetana Mafrici,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;prof. Romualdo Patrei,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;prof. Antonio Trani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno partecipato il sindaco di Latina On. Vincenzo Zaccheo, il vice sindaco del comune, e nipote della preside De Donato, dott. Maurizio Galardo, la dott.ssa Maria Rita Calvosa dirigente dell'U.S.P. di Latina, la dott.ssa Graziella Cannella dell'Ufficio Studi e Programmazione dello stesso U.S.P. e il preside dell'Istituto prof. Nicola Di Battista che ha fatto gli onori del padrone di casa collaborando nell'organizzazione della significante manifestazione. E non è voluto mancare, malgrado un recente infortunio, neanche l'assessore provinciale alle Politiche della Scuola dott. Giuseppe Schiboni che ha conferito le targhe di onorificenza per conto del Presidente dell'Amministrazione provinciale Armando Cusani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dotato di un ottimo sound un corposo studente dell'Istituto ha cantato un bel brano di apertura, quindi un duo pianistico composto da due promettenti giovani di talento di Latina ha eseguito l'ouverture de "L'italiana in Algeri" di Gioacchino Rossini e alcuni altri brani pianistici tra cui in anteprima assoluta una "Improvvisazione d'autunno", breve composizione del giovane Barone figlio dell'ispettore. "La nostra scuola - ha detto il sindaco Zaccheo che ha gratificato i dirigenti di targhe - insieme ai suoi dirigenti è un esempio da esportare... Grazie per tutto ciò che avete fatto in questi anni al servizio dei nostri giovani, per la divulgazione della cultura". Sono seguiti alcuni brevi ma intensi interventi a cominciare da quello dei ricordi dell'isp. R. Barone, quindi del commosso direttore didattico G. Antonelli di Terracina che ha ricordato i suoi 49 anni di servizio; di A. De Donato tutta una carriera da maestra fino a preside dell'ITC Vittorio Veneto, la scuola di Latina frequentata nella sua gioventù dallo stesso sindaco Zaccheo; di Rita Leli "mitica" direttrice didattica, dal primo all'ultimo giorno dei suoi 29 anni di direzione, titolare del II Circolo didattico di Aprilia. Personaggio impegnato in mille iniziative nella scuola della ricerca e dell'innovazione, ma anche in politica, la combattiva Leli, come assessore all'istruzione del Comune di Aprilia e ancora attualmente, come presidente della Rete civica, nella battaglia pacifica a difesa dell'ambiente contro l'installazione di una Centrale Turbogas nel territorio di Campo di Carne. Di lei il dirigente scolastico Sergio Andreatta (a sua volta già portavoce del C.P.U., Comitato Popolare Unitario di Latina contro l'insediamento del termovalorizzatore nella Valle dell'Astura a Borgo Bainsizza - Borgo Montello) ha voluto ricordare brevemente la comune carriera scolastica incominciata nel Collegio dei docenti di Via Montegrappa nel lontano settembre del 1969, quasi un'avventura e una difficile scommessa in un'Aprilia travagliata dai tanti problemi del rapido incremento demografico, della ricerca di un'occupazione, della legalità pubblica, con una scuola locale in espansione e tutta da inventare metodologicamente per rispondere ai bisogni sociali emergenti e a quelli educativi delle famiglie ed ecco, allora, l'originarsi di un significativo "tempo pieno" per strappare dalla devianza della strada tanti ragazzi. Poi la comune carriera direttiva vincendo insieme il concorso ordinario nazionale per direttori didattici del 1977... A ciascun collega, quelli in attività di servizio, hanno consegnato un loro presente. La dirigente territoriale dell'USP di Latina, Maria Rita Calvosa, pur ricoprendo da soli quattro anni la funzione nel capolugo, ha espresso in conclusione i suoi personali apprezzamenti e la riconoscenza del MIUR. Loretta Tufo, dirigente del I circolo di Piazza Dante, ha curato nei dettagli la riuscita manifestazione. E' seguito un ricco buffet con i gustosi prodotti locali offerti dalla stessa Agraria. Speriamo che questa mattinata di riconoscenza e di ricordi rimanga nei sentimenti e non sia come il rumore che muore nel vento o, meglio, per dirla con due bei versi di Guillaume Apollinaire sui ricordi "les souvenirs sont cors de chasse / dont meurt le bruit parmi le vent". Sergio Andreatta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche le 12 foto - visitabili in www.andreatta.it - sono di Sergio Andreatta, decano dei dirigenti scolastici in servizio nel Lazio). Tratto da &lt;strong&gt;www.andreatta.it&lt;/strong&gt; dove è possibile lasciare un commento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-1749163891787227850?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/1749163891787227850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/1749163891787227850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/01/cerimonia-per-i-dirigenti-scolastici.html' title='Cerimonia per i dirigenti scolastici pontini in pensione'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SXogzLUOWNI/AAAAAAAAAag/6FdTvv_ZenM/s72-c/leli.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-2947463484498606878</id><published>2009-01-11T03:46:00.000-08:00</published><updated>2009-01-14T09:57:52.007-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società.'/><title type='text'>Pensionamento coatto”, questione ancora aperta</title><content type='html'>E il vecchietto dove lo metto? &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SWncR5wWAjI/AAAAAAAAAZg/wh05JNJ62I0/s1600-h/giovane-pensionato.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 104px; height: 95px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SWncR5wWAjI/AAAAAAAAAZg/wh05JNJ62I0/s320/giovane-pensionato.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290001437442834994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con 40 anni di servizio si è obbligatoriamente collocati in pensione? Forse sì o forse no… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto c’è tempo fino al 26 gennaio per la domanda di dimissione dalla scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E parlando del dipendente pubblico che abbia 40 o più anni di contributi previdenziali (come lo scrivente dirigente scolastico Sergio Andreatta con 42 di carriera e 61 di età), un know-how ricco e non disperdibile e ancora molto meno del limite di età dei 65 anni… il (non-)vecchietto dove lo metto? Sulla controversa questione, su cui si profilano massicci ricorsi al TAR, nuovi tentennamenti, o meglio in corso opportuni ripensamenti, di cui non si conoscono però ancora gli esiti, da parte del Ministero della Funzione Pubblica…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La C.M. n. 10/2008 del Dipartimento della Funzione Pubblica registrata dalla Corte dei Conti in data 22 dicembre 2008 non ha dissolto, infatti, i tanti dubbi esistenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo soltanto aspettare la Direttiva, in attuazione dell’art. 72, commi 7 e 11 della Legge n. 133/08 e sperare che le osservazioni che abbiamo fatto presente in tanti (interessati, sindacati, associazioni,…) siano favorevolmente accolte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le O.O.S.S. e l’A.N.P. considerano, per varie ragioni, peggiorative le modifiche apportate alla CM n. 10 del Dipartimento della funzione pubblica rispetto alla ratio del testo originale della circolare e dello stesso articolo 72 della legge 133/08.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La C.M. n. 3 del 9 gennaio 2009 di accompagnamento del D.M. n. 3 lascia margini di ambivalenza non definendo la questione una volta per tutte. E qualsiasi interpretazione al momento sembrerebbe un azzardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se, però, nella Bozza di Direttiva si accenna all’automatismo dei 65 anni d’età ai fini del pensionamento ciò potrebbe anche voler dire, tra le diverse interpretazioni possibili, che fino al limite di età dei 65 anni a nessuno si potrebbe applicare il “pensionamento coatto”, neanche quindi per il dirigente scolastico con 40 di contributi, salvo una valutazione negativa del suo operato da parte del direttore generale dell’USR.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;At present here there are 339 original articles &lt;br /&gt;and 481 comments in 15 top tags. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma per saperne di più non ci resta che attendere ancora un po’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggi i miei articoli correlati: 3 - 2 - 1. (Su: www.andreatta.it )&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3448603509786326717-2947463484498606878?l=scuolainospedalelatina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/2947463484498606878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3448603509786326717/posts/default/2947463484498606878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolainospedalelatina.blogspot.com/2009/01/e-il-vecchietto-dove-lo-metto.html' title='Pensionamento coatto”, questione ancora aperta'/><author><name>Sergio Andreatta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07503993917341780709</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SLQ87iw5vsI/AAAAAAAAAWA/ZLLfL7WCW2E/S220/Sergio+Andreatta.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SWncR5wWAjI/AAAAAAAAAZg/wh05JNJ62I0/s72-c/giovane-pensionato.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3448603509786326717.post-7339361892493080580</id><published>2008-12-29T03:23:00.000-08:00</published><updated>2009-01-01T02:00:17.498-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e Società'/><title type='text'>I 40 anni della Scuola dell’Infanzia da non dimenticare</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SViz54akNmI/AAAAAAAAAZA/p21XuGYYV8M/s1600-h/sergio-andreatta-bambini-una-volta-il-quarto-editore-1998.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 242px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_rE11c3FqKxY/SViz54akNmI/AAAAAAAAAZA/p21XuGYYV8M/s320/sergio-andreatta-bambini-una-volta-il-quarto-editore-1998.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285171969697003106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; 40 anni di storia della pedagogia importanti e da non dimenticare&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di &lt;strong&gt;Sergio Andreatta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;40 anni dalla nascita della “Scuola materna statale” (Legge 18 marzo 1968, n. 444. Ordinamento della scuola materna statale) che ora si chiama, più convenientemente, “dell’infanzia” stanno passando nel dimenticatoio. Un torto per la scuola dei 3-5 anni, fondamentale per la buona crescita dei bambini. E come trascurare la facilitazione che questa prima scuola ha dato all’auto-realizzazione delle donne-mamme e all’affermazione del principio storico delle pari opportunità nel lavoro e nella società? Scuola di molti meriti sociali e politici, la Scuola dell’infanzia, perchè 
